CI SEDEMMO DALLA PARTE DEL TORTO VISTO CHE TUTTI GLI ALTRI POSTI ERANO OCCUPATI
26 maggio 2010
All'idiozia non c'è limite
Non so cosa ne pensiate voi, ma personalmente ritengo che far firmare a qualcuno un impegno scritto a non suicidarsi sia una delle stronzate più gigantesche che abbia mai letto.
E il guaio è che è vero.
magari rinunciano agli indennizzi per la famiglia, o alla possibilità da parte dei parenti di fare causa all'azienda. o cedono i diritti di sfruttamento dell'anima immortale o si impegnano a cinque giri di reincarnazione come manodopera non pagata.
molte culture orientali hanno una scala di valori differente dalal nostra, e non sono affatto rari i suicidi per motivi di lavoro. ci sembra così strano perchè li guardiamo con occhi da occidnetali.
è differtente. In francia i suicidi erano causati dalla possibilità di vedersi licenziati o dalle pressioni indebite sui lavoratori affinchè si licenziassero... ora non conosco bene i motivi dei suicidi di taiwan, ma spesso in quie paesi, il non aver portato a termine il proprio dovere in maniera irreprensibile può essere motivo di suicidio
Mia moglie è taiwanese e mi aveva già parlato un paio di giorni fa di questa storia della Foxconn; l'azienda, anche se molto rigida ed esigente verso i suoi dipendenti, sembra essere abbastanza agognata dai neolaureati taiwanesi. Detto questo le cose non stanno proprio come riportate nel titolo del Corriere (l'articolo non l'ho letto), stando a quanto detto da mia moglie, il boss, nella comunicazione inviata al personale, prima di tutto ha invitato a non suicidarsi in quanto non è la giusta maniera di risolvere i problemi, secondo ha invitato coloro che ne sentissero il bisogno di chiedere aiuto agli psicologi a disposizione in fabbrica (anzi quando i suicidi hanno iniziato ad essere in numero rilevante ha addirittura raddoppiato il loro numero). Il discorso della firma richiesta ai dipendenti pare non sia una richiesta d'impegno a non suicidarsi ma una specie di "liberatoria" sollevante l'azienda da eventuali responsabilità, questo per cautelarsi contro qualche disperato che, pur di sistemare la famiglia, si suicida: pare che da quelle parti (shenzen) non basti un'intera vita lavorativa per accumulare l'equivalente di un risarcimento. Quindi sembrerebbe essere solo l'ennesimo titolo ad effetto di certa nostra stampa. P.S.1 - la stragrande maggioranza dei suicidi erano persone nel loro primo anno di lavoro, l'ultimo addirittura era lì da soli 6 mesi. P.S.2 - mia moglie ha letto l'articolo perché era stata attratta da un titolo molto simile a quello del corriere.
E che mi fai se mi suicido? Che mi fai?
RispondiEliminamagari rinunciano agli indennizzi per la famiglia, o alla possibilità da parte dei parenti di fare causa all'azienda. o cedono i diritti di sfruttamento dell'anima immortale o si impegnano a cinque giri di reincarnazione come manodopera non pagata.
RispondiElimina... e per chi non si attiene al contratto, il licenziamento.
RispondiEliminamolte culture orientali hanno una scala di valori differente dalal nostra, e non sono affatto rari i suicidi per motivi di lavoro. ci sembra così strano perchè li guardiamo con occhi da occidnetali.
RispondiEliminaMah, Melvin anche in telecom france si son suicidati in tanti eh...
RispondiEliminaè differtente. In francia i suicidi erano causati dalla possibilità di vedersi licenziati o dalle pressioni indebite sui lavoratori affinchè si licenziassero... ora non conosco bene i motivi dei suicidi di taiwan, ma spesso in quie paesi, il non aver portato a termine il proprio dovere in maniera irreprensibile può essere motivo di suicidio
RispondiEliminaMia moglie è taiwanese e mi aveva già parlato un paio di giorni fa di questa storia della Foxconn; l'azienda, anche se molto rigida ed esigente verso i suoi dipendenti, sembra essere abbastanza agognata dai neolaureati taiwanesi.
RispondiEliminaDetto questo le cose non stanno proprio come riportate nel titolo del Corriere (l'articolo non l'ho letto), stando a quanto detto da mia moglie, il boss, nella comunicazione inviata al personale, prima di tutto ha invitato a non suicidarsi in quanto non è la giusta maniera di risolvere i problemi, secondo ha invitato coloro che ne sentissero il bisogno di chiedere aiuto agli psicologi a disposizione in fabbrica (anzi quando i suicidi hanno iniziato ad essere in numero rilevante ha addirittura raddoppiato il loro numero).
Il discorso della firma richiesta ai dipendenti pare non sia una richiesta d'impegno a non suicidarsi ma una specie di "liberatoria" sollevante l'azienda da eventuali responsabilità, questo per cautelarsi contro qualche disperato che, pur di sistemare la famiglia, si suicida: pare che da quelle parti (shenzen) non basti un'intera vita lavorativa per accumulare l'equivalente di un risarcimento.
Quindi sembrerebbe essere solo l'ennesimo titolo ad effetto di certa nostra stampa.
P.S.1 - la stragrande maggioranza dei suicidi erano persone nel loro primo anno di lavoro, l'ultimo addirittura era lì da soli 6 mesi.
P.S.2 - mia moglie ha letto l'articolo perché era stata attratta da un titolo molto simile a quello del corriere.
Saluti
Roberto
Ahahahaha... un patto che prevede l'impegno a non togliersi la vita è peggio della corazzata potemkin... Porca miseria, ma questi si drogano pesante.
RispondiEliminaBeh, questa era ancora peggio: http://it.wikinews.org/wiki/Tibet:_la_Cina_proibisce_la_reincarnazione_senza_l%27autorizzazione_del_Governo
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