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Il tempo vola

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Ieri sera ho avuto la fortuna di guardare Ballarò esattamente nei cinque minuti in cui Antonio Catricalà diceva che il governo non è intervenuto sulle esenzioni ICI della Chiesa perché non ha ancora avuto il tempo di studiare la questione.
Dico "fortuna" perché la scenetta, tra l'altro accompagnata da un elogio al presidente Monti, il quale secondo Catricalà sarebbe un uomo che non sa mentire, è stata decisamente divertente: specie nella parte in cui Maroni rispondeva una cosa del tipo "c'è poco da studiare, l'ICI alla Chiesa o la metti o non la metti", dimenticando tuttavia che all'argomento, guarda caso, non aveva trovato il tempo di dedicarsi neanche il suo governo.
Sono convinto, chissà perché, che il tempo per dare un'occhiata agli immobili dei vescovi continuerà a mancare anche in futuro, a questo governo e a quelli che gli succederanno; e che invece abbonderà per alzare il prezzo della benzina, per istituire nuove imposte a carico dei lavoratori e per mandarli in pensione ancora più tardi.
L'ICI sugli immobili della Chiesa, evidentemente, fa questo effetto: quando se ne parla, il tempo vola.

Quello che è giusto è giusto

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Il signore che vedete nella foto si chiama Giuseppe Consolo, è un deputato del PDL e quest'oggi si è scagliato contro i vigili romani, che a suo dire fanno troppe multe ai parlamentari:

Veniamo alla Camera per lavorare e non per bighellonare.
Per quanto riguarda le multe, evidentemente, non sono per niente d'accordo: anche i cittadini comuni, com'è noto, vanno a lavorare e non a bighellonare, ma se un vigile li pizzica mentre infrangono il codice della strada una bella contravvenzione non gliela leva nessuno. Tuttavia, per amor di verità, su una cosa mi sento in dovere di dare ragione all'Onorevole: si tratta di uno che lavora sodo.
A volte perfino per due o tre.

Non c'è solo il Lodo Alfano

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La novità è che gli autisti delle alte cariche costituzionali e quelli dei dei presidenti delle Regioni, delle Province e dei Comuni capoluogo di provincia (in tutto circa 1.500 persone) potranno permettersi tutte le infrazioni che vogliono senza vedersi sottrarre i punti dalla patente: il che, se non ho capito male, equivale a dire che ai politici che "contano" sarà concesso di fare il loro comodo (non fermarsi col rosso, zigzagare nel traffico, andare a duecento all'ora in autostrada) con l'unico inconveniente di dover pagare le multe (magari usando i soldi pubblici).
Tutti gli altri "mortali", quelli che pur essendo costretti a percorrere centinaia di migliaia di chilometri l'anno per campare dovranno continuare ad obbedire alle regole ordinarie, ringraziano sentitamente: ecco un altro provvedimento che avvicina la politica ai cittadini.
E poi hanno la faccia tosta di lamentarsi dell'astensionismo.

La faccia come il culo...

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Antonio Paravia (Pdl), relatore al disegno di legge sviluppo, a margine dei lavori in senato riferisce di un emendamento del senatore Alberto Balboni (Pdl) teso ad annullare la retroattività della Class Action. Retroattività che già ora è limitata al luglio 2008. Ora, a chi tale provvedimento non giova mi pare evidente... La domanda più interessante da porsi penso sia invece: a quale gruppo industriale o di potere si sta cercando di parare il culo questa volta?

E' la somma che fa il totale

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In alcuni dei post precedenti mi sono occupato dell'otto per mille: in estrema sintesi, vi ho segnalato che la Chiesa Cattolica, in virtù del perverso meccanismo che caratterizza questo strumento, percepisce più del 50% dei fondi da persone che non sono consapevoli di darglieli, che impiega quei quattrini in modo molto difforme da quanto si sforza di far credere agli italiani, che una buona metà dei quattro soldi che i cittadini destinano allo Stato nonostante la sua totale inerzia nel chiederli viene nuovamente girata alla Chiesa in forma più o meno trasparente.

Oggi vorrei aggiungere a questo mosaico, già di per sé piuttosto significativo, un altro tassello, e quindi tirare due somme, ché quando si parla di soldi quantificare è sempre un'operazione utile.
Il capitolo del giorno si chiama "ora di religione", e nasconde anch'esso, come l'otto per mille, una lunga serie di singolari anomalie.
Tanto per cominciare, gli insegnanti vengono insindacabilmente scelti dalla Curia, senza che lo Stato possa minimamente pronunciarsi sui nominativi indicati; peccato, però, che è lo Stato a dover pagare i loro stipendi, trovandosi quindi nella curiosa condizione di dover mettere a libro paga delle persone che non ha mai neppure visto in faccia.
In secondo luogo, dal 2003 gli insegnanti di religione sono entrati in ruolo, e quindi che lo Stato è obbligato ad assumere direttamente (bypassando tutti i concorsi del caso) quanti tra loro dovessero (ancora una volta, insindacabilmente) diventare sgraditi alla Curia.
Infine, qualche numero: gli insegnanti di religione, secondo le stime più accreditate, costano allo Stato (che, si ripete, non ha avuto neanche la soddisfazione di sceglierseli) circa un miliardo di euro l'anno.
Ciò detto, iniziamo ad addizionare, ché di materiale ne abbiamo messo insieme abbastanza: la Chiesa incassa circa un miliardo di euro l'anno, come abbiamo appena detto, per gli stipendi degli insegnanti di religione, altri novecentonovanta milioni dall'otto per mille, e un'altra decina di milioni (spiccioli, direte voi, ma è la somma che fa il totale, come diceva Totò) quale grazioso cadeau concessole dallo Stato prelevandolo direttamente dall'otto per mille che gli spetterebbe.
In tutto, l'avrete notato, fanno un paio di miliardi tondi tondi.
Mentre mi domando quante abitazioni di terremotati si potrebbero ricostruire, quanti disoccupati si potrebbero sostenere, quante case popolari si potrebbero realizzare, con due miliardi di euro l'anno l'anno, e nel ricordarvi en passant che la spesa per gli insegnanti di religione è stata una delle pochissime a non essere toccata dai tagli della riforma Gelmini, vi segnalo sin d'ora che il conteggio non è finito qua.
Prossimamente mi premurerò di spiegarvi qualche altra stranezza, come le esenzioni fiscali di cui la Chiesa Cattolica può inspiegabilmente godere pur esercitando attività commerciali a tutti gli effetti, ed altre simpatiche cosucce che incrementeranno il nostro totale.
Segnatevi l'importo a cui siamo arrivati, e a risentirci.

I liquidi del Vaticano

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Da Repubblica.it di oggi:

Il Vaticano avrà l'impianto solare più grande d'Europa. Il progetto è alle fasi finali di studio. I lavori potrebbero partire entro due-tre mesi. Prezzo: 500 mln di euro. E il surplus di energia sarà venduto all'Italia.
Da L'Espresso del 1° dicembre 2006:
Dal 1929, è l'Italia a pagare i 5 milioni di metri cubi d'acqua consumati in media ogni anno dallo Stato pontificio. Per le acque di scarico, Città del Vaticano si allaccia all'ACEA, ma non paga le bollette.
Facciamo mente locale: il Vaticano si prende l'acqua gratis dall'Italia, e dall'Italia incassa pure i quattrini per la vendita dell'elettricità. Una vera passione per i liquidi...

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