La tristezza della disperazione

Ogni volta che le cose si mettono male (ed è successo più di una volta) qualche esponente di spicco del PdL si affretta a sottolineare, con disarmante puntualità, che a questo governo non esiste alcuna reale alternativa.
E ogni volta, altrettanto puntualmente, mi si affaccia in mente l'immagine di uno che viene lasciato dalla moglie, e che indurla a restare gioca la carta della disperazione balbettando una cosa del tipo: "Ho capito, non mi sopporti più: però, per pietà, se non hai per le mani qualcosa di meglio rimani lo stesso con me?"
Ora, io sono perfettamente consapevole del fatto che una senza marito e senza nessun altro ci può pure stare, mentre un paese senza governo no: e so altrettanto bene che è proprio questo il punto in cui si aprono gli scenari del "dopo" possibile, con tanto di ipotesi di governo tecnico, elezioni anticipate, eventuale riforma della legge elettorale e via discorrendo.
Ciò non toglie che questi appelli a tenere in piedi la maggioranza solo perché non ce n'è un'altra finiscano sempre per evocarmi una tristezza infinita.
La tristezza della disperazione, si direbbe.
E scusate se è poco.

Questo post è stato pubblicato il 25 ottobre 2011 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

5 Responses to “La tristezza della disperazione”

  1. E' soprattutto il classico argomento usato dai dittatori per autolegittimarsi

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  2. Il Belgio c'è stato oltre un anno senza governo e non è fallito...

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  3. Della serie metodo scientifico a giorni alterni: quando si tratta di ironizzare sugli abomini della Chiesa, Paraben, tanto carinello, si ricorda del metodo scientifico. Poi quando si tratta di umiliare le idee di chi crede in una libertà senza gerarchie, quello stesso metodo scientifico, lo si può lasciare parcheggiato in doppia fila. E così, privo di supporto scientifico, contro ogni logica, e contro la stessa evidenza, il Paraben ci dice che un paese non può stare senza governo. Intanto il pensiero corre al Belgio, ai suoi 500 giorni senza governo, al suo PIL al +2,4%, tra i migliori dell'eurozona.

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  4. Non spetta al governo in carica chiedersi se c'è un'alternativa: ma a noi.

    SIAMO O NO IL POPOLO SOVRANO?

    FERMIAMOLI PRIMA CHE SVENDANO I BENI PUBBLICI DEL PAESE IN NOME DI QUESTA TRUFFA CHIAMATA "DEBITO PUBBLICO"!

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  5. Qualsiasi alternativa al PdL è migliore, ormai.
    Spero possano ricostruire una Destra dignitosa, ma non credo a breve.

    L'unica forse altrettanto nociva per noi sarebbe una SantaAlleanza di cani e porci che non riuscirebbe a fare una singola cosa.

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