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Ombre fondamentaliste su Roma

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Secondo Avvenire (leggere per credere) alle prossime elezioni comunali di Roma occorrerà votare contro il riconoscimento delle coppie di fatto, contro il riconoscimento delle unioni omosessuali, contro il testamento biologico, contro l'aborto.
Adesso sta a voi decidere: votare per Alemanno, che ospita sul suo sito l'editoriale e giusto due giorni fa si è nuovamente schierato con il Movimento per la Vita, oppure scegliere chi per il riconoscimento delle coppie di fatto e delle unioni omosessuali, per il testamento biologico e per il diritto delle donne di scegliere sul proprio corpo si batte da sempre.
Io, al vostro posto, non avrei dubbi.

Appunti /6

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Qualcuno dica a Pisapia che tra quelli che chiedono la possibilità di adozione per le coppie gay non c'è soltanto chi ritiene, come dice lui, che sia "meglio avere dei genitori, anche se omosessuali, piuttosto che non averne affatto", ma anche chi pensa che sia giusto e basta.
Sennò poi non ci si può manco lamentare quando uno come La Russa ti risponde così.

Generatore automatico di concessioni del PD alle coppie gay

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Scusate, ma dopo il "presidio giuridico" di Bersani non era possibile resistere. Istruzioni: fare refresh per ottenere nuove concessioni del PD alle coppie gay

Fumo negli occhi

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Datemi una mano a capire, perché ultimamente ho qualche difficoltà: quelli che blaterano di voler scongiurare le aggressioni agli omosessuali e combattere il femminicidio a forza di aggravanti e leggi speciali sono gli stessi che nicchiano sul matrimonio gay e fanno finta di niente su una sanità che nega alle donne il diritto di abortire?
A me, onestamente, pare di sì.
E allora, abbiate pazienza, viene da chiederselo: questi cervelli fini sono davvero convinti che inasprire le pene senza riconoscere i diritti sia un sistema minimamente credibile per combattere le discriminazioni, oppure fingono di pensarlo per cercare di cavarsela senza scontentare nessuno?
In altre parole: ci sono o ci fanno? E in più, ci sono o ci fanno quelli che ancora gli danno retta, quelli che adesso bisogna affrontare l'emergenza e non è il momento di discutere, quelli che la violenza va combattuta "senza se e senza ma"?
Perché, al di là di ogni ragionevole dubbio, sia chiaro un fatto: i leader di questi professionisti dell'indignazione i se e i ma ce li mettono eccome; premurandosi, tuttavia, di piazzarli un tantino più in là, quanto basta per rendere un po' meno chiara la relazione tra il loro ciurlare nel manico e le nefandezze che dicono di voler combattere.
Insomma, volendo si è liberi di credere che le conquiste civili si possano delegare alla polizia, che chi si permette di dubitare dell'efficacia delle aggravanti sia un fiancheggiatore degli aguzzini e che per far cessare le violenze sia sufficiente piantare i piedini per terra, fare il broncio e gridare "basta".
Io, da parte mia, continuo ad essere convinto che le discriminazioni, per quanto macroscopici siano i loro effetti, si possano risolvere solo prendendosi la briga di pronunciarsi con chiarezza e di attribuire diritti.
Tutto il resto è solo fumo negli occhi.

Il problema non è Cassano

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Facciamo una cosa, vi va?
Facciamo che da domani mattina Cassano, o chi per lui, è libero di augurarsi che non ci siano gay negli spogliatoi calcistici, nelle palestre, nelle pizzicherie e in ogni altro luogo sia dato immaginare alla mente umana.
Facciamo anche che da domani mattina è libero di dirlo, chiamandoli perfino "froci", senza che si alzi il solito polverone mediatico con tanto di box interattivo sui giornali e consuete scuse del giorno dopo.
Però, già che ci siamo, facciamo pure che da domani mattina tutti quelli che si stracciano le vesti, tra i quali non mancano esponenti locali e nazionali di partiti sedicenti progressisti, anziché indignarsi per quello che dice Cassano si prendono la briga di alzare il culo e di battersi sul serio per produrre uno straccio di legge che consenta agli omosessuali non dico di sposarsi, ma perlomeno di mettere insieme un'unione civile come si deve.
Sennò va a finire che tutti se la prendono con Cassano, e nessuno con quelli che si accapigliano sulle sue opinioni quando potrebbero allegramente pulircisi il culo e dotare questo paese di una briciola di civiltà.
Che ne dite, si può fare?

Perfino dei propri

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Sarà, ma ogni volta che vado a gay street a raccogliere le firme per Teniamo Famiglia torno a casa sconcertato dalla quantità di persone omosessuali che si dichiarano del tutto indifferenti al riconoscimento delle famiglie di fatto.
E penso che è davvero un'epoca triste quella in cui non solo non si combatte per i diritti di tutti, ma ci si disinteressa perfino dei propri.

Se usano strumenti

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Secondo Arnaldo Sciarelli, su Europa del 24 marzo, le adozioni da parte di due donne non si possono fare perché gli altri bambini chiederebbero agli adottati "chi è il penetrante stanotte" e se le due donne in questione "usano strumenti".
La domanda sorge spontanea: che razza di bambini frequentano quelli di Europa?

Tu chiamale se vuoi opinioni

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Secondo Giovanardi una sentenza della Cassazione è solo un'opinione.
Buono a sapersi nel caso in cui decidessi di rapinare una banca e mi condannassero a vent'anni.

Poi tutti al Mucca Assassina

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Eppure non mi era parso di vederli ballare YMCA seminudi al Gay Pride, i giudici della Corte di Cassazione; anzi, per chissà quale motivo ero convinto che fossero delle personcine piuttosto austere, probabilmente tradito dalla consapevolezza che la loro Corte, non a caso detta "Suprema", rappresenta il vertice della giustizia ordinaria italiana.
Invece, a giudicare dalla sentenza che hanno concepito, deve trattarsi di una pericolosa banda di esagitati senza freni inibitori che si pone il preciso obiettivo di sovvertire l'ordine costituito distruggendo la famiglia tradizionale e dando la stura alle più indicibili pulsioni che la mente umana abbia mai concepito.
Scommetto che hanno scritto la sentenza travestiti da pellirossa, cantando a squarciagola "Ah ah, ah ah, far l'amore comincia tu" e ridendo sguiatamente davanti allo spettacolo dei vincoli matrimoniali che si polverizzavano in tempo reale, uno alla volta, man mano che le loro diaboliche penne vergavano il pronunciamento.
Poi, finito di scrivere, tutti al Mucca Assassina.

Famiglie di fatto: un minimo di logica, please

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Leggetela con attenzione, questa dichiarazione di Maurizio Lupi, perché riassume in poche righe tutte le contraddizioni con cui ci tocca confrontarci quando parliamo di famiglie di fatto:

Oggi la sinistra europea, cui quella italiana si ispira, punta sul riconoscimento delle unioni tra omosessuali. Il Ppe, di cui il Pdl, e non solo, fa parte, ritiene che ciò rappresenti un attacco alla famiglia che per noi è il cardine della società. Mettere in evidenza questa differenza significa anzitutto far vedere chiaramente quali sono i nostri valori. E tutto questo proprio nel giorno in cui il Censis dice che il 76 per cento degli italiani è per il matrimonio e la famiglia è il primo valore.
Andiamo per ordine.
Primo: ci sono donne e uomini che si sposano tra di loro solo perché non hanno la possibilità di sposare una persona dello stesso sesso? Cioè, voi avete mai conosciuto uno che si chiama Pino, a cui piacerebbe tanto sposare Gino, ma siccome la legge non glielo consente prende su e sposa Anita? Io, personalmente, no. Dal che si desume in modo piuttosto chiaro che il riconoscimento delle unioni tra omosessuali non condurrebbe alla diminuzione dei matrimoni tra eterosessuali. In cosa consisterebbe, allora, il cosiddetto "attacco alla famiglia" di cui parla Lupi?
Secondo: il riconoscimento delle unioni tra omosessuali aumenterebbe oggettivamente il numero delle famiglie legalmente riconosciute. Ebbene, ammesso di voler convenire sul fatto che la famiglia sia il "cardine della società", l'aumento delle famiglie avrebbe l'effetto di rinforzarlo, quel cardine, non certo di indebolirlo.
Terzo: nel caso in cui le unioni omosessuali venissero riconosciute il 76% degli italiani che secondo Lupi è per il matrimonio tradizionale -i dati Censis non dicono proprio questo, ma diamolo per buono- si troverebbe nelle condizioni di non poter più mettere in pratica la propria convinzione? Ciò accadrebbe se si vietassero i matrimoni tradizionali, ma qua si parla semplicemente di legalizzare gli altri. Ne consegue che il 76% degli italiani di cui parla Lupi resterebbero liberi di fare quello che preferiscono anche se agli omosessuali fosse consentito il matrimonio.
Quarto: riassumendo, il riconoscimento delle unioni omosessuali non sarebbe un "attacco alla famiglia", non indebolirebbe il "cardine della società" e non costringerebbe nessuno a modificare i propri convincimenti e il proprio stile di vita; semplicemente, attribuirebbe diritti a persone che attualmente non ne hanno, lasciando gli altri liberi di continuare a comportarsi come meglio credono.
Che ne dite, la vogliamo piantare con gli slogan propagandistici privi di qualsiasi senso logico?

Ahi ahi, Angelino, quanto ti sbagli

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Pier Luigi Bersani, Segretario
Uno Stato che vede crescere un fenomeno, e lo vede crescere a dismisura, deve regolarlo. Poi non è che lo chiamo matrimonio omosessuale, perchè riconosco che non sono assimilabili.
Enrico Letta, Vice Segretario
Per quanto riguarda le unioni civili, credo che, su questo e su altri temi sensibili sui quali negli anni scorsi ci siamo divisi, dovremmo tentare in tutti i modi di scongiurare lo "scontro di civiltà" e i muro contro muro tra laici e cattolici.
Rosy Bindi, Presidente Assemblea Nazionale
Il Pd non ignorerà i diritti di tutti. Il matrimonio però è solo eterosessuale, è un punto molto fermo.
Dario Franceschini, Capogruppo alla Camera
Sul riconoscimento delle coppie di fatto c'è una posizione che è stata portata in parlamento più volte e che io condivido: è il riconoscimento delle coppie di fatto, che in base al nostro ordinamento costituzionale sono una cosa diversa dalla famiglia.
Pierluigi Castagnetti, Direzione Nazionale
Già nel corso della stesura del provvedimento sui Dico avevamo tutti convenuto sul fatto che quell’importante provvedimento è altra cosa rispetto ad una legge sulle politiche familiari.
Vannino Chiti, Direzione Nazionale
Dico personalmente, come convinzione personale, che io non sono convinto dei matrimoni gay e non penso neppure che ci possa essere l’adozione di figli.
Massimo D'Alema, Direzione Nazionale
Una parte importante del nostro Paese ritiene che il matrimonio sia un sacramento. Ed è possibile rispettare questo sentimento senza reprimere i diritti degli omosessuali.
Lucio D'Ubaldo, Direzione Nazionale
L’accettazione delle coppie gay deve associarsi al sentimento e alla convinzione che la famiglia, come istituzione preservata dalla nostra Carta costituzionale, ha un'identità che resiste alla pretesa di includervi qualsiasi relazione intersoggettiva.
Piero Fassino, Direzione Nazionale
In Spagna si è andati verso una legislazione con matrimoni tra persone dello stesso sesso. In Italia non proponiamo questa formulazione perché l'Italia ha una storia diversa.
Giuseppe Fioroni, Direzione Nazionale
La Costituzione, soprattutto, dice e spiega qual è la famiglia. I matrimoni tra gay non sono previsti.
Romano Prodi, Direzione Nazionale
Famiglia e matrimonio sono parole che non si usano fra persone dello stesso sesso, non c'è dubbio.
Luciano Violante, Direzione Nazionale
I Pacs che noi proponiamo sono una cosa del tutto diversa dalla legge spagnola sui matrimoni gay.

Come volevasi dimostrare

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Angelino Alfano, 10 marzo 2012, Orvieto:

Se la sinistra andrà al governo, farà quello che hanno fatto in Spagna. Ossia il matrimonio tra uomini.
Metilparaben, 11 marzo 2012, Twitter:
Alfano dice che se vincerà la sinistra ci saranno i matrimoni gay. Vorrei tanto avere la stessa fiducia di Alfano nella sinistra italiana.
Rosy Bindi, 12 marzo 2012, SkyTg24:
Il Pd non ignorerà i diritti di tutti. Il matrimonio però è solo eterosessuale, è un punto molto fermo.

Un momento lungo 50 anni

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Carmela Rozza, capogruppo PD al Comune di Milano, ci comunica che non è il momento per le coppie di fatto e per quelle omosessuali, perché il suo partito vuole "con testardaggine, affrontare l'argomento con la giusta serenità".
Il che, a onor del vero, mi ricorda un po' la barzelletta del tizio che va a trovare un eremita in cima a una montagna, gli chiede "come va?" e dopo tre anni si sente rispondere "va bene, ma se sei venuto per rompere i coglioni te ne puoi andare anche subito".
Fuor di metafora, la questione dei diritti degli omosessuali è sul tappeto da qualche decennio: se n'è discusso fino alla nausea, in tutte le sedi possibili e immaginabili, non senza doversi sorbire insulti, fregnacce e supercazzole: eppure, a quanto pare, gli amici del PD hanno ancora bisogno della "giusta serenità", vale a dire di chissà quanto altro tempo, per sviscerare la questione ancora un po'.
E meno male che questi si dicono progressisti: figuriamoci che sarebbe successo se fossero stati conservatori.

---
Grazie a Clara per la segnalazione.

Rimpiangere un vescovo

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Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo stato di fatto. Uno Stato laico come il nostro non può ignorare il fenomeno delle convivenze. Poi la valutazione morale spetterà ad altri.
Ecco, quando ti ritrovi a pensare che se fosse un vescovo a guidare il fronte dei progressisti il paese andrebbe un tantino meglio, significa proprio che nel paese c'è qualcosa che non va.

Bimbi di serie A, bimbi di serie B

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Vediamo se ho capito come funziona: chi ha la fortuna di avere gli spermini e gli ovuletti a posto può riprodursi quanto gli pare e piace, salvo eventualmente mettere il figlio nella lavatrice e ammazzarlo (è accaduto in Francia, ma brutalità del genere succedono spesso e volentieri dappertutto); chi invece ha qualcosina che non va nell'apparato riproduttivo, o peggio è omosessuale, deve passare le pene dell'inferno per (o proprio non può) fare la fecondazione assistita e adottare un bambino, in ragione del fatto che i benpensanti del paese si stracciano le vesti per difendere i poveri innocenti che saranno costretti ad essere concepiti in provetta (cioè a loro dire in modo immorale), o a crescere (sempre a loro dire) in condizioni anormali rispetto agli altri.
Sapete cosa? Siccome ci sono un sacco di coppie sterili e omosessuali che sarebbero in grado di accogliere e tirare su con amore carovane di figli, e certamente farebbero a meno di metterli nella lavatrice, o di maltrattarli, o di picchiarli, o di abbandonarli a loro stessi come fanno tante coppie eterosessuali "tradizionali", delle due l'una: o si fa un test preventivo di idoneità alla genitorialità anche alle persone "normali", cosa che evidentemente sarebbe impossibile, oppure si consente a tutti di accedere pienamente alla fecondazione assistita e di adottare, indipendentemente dal funzionamento del loro apparato riproduttivo e dal loro orientamento sessuale.
Perché altrimenti bisognerebbe concludere che per i bambini nati in provetta o per quelli cresciuti da una coppia gay tutti si preoccupano fino a non dormirci la notte, mentre di quegli altri, quelli generati da individui "normali" che prima trombano come conigli e poi li trattano come spazzatura, non frega una beneamata mazza a nessuno.
Insomma, fate il piacere: piantatela di mascherare ipocritamente i vostri rigurgiti integralisti da pietosa preoccupazione per il benessere dei bimbi.
Siete letteralmente patetici.

Perché quella lista non mi convince

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Mettere alla gogna(*) pubblica delle persone perché si esprimono pubblicamente contro il riconoscimento dei diritti degli omosessuali pur essendo omosessuali mi pare un'operazione priva di senso.
Lo avrebbe, un senso, se quegli individui riuscissero in qualche modo ad ottenere per se stessi ciò che vogliono impedire agli altri gay: sposarsi in comune, adottare dei figli, entrare nell'asse ereditario del(la) compagno (a) e via discorrendo.
Siccome, però, i politici in questione quei diritti non li esercitano, al pari di tutti gli altri omosessuali, l'unica cosa che si può concludere è che le loro battaglie politiche si rivolgono in primo luogo contro loro stessi; che ai divieti -invero, a mio parere, odiosi- che cercano di perpetuare costoro si sottomettono per primi, senza colpo ferire e senza pretendere privilegi; che della loro omosessualità hanno fatto una questione privata, da esercitare nel segreto delle mura domestiche, esattamente come vorrebbero che facessero tutti gli altri, con ciò dimostrando -sia pure attraverso una posizione che personalmente ritengo aberrante- il massimo della coerenza.
L'ormai celeberrima lista dei politici gay e omofobi, quindi, può servire al massimo a dimostrare che i soggetti in questione sono degli autolesionisti.
Mi pare un po' pochino, sinceramente, per rivelare arbitrariamente al paese gli affari loro.
---
(*) A beneficio di chi ha avanzato riserve in proposito, nella circostanza per "gogna" si intende la rivelazione pubblica dell'orientamento sessuale di un individuo contro la sua volontà, e non la circostanza che si tratti di un orientamento omosessuale. Così, tanto per sgomberare il campo da equivoci.

Il compromesso che fa la differenza

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Il punto dolente, per come la vedo io, non è il fatto che Massimo D'Alema abbia segnalato l'esistenza della "sensibilità di un mondo cattolico che si sente urtato" dall'idea dei matrimoni gay: se così fosse potrebbe trattarsi non solo di una (corretta) constatazione dettata dal buon senso, ma addirittura del tentativo -sia pure espresso in modo velato- di mettere in guardia coloro che si battono per i diritti degli omosessuali contro le insidie che incontreranno lungo il cammino.
Il problema, secondo me, è il fatto che D'Alema si sia spinto ad aggiungere che con quelli che si sentono "urtati", è necessario addivenire ad un "ragionevole compromesso": il che equivale a dire, se non capisco male, che a suo parere la "sensibilità" del mondo cattolico non costituisce solo un ineludibile elemento di contesto del quale sarebbe bene tenere conto, ma anche e soprattutto un limite oggettivo all'entità delle richieste che possono essere legittimamente avanzate.
In altre parole, D'Alema non ha detto "tenete gli occhi aperti, ragazzi, ché questi vi faranno sputare sangue", ma si è spinto verso un'esortazione del tipo "se costoro, in ragione della cultura di cui sono intrisi, si sentono 'urtati' da voi, mi pare giusto che non rivendichiate dei diritti che pure vi spetterebbero in nome dell'esigenza di non disturbarli".
A me, personalmente, sembrano due istanze molto diverse tra loro: e mentre la prima mi pare un'indicazione strategica ispirata da un sano realismo, in quanto tale utile e perfino preziosa, la seconda ha tutta l'aria di essere un'affermazione politica difficilmente conciliabile, acrobazie a parte, con l'appartenenza ad un partito che si dichiara progressista.
Correggetemi (dico sul serio) se sbaglio.

La cancellazione degli omosessuali

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Diciamoci la verità: il fatto che la più seguita rete televisiva pubblica del paese abbia l'alzata d'ingegno di censurare una fiction nella quale ha luogo un matrimonio tra omosessuali è roba che sarebbe lecito aspettarsi in paesi come l'Iran.
Evidentemente la circostanza che in Italia i gay non possano sposarsi non basta più: occorre che l'argomento non venga neppure evocato, che sia del tutto espunto dal dibattito pubblico, che nelle case se ne parli il meno possibile.
Del resto, perché limitarsi a discriminare qualcuno quando puoi cancellarlo del tutto?

Si chiama libertà

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Mercoledì 10 agosto, nell'ambito del festival di Mardì Gras a Torre del Lago, sarò in grado di presentare un sondaggio, commissionato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio, sull'opinione degli italiani in ordine al matrimonio fra persone dello stesso sesso. Dal sondaggio, che ha valutato anche l'orientamento religioso degli interpellati, emergono dati estremamente interessanti che vanno analizzati con attenzione. Emerge che, mentre il 65% degli italiani ritiene che una famiglia debba essere formata da un uomo e da una donna, una forte minoranza del 30% invece ritiene possibile il contrario.
Sa una cosa, sottosegretario Giovanardi?
Ammesso e non concesso che i suoi dati siano esatti, vorrà dire che il 65% degli italiani secondo i quali una famiglia deve essere formata da un uomo e una donna, ferma restando la possibilità di cambiare idea, si regoleranno di conseguenza e sposeranno -magari in chiesa- un individuo dell'altro sesso. Invece il 30% che ritiene possibile il contrario potrà scegliere, se lo vorrà, di formare una famiglia con chi meglio crede, indipendentemente dal fatto che si tratti di un uomo o di una donna.
Tra l'altro, se le avanza qualche secondo, faccia caso a un particolare: il ragionamento varrebbe lo stesso, tale e quale, se le sue percentuali fossero ancora più sbilanciate.
75 contro 25. 85 contro 15. 99 contro 1. Tutto il mondo tranne due sole persone.
Sa come si chiama questa cosa, sottosegretario?
Libertà, si chiama.
Dica la verità: non è una meraviglia?

Persone normali

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Meno male, non è passata l'aggravante dell'omofobia. Tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti, non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un pò disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola in senso anche bonario.
Io non lo so, se le persone normali sono quelle che dice Bossi: però se è così io non voglio averci niente a che fare.
E adesso, se volete, datemi pure del disadattato.

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