Non pensare, compra

Una volta, a un presidio per l'abrogazione della legge 40 sulla fecondazione assistita, eravamo in otto o nove.
In un'altra circostanza andò decisamente meglio, perché mentre raccoglievamo le firme per il testamento biologico si formò un capannello di una quindicina di persone.
Il massimo, tanto che ancora se ne parla coi lucciconi, fu quando ci ritrovammo in trenta, davanti a Montecitorio, per segnalare che in molte regioni l'obiezione di coscienza stava di fatto vanificando l'applicazione della legge sull'aborto.
Poi un bel giorno uno esce di casa, trova una strada chiusa al traffico e scopre che il casino era dovuto al fatto che migliaia di esseri umani si erano accalcati cercando di comprare un televisore o un telefonino in offerta: e pensa che evidentemente ci sono un sacco di persone che ritengono assai appropriato starsene a casa se si cerca di togliere loro perfino il diritto di disporre del proprio corpo, ma si riversano nelle strade se qualcuno mette in vendita una lavatrice a prezzo stracciato.
L'inaugurazione di un nuovo centro commerciale mobilità molto di più del desiderio di autodeterminarsi, si direbbe: ma temo che non sia tutto qua.
Ho una gran paura che le due cose siano correlate: ho una gran paura che spingere la gente a comprare, comprare e comprare ancora non sia che un modo come un altro, probabilmente il più raffinato, per fare in modo che non pensi ad altro.
Soprattutto, purtroppo, alla libertà che le si toglie.

Questo post è stato pubblicato il 27 ottobre 2011 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

15 Responses to “Non pensare, compra”

  1. Titolo azzeccatissimo, gli "oggetti del desiderio" stanno acquisendo sempre più lo scopo di "non far pensare", vendere un sogno, esattamente come fa il calcio per una certa parte della popolazione.

    Il mio contributo: Risse vetrine in frantumi, caos, una città bloccata, per cosa ?

    Non mi stupisco troppo per la scarsa partecipazione quando è importante, fino a che la gente non percepirà di essere veramente stata toccata nel portafoglio penserà sempre di potersela cavare in un modo o nell'altro.

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  2. Se può consolarti (ma mica poi tanto...), non è così: la differenza è che se vai al centro commerciale sei ragionevolmente sicuro di tornartene a casa con un televisore, mentre se scendi in piazza sei ragionevolmente sicuro che al tuo ritorno a casa la Legge 40 sarà inevitabilmente come prima.
    Le manifestazioni, soprattutto una di quel tipo dopo un referendum fallito e in mezzo a una crisi economica, le fa chi soffre di ottimismo un pò folle. E' un bene che ci siano persone così, perchè sono quelle che fan partire le rivoluzioni, ma non pretendere di fare il pienone già dai primi giorni...
    (Piuttosto, inventiamoci un modo di protestare contro la legge 40 che sembri più credibile, più capace di portare a risultati, e già questo ti aiuterà a trovare alleati)

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  3. sì però non esageriamo con la dietrologia... a volte il rasoio di occam è vero. E' brutto dirlo, è scorretto, è cattivo e snob e tutto quel che vuoi, ma qualche volta credo che la ragione più semplice sia l'individualismo e la superficialità di tanta gente.
    Moltissime persone non vanno a manifestare per il testamento biologico perchè non si tratta di una cosa immediata e concreta. Stai forse morendo adesso e devi decidere subito se vuoi essere tenuto in vita da una macchina? No. Il problema quindi è spostabile, rimandabile, se ne occuperà qualcun altro. Se anche vai a manifestare non è detto che otterrai quel che vuoi. La decisione del singolo individuo non è percepita come determinante. Se anche io dico sì o no, vincerà comunque la maggioranza o tutto si trascinerà nelle lungaggini di chissà quale burocrazia.
    La playstation a 50 euro invece è qui adesso e subito, te la puoi portare a casa, è tua. Devi solo muoverti e andare a prenderla. Devi alzarti alle 6 del mattino e fare 5 ore di coda, ma potrai possederla senza aspettare votazioni o contrattazioni politiche. 5 ore di coda sono una lotta accettabile, e porti a casa il risultato.
    E' un problema di pigrizia e di arretratezza, ripeto è antipatico dirlo ma è così. Le persone hanno tutti i mezzi per informarsi se lo vogliono, e si spera che abbiano un cervello in testa. Tu scrivi "spingere la gente a comprare"? ma chi è che spinge? se non vuoi comprare, non compri. Fine. Nessuno ti obbliga. O ammettiamo che molte persone sono dei pecoroni abbindolabili da qualunque promozione e pubblicità, o che sono degli individualisti all'ennesima potenza. O c'è una terza ipotesi?

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  4. Che cosa vuoi? Se sei tu il primo veicolo di diffusione di questa filosofia con i tuoi banners.Non stare troppo a rompere i coglioni và!

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  5. @ malmostos: condivido gran parte della tua analisi, in particolare quando dici che le persone non si battono per la difesa della libertà di gestione del proprio corpo e per i propri diritti vuoi perché non percepiscono tale 'lotta' come urgente, vuoi perché non avrebbero la certezza di ottenere ciò che vogliono per il tramite di una manifestazione o del voto (che lasciano magari perplessa pure me come prassi d'azione, e mi spingono a cercarne però delle altre, non a fregarmene).

    D'altra parte, però, ritengo che il fatto di non percepire come urgenti tali questioni sia dovuto proprio in gran parte a superficialità e menefreghismo - perché appunto c'è qualcun altro che si sbatte per chi non ne ha voglia (e qui mi chiedo fin quando ci sarà, perché alla lunga ci si stufa di tirare il carretto per tutti, eh?).

    Parimenti, poi, ritengo che purtroppo qui sono proprio in tanti ormai convinti che la felicità passi per l'acquisto dell'ultimo modello di telefonino o di qualsiasi oggetto - magari anche indebitandosi - perché il modello di felicità, benessere, successo in cui hanno vissuto gran parte della propria esistenza è quella della propaganda martellante di cui siamo stati oggetto. Come tu ben sai, vendere un oggetto significa vendere valori e significati e tanto più efficace riesci a rendere un sistema di propaganda - all'interno del quale quell'oggetto è una componente - tanto più venderai quell'oggetto. Quindi occhio a pensare che chi agisce così siano semplicemente pecoroni abbindolabili - il problema per me è ben più grave: è che gran parte della popolazione italiana è cresciuta proprio all'interno di quel sistema senza avere i mezzi per svelarne la natura truffaldina, per questo un cambiamento politico che auspichiamo dovrebbe accompagnarsi di pari passo a un intervento serio a livello culturale.

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  6. Ragazzi, non esageriamo con lo scontro di civiltà: quelle non sono persone che hanno rinunciato a battersi contro la legge 40, o peggio ancora sono favorevoli, perchè preferiscono un televisore.
    Sono persone che hanno preferito approfittare della promozione del contro commerciale anzichè scendere in piazza con altri quattro gatti (senza offesa): se non ci fosse stata la promozione magari sarebbero rimasti a casa a guardare la tv, passare il tempo con i figli, o sarebbero andati a prendersi un gelato.
    Per dirla tutta: neanch'io sarei andato a quella manifestazione, pur essendo anima e corpo contro la legge 40. Per il semplice motivo che quella manifestazione era inutile, e non avrebbe spostato di una virgola il dibattito. Anzi, era controproducente, perchè una manifestazione di quattro gatti (non perchè gli altri preferiscono andare al centro commerciale, ma perchè in quel momento il tema non era al centro del dibattito) fa passare il dibattito per cui i contrari a quella legge sono quattro irriducibili laicisti. (Detto da uno orgoglioso di essere laico e laicista, qualunque cosa significhi).
    Le battaglie politiche bisogna saperle fare, e le manifestazioni bisogna saperle convocare dopo aver creato il clima giusto per favorire la partecipazione.
    Prendersela con chi non scende in piazza è come il PD che se la prende con Grillo perchè gli ruba i voti: se non sei capace di conquistare consenso cerca di migliorare, invece di prendertela con quelli che non hai convinto. Tutto questo detto con mastodontico rispetto per l'autore.

    Altra questione è ovviamente il referendum: lì la scelta era chiara, era una chiamata democratica, e chi vi si è sottratto ha molte meno scuse.

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  7. si spinge sì la gente a comprare, come pure esistevano gli spingitori di cavalieri di vulviana memoria. si spinge (più seriamente) la gente a comprare facendogli credere che il consumismo sia non solo il migliore dei mondi possibili, ma l'unico per cui valga la pena darsi da fare, anche a costo di privazioni personali. e siccome l'animo umano, se non viene educato fin da piccolo, per sua natura è tremendamente tamarro, pubblicitari ed esperti di marketing hanno gioco facile nell'imporre stili di vita fatui e vacui, ma di facile raggiungimento (bastano i soldi). la cultura, i diritti umani, son cose per cui devi perederci tempo e poi non li puoi ostentare così facilmente come un gadget o un bel vestito. insomma, ci sono gli individualisti superficiali, ci sono gli spingitori di superficiali e soprattutto c'è un bel po' di gente ignorante e pigra. facciamocene una ragione.

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  8. Anche io non farei troppa dietrologia da consumismo. Penso invece che la legge 40, l'aborto, il testamento biologico eccetera sono tutte iniziative che non coinvolgono le persone perchè sentono il problema lontano da loro. Non li tocca personalmente nel momento presente, come ha già scritto Malmostos, e non proiettano se stessi nel futuro pensando ai propri diritti nè si preoccupano di intervenire a favore dei diritti di qualcun altro.
    L'acquisto è personale e immediato. E molto gratificante.

    Sinceramente spero che la rivoluzione culturale possa riguardare il coinvolgimento della popolazione verso i diritti civili di tutti, non verso il nemico capitalista.

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  9. Mi hai fatto intristire, mi ritiro in campagna ciao.

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  10. Magari rischio l'offtopic, però vorrei far notare quanto segnalato qui da "Il Fatto Quotidiano ":

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/28/bologna-i-bimbi-delle-elementari-in-gita-allapple-store-genitori-in-rivolta/166557/

    In pratica l'articolo porta alla nostra attenzione che il nuovo Apple Store di Bologna invita i bimbi delle elementari in gita presso il negozio, e le scolaresche accettano entusiaste.
    Non so, ma temo che di questo passo la nostra sensibilità etica -che è anche frutto di cultura e curiosità d'apprendere- sarà soppiantata da un indottrinamento consumistico che attecchirà sin dall'età prepuberale: se alle visite al museo l'istituzione scolastica sostituisce l'Apple Store, in futuro avremo solo manifestanti in piazza al grido di :"Più IPad per tutti!".

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  11. In effetti i banners risultano un po' comici.
    Proprio adesso: "Inizia a negoziare oro con un bonus a 8000 euro!"

    Non pensare, clicca!

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  12. uno come te dovrebbe averla letta qualcosa di Tocqueville o di Pasolini. "Tocqueville" di Lorenzo Caboara oppure "Gli scritti corsari", ad esempio. a rischio di passare per l'intellettuale (io?) borioso e saccente, ma questi due (insieme a svariati altri) sembrano proprio aver previsto tutto ed hanno descritto nei minimi particolari l'inesorabile (e strumentale) processo di ottundimento delle facolta' mentali del 'popolo' con centocinquanta e quaranta anni di anticipo rispettivamente. senza nulla togliere a quanto detto da Stefano che in parte condivido.

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