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La tristezza della disperazione

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Ogni volta che le cose si mettono male (ed è successo più di una volta) qualche esponente di spicco del PdL si affretta a sottolineare, con disarmante puntualità, che a questo governo non esiste alcuna reale alternativa.
E ogni volta, altrettanto puntualmente, mi si affaccia in mente l'immagine di uno che viene lasciato dalla moglie, e che indurla a restare gioca la carta della disperazione balbettando una cosa del tipo: "Ho capito, non mi sopporti più: però, per pietà, se non hai per le mani qualcosa di meglio rimani lo stesso con me?"
Ora, io sono perfettamente consapevole del fatto che una senza marito e senza nessun altro ci può pure stare, mentre un paese senza governo no: e so altrettanto bene che è proprio questo il punto in cui si aprono gli scenari del "dopo" possibile, con tanto di ipotesi di governo tecnico, elezioni anticipate, eventuale riforma della legge elettorale e via discorrendo.
Ciò non toglie che questi appelli a tenere in piedi la maggioranza solo perché non ce n'è un'altra finiscano sempre per evocarmi una tristezza infinita.
La tristezza della disperazione, si direbbe.
E scusate se è poco.

Disperati

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Le dichiarazioni di Maroni e della Santanchè, secondo i quali il quorum referendario sarebbe già raggiunto, mi ricordano un vecchio e glorioso videgioco intitolato "Monkey Island", nel quale il protagonista, tentando ingenuamente di distrarre un insidioso nemico, gli diceva:

Ehi, guarda, dietro di te! Una scimmia a tre teste!
Solo che la disperazione di Monkey Island era per scherzo.

Tutti "sulla internet" con la Ravetto

41 Commenti »

Durante Ballarò la Ravetto afferma che i sondaggi del PDL danno Berlusconi ad un livello di fiducia ben più alto di quello indicato da Pagnoncelli, e aggiunge che chi non ci crede può consultarli senza problemi, giacché sono pubblicati "sulla internet".
Evviva la rivoluzione digitale.
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Update: immediatamente dopo il sindacalista Angeletti avverte che occorrerà creare almeno 200mila posti di lavoro l'anno per evitare che i giovani "rimanghino senza lavoro".
Evviva la grammatica.
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Update 2: Cota annuncia di aver predisposto un piano straordinario specificando di definirlo così "perché non è ordinario".
Meglio, molto meglio di Zelig.

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