Il 22 ottobre, mi segnalano, non il 22 settembre. E naturalmente hanno ragione. Lascio qua così com'è il post, ché non è mia abitudine nascondermi quando sbaglio. Il contenuto, va da sé, non cambia di una virgola, fatta eccezione per la tirata d'orecchi ai giornali, che oggi non avevano alcun anniversario da commemorare. Credetemi, ci penso -e ne parlo- da ieri sera, ed ero tanto convinto che fosse così che non ho controllato. Scusatemi.
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Due anni fa un uomo affidato ai carabinieri e ai medici del servizio pubblico moriva ridotto così.
Evidentemente si tratta di una vicenda marginale, perché i giornali non se ne ricordano neanche per uno straccio di commemorazione buttata là tanto per buttarcela.
A me, invece, sembra uno dei fatti più dolorosamente significativi degli ultimi anni, secondo per importanza soltanto alla disinvoltura con cui molti -troppi- sembrano volersene dimenticare.
Sta di fatto, però, che senza memoria non può esistere lo stato di diritto, né tantomeno il senso di umanità che ne è il presupposto.
Ecco, per quel poco che vale da queste parti quella memoria è ancora viva: più viva, se possibile, di due anni fa.
Tutto qua.
Mi dispiace fartelo notare, ma ho controllato su piu' fonti e Stefano Cucchi non e' morto il 22 settembre di due anni fa, ma il 22 ottobre.
RispondiEliminaColgo l'occasione per segnalare il blog della sorella di Stefano: http://perstefanocucchi.blogspot.com/
Hey scusate, ma non era morto il 22 ottobre?
RispondiEliminaVuoi mettere con le pippe dell'adolescente premier nel bagno di palazzo grazioli?
RispondiEliminacredo non cambi di un'H il mese in cui è avvenuto, ma è giusto precisare.
RispondiEliminala vicenda è così raccapricciante che mi domando come si possa sopravvivere ad una cosa simile senza diventare una belva paralizzata dal dolore.
Tranquillo, i giornali se ne fregheranno in pieno. Non e' un errore, e' che sei lungimirante.
RispondiEliminaEcco, siamo al 25 ottobre e non è cambiato nulla, aveva ragione Tenka, sei stato lungimirante.
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