Quando i compagni sorridono


Poi, un giorno, i compagni sorridono.
Ti accorgi, quel giorno, che non sorridono perché sono stati bravi, perché hanno vinto, perché gliel'hanno fatta vedere loro. Quello è già successo, ma quand'è successo i compagni non erano mica così belli.
Sorridono, quel giorno, perché si rendono conto che con le nostre forze, e nient'altro, siamo riusciti a fare una cosa vera. Una di quelle che possono cambiare la vita di tutti. Pure di quelli a cui stiamo antipatici. Perfino di quelli che ci insultano. I quali, presumibilmente, continueranno a farlo.
E' un sorriso che non conoscevi, che nessuno ti aveva insegnato. Che ti prende alle spalle mentre torni a casa in macchina e ti fa venire una cosa nella gola che non va né su né giù.
Che devi accostare, scendere, accenderti una sigaretta. E da solo, in mezzo alla strada, sorridere ancora.
Vale la pena di farsi il culo dieci, vent'anni anni, per capire che significa un sorriso così.

Questo post è stato pubblicato il 12 febbraio 2014 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

7 Responses to “Quando i compagni sorridono”

  1. Vai Metil, almeno per questa settimana si sorride!

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  2. Ale, ....e abbiamo preso anche più sprint!

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  3. io ho aperto il link ma non ho capito una mazza. Se devi riferirti a persone che già sanno tutto magari mandagli una mail.

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  4. Neanche io ho capito cosa avete fatto... Please, qualcuno me lo spiega?

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