Archive for agosto 2008

Eyes wide open

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«Ateismo e laicismo accecano l'uomo». (Joseph Ratzinger)

Rewind (*)

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Ogni volta che vado alle recite scolastiche dei miei due figli finisco per ritrovarmi in mezzo a un nugolo di genitori con il pallino della regia, armati fino ai denti con videocamere di ogni tipo, forma e dimensione. L'apertura del sipario, generalmente, ha l'effetto dello sparo di uno starter: le apparecchiature vengono accese all'unisono, con un diffuzo ronzio e un abbacinante bagliore azzurroverde che illumina a giorno la sala, e i convenuti iniziano a contorcersi spasmodicamente, cercando di accaparrarsi le postazioni migliori, spostandosi da una parte all'altra, piegandosi faticosamente sui polpacci atrofizzati da anni di scrivania, alzandosi goffamente in punta di piedi, arrampicandosi ovunque nonostante i ponderosi addomi, ostacolandosi malignamente l'uno con l'altro e sibilando tra i denti irripetibili insulti: il tutto allo scopo di disporre, alla fine della recita, di un filmato da portare a casa e catalogare insieme agli altri in rigoroso ordine alfabetico o cronologico (ovvero entrambi, nel qual caso si rende necessario un apposito software, compreso nell'acquisto della videocamera, che stampi etichette con complicati codici alfanumerici da apporre sui prezioni DVD). Un paio di volte ci ho anche provato, a spiegare a questi emuli di Kubrick che i loro figli avrebbero piacere di essere guardati, e che la febbrile attività di ripresa cinematografica, a mio modo di vedere, impedisce a chi la pone in essere di godersi appieno lo spettacolo: c'è tuo figlio che sta facendo Geppetto, cristo. Siediti, spegni quell'arnese e guardatelo, invece di saltare di qua e di là fissando catatonicamente quel monitor a cristalli liquidi. Inutile aggiungere che non c'è mai stato niente da fare: per molti (quasi tutti, a onor del vero) è meglio la gallina di domani (una bella gallina in risoluzione PAL 720x576 a bitrate variabile compressa in Mpeg-2, non c'è che dire) che l'uovo di oggi (anche se quell'uovo è tuo figlio, in carne e ossa, che ti cerca disperatamente con lo sguardo e ti trova intento a ficcare la pupilla dentro a un mirino del cazzo). Sarò un tradizionalista, ma io i miei figli preferisco guardarli, quando si arrabattano sul palcoscenico di scuola. Tra qualche anno, s'intende, potrei avere voglia di rivederli, mentre interpretano Zorro che prende per il culo il sergente Garcia, Mosè che spalanca le acque, Pinocchio che schiaccia sul muro il grillo parlante: e allora non avrò a disposizione che la mia memoria sbiadita, mentre qualcun altro potrà ficcare il suo DVD dentro a una fessura e rivederli tali e quali, senza sbavature, omissioni, dimenticanze. Resto convinto, tuttavia, che per qualche motivo i miei ricordi saranno più veri. E forse il punto è proprio questo. (*) Liberamente ispirato a un post del maestro.

Odio l'estate

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Dal Corriere.it:

Di misure contro il «rovistaggio», una pratica diffusa soprattutto tra anziani, nomadi e senza fissa dimora che nella spazzatura trovano una risorsa per sopravvivere, si era già parlato durante il consiglio straordinario sulla sicurezza il 7 luglio. (...) L'odg impegnava il sindaco ad emettere «apposita ordinanza comunale al fine di vietare in maniera tassativa il rovistaggio e recupero di rifiuti già collocati all'interno dei cassonetti, incaricando il Corpo della Polizia Municipale e le Forze dell'Ordine al rispetto del succitato provvedimento».
Ibidem:
Sarà armata la polizia urbana di Roma. Lo ha annunciato ieri sera il sindaco Gianni Alemanno. «Dopo 35 anni — ha detto — la polizia municipale di Roma torna ad avere un armamento per garantire l'autodifesa e la difesa dei cittadini». È stata una lunga trattativa con il sindacato quella che ha portato all'accordo. Hanno firmato tutte le sigle, salvo gli RdB. E alla fine c'è stato un applauso. A settembre ci sarà il voto del Consiglio comunale.
Per la serie: polizia municipale, mani in alto e giù la monnezza! Meglio cantarci su, va'...
Bruno Martino Estate, 1960

Leggiadre perifrasi

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Non so voi, ma ho come la sensazione che se avesse detto "mi sono messa un tappo nella fica" sarebbe stata un tantino più elegante.

Devastazione monocratica

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Dal sito di Luca Volontè:

Per il deputato dell'Unione di Centro Luca Volontè la decisione con cui il Tribunale di Bologna ha stabilito l'affidamento condiviso di una bimba di 10 anni ai genitori con il padre dichiaratamente omosessuale, devasta i diritti dell'infanzia. La decisione, spiega, "non contrasta certamente con il diritto del minore a ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi i genitori, ancorché separati". Ciò che per Volontè solleva contrarietà è "il contesto nel quale il figlio può essere inserito in conseguenza della decisione e che dovrebbe essere valutato caso per caso". Un bimbo, per il deputato, "non può crescere in maniera equilibrata e serena con molteplici figure maschili che si scambiano il ruolo di padre". La sentenza quindi "devasta il diritto del bambino a vivere un'infanzia o un'adolescenza normale".
Dal Corriere di oggi:
VIBO VALENTIA - È stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Vibo Valentia un agricoltore 40enne che, da oltre 14 anni, malmenava e segregava in casa la moglie e le 5 figlie minorenni, impedendo loro di uscire se non in sua compagnia e costringendo giornalmente la propria consorte a sottostare ad ogni sorta di violenza sessuale, anche in presenza delle bambine.
Può darsi che Volontè abbia ragione: per il ruolo di padre i bambini hanno bisogno di una figura maschile unica. Volete mettere, la soddisfazione di farsi devastare l'infanzia in modo normale?

Quanto conosci i tuoi eroi? Epilogo e proclamazione

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E' stato un testa a testa fino all'ultimo metro. Alla fine l'ha spuntata Elle, in fuga solitaria dall'inizio, tallonata a poche incollature da Eugenia, che conquista una valorosissima medaglia d'argento. Proprio sul filo di lana Litarco affianca Poverobucharin sul gradino più basso del podio, mentre sotto di loro entrano nei top ten Firetrip, Dysnomia, Fabiana, FuffaForte, Stangi (grazie a un grande recupero e al concomitante crollo di Raser sull'ultima salita) e Mariuzzoweb (che stacca Boga e gli soffia in volata la decima posizione). Poi, via via, tutti gli altri, che ringrazio dal primo all'ultimo per l'entusiastica partecipazione al concorso. Sarà mia cura recapitare quanto prima il libro alla vincitrice: mi corre l'obbligo, tuttavia, di chiederle se non l'abbia già letto, per evitare di consegnare un doppione e vanificare l'agognata vittoria. Orbene, io avevo pensato (giacché è un libro che mi è molto caro, e che ritengo personalmente un capolavoro assoluto) a Cuore di tenebra di Joseph Conrad. Può andare? 15.300: Elle; 15.100: Eugenia; 14.900: Litarco, Poverobucharin; 14.100: Firetrip; 13.900: Dysnomia; 13.300: Fabiana; 12.700: FuffaForte; 12.300: Stangi; 12.200: Mariuzzoweb; 12.100: Boga; 12.000: Alfonso; 11.800: Lesandro, Raser; 11.700: Filippo, PaoloC; 11.500: Leilani, Vittorio; 11.200: AleG; 11.100: Fabio; 10.900: Lunola; 10.800: Nuanda; 10.600: Kore; 10.500: Skoptes; 10.400: Sherasade; 10.200: Luca; 9.000: Axx; 8.700: AcidQueen; 8.400: Amicofragile; 8.300: Rip; 8.000: Mar; 6.600: Anto; 6.400: LucaM; 6.000: MadMac; 5.800: Fred; 5.400: Finedelledanze; 4.800: Aioros; 4.400: Hooverine; 2.700: Roger; 2.400: Shaadow; 1.800: Neoborbonico; 1.600: Augusto, Roger; 1.500: Holer; 1.400: HCE; 1.300: Astrid, Elfodin; 1.200: Gabriele, Rogra, Viltrio; 1.100: Vaal; 1.000: J, Silvestro; 900: Capemaster; 600: Xlthlx; 200: Ricky.

Distanze terminali

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Cliccare sulle immagini per ingrandirle. Quanto alla distanza tra la cosiddetta opinione pubblica e la cosiddetta politica[1], ci vorrebbe invece un link per rimpicciolirla un po'. In scala 1:1, nel blog, non ci sta.

Corriere.it
Repubblica.it
[1] Con le dovute eccezioni, s'intende.

Centimetri

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Il primo giorno di mare è ogni anno lo stesso. Suo fratello si ferma sulla striscia di mattonelle che attraversa la spiaggia e porta agli ombrelloni, senza andare né avanti né indietro; schifo della sabbia, dicono alcuni, paura di camminare su qualcosa di non perfettamente stabile, rispondono altri, forse non gli piace stare al mare, suggeriscono altri ancora, si diverte a prenderci per il culo come sempre, sostiene una corrente di pensiero decisamente minoritaria ma non per questo meno autorevole. Sia come sia, suo fratello si blocca, e non c'è più verso di fargli fare un passo che è uno: è da quel momento esatto che inizia la kermesse annuale necessaria per convincerlo a camminare sulla sabbia e a raggiungere l'agognata postazione balneare. Sono solo pochi centimetri fino all'ombrellone, che la titolare dello stabilimento avvicina ogni anno a quella striscia di mattonelle, cercando di agevolare l'operazione e violando le gerarchie che la spiaggia ha maturato in quarant'anni di storia ("Ti darei proprio quello vicino alla passerella, credimi, ma quello è il posto dell'ingegnere dal 1979, chi glielo dice che quest'anno deve cambiare? Però stavolta abbiamo preso il terzo della fila, ché l'avvocato viene poco e l'altro giorno mi ha detto che non ci tiene"): eppure quei pochi centimetri sono tutt'altro che uno scherzo. Nel corso degli anni la squadra incaricata di portare a termine la missione è andata via via aumentando di numero: prima era composta solo dalla ristretta cerchia dei familiari, ma col tempo si sono aggiunti gli amici, i vicini di ombrellone, le loro mogli e i loro figli, i volenterosi semisconosciuti o sconosciuti del tutto che propongono soluzioni alternative, i bagnini, le loro abbronzate ammiratrici, a volte persino qualche occasionale venditore maghrebino che propone imprevedibili soluzioni islameggianti con accento non sempre intellegibile. Una task force bella e buona, impegnata ogni anno in quella che è diventata una specie di consuetudine, di rito, di liturgia: convincere suo fratello a mettere i piedi nella sabbia e a poggiare il culo su quella che diventerà la sua postazione fissa per tutta l'estate. Un mucchio di gente, per coprire un pugno di centimetri. Per azzerare una distanza, si direbbe, piccola ma apparentemente insuperabile, che invece ogni anno finisce per essere colmata grazie alla cazzata di turno: la cazzata geniale che convincerà suo fratello a recedere da ogni proposito di immobilità marittima (una cazzata sempre diversa, ché suo fratello avrà pure la Sindrome di Down, ma è rigorosissimo e non accetterebbe di lasciarsi irretire due volte dallo stesso espediente). Qualcuno dei vicini di ombrellone dà la sensazione di pensarci tutto l'anno, allo stratagemma che proporrà ad agosto, nella speranza di risultare l'autore dell'idea decisiva e raccogliere compiaciuto le congratulazioni degli altri ("bella dritta, sai che nun ciavevo penzato a dije che da là er gelato fa prima a arriva' dal bar?"), non prive di una punta di invidia ("ce potevo penza' io, porcatroia, mo me tocca aspetta' 'n anno"), guardandosi intorno soddisfatto con la faccia di quello che la sa più lunga di tutti ("aho, quest'anno se nun c'ero stava ancora là fermo!"). All'inizio si vergognavano un po', quelli della famiglia, di coinvolgere tanta gente in una questione che alla fine della fiera riguardava solo loro: una questione delicata, la definivano, e intanto minimizzavano e rifiutavano gentilmente le prime offerte d'aiuto con l'aria di chi non ne ha per niente bisogno. Poi, col tempo, hanno imparato. Hanno imparato che forse quei centimetri potevano diventare un obiettivo anche per gli altri, che per potersi dire davvero generosi bisogna evitare di essere parsimoniosi nel chiedere, oltre che nel dare, che tutto sommato ci si può fare pure una risata, invece di farsi spuntare la solita lacrimuccia, e cercare una strada diversa, magari insieme a qualche sconosciuto. Così gli anni passano, e si portano dietro un mucchio di cose che vengono, rimangono quanto possono rimanere e poi se ne vanno, lasciando talvolta un senso di sollievo, talaltra un male da togliere il fiato; oppure, come succede spesso, tutti e due. Tra le cose che restano, però, c'è sempre quella manciata di centimetri che separano la passerella dall'ombrellone. A ricordare, se ce ne fosse bisogno, che vale sempre la pena di fare un pezzo di strada insieme.

Prima digestio fit in ore /9

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Da Avvenire di oggi:

Scienza e Vita auspica che "Eluana possa continuare ad essere accudita amorevolmente dalle suore che da anni le garantiscono l'alimentazione e l'idratazione".
Regalare alle suorine una barbie no, eh?

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