Think different

Ieri, in televisione, hanno mostrato il celeberrimo spot di Apple in cui comparivano immagini di Gandhi, Martin Luther King, Albert Einstein e via discorrendo, al termine del quale spuntava l'altrettanto famoso slogan "think different".
L'occasione mi è gradita per comunicarvi che secondo me i personaggi testè elencati pensavano certamente in modo diverso dagli altri: invece quelli che acquistano computer, dispositivi musicali e tablet venduti su scala planetaria in milioni di esemplari uno identico all'altro magari sì, ma non è detto.
E comunque, quand'anche fosse, non perché comprano quella roba là.

Questo post è stato pubblicato il 07 ottobre 2011 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

30 Responses to “Think different”

  1. Soprattutto un iphone 4s da 64 giga, che costa €849. L'equivalente di un portatile tutt'altro che mediocre. O di un Mac Book.

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  2. Guarda quello lì, com'è libero, originale, spontaneo.
    Puoi esserlo anche tu! Basta che vesti, parli, ti comporti e compri esattamente come ti diciamo noi!

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  3. O di un mese di stipendio di un lavoratore medio, a volte laureato con lode.

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  4. Mi sembra evidente, da anni.
    E' uno slogan, ce ne sono tanti.

    Il marchio fa status symbol e di esempi ce ne sono a bizzeffe.
    Auto, vestiti, ecc.

    Che sia giusto o sbagliato è a discrezione delle persone, per me è vergognoso.
    Penso sia però inutile parlarne adesso, che è morto il boss.
    O se ne parla tutti i giorni, o si mette in mostra il macbookair nuovo di pacca.

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  5. Va contestualizzata...la pubblicità è stata geniale in quanto diceva pensa diverso da Windows che negli stessi anni si stava diffondendo.

    ed a quel tempo chi usava apple era veramente uno che "pensava diversamente".

    Non confondiamo le cose, oggi sono loro i primo a non usare più quello slogan...

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  6. c'è una battuta su spinoza.it che riassume quello che hai scritto! :-)

    "Se ne va il profeta del "pensare differente". Milioni di giovani lo ricordano postando su Facebook lo stesso link."

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  7. Ho assistito al cordoglio mondiale per la morte di un genio del marketing.
    Uno che ha effettivamente rivoluzionato le vite di molti: la commercializzazione dei prodotti nati dalle sue idee è effettivamente una delle droghe più potenti attualmente in commercio.
    In pratica è morto un pusher e i suoi clienti sono in astinenza...

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  8. si però a volte può succedere che chi compra "computer, dispositivi musicali e tablet" lo fa perché gli serve!!!! ...ma è proprio necessario criticare sempre e comunque?

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  9. Mi piace questo tuo articolo perchè anch'io mi trovo spiazzato da alcuni aspetti delle reazioni sulla morte di Jobs. Ieri leggevo e ascoltavo celebrazioni in cui lo si esaltava come il Leonardo dei nostri tempi. Ma Leonardo non era un capitano d'industria, mentre Jobs era questo. E in quanto tale non poteva non muoversi per il profitto,non per filantropico amore per l'umanità e per la sua evoluzione. Il fatto che il mondo sembri confondersi e non vedere la differenza tra un manager (seppure probabilmente la faccia migliore del mondo di Wall Street) e un inventore innamorato della conoscenza, francamente, mi scoraggia molto.

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  10. Che boiata. La campagna "Think different" è del 1997 14 anni fa), anno nel quale la Apple era ben lungi da avere prodotti di successo e veniva data per spacciata. I prodotti del tempo venivano acquistati davvero da gente che "pensava differente". E ne eravamo ben consci e fieri. E avevamo ragione da vendere.

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  11. In realtà "think different" è una apologia di Jobs, non dei suoi adepti. Lui ha davvero pensato in modo differente e laterale. Proprio per questo ha alternato momenti di sconfitta totale a successi planetari. Chi pensa straight non rischia mai. E se i primi fedelissimi della mela erano spiriti liberi, che sapevano cogliere il valore al di là delle mode, oggi i melomani sono diventati consumatori come milioni di altri.

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  12. Ti hanno già risposto in molti, ma mi metto in fila pure io. "Think different" va contestualizzato e guarda caso, nel suo contesto ci stava benissimo.

    Dici: "invece quelli che acquistano computer, dispositivi musicali e tablet venduti su scala planetaria in milioni di esemplari uno identico all'altro magari sì, ma non è detto.".

    Quindi praticamente tutti, no? Non ti pare una categoria un po' troppo vasta? Chi è che oggi non possiede un computer, un dispositivo musicale o un tablet? Praticamente nessuno.

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  13. Sono d'accordo, il Think Different è una cosa venuta fuori nel 97 al ritorno di SJ alla Apple.

    Cmq mi piace vedere come ancora, anche se sono passati 14 anni,le persone che "non hanno un Mac" si sentono esclusi da un giro, tagliati fuori.

    E sono proprio loro i primi a fondere "ciò che compri è cioè che sei e quindi non sei different".

    Se ho torto questo commento non avrà reply :)

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  14. Il tuo pezzo è da sottoscrivere, al contrario delle menate a nastro dei soliti cordoglioni giornalistici e internettari... :D

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  15. condivido, ma con il senno del poi mi ha fatto ancora più impressione il primo, quello del 1984, ispirato ad Orwell...

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  16. anche io ho trovato veramente perturbante, in senso proprio, la diffusione virale dello sconcerto e dei coccodrilli nei media e nella rete. un po' come se fosse riuscito a organizzare il marketing pure della sua dipartita. mah.

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  17. Senza il "think different" alla base della vita di Steve Jobs e di altri pionieri come lui, "quella roba là" non esisterebbe. E nel mare di consumismo e di superfluo che per molti "quella roba là" costituisce, ci sono anche persone a cui "quella roba là" ha cambiato la vita. E sicuramente prima di sparare lì una critica generica, facile e decontestualizzata, Alessandro, hai considerato anche quest'aspetto.

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  18. Sono d'accordo con chi parla della necessità di contestualizzare. Nel 1997 chi sceglieva un Mac pensava davvero in modo differente, faceva una scelta orgogliosamente, coraggiosamente anticonformista di fronte alla dilagante omologazione di Windows. Certo, potevano anche esserci elementi di snobismo e fighettismo, ma dall'altra parte mica c'erano coscienti masse proletarie, quanto piuttosto maggioranze silenziose inconsapevoli della storia dell'informatica e bisognose di tranquilla sicurezza. Linux e l'open source allora erano ancora più di nicchia. Scegliere un Mac era scegliere contro. Poi il mercato si è allargato...
    Certo stringe il cuore vedere oggi certi pennivendoli di regime scrivere la loro merda velenosa su un Mac o su un iPad. Ma non c'è ancora una App antistronzi.

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  19. Ragazzi cari, la roba apple è bella, per carità, io stesso c'ho non uno ma 2 macbook....ma vi prego, non scambiamo gli slogan pubblicitari con gli argomenti reali. Think different, nel 97 o nel 2012, è pubblicità, punto e basta, come lo sono "dove c'è barilla c'è casa" o "l'uomo che non deve chiedere mai". Frasi fasulle, di reale in quel contesto ci sono solo i miliardi (loro, non nostri).
    Per altro diffido di questa (sospetta) ondata di cordoglio verso un ricchissimo, scaltro e potente imprenditore, senz'altro un imprenditore visionario, sia chiaro, ma che non riesco in nessun modo ad ascrivere alla lista dei benefattori dell'umanità.

    AleG

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  20. Dai Alessandro, diciamo che questa volta hai fatto un perdonabile buco nell'acqua.

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  21. Non so se lo volesse, ma Steve Jobs è rimasto vittima della divinizzazione mediatica. E' mancato solo l'urlo sopra la testa della folla "santo subito". E'morto un uomo di successo e un businessman di successo.Geniale e coraggioso. Punto.

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  22. Mboh, non condivido né gli entusiasmi, nè il lutto, né l'atteggiamento scandalizzato. Jobs è stato un grande inventore (non sono in grado di valutare in quale grado) che ha fatto un altrettanto geniale mercato delle sue invenzioni. Bravo. Bravissimo. E allora? Non sapevo di "pensare differente" quando nel gennaio 1995 ho acquistato il mio Macintosh da tavolo. L'ho fatto perché tutte le persone che lavoravano nel mio ambito usavano Mac, e così non avrei avuto problemi di dialogo. L'ho molto apprezzato. Ma quando nel 2005 ho comperato un nuovo pc, portatile (si fa per dire, 17 pollici) sono passata alla concorrenza, perché costava di meno a parità di prestazioni. Anche grazie al fatto che la concorrenza aveva copiato Mac, come Jobs ricordava nel suo ormai celebre discorso-testamento alla Stanford. Quindi? Non sento la necessità di ripassare a Mac, ora che la memoria del mio favoloso pc è diventata troppo stretta, e sinceramente mi infastidisce un po' l'aspetto della barra delle applicazioni ballonzolante che mi fa venire il mal di mare. A parte ciò, molti concetti espressi da Jobs nel surricordato discorso di Stanford li trovo sensati e li condivido. Requiescat in pace.

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  23. Concordo in pieno!

    Per il resto, sempre in tema di eroi, miti e rivoluzioni, personalmente devo molto di più a chi ci ha messo a disposizione il bicarbonato di sodio, piuttosto che a Jobs.

    W Solvay :)
    io si che penso differente :D :D

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  24. "Nel 1997, quando il mercato dei computer era nelle mani di Bill Gates, ho acquistato un computer della Apple e ne vado fiero. E' stata una scelta libera, coraggiosa e indipendente; il frutto della mente di un vero anticonformista e spirito libero quale io sono."

    Esilarante. Devo essermi perso qualcosa. Parlando di volgari oggetti quali sono i computer, da quando è diventato necessario riempirsi così tanto la bocca di retorica?

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  25. Qualche giorno fa su gawker.com è un uscito un bellissimo articolo sulla reazione delle gente comune alla morte di Jobs. Tra le altre cose mi piace segnalare questo passaggio:

    "Manifestazioni pubbliche di dolore vero e proprio dovrebbe essere riservate a quelle persone che hanno vissuto la vita così eroicamente e disinteressatamente che sono fulgidi esempi di amore per tutta l'umanità.

    Persone come, ad esempio, il reverendo Fred Shuttlesworth, che insieme alla sua famiglia, è stato bombardato, picchiato e accoltellato durante i suoi anni di attivismo alle origini del movimento americano per i diritti civili. Shuttlesworth è morto ieri, lo stesso giorno di Steve Jobs. Lui non è morto miliardario."

    Per chi fosse interessato può trovare la traduzione dell'articolo completo sul mio blog http://americaoggiblog.blogspot.com/2011/10/steve-jobs-non-e-dio.html

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  26. Il mio amico Daniele, soprannominato Danielinux, ha messo sul suo account Skype il seguente motto:
    "The world has lost a great man. Goodbye, Guido Pancaldi".
    :-)

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  27. pubblicità e status symbol non sono mai giusti.

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  28. Loro pensavano in maniera diversa noi ormai no siamo tutti uguali.... sotto il segno della mela.... magari

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