Il tempo vola

Ieri sera ho avuto la fortuna di guardare Ballarò esattamente nei cinque minuti in cui Antonio Catricalà diceva che il governo non è intervenuto sulle esenzioni ICI della Chiesa perché non ha ancora avuto il tempo di studiare la questione.
Dico "fortuna" perché la scenetta, tra l'altro accompagnata da un elogio al presidente Monti, il quale secondo Catricalà sarebbe un uomo che non sa mentire, è stata decisamente divertente: specie nella parte in cui Maroni rispondeva una cosa del tipo "c'è poco da studiare, l'ICI alla Chiesa o la metti o non la metti", dimenticando tuttavia che all'argomento, guarda caso, non aveva trovato il tempo di dedicarsi neanche il suo governo.
Sono convinto, chissà perché, che il tempo per dare un'occhiata agli immobili dei vescovi continuerà a mancare anche in futuro, a questo governo e a quelli che gli succederanno; e che invece abbonderà per alzare il prezzo della benzina, per istituire nuove imposte a carico dei lavoratori e per mandarli in pensione ancora più tardi.
L'ICI sugli immobili della Chiesa, evidentemente, fa questo effetto: quando se ne parla, il tempo vola.

Questo post è stato pubblicato il 07 dicembre 2011 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

10 Responses to “Il tempo vola”

  1. mi astengo dal commentare per non incorrere in censura per blasfemia.

    RispondiElimina
  2. Sarebbe opportuno far pagare l'ICI per quegli immobili che non vengono utilizzati per uso strettamente religioso o caritatevole... far pagare l'ICI per una chiesa o un refettorio per poveri mi pare eccessivo, mentre ben venga il pagamento dell'ICI per alberghi o scuole parificate.

    non penso sia complessa come cosa...

    RispondiElimina
  3. Sai, non ne sono sicuro. Non è così banale, ci sono leggi, regolamenti, codicilli, decreti, circolari.
    Non penso sia così banale dire "rimetto l'ICI alla chiesa" e renderlo contestualmente effettivo. Questo lo fa Tremonti, che il giorno dopo si smentisce.
    Monti l'ha detto all'inizio della conferenza stampa: nella manovra ci sono fatti, non promesse o indicazioni.

    Con tutta l'attenzione che andrà posta sui provvedimenti che prenderà questo governo, io un po' di fiducia ancora gliela darei.

    Su Maroni caduto dal pero non c'è commento da fare, ovviamente.

    RispondiElimina
  4. ma perché la Chiesa possiede degli immobili? O altri beni materiali? Dai se credo a questa... ma allora Gesù e San Francesco cos'erano induisti?

    RispondiElimina
  5. lo sto scrivendo a tutti i blogger: scriviamo un POST a blog unificati per chiedere di far pagare l'ICI alla chiesa, mobilitiamoci come abbiamo fatto per i referendum.

    RispondiElimina
  6. bè, iniziamo a mandargli una serie di e-mail per incentivare questo ricordo...intanto oggi la verde supera 1,70 €....evviva il paese delle banane...

    RispondiElimina
  7. cambiano i governi ma la sostanza sembra variare di poco, in maniera quasi impercettibile

    RispondiElimina
  8. Seno sempre la necessità di dire la mia quando si parla dell'ICI ai beni della chiesa. Ricordate tutti una cosa, è cambiato il governo, non il parlamento che deve votare le leggi che il governo emana e dubito fortemente che UDC, PDL, API e anche buona parte del PD accetterebbero di far pagare l'ICI alla chiesa, o levare o abbassare l'8 per mille... e lo stesso discorso si può (anzi si deve) applicare a tutte le altre "iniquità" (o presunte tali) della manovra...

    RispondiElimina
  9. Sarebbe molto apprezzato se, da parte della Chiesa, tanto preoccupata per la nostra crisi,ci fosse un passo (magari anche due) per rinunciare al privilegio. Ma tutto cio' rientra in quella che la vecchia Domenica del Corriere chiamava "realta' romanzesca". In quanto ai nostri politici, il problema e' di natura medica: il ginocchio della lavandaia e' un disturbo molto doloroso. Le callosita' alle ginocchia sono un bel guaio per chi vive genuflesso. A quando uno Stato laico? Gli scienziati ci dicono che vivremo sino a 120 anni: troppo pochi.

    RispondiElimina
  10. La disposizione, contenuta nel decreto legislativo 504 del 1992 e nelle successive modifiche, stabilisce che sono esenti dall'imposta sugli immobili tutti gli enti non commerciali "destinati esclusivamente ad attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive", nonché alle attività di religione e di culto.
    Ciò significa che non pagano l'ICI tutti - TUTTI - gli enti non commerciali solo se destinati totalmente all'esercizio esclusivo di una o più attività tra quelle sopra elencate. Se manca una di queste condizioni, l'esenzione decade.
    La Chiesa cattolica beneficia dell'esenzione esattamente come tutte le altre confessioni religione che hanno un'intesa con lo Stato e come tutti gli altri enti non commerciali (i cosiddetti no profit).
    L'esenzione non si applica ai locali adibiti ad attività commerciali: ad esempio, librerie, ristoranti ed hotel che hanno all'interno una cappellina o qualcosa di inerente, pagano l'ICI in quanto enti commerciali.

    Ma, naturalmente, al riguardo se ne sentono di tutti i colori... robe inventate, mezze verità...

    Si parla sempre di Chiesa e mai delle no profit, eppure c'entrano anche loro. Come mai? Apriamo un po' gli occhi o continuiamo ad averci le fette di salame sopra?
    Quanto conosci di questa realtà, della Chiesa?

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post