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Tu chiamale, se vuoi, provocazioni

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Ricapitoliamo, ché la vicenda comincia a diventare chilometrica:

  • 1° febbraio 2011: Luca Barbareschi va a colloquio con Berlusconi;
  • 1° febbraio 2011: Si vocifera che l'attore sarebbe in procinto di abbandonare FLI per tornare nel PdL;
  • 1° febbraio 2011: Barbareschi commenta le voci dicendo che si tratta di "illazioni";
  • 1° febbraio 2011: L'attore precisa che resterà in Futuro e Libertà, ma aggiunge che al limite si potrebbe dimettere dalla carica di deputato;
  • 2 febbraio 2011: Qualcuno fa notare che se Barbareschi si dimettesse, al suo posto andrebbe in parlamento Giovanni Marras, berlusconiano di ferro;
  • 3 febbraio 2011: Barbareschi si astiene nella votazione sulla competenza della Procura di Milano nell'ambito dell'affaire Ruby;
  • 3 febbraio 2011: L'attore afferma che la sua astensione è il frutto di un mero "errore tecnico";
  • 5 febbraio 2011: Durante una riunione del partito, tra Barbareschi e Fini volano parole grosse e pure qualche penna;
  • 6 febbraio 2011: Angela Napoli, deputata di FLI, sostiene di aver visto Barbareschi schiacciare il pulsante giusto, fotografare la scena, e poi spostare il dito su quello sbagliato;
  • 7 febbraio 2011: L'attore spiega che l'intera vicenza è stata semplicemente una sua "provocazione mediatica", precisando che la medesima è perfettamente riuscita;
  • 21 febbraio 2011: Luca Barbareschi annuncia la sua uscita da FLI e il suo passaggio al Gruppo Misto, con l'obiettivo dichiarato di "dare una mano al governo".
Ecco, appunto. Chiamala provocazione, chiamala.

L'incredibile collezione di "guarda caso" di Luca Barbareschi

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All'inizio di febbraio Luca Barbareschi va a parlare con Silvio Berlusconi; guarda caso, qualcuno inizia a mormorare che l'attore sarebbe in procinto di abbandonare FLI per tornare nel PdL, ma lui nega, definisce quelle voci delle illazioni e precisa che al limite si potrebbe dimettere dalla carica di deputato; a questo punto qualcun altro fa osservare che, guarda caso, se Barbareschi dovesse dimettersi al suo posto subentrerebbe Giovanni Marras, primo dei non eletti in Sardegna e berlusconiano di ferro; subito dopo, guarda caso, l'attore si astiene nella votazione sulla competenza della Procura di Milano nell'ambito dell'affaire Ruby, dichiarando però, guarda caso, di aver sbagliato a pigiare il pulsante; anche se la sua collega di partito Angela Napoli sostiene, guarda caso, di aver visto Barbareschi premere il bottone giusto facendo una foto col cellulare, salvo cambiare e schiacciare quello sbagliato appena compiuta l'operazione; nel frattempo, guarda caso, durante una riunione tra Fini e Barbareschi volano penne e parole grosse.
Dite la verità: non pare anche a voi una serie di "guarda caso" che sfida tutte le leggi della statistica?

Unite i puntini

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Ricapitoliamo: Luca Barbareschi prima va a colloquio con Berlusconi, poi si lamenta delle "illazioni" che lo vorrebbero in partenza da Futuro e Libertà per tornare al PdL, quindi precisa che casomai potrebbe dimettersi dalla carica di deputato, col piccolo particolare che al suo posto subentrerebbe un berlusconiano di ferro, e infine si astiene nella votazione sul caso Ruby ma fa mettere a verbale che si è trattato di un errore.
Vi serve la penna, per unire i puntini, oppure ce la fate anche a occhio?

La misura è colma, ma anche no

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La misura è veramente colma, ed è incredibile che i mezzi televisivi siano utilizzati come accaduto la scorsa domenica per dei monologhi che sembrano degni dell’ultimo governatore dello stato delle banane, il quale utilizza i mezzi mediatici (di Stato, è il caso di rimarcare) per descrivere la liceità dei suoi festini nelle sue ville e per raccontare della nuova fidanzata, contestualmente alla solita apologetica condanna dell’azione della magistratura. (...) Diciamolo chiaro: non se ne può veramente più. Il paese è costretto alla gogna mediatica dal comportamento di Silvio Berlusconi, e non viceversa.
Le parole di fuoco che leggete qua sopra sono state scritte in data 18 gennaio 2011 dall'Onorevole Luca Barbareschi: il quale, secondo i giornali, sarebbe tuttavia già pronto ad andarsene da Futuro e Libertà per tornare con Berlusconi.
Che volete, si vede che tredici giorni fa la misura era colma, ma nel frattempo si è miracolosamente svuotata.

Avete mai sentito parlare di Cannibal Holocaust?

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Se Luca Barbareschi cercava l'onore delle cronache, in questi giorni sembra essere stato accontentato. Onori avuti non tanto per il suo nuovo programma in onda su La7, quanto per le sue discutibili dichiarazioni nonchè per i risvolti collegati al programma e dei quali questo blog si è già occupato.
Non starò a prendervi in giro con la storiella secondo la quale "lungi da me il giudicare": trovo rivoltanti alcuni aspetti della storia che molti di voi già conosceranno, ma di cui alcuni sicuramente non saranno a conoscenza. Ognuno giudichi poi in base alla propria sensibilità.
Il 4 giugno 1979 il regista Ruggero Deodato dà il via alle riprese di un film che si rivelerà alquanto controverso: il nome della pellicola è Cannibal Holocaust.
Il film, girato nella giungla di Bogotà, viene presentato come appartenente al genere "cannibal" e suscita da subito accese polemiche per la crudezza di alcune scene nonché per l'uccisione indiscriminata di animali da parte degli attori, tanto che è additato come snuff movie, viene intentata una causa e il regista e la troupe rischiano la prigione quando emerge che le uccisione di animali sono reali. Deodato si difende affermando che le riprese sono state girate con spirito documentaristico.( fonte Wikipedia)
Ed è proprio tra gli attori che vediamo comparire un giovane dotato di sicuro "spirito documentaristico", Luca Barbareschi, nei panni di un improbabile cameraman.
Con lo scorrere della pellicola possiamo vedere il futuro deputato della Camera e showman avvicinarsi ad un piccolo maialino (guinea pig) legato ad un palo e sparargli in testa da poco meno di un metro di distanza, o intento a riprendere l'uccisione (e, aggiungo io, la tortura) di una tartaruga appositamente tirata fuori da un fiume, il tutto per esigenze di copione.
Ultimamente queste scene sono sempre di più difficile reperibilità su YouTube: tuttavia, cercando con pazienza, qualcosa si trova ancora. Con la raccomandazione che le scene in questione sono realmente forti, le potete visionare qui e qui (minuto 7:47).
Dulcis in fundo, alcuni brani tratti direttamente dalla pagina di Wikipedia alla voce "Cannibal Holocaust".

Nel secondo video sono mostrate raccapriccianti uccisioni di animali in diretta. I reporter trascinano fuori dal fiume una gigantesca tartaruga e la sventrano completamente, tra il disgusto e l'eccitazione.
(...)
Immediatamente dopo l'uccisione del maialino, Gabriel Yorke fece un lungo monologo che Deodato avrebbe voluto includere nel film, ma che alla fine fu tagliato. Yorke disse di essersi dispiaciuto durante le riprese perché aveva sentito il maialino urlare e morire. Perry Pirkanen pianse durante l'uccisione della tartaruga, Luca Barbareschi invece ha ammesso di non aver avuto nessun rimorso per aver sparato al maialino, ma di aver ricevuto minacce da parte degli animalisti per questo, mentre Deodato ha dichiarato che tutti gli animali uccisi nel film venivano mangiati sia dai componenti della troupe, sia dagli indigeni. «La cosa che mi ha fatto più impressione sono state le scimmie. C'è la scena in cui gli indios ammazzano la scimmia e le succhiano il cervello. Noi avevamo quattro scimmiette di riserva. Quando tagliammo la testa a una le altre quattro sono morte di crepacuore. Quella è stata la cosa più atroce».

Spinoza e le singolari spiegazioni di Barbareschi

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Datemi retta: andate sul sito di Luca Barbareschi e guardatevi il filmato con cui risponde alle accuse di aver copiato alcune battute del suo show da Spinoza. Io l'ho trovato tanto esilarante che ho deciso di impiegare una mezzoretta a sbobinarlo (con qualche difficoltà, peraltro, ché il video non ha manco il tasto pausa): eccovelo, intercalato da alcuni appunti che spero mi perdonerete.

La cosa più divertente
Sì, ecco, chiamiamola divertente.

è nata dopo la prima puntata di Barbareschi Shock, che spero abbiate visto,
Io no, ma andiamo avanti.

e sulla polemica nata sul fatto di prendere o non prendere delle informazioni sulla rete.
Direi prendere, più che non prendere, visto che in effetti le battute Barbareschi se le è prese.

Ora ovviamente la scelta che è stata fatta editorialmente da me per il programma è stata di fare un programma cross-mediale: cosa vuol dire?
Ecco, sentiamo cosa vuol dire.

Che noi possiamo attingere liberamente da quelli che sono i blog, da quelli che sono i filmati, da quelle che sono tutte le informazioni che vengono dalla rete.
Certo che si può: basta citare la fonte, cosa che tuttavia, nella circostanza, non mi risulta sia avvenuta.

E' ovvio che è stata una provocazione, una provocazione divertente
Non mi pare per niente ovvio, né che sia una provocazione, né che sia divertente: casomai, al limite, poteva essere una provocazione se ci fosse stata un'autodenuncia alla fine delle puntata, ma se uno aspetta che lo becchino con le mani nella marmellata direi più che altro che ci ha provato e gli è andata male.

a cui hanno abboccato, il famoso popolo (enfasi ironica) della rete, il popolo che vuole la libertà,
Diamo a Cesare quel che è di Cesare: questo genere di ironia non deve averla presa da Spinoza, perché non fa ridere neanche un po'.

perché io ho fatto anche una proposta di legge in questi anni, contro il fatto che vengano saccheggiate informazioni o filmati da invece produzioni private, perché la rete sono anni che condivide musica e contenuti senza pagare nulla.
Appunto: uno fa un progetto di legge per proteggere i contenuti delle major e poi saccheggia quello dei blog? Mah.

Ora nel momento in cui io con la mia trasmissione finalmente faccio il contrario,
Ahhh, finalmente, non vedevo l'ora.

cioè porto la rete dentro la televisione generalista -è ovvio con un guadagno, certo, io vengo pagato, per cui questo è naturale-,
Ah sì, è naturale? Cioè, se uno copia una canzone per ascoltarla commette un illecito, e se un altro ruba una battuta per guadagnarci no? Punto di vista singolare, non c'è dubbio.

il popolo della rete, il popolo della libertà, in questo caso non politico ma della libertà della rete (sorriso),
Altra battuta non copiata: non fa ridere manco questa.

si ribella perché dice: ohibò, il diritto d'autore!
A parte che quelli di Spinoza non hanno detto "ohibò" (almeno mi pare), ma poi non mi risulta che abbiano parlato di diritto d'autore: hanno semplicemente detto che erano state prese delle battute dal loro blog senza chiedere il permesso e senza citare la fonte. Non è esattamente la stessa cosa.

Ma com'è questa storia? Quando si rubano i filmati o la musica allora non bisogna pagare,
Be', per la verità lo dice la parola stessa: se uno (sempre secondo l'opinione di Barbareschi) "ruba", allora non bisogna pagare. Diciamo che è implicito nella parola, ecco.

quando uno osa prendere una battuta
Ah, ecco, ho capito la logica: se uno scarica la musica si dice che la ruba, mentre se Barbareschi ruba una battuta si dice che la prende.

peraltro, come accade su alcuni blog, scritta non si sa da chi,
Veramente su Spinoza c'è scritto, di chi sono le battute, ma lasciamo correre.

perché il peer-to-peer prevede che ognuno scambia informazioni, per cui alla fine non si sa più chi è l'autore,
Questa è bella: che c'entra adesso il peer-to-peer con i blog? Mi punge vaghezza che Barbareschi non sappia di cosa parla.

nel caso poi della mia trasmissione spesso sono i miei stessi autori a scrivere sui blog le loro battute perché sono degli smanettatori giovanissimi
Non sono sicuro di aver capito: per fare la trasmissione gli autori mettono le battute sui blog e poi Barbareschi se le deve andare a cercare, così, per il gusto di prendersele? Che curiosa procedura.

allora la rete si ribella. Bene, io sono molto contento di aver visto le prima pagine di Corriere, Giornale, Repubblica che parlano di questo tema:
Più verosimilmente sarà contento del fatto che, bene o male, parlano di lui, ma questo è un altro discorso.

mi spiace solo che riportino solo i commenti negativi; questa è un'altra cosa scorretta che fanno spesso i giornali, cioè prendono una non-notizia, cioè un commento di cento persone, la riportano sulla televisione generalista o su un quotidiano generalista e la trasformano in una grande notizia.
Vediamo se ho capito: il fatto che Barbareschi abbia preso le battute da Spinoza è una non-notizia? Nel senso che non è vero? E cos'è, allora? Un commento di cento persone? Ma un commento a cosa? A una notizia, direi: più precisamente, alla notizia che quelle battute stavano su Spinoza, Barbareschi se le è prese e non ha citato la fonte dalla quale provenivano. Più che una non-notizia, mi pare che si tratti di una notizia con cento commenti. Il che, se me lo permettete, è una cosa appena appena diversa.

Anche questa è un'altra riflessione:
Oltre a quali altre, se non sono indiscreto?

una non-notizia è una notizia vera o è il commento di un singolo
Siamo al surrealismo: se qualcuno è in grado di attribuire un senso compiuto a questa frase gli mando a casa un premio.

che a questo punto potrebbe scrivere anche sui muri la propria opinione ma che lascia veramente il tempo che trova?
Non sono sicuro di aver capito. Non c'è dubbio che l'opinione di uno qualunque, ad esempio la mia, lasci il tempo che trova, ma ciò non toglie che le battute degli altri sarebbe meglio non copiarle. Comunque sia, provvederò a stampare questo post, ad armarmi di vernice e a ricopiarlo diligentemente sul muro qua sotto.

Che volete, anche da queste parti siamo cross-mediali di brutto.

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