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Se la gente smette di credervi

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Comunque, mentre nel paese si discetta continuamente di trasparenza senza risparmiarsi inquietanti accenti di giustizialismo, e la Chiesa si pone alla guida di un movimento che professa il perseguimento della giustizia, il distacco dai beni terreni e l'esaltazione dell'onestà quali unici rimedi possibili per ribaltare una situazione drammatica, nessuno si degna di spiegarci come mai il boss di una potente organizzazione criminale sia tuttora sepolto in una basilica, né perché non ci si possa permettere aprire la sua tomba per cercare qualche indizio sulla scomparsa di una povera ragazza.
Poi, se la gente smette di credervi, non ve la prendete con i laicisti.

Radici

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Angelo Bagnasco, Presidente della CEI:

Negli ultimi vent'anni le organizzazioni mafiose hanno messo radici in tutto il territorio italiano.
Basiliche comprese.

Fuori dalla comunione, dentro l'inumazione

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Il tizio che vedete nella foto si chiamava Enrico De Pedis (in arte "Renatino"), era uno dei capi della famigerata "banda della Magliana" e venne ucciso il 2 febbraio 1990 nell'ambito di un regolamento di conti tra criminali.

Le sue spoglie furono seppellite a Roma, nella Basilica di Sant'Apollinare, dove tuttora riposano.

L'occasione mi è gradita per chiedere a Monsignor Crociata cosa intenda esattamente, quando dice che i mafiosi sono "fuori dalla comunione con la Chiesa".

Sepoltura criminale

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Il luogo della sepoltura non è ancora stato reso noto, ma qualcuno pensa già a San Pietro.

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