Perché non parteciperò allo sciopero dei blogger

Non parteciperò allo sciopero indetto dai blogger per il 14 luglio contro le norme illiberali contenute nel decreto Alfano, anche se nutro il massimo rispetto (e in molti casi una stima sincera) per coloro che vi prenderanno parte, sono solidale con loro e ne condivido gli obiettivi.

Sta di fatto, però, che il metodo non mi convince: astenermi dal fare nel momento della difficoltà mi riesce tanto difficile da risultarmi, alla resa dei conti, impossibile.
Se è vero -ed è vero, purtroppo- che stanno per introdurre una normativa degna dei peggiori regimi illiberali allo scopo di indurci al silenzio, ritengo più utile guadagnare un giorno piuttosto che perderlo.
Ragion per cui il 14 luglio, anziché starmene zitto, scriverò quello che vorrò scrivere, continuando ad utilizzare fino in fondo questo spazio finché posso farlo.
Anche perché, detto tra noi, se proprio devo beccarmi un "chissenefrega" da qualcuno (per inciso, io me ne strafotto allegramente di quello che scrive Facci da molto prima che lui avesse cognizione di cosa sia un blog, e lo dico tra parentesi perché reputo il suo intervento di rilevanza così minuta da non valere neanche lo sforzo di un post), preferisco meritarmelo per quello che ho scritto, piuttosto che per quello che ho tenuto per me.

Questo post è stato pubblicato il 09 luglio 2009 in ,,,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

13 Responses to “Perché non parteciperò allo sciopero dei blogger”

  1. é esattamente quello che pensavo io...
    Non cambia il fatto che se la rete è impegnata a difendere se stessa,gli spazi per le informazioni contro il regime sono in parte ridotti,e quindi il vantaggio è sicuramente loro...è innegabile che anche se la legge fosse bloccata,in questi mesi la battaglia la vincono loro...
    un saluto da un contorto Mirko

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  2. Invece io ho la sensazione che questo possa essere uno di quei casi in cui il silenzio vale più delle parole... se allo sciopero si premette un post ben argomentato per spiegarne le motivazioni, ovviamente. E ogni blogger che rifiuta di tacere, sia pur per ragioni valide come le tue, riduce la forza di questo silenzio, tanto più se il suo blog gode di una certa popolarità. Nulla ti vieta di rimandare di un giorno la pubblicazione dei post che scriverai martedì, premettendo "Questo post avrei dovuto pubblicarlo ieri, ma non l'ho fatto perché..." e ricordando l'antefatto, a beneficio dei lettori ai quali dovesse essere sfuggito.

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  3. Non entro nel merito se condividere la scelta o meno, tuttavia è mio pensiero che il titolo dello spregevole F.F. sia azzeccato.
    Non condivido ovviamente le motivazioni date nell'articolo però ritengo sia da illusi pensare che uno sciopero dei blog possa avere una qualsivoglia influenza sulle scelte di questo governo..

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  4. @Gwendalyne: perdonami, ma non credo di capire. E' un po' come se tu mi dicessi: sei libero di pensarla come vuoi, e quindi anche che lo sciopero sia un mezzo non efficace, ma è meglio che ti comporti come noi, altrimenti non ci riesce lo sciopero.
    Forse la chiave è altrove, e mi spiace aver generato questo equivoco: io non credo (e qua rispondo anche a Bleek) che lo sciopero non si debba fare perché "tanto figurati se un governo cambia idea per uno sciopero dei blogger"; piuttosto, credo che sia uno strumento sbagliato, soprattutto per chi, come i blogger, ha la possibilità di mettere in atto altre forme non di protesta (che brutta parola, e inutile per giunta), ma di lotta. Fino alla disobbedienza, evidentemente.

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  5. Credo che ognuno sia libero di lottare a proprio modo, con i mezzi e gli strumenti che ritiene più opportuni.
    C'è però un punto su cui ti invito a riflettere. Una cosa sono cento, mille voci isolate, sia pure nella stessa direzione, altro un coro comune.
    La forza è nella capacità di fare fronte unico.
    Non si tratta di "spegnere" la voce dei blog per un giorno, piuttosto di avere, per un giorno una sola voce per tutti i blog.

    Forse a volte dovremmo saper rinunciare all'autoreferenzialità.

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  6. Temo di non essermi spiegata bene... :-( Non era mia intenzione invitarti a "fare come me": anzi, figurati che non ho ancora deciso se aderire o meno, perché prima vorrei vagliare almeno in parte la gran mole di informazioni disponibili al riguardo e le ragioni su cui si basano le diverse posizioni, per poter scegliere a ragion veduta. Neanch'io credo che questo sciopero di per sé servirà a smuovere di un millimetro il governo... ma a sensibilizzare gli utenti della Rete sì, e non mi sembra poco. Un messaggio del tipo: visto cos'è successo oggi? Immaginate cosa potrebbe accadere se la legge passasse...

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  7. Non è questione di autoreferenzialità, ma di metodo. Credete che ci sarebbe tutta questa coesione se (come io auspico, e credo promuoverò) si ipotizzasse una disobbedienza civile, invece di uno sciopero?

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  8. Ma, Metil, il senso dello "sciopero" non è esattamente quello di tacere e astenersi dal proptestare: al contrario, in quella data si chiede di ESSERCI, fortemente ed unitamente e contribuire, ognuno con un segnale in linea con la mobilitazione proposta da Giglioli.
    La discussione dell'emendamento è, in realtà, slittata a Settembre ,ma l'idea è quella di non disperdere il lavoro di collezione di adesioni per dare forza ad un'opposizione a quegli articoli che riguardano i blogger.

    Dai, siici!

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  9. Anche secondo me ai nostri parlametari fregherà poco dell'iniziativa, ma non mi costa nulla. Come ha detto Gwendalyne ogni post lo posso ritardare tranquillamente di un giorno.

    Male che va sarà servito solo a manifestare il mio dissenso.


    Mi piace molto, invece, l’idea della manifestazione di blogger imbavagliati a Roma, con tanto di video da pubblicare su internet.

    Potrebbe servire a far fare la figura dei “censori” ai nostri politici in tutto il mondo, sperando che questo crei un certo imbarazzo.

    Bella idea e spero che porterà i suoi frutti.

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  10. http://salviamocarrara.splinder.com/?from=6
    saluti

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  11. già uno che scrive "un media" sarebbe da far tacere (giornalisticamente, eh!) per sempre. ma quello che traspare è il solito timore che le informazioni arrivino ai destinatari senza il bavaglio governativo. e allora non mettiamocelo anche da soli, il bavaglio: direi che la cosa migliore è continuare a scrivere.

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  12. Non condivido la non partecipazione. Un'iniziativa nuova come uno sciopero dei blog crea risonanza, tant'è vero che viene commentata anche dai media tradizionali. Quello che scrivi passa più inosservato, e non si merita neanche un "chissenefrega" di Facci.

    Lele

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