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In Italia non si pensa più

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Non so se abbiate mai provato a fare un sommario riepilogo di tutte le contraddizioni contenute in quello che sino ad oggi ci è stato raccontato sul caso Ruby: è possibile, come rileva Gilioli, che Berlusconi fosse davvero convinto che la nipote di Mubarak si prostituisse? E' possibile, aggiungo io, che il Cavaliere ritenesse necessario farle un prestito per indurla a smettere, visto che a suo dire credeva che fosse la nipote di un uomo tanto ricco e potente? Possibile che un uomo di mondo come lui abbia davvero pensato di fare cosa gradita alla nipote di un capo di stato regalandole una volgare macchina per la depilazione? E ancora, andando a ritroso: è possibile affermare di essersi mosso a pietà ascoltando il racconto della vita drammatica di Ruby, e allo stesso tempo sostenere di aver creduto che fosse la nipote di uno degli uomini più potenti del mondo? E' possibile aver ritenuto necessario mandare la Minetti in Questura per prenderla in affidamento, e allo stesso tempo ripetere di aver sinceramente creduto che la ragazza fosse maggiorenne?
Potrei continuare, evidentemente; questi pochi esempi, però, bastano a chiarire un aspetto che a mio parere è il più drammatico di tutta la vicenda: visto e considerato che un sacco di gente è ancora disposta a credere senza battere ciglio alle successive versioni dei fatti del premier, le quali si contraddicono continuamente -e palesemente- l'una con l'altra, significa che dalle nostre parti non è più in voga mettere in collegamento le cose, ragionarci sopra, analizzarle criticamente, adoperare quel minimo di logica e quello straccio di buon senso che pure sarebbero indispensabili a ciascun individuo per svolgere i suoi elementari compiti quotidiani.
In poche parole, in Italia non si pensa più.
Onestamente, mi pare un fatto assai più drammatico dei festini con le escort.

Minorenni marocchini in Italia: a chi tutto e a chi niente

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Se sei marocchina, ti arrestano con l'accusa di aver rubato un telefonino, qualcuno chiama in questura dicendo che sei la nipote di Mubarak e nel frattempo tutti litigano per stabilire con esattezza se al momento dei fatti eri minorenne oppure no, allora non vai in galera e te ne vai pure in giro per discoteche a fare serate.
Se sei marocchino, sei nato con la tetraparesi perché i medici dell'ospedale non hanno fatto il cesareo a tua madre, e all'epoca dei fatti eri minorenne di sicuro perché eri appena nato, allora non solo non andrai mai a fare una serata in discoteca, ma non ti danno neanche tutto il risarcimento che ti spetta perché hanno paura che scappi all'estero coi soldi in tasca.
Si vede che in Italia coi minorenni marocchini funziona così: a chi tutto e a chi niente.

E adesso venite a chiedermi la patente

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Avete messo i metal detector nelle banche e i body scanner negli aeroporti, avete obbligato chi vuole andare allo stadio a fare la tessera del tifoso, avete sguinzagliato le ronde in giro per le città, avete piazzato telecamere ad ogni angolo di strada, avete protestato contro la costruzione delle moschee, avete fatto fuoco e fiamme per proibire il burqa, avete costruito centri di detenzione blindati per identificare gli immigrati clandestini, avete rafforzato la sorveglianza alle frontiere, avete proibito gli assembramenti di tre persone sulle panchine dei giardinetti, avete fatto in modo che trovare una birra dopo l'una di notte diventasse un'impresa titanica.
Misure per la sicurezza dei cittadini, così le avete chiamate.
Poi il presidente del consiglio -perché bisogna crederci, a quello che dice il presidente del consiglio, no?- dichiara candidamente di aver fatto liberare dalla polizia un'extracomunitaria sconosciuta credendo sulla parola alle prime fregnacce che gli ha raccontato, e voi che fate? Vi allarmate? Vi indignate? Lo sfiduciate?
Manco per niente. Lo difendete, gli date ragione, dite che non sono affari nostri e votate come un sol uomo per salvarlo dai processi.
Lo sapete, sì, che state perdendo quel poco di faccia che vi era rimasta?

Non basterebbe questo?

17 Commenti »

Facciamo una cosa, vi va? Lasciamo perdere le indagini sui festini, sulle escort, sul bunga bunga, sugli sms, sulle intercettazioni, sulla prostituzione minorile, sulla concussione e sugli appartamenti all'Olgettina; diciamo che non ce ne frega niente, che sono fatti suoi, che è tutta una montatura, un complotto, una macchinazione.
Resta il fatto, però, che il Presidente del Consiglio ci è appena venuto a raccontare in conferenza stampa che una minorenne qualsiasi si è presentata a casa sua dicendogli di essere la nipote di Mubarak, che lui se l'è bevuta senza fare un fiato, che poi quando l'hanno arrestata si è precipitato a telefonare in questura -senza premurarsi manco allora di fare un controllino- per evitare che scoppiasse un incidente diplomatico, e che comunque quella telefonata l'avrebbe fatta in ogni caso perché quella sconosciuta era in difficoltà e lui è generoso e voleva aiutarla.
In altre parole Silvio Berlusconi, a meno che l'italiano non sia diventato un'opinione, ha appena dichiarato pubblicamente di essere uno sprovveduto.
Non basterebbe questo, in un paese normale, per dimettersi?

Andare a casa, e restarci

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Secondo la Camera dei Deputati la versione definitiva dei fatti è la seguente:

  • una minorenne si presenta dal Presidente del Consiglio raccontandogli di essere la nipote di un capo di stato estero;
  • il presidente del Consiglio le crede sulla parola;
  • quando la minorenne viene arrestata perché ha rubato il telefonino di una conoscente, il Presidente del Consiglio telefona in questura per farla liberare senza neanche prendersi la briga di verificare quello che gli è stato raccontato.
Ora, converrete con me che le ipotesi sono due:
  • o il Presidente del Consiglio, e con lui la maggioranza dei deputati, stanno sfacciatamente raccontando al paese una clamorosa menzogna;
  • oppure il Presidente del Consiglio, e con lui la maggioranza dei deputati, ritengono normale basare la propria attività istituzionale sulle fregnacce raccontate da una ragazzina qualsiasi senza neppure controllare.
In entrambi i casi il Presidente del Consiglio, e con lui la maggioranza dei deputati, farebbero bene ad andarsene a casa.
E restarci.

Ci faceva una figura migliore

13 Commenti »

Secondo la versione ufficiale del PdL, ormai sancita definitivamente dalla decisione della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Silvio Berlusconi avrebbe creduto a Ruby quando lei gli ha raccontato di essere la nipote di Mubarak.
Fatemi un piacere, vi va? Prendetela per buona, questa versione dei fatti, e poi ditemi una cosa: vi pare normale che una nazione (non un condominio, un campo di bocce, un bar, ma una nazione) sia governata da un tizio che si beve come se niente fosse una fregnaccia del genere?
Secondo me se diceva di aver telefonato in questura perché aveva paura che Ruby rivelasse qualcosa di compromettente ci faceva una figura migliore.

Se andiamo al voto vinciamo noi, alla grande

9 Commenti »

Uno vorrebbe darci a bere di aver dato retta a una minorenne marocchina che diceva di essere la nipote di Mubarak; l'altro, invece, si aspetta che crediamo a una fregnaccia del genere.
Manca solo che qualcuno provi a convincerci dell'esistenza di Babbo Natale, e poi siamo a posto.

Fosse vero, sarebbe anche peggio

7 Commenti »

Secondo l'ultima versione Ruby avrebbe detto a Berlusconi di essere la nipote di Mubarak e lui, a quanto pare, ci avrebbe creduto.
Fosse vero, la cosa mi preoccuperebbe molto di più che se avesse raccontato un sacco di fregnacce a quelli della questura.

L'ironia della sorte

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Emilio Fede sulle feste ad Arcore:

Nelle cene c’erano 10-15 persone e non solo ragazze di 25-30 anni. Si parla del premier barzellettiere, ma quando mai? Berlusconi parlava molto di politica, raccontava aneddoti dei suoi viaggi, amava cantare.
Fateci caso: lo stesso uomo che ha speso gli ultimi dieci anni della sua vita a comunicare urbi et orbi che alla sua età, con rispetto parlando, è ancora un mandrillone mica da ridere, per difendersi è costretto a fare la figura del vecchio logorroico che invita la gente a cena e attacca a parlare di politica, a snocciolare storie dei tempi andati e alla fine, come se non bastasse, si mette pure a cantare.
Certo che il destino può essere beffardo, eh?

Il numero che fa la differenza

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Un post drammaticamente splendido come questo poteva scriverlo solo Malvino.

Contrappassi

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Magari sono io che ricordo male, ma la signora Santanchè, che sta difendendo a forza di strilli un presidente del consiglio indagato per prostituzione minorile e accusato di organizzare festini con decine di ragazze, non era la stessa che ce l'aveva con Maometto perché era poligamo e pedofilo?

Quando la confessione diventa una giustificazione

10 Commenti »

Dal videomessaggio di Silvio Berlusconi ai Promotori della Libertà:

Vi leggo le risposte del funzionario al pubblico ministero dove descrive la mia telefonata: "L'addetto alla sicurezza mi disse: dottore le passo il Presidente del Consiglio perché c'è un problema. Subito dopo il Presidente del Consiglio mi ha detto che vi era in questura una ragazza di origine nord africana che gli era stata segnalata come nipote di Mubarak e che un consigliere regionale, la signora Minetti, si sarebbe fatta carico di questa ragazza. La telefonata finì così". Ma vi pare che questa possa essere considerata una telefonata di minaccia? Tutto ciò è assolutamente ridicolo.
Berlusconi, badate, non nega di aver fatto quella telefonata, ma si limita a sottolineare che essa non conteneva alcun elemento minaccioso.
Dunque siamo arrivati a questo punto: il premier utilizza l'esplicita confessione di aver mentito a un funzionario di pubblica sicurezza, che in qualsiasi altro paese sarebbe stata di per sé più che sufficiente a farlo dimettere in un batter d'occhio, come se fosse una giustificazione per discolparsi.
No, dico, che altro ci vuole per rendersi conto che l'opinione pubblica di questo paese è andata definitivamente a farsi fottere?

Fossero solo la Brambilla e la Gelmini...

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Qui di seguito, le reazioni di alcune esponenti del PdL alle indagini su Berlusconi nell'ambito del "caso Ruby". Per la serie: solidarietà di genere.

La ridicola accusa per gettare ancora fango sul presidente Berlusconi è l'ennesima azione di quella parte che vuole in tutti i modi sovvertire per via giudiziaria la volontà popolare.
(Barbara Saltamarini)
Visto che l'apertura di nuove indagini a carico di Silvio Berlusconi ormai non fa più notizia e tanta è stata la certosina attività degli zelanti magistrati dal 1994 in poi, oggi per prendere la prima pagina occorre ricorrere al gossip. Certo è singolare il tempismo con cui si muove la procura di Milano all'indomani della sentenza della Consulta e originale la spettacolarizzazione offerta dalle perquisizioni. Se non fosse cronaca potrebbe essere la trama di una fiction di successo.
(Jole Santelli e Beatrice Lorenzin)
Mi auguro che il Presidente del Consiglio non prenda in considerazione le speranze anticipate da qualche quotidiano di dimissioni. Non è quello che vorrebbero i milioni di cittadini che lo hanno votato per le sue capacità, consapevoli dei procedimenti giudiziari, del debole per le donne e soprattutto, a differenza dei savonarola dell’ultima ora, che un imputato è innocente fino alla eventuale condanna.
(Michaela Biancofiore)
L’ennesimo atto persecutorio contro Silvio Berlusconi certifica, da un lato, l’accanimento poliziesco nei confronti di un libero cittadino; dall’altro lo spirito eversivo con cui parte della magistratura, puntualmente, interviene direttamente sulla libertà della politica e sulla serenità del Paese.
(Deborah Bergamini)
L'ennesima esplosiva indagine su Berlusconi arriva poche ore dopo la parziale limatura del legittimo impedimento. Le puntuali Wikileakes tutte italiane che violano il segreto istruttorio fanno pensare ad una fantasiosa quanto micidiale inchiesta sulla vita privata del Presidente del Consiglio. Tra qualche mese probabilmente tutto finirà in una bolla di sapone, ma nel frattempo questo clamore serve per indebolire l'azione di Governo in questa delicatissima congiuntura economica.
(Margherita Boniver)
La nuova indagine su Silvio Berlusconi, di cui, guarda caso, abbiamo tempestivamente notizia all’indomani della sentenza della Corte costituzionale, è fondata su accuse assurde e inverosimili. Ma, prima di esser spazzata via dai fatti, spazzerà via qualsiasi dubbio sulla natura politica della persecuzione di cui il premier è oggetto da più di quindici anni. Ormai gli italiani hanno capito: anche questa iniziativa, come tutte le altre, sarà un boomerang per il partito delle Procure.
(Michela Vittoria Brambilla)
E' in corso un'indagine e non posso fare nessun tipo di commento. Solo una riflessione sui tempi e le modalità con cui è stata portata avanti questa inchiesta che sono davvero curiosi e che fanno immaginare un'azione persecutoria nei confronti del presidente del Consiglio.
(Mara Carfagna)
La Procura di Milano non ha perso tempo. Occorreva un'accusa nuova e fresca per colmare il bicchiere lasciato mezzo vuoto dalla Consulta. Troppo vecchie le accuse per il caso Mills e i diritti televisivi Mediaset, tutti processi tenuti in piedi solo per arrivare a una condanna in primo grado di Berlusconi, e poi tutti lasciati a metà per la scadenza dei termini. La lealtà tra poteri invocata dalla Consulta ha avuto la sua risposta: una manciata di fango gettata in faccia alla vittima designata.
(Stefania Craxi)
Se non sono riusciti a distruggere il Berlusconi imprenditore, con una serie infinita di processi che puntualmente si sono risolti nel nulla, e se nulla hanno potuto contro il Berlusconi politico, che non ha mai rubato ed ha raccolto sempre straordinari consensi, ai giudici politicizzati che da anni si accaniscono contro il presidente del Consiglio non resta che giocare l'ultima carta: distruggere il Berlusconi privato e la sua immagine. Anche questo tentativo però si risolverà, come tutti gli altri, in un nulla di fatto.
(Mariastella Gelmini)
Gli attestati di stima recentemente ricevuti da Berlusconi dai presidenti di Stati Uniti e Russia ed oggi le dichiarazioni del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, persona intelligente che stimo per il suo modo di concepire la politica, dovrebbero fare riflettere sui risultati concreti di questo Governo, lasciando da parte inutili polemiche, chiacchiere da bar e inchieste pretestuose che si risolvono sempre in bolle di sapone ma intanto arrecano danno all'immagine del premier e a quella dell'intero Paese.
(Gabriella Giammanco)
Ogni ora che passa diventa sempre più evidente l'uso dell'ennesima inchiesta per finalità di lotta politica. Si sta delineando un'operazione giudiziaria che non sembra interessata a perseguire dei reati, ma solo a sfregiare l'immagine del premier eletto dai cittadini italiani.
(Giorgia Meloni)
Il nuovo attacco della magistratura di Milano a Berlusconi, portato con eccezionale tempismo all'indomani della sentenza della Consulta, appare sconcertante nella modalita' tutta mediatica con cui è stato attuato oltre che nella sostanza, palesemente inverosimile.
(Stefania Prestigiacomo)
Non si può continuare a fare pregiudizialmente un massacro mediatico ai danni del Presidente del Consiglio.
(Maria Elisabetta Alberti Casellati)
E' in atto una inaccettabile gogna mediatica contro Silvio Berlusconi che ha raggiunto livelli davvero preoccupanti. Il solito circolo mediatico-giudiziario-politico sta tentando di buttare quanto più fango e delegittimazione possibile. Quando, come sempre, la storia di scioglierà come neve al sole chi risarcirà quanto subito dal cittadino italiano Berlusconi? La risposta è semplice: nessuno.
(Isabella Bertolini)
Mai vista Ruby. Sono stata a pranzi e cene ad Arcore ma non ho mai visto le cose che si raccontano. Ieri ero a cena dal Presidente del Consiglio ma ragazze non ne ho viste A me non risulta che sia facile entrare ad Arcore ma spiare Arcore. E’ un problema di spionaggio, di stupro. E’ un trucco usato dalla magistratura. Un trucco brutto.
(Daniela Santanchè)

Conversazioni

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Cioè, ti rendi conto che ho combinato? Sono stato a letto con la ragazza del mio migliore amico. Tra l'altro, te lo dico, una scopata incredibile. Adesso è un casino, non so che fare... Dovrei dirglielo, ma chi ce l'ha il coraggio?

Ha detto al suo avvocato: dille che le pagherò il prezzo che vuole, l'importante è che lei chiuda la bocca, che neghi tutto... Che io non ho mai visto una ragazza di 17 anni.

La prima è un'ipotetica conversazione privata che descrive una vicenda umana discutibile. Anche la seconda conversazione è privata, ma oltre a descrivere una vicenda umana discutibile contiene l'indizio di un reato.
Se qualcuno si ostina a sostenere che sono la stessa cosa significa che non capisce l'italiano, oppure che è in malafede.

Ne vedrai di ogni

5 Commenti »

D'altra parte, chi non sceglierebbe la locuzione "ne vedrai di ogni" per descrivere una situazione che si svolge "all'insegna della più assoluta eleganza, del più assoluto decoro e tranquillità"?

Un singolare concetto di privacy

6 Commenti »

Secondo gli avvocati di Berlusconi indagare su un premier che telefona in questura per far liberare una minorenne che ha partecipato alle sue feste raccontando che si tratta della nipote di Mubarak è una "gravissima intromissione nella vita privata del Presidente del Consiglio".
Tanto per capire, che altro avrebbe dovuto fare perché la vicenda assumesse rilievo pubblico?

I danni che pagheremo a lungo

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Non mi stancherò mai di ripeterlo: ho paura che saremo costretti a pagare per qualche decennio i danni di tutto quello che il berlusconismo è riuscito a sdoganare.
Non è, badate, una questione di moralità, ma di modelli di riferimento: oggi i modelli vincenti sono non soltanto un premier che telefona in questura raccontando fregnacce per liberare una minorenne, ma anche la minorenne che scorrazza in lungo e in largo per l'Italia senza pagare il taxi.
Comunque vada a finire dopodomani, e qualunque cosa succeda dopo, temo proprio che con questa roba dovremo fare i conti molto a lungo.

Sarebbe il caso di atterrirsi e sconfortarsi per i motivi giusti

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Gianni Letta:

Se questi sono i costumi dell'epoca in cui viviamo, c'è da rimanere atterriti e sconfortati.
Naturalmente la dichiarazione di Letta si riferiva a Wikileaks. Peccato, però: perché se avesse pronunciato una frase del genere commentando la vicenda di un premier che manda in questura la sua igienista dentale con trascorsi di valletta televisiva, fatta eleggere qualche mese prima in un consiglio regionale previo inserimento del suo nome nel listino all'ultimo momento con conseguente lite con gli alleati e necessità di "sistemare" le firme, allo scopo di sottrarre alla polizia, dopo averle personalmente raccontato che si trattava della nipote di un capo di stato estero, una minorenne extracomunitaria che era solita partecipare alle sue feste, sarei stato perfino d'accordo.

Dal letame nascono i fior?

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Può essere che le cose stiano come diceva De André.
Sta di fatto, però, che per il momento dal letame continua a nascere altro letame, in un circolo vizioso nel quale si finisce per non capire più quale sia la causa e quale l'effetto: le recenti vicende politiche sono quello che sono perché i loro protagonisti sono stati eletti da gente così? Oppure è l'esempio di quelli che contano ad incoraggiare generazioni di aspiranti tronisti beceri e maschilisti?
Si tratta, con ogni evidenza, del vecchio dilemma dell'uovo e della gallina, sul quale vi invito a riflettere e a dirmi la vostra.
Tenendovi il naso turato, naturalmente: da queste parti la puzza è insopportabile.

Dispute da basso impero

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Evidentemente viviamo in un'epoca nella quale le discussioni che assurgono all'attenzione dell'opinione pubblica sono di questo livello: roba che in confronto le risse biscardiane sugli arbitri e la moviola in campo diventano dissertazioni di alta filosofia.
Che volete, ognuno ha le dispute che si merita.

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