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Quei comunisti dei tedeschi

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Una democrazia è forte quando ha media liberi.
La nuova campagna per la libertà dei media di ARD e ZDF. Notoriamente ricettacoli di trotskisti.

Non per dire, ma mi sa che quelli DDRizzati siete voi

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Dall'atto di indirizzo sul pluralismo televisivo messo a punto dal senatore del PdL Alessio Butti:

È opportuno che i temi prevalenti di attualità o di politica trattati da un programma non costituiscano oggetto di approfondimento di altri programmi, anche di altre reti, almeno nell'arco di otto giorni successivi alla loro messa in onda. (...) L'intervento di un opinionista a sostegno di una tesi va calibrato con uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilità culturali. Ciò è ancora più necessario per quei programmi, apparentemente di satira o di varietà, che diventano poi occasione per dibattere temi di attualità politica.
E poi hanno la faccia tosta di dire che sono gli altri, quelli che adottano gli stessi metodi della DDR.

Ecco a voi l'Italia dei plastici

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Nell'Italia dei plastici succedono anche cose come questa: una lite in famiglia con calci, pugni e mobili rotti per una discussione sulla vicenda di Sarah Scazzi.
D'altronde è questo, il paese che cercano in tutti i modi di farci diventare.

Un senso della decenza che non è il mio

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Nella televisione di stato si censura un film nel quale due omosessuali fanno l'amore, ma si mostra in diretta lo sguardo attonito di una madre vera alla quale viene comunicato che la figlia è stata ammazzata, stuprata e gettata in un pozzo dallo zio.
Il mio senso della decenza e quello di chi decide i palinsesti sono decisamente divergenti.

L'acqua calda degli ipocriti

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Roma, 2 feb. (Adnkronos) - "Sono allibito. Non posso far finta di non aver letto quelle dichiarazioni deliranti. Parlero ' con il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi per decidere il da farsi". Lo ha detto all'ADNKRONOS il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, commentando le dichiarazioni sull'uso di droga rilasciate da Morgan in un'intervista a 'Max'.
Pare che in Rai abbiano scoperto l'acqua calda e ne siano anche allibiti: in televisione vi è più coca che culi... ed è tutto dire.
Mazza, Giovanardi, Gasparri e il Codacons - la lista è lunga - gridano allo scandalo indignati per il pessimo esempio che le esternazioni sul privato del cantante potrebbero avere sui giovani.
Bei tempi quelli in cui si cantava " Luca era gay e ora sta con lei".

Massì, tanto sono tutte zozzerie

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Non so se vi è chiaro, ma questa idiozia implica che d'ora in avanti prima delle undici di sera potete scordarvi di vedere (per citare i primi che mi sono venuti in mente) film come Bella di giorno di Luis Bunuel, Mamma Roma di Pierpaolo Pasolini, Taxi Driver di Martin Scorsese, Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, I pugni in tasca di Marco Bellocchio, La città delle donne di Federico Fellini, Shining di Stanley Kubrick, Volver di Pedro Almodovar, Apocalypse now di Francis Ford Coppola.

Complimenti, un bel capolavoro.

Le vere ragioni della visita in Libia

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Non è il presidente del Consiglio italiano quello che è andato in visita libica, ma l’uomo d’affari Berlusconi. La televisione satellitare tunisina Nessma,è stata recentemente acquisita da Mediaset e da Quinta Communications, la società di Tarak Ben Ammar di cui è socio il gruppo Fininvest e nel cui capitale è entrata, tramite la Lafitrade, pure Tripoli. Nessma ha un mercato di 80 milioni di telespettatori da conquistare. Gli spettatori hanno quindi potuto apprendere direttamente dal proprietario della tv di come la politica del governo italiano (quella gestita dall'altro Berlusconi, il politico) sia tesa ad “aumentare i canali di ingresso legali” e a garantire, ai migranti, “casa, lavoro, istruzione” e - udite udite - “l’apertura di tutti i nostri ospedali alle loro necessità”, perché “pure gli italiani sono stati emigranti, e quindi devono aprire il loro cuore a chi oggi viene in Italia”. Godetevi lo show.

Come mai in Italia non l'ha detto nessuno? Perchè paghiamo noi la trasferta dell'imprenditore Berlusconi con tanto di Frecce Tricolori al seguito? E perchè l'uomo più ricco d'Italia scrocca a noi poveracci i suoi viaggi commerciali? Non commento le altre cazzate che ha detto perchè purtroppo, oramai, non fanno più notizia. Come disse il diplomatico turco dopo la materializzazione del nostro al momento (mediatico) della firma dell'accordo russo-turco per il nuovo gasdotto: "I fatti erano tali da creare un incidente diplomatico tra Italia e Turchia, ma siccome si tratta di Berlusconi... Sappiamo tutti com'è e ci ridiamo sopra". (grazie a Eva Rossi, via Facebook, e a Daniele Sensi)

Election blues

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- Naturalmente sono dati provvisori, parliamo sempre in linea teorica. - Naturalmente. - E' chiaro che siamo estremamente soddisfatti di questo risultato. Estremamente soddisfatti in linea teorica. - Se prendete meno del 40% per voi è un disastro. - Siete solo invidiosi perché la vostra soglia di disastro è al 22. - Attenzione, scusate, ecco i nuovi dati Nexus. - Posso fare un'osservazione? - Certo. - Questi sono dati provvisori e le forchette sono ancora molto alte. - Naturalmente, onorevole. - Quindi il nostro è un po' un discorso teorico, diciamo. - Certo. Lei cosa ne pensa, direttore? - Guardi, se i dati fossero davvero questi, perché ovviamente è ancora presto per dirlo, io credo che tutti i direttori di giornale dovrebbero andare in video con gli occhiali a mo' di fermacapelli. - Ecco, a questo proposito, forse non avete notato che il primo partito d'Europa ha guadagnato rispetto all'ultima tornata elettorale lo stesso numero di seggi che è stato perso in totale da tutti gli altri. Cosa ci dice questo, ci dice che la campagna elettorale fatta sul gossip non funziona. - Non sono d'accordo. Noi possiamo dirci molto soddisfatti, sempre che i dati siano corretti, perché la vostra vittoria non è stata totalmente annichilente. - Posso fare un piccolo appunto? - Sì? - Dobbiamo sempre ricordare che queste sono soltanto delle proiezioni provvisorie. Stiamo sempre facendo un discorso, come dire... - Teorico. - Avrei detto stupido ma così suona meglio. - Attenzione, ecco, secondo gli ultimi dati i comunisti sarebbero al 65%. - Ecco, guardi, questo è un dato che davvero fa cadere gli occhiali da sopra la fronte. Se soltanto le sei liste comuniste, tutte singolarmente al di sopra del 50%, si fossero presentate unite, allora tutti in questo studio ammirano la linea della mia giacca. - Questa è la dimostrazione che la campagna elettorale fatta sui problemi con la giustizia non funziona. - Non è vero. Il nostro risultato è buono, basta guardare i numeri: la distanza tra maggioranza e opposizione è diminuita. - Ma voi non siete l'opposizione. - Da oggi sì. - Posso fare una piccola osservazione? - Sono dati provvisori, lo sappiamo. - Ah, è laureato anche lei? - Questa è la dimostrazione che la campagna elettorale fatta sull'intelligenza non funziona. - Ecco, a questo proposito, voi forse non avete ancora considerato questi risultati da un punto di vista meno italocentrico e più europeo: in quest'ottica - - Posso interromperla un istante? - Certo. - Grazie, prosegua pure. - in quest'ottica, è chiaro che la crisi della sinistra non è da ricollegare, come ha affermato prima il direttore, all'uso indiscriminato delle cravatte slim, bensì ad un fenomeno più generale di flessione dei principali partiti socialdemocratici europei in seguito alla nascita di tre generazioni di idioti. - Non sono d'accordo. Io credo che la socialdemocrazia esca rafforzata da questo risultato, perché se vince la destra vuol dire che l'Europa ha ancora bisogno di sinistra. - Direttore, cosa ne pensa? - Mah, guardi, io aspetterei almeno i dati definitivi prima di dare dell'imbecille all'onorevole e di esporre i suoi ridicoli pantaloni al pubblico ludibrio. - Posso dire una cosa? - No. - Questa è la dimostrazione che la campagna elettorale fatta tutta in maglione non funziona. - Sono arrivate le ultime proiezioni, e ci sono dei colpi di scena. Onorevole, per voi è un duro colpo. - Non è vero. Siamo comunque soddisfatti perché ci sono ampi margini di miglioramento: la forchetta è quattro volte i nostri voti. - Buonasera. Posso dire una cosa? - Guardi che la riconosco benissimo anche con i baffi disegnati. - Sono baffi provvisori.

Censura di regime

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"Valérie: Diario di una ninfomane" è il film ispirato all'omonimo romanzo di Valérie Tasso che sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 30 aprile, e del quale potete ammirare qua sopra la locandina. Ebbene, dovete sapere che la locandina in questione non ha ancora ricevuto il visto della censura, in quanto la foto che vi è rappresentata, associata alla parola "ninfomane", inviterebbe "esplicitamente al peccato". Come se non bastasse, la direzione di Rai 2 ha proibito che l’autrice Valérie Tasso e l’attrice Belen Fabra venissero ospitate alla trasmissione "Quelli che il calcio" di oggi per promuovere il film, in quanto parlare di sesso in fascia protetta non sta bene, e quindi va accuratamente evitato.

Ora, dovete sapere che io ho due figli piccoli, e che sono effettivamente assai preoccupato per quello che capita loro di vedere in giro: non tanto, vi dirò, per l'effetto che alcune immagini possono scatenare sulla loro psiche, quanto per la difficoltà di aiutarli a comprenderne il senso.
Ebbene, non mi pare poi così complicato spiegare a un bambino che una ninfomane è una a cui piace fare l'amore molto spesso, che la cosa non è più considerata una malattia dal 1995 e che al cinema danno un film che racconta la vita di una ragazza così.
Mi pare più difficile, tanto per citare le prime cose che mi vengono in mente, far capire a un bambino che due indagati per stupro non sono automaticamente due colpevoli, e che quindi sarebbe meglio evitare di metterli alla gogna mostrandone la faccia tutti i telegiornali; che è più importante studiare per poter ambire a un lavoro vero, piuttosto che sperare di diventare un calciatore, una velina o un partecipante della ventiseiesima edizione del Grande Fratello; che gli omosessuali non sono dei pervertiti, nonostante il fatto che la cosa venga più o meno apertamente sostenuta da opinionisti, vescovi, politici e cantanti; che non debbono fidarsi ciecamente dei giornali e della televisione come se fossero le uniche fonti di informazioni attendibili, perché spesso e volentieri anche loro raccontano delle bugie.
Per cui, gente, mettiamoci d'accordo: volete censurare tutto quello che può turbare i nostri figli e dar loro una visione distorta della realtà?
Benissimo, sono con voi.
Purché si inizi dalle cose serie, e non da queste stronzate.

Raiset, l'azienda di famiglia

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Ormai è ufficiale: per Berlusconi non esiste più nessuna differenza tra Rai e Mediaset. Non ha più senso parlare di Tv pubblica e commerciale. La Rai ormai non si può più definire nemmeno una Tv di Stato. Da quando ieri pomeriggio il Premier ha riunito a casa sua la maggioranza per discutere sulle nomine di Viale Mazzini, la Rai è diventata esattamente come Mediaset. Un'azienda a gestione familiare. E il capo famiglia ha deciso di spostare il direttore del Tg5, Clemente Mimun, che ora dovrà vigilare sull'informazione del Tg1. Per ora conviene così. Il capo ha fretta, dicono. 

Dopo aver piazzato i suoi soldati nei punti strategici, secondo la Repubblica, Berlusconi pare abbia ordinato ai suoi: "Adesso andate da Franceschini e fatevi dare i loro candidati". 
Qualcuno dall'opposizione si è detto scandalizzato. Non tanto perché è stato completamente ignorato il cda della Rai al quale spetta ufficialmente la decisione sulle nomine, ma perché è stata ignorata l'opinione dell'opposizione stessa. Tranquilli, amici, rimane sempre RaiTre. 
Il progetto "Raiset" ormai si è già messo in moto e non ci sarebbe molto da stupirsi se tra qualche mese la stessa giornalista la vediamo fare dei salti settimanali tra il Tg1 e il Tg5. Nel frattempo bisogna fare finta di niente. Come Italo Bocchino che, interpellato sul vertice di Palazzo Grazioli, ha detto: "Ma quale Rai, abbiamo parlato dell'Abruzzo"! 

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