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Sicuri di volerlo, un dio vendicatore?

22 Commenti »

In effetti mi stavo giusto chiedendo come mai nessuno avesse ancora avuto l'alzata d'ingegno di sostenere che la tragedia di Duisburg sia stata una punizione divina.
Quanto al merito, sarebbe appena il caso di chiedersi una cosa: ammettendo, per amor di discussione, che l'onnipotente si sia preso la briga di punire con la morte per schiacciamento dei ragazzi la cui unica colpa è stata quella di andare a ballare, che genere di sanzione divina sarebbe lecito attendersi per i preti che si sono inchiappettati allegramente migliaia di bambini inermi e per i superiori che ne hanno sagacemente insabbiato le gesta?
Non so, una bomba atomica?

Ah, no?

13 Commenti »

Francesco Bruno, psichiatra e criminologo noto per le sue partecipazioni televisive, sulla tragedia di Duisburg:

Corriere della Sera, 21 marzo 2009:

La techno e i gay sono le sole cose che non c'entrano

16 Commenti »

Mentre rilevo che il prevedibile scaricabarile tra polizia, sindaco e organizzazione sembra essere già abbondantemente iniziato (leggasi: in certi casi tutto il mondo è paese), colgo l'occasione per togliermi un sassolino che avevo nella scarpa da qualche giorno.
Provate a prendere un milione e mezzo di persone e a ficcarle tutte insieme in un'area che ne può contenere 500mila, premurandovi di recintarla per benino e di mettere in funzione un unico accesso che passa dentro a un tunnel: mi pare di tutta evidenza che quelle persone, indipendentemente dal motivo per cui si sono riunite in quel luogo (ballare, ascoltare un concerto, fare yoga, pregare), si troveranno loro malgrado a dover correre un gravissimo rischio.
Ne consegue che, al contrario di quanto si sono affrettati a blaterare i soliti tromboni, questa tragedia non ha niente a che vedere con la musica techno, con la droga, con i gay o con i giovani che hanno smarrito chissà quali valori.
Così, tanto per mettere i puntini sulle i.

Quando ci sono di mezzo i froci

21 Commenti »

Il riquadro che vedete qua sopra è tratto da Libero di oggi: ecco, mentre cerco di tenere a bada il senso di nausea e di disperazione che mi assale ogni volta che accadono tragedie simili, mi chiedo perché mai, se tanto mi dà tanto, non si adoperi la medesima disinvoltura nel definire "strani riti collettivi" le partite di calcio, i pellegrinaggi alla Mecca, le celebrazioni indù, i giochi televisivi a premi, le serate nei night club e le messe cattoliche.
Non sarà che stavolta è diverso perché, in un modo o nell'altro, ci sono di mezzo i froci, vero?

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