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OpenDNS: il nostro contributo (diverso dal silenzio) contro il decreto Alfano

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Gli autori di questo blog, come preannunciato, hanno scelto una forma di iniziativa diversa dallo sciopero per contrapporsi al decreto Alfano: pur avendo il massimo rispetto per chi vi prenderà parte, e pur condivendone gli obiettivi, abbiamo considerato che la reazione più appropriata all'introduzione di una norma liberticida come quella che sta per vedere la luce non sia il silenzio, bensì la strada dell'informazione civile.

Proprio in quest'ottica, iniziamo da oggi a dare alcuni consigli per contrastare gli effetti di una legge che, almeno fino a quando non verrà bollata come incostituzionale, restringerà la nostra libertà d'azione.
Oggi illustrerò l'utilizzo degli Open DNS, cercando di semplificarlo il più possibile per renderlo "commestibile" anche a chi avesse poca dimestichezza con l'informatica.
Potete immaginare i DNS (Domain Name System) come degli enormi database: quando digitiamo l'indirizzo di un sito, la nostra richiesta viene inviata al database del nostro provider che, pescando nei suoi archivi, lo converte in un indirizzo IP indispensabile per collegarsi al sito in questione. Considerando che la maggior parte dei siti internet sono ospitati da server esteri, il passo più semplice per oscurare un sito non è quindi chiedere al server estero di cancellarne il contenuto, ma rivolgersi ai vari provider italiani (Telecom, Vodafone, ecc..) chiedendo che venga rimosso il solo collegamento verso il sito in questione.
Il risultato sarà quindi che dopo aver digitato l'indirizzo del sito oscurato verremo indirizzati verso la classica pagina bianca contenente l'avviso che il sito cercato non esiste o non è raggiungibile.
Proprio per ovviare a questo problema, da alcuni anni è sorto Open DNS, un servizio che, tramite server decentrati, offre liberamente i propri DNS allo scopo di creare un servizio di risoluzione di nomi in indirizzi internet (DNS) che non sia controllato da governi o enti militari, al fine di evitare censure, vincoli e controlli sul traffico internet e sui suoi contenuti.
Per semplificare ulteriormente potremmo dire che, impostando sulla vostra connessione i protocolli di OpenDNS, le vostre richieste non arriveranno più sul database del gestore di servizi che state utilizzando, ma verranno dirottate verso il database di OpenDNS: la cosa vi permetterà quindi di raggiungere in modo automatico e senza vincoli qualsiasi sito venga oscurato, utilizzando questo metodo ormai ampiamente diffuso.
Come impostare gli Open DNS?
1) Andate su pannello di controllo, scegliete connessioni di rete, cliccate con il tasto destro del mouse sulla vostra attuale connessione attiva e scegliete la voce proprietà.
2) Scorrete fino in fondo la lista contenuta nella sezione La connessione utilizza i componenti seguenti e fate doppio click sulla voce Protocollo internet.
3) Selezionate l'opzione Usa i seguenti indirizzi server DNS, ed inserite 208.67.222.222 nel campo Server DNS predefinito e 208.67.220.220 in Server DNS alternativo, come da figura sotto.
Date l'ok e avrete impostato in modo molto semplice i nuovi protocolli. A questo punto sarete liberi di navigare così come avete sempre fatto, bypassando eventuali censure in modo del tutto legale. Ulteriori informazioni e guide sono reperibili sul sito ufficiale di OpenDNS.
P.S.
Ricordo che, se l'uso di questi protocolli è del tutto legale, visitare siti oscurati per cause evidentemente legittime (vedi pedopornografia e simili) non lo è: in questo caso lasciate perdere OpenDNS e rivolgetevi ad un buon terapeuta.

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