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La mia intervista a Gianluca Iannone

35 Commenti »

Ho intervistato Gianluca Iannone, leader di Casapound, bevendo una birra in un pub, e credo ne sia venuto fuori un quadro piuttosto interessante.
Per chi volesse leggerla, l'intervista è sul sito dell'Espresso: a chi invece continua a pensare che "certa gente non dovrebbe parlare" non ho granché da dire.
Se non che farsi un'idea -quale che essa sia- dopo aver ascoltato, per come la vedo io, è sempre meglio che censurare.
Saluti.

Da esseri umani liberi

7 Commenti »

Non essendo un esperto di diritto penale, non so se lo status di Gianluca Iannone su Facebook e i successivi commenti configurino effettivamente il reato di istigazione a delinquere; so, tuttavia, che se dovesse essere così dovrebbe essere considerata istigazione a delinquere, probabilmente a maggior ragione, anche l'alzata d'ingegno di intonare dei coretti del tipo "Dieci, cento, mille Acca Larentia" o "Camerata basco nero, per te c'è solo il cimitero".
Ciò detto, e a prescindere dagli aspetti strettamente giuridici, l'occasione mi è gradita per comunicare che tutti e due gli episodi sono molto lontani dal mio modo di intendere la politica e la vita, e per questo mi provocano un certo disagio: non sono solito, infatti, né felicitarmi su Facebook per la morte di qualcuno, né canticchiare giocondo in mezzo alla strada un motivetto dedicato all'omicidio di chicchessia.
Ecco, a prescindere da tutto il resto mi piacerebbe molto che entrambi fossero stati segnalati dai giornali perlomeno con la stessa enfasi: e che qualcuno avesse il coraggio di dire, una buona volta, che inneggiare alla morte delle persone non è un granché a prescindere dall'appartenenza politica di chi lo fa.
Una cosa tipo avere un giudizio da esseri umani liberi, avete presente?

Che errore chiudere Casapound

5 Commenti »

«Sì, sono fascisti. Ma con la loro visione sociale hanno attratto tantissimi giovani. E sono diventati concorrenti della sinistra. Metterli al bando sarebbe una sciocchezza». Dopo i fatti di Firenze, un sociologo di sinistra che studia da tempo il gruppo di estrema destra mi spiega la sua tesi in un'intervista.
Qua, su L'Espresso.

Perché sono contrario a chiudere Casapound

67 Commenti »

Questo, com'è già successo, sarà il solito post impopolare: e come sempre, siccome sono abituato a scrivere quello che penso, me ne farò una ragione.
Il fatto è che non riesco proprio a capire in che modo impedire a un razzista di parlare possa giovare alla causa di quelli che -come me, tengo a precisarlo per chi dovesse farsi venire il dubbio- sono contro ogni forma di razzismo.
Voglio dire: se in Italia il razzismo c'è, c'è, e allora si tratta di affrontarlo, non di nasconderlo sotto al tappeto come se non ci fosse; perché oscurare una questione non equivale mai a risolverla -sarebbe fin troppo facile, non credete?-, e impedire a chicchessia di esprimere le proprie idee -per quanto aberranti ci sembrino, e dico ci "sembrino" non perché non sia convinto che lo siano, ma semplicemente perché ad altri potrebbero sembrare aberranti le nostre, leggasi ad esempio la legalizzazione dell'eutanasia- non può produrre l'effetto di abrogare quelle idee dalla sua mente e da quella degli altri che le condividono, ma casomai quello di fornire loro perfino l'alibi del martirio.
Anche a me, credetemi, fa male da morire ascoltare un uomo che teorizza la superiorità di una razza sull'altra: però sono anche consapevole del fatto che non lasciarlo parlare, e quindi esimersi dal doverlo ascoltare, non sposta di una virgola il problema.
Ne consegue, per arrivare a una sintesi, che a mio modo di vedere i terribili omicidi di Firenze non sarebbero stati scongiurati, ed anzi avrebbero persino potuto essere ulteriormente incoraggiati, se Casapound fosse stata chiusa due anni fa: e che chiuderla oggi non servirà a un bel niente, se non a lavarci la coscienza con il solito gioco delle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano.
Dopodiché, evidentemente, i reati vanno perseguiti con severità: è un reato ammazzare un uomo, ed è un reato pure incitare chi si fosse determinato a farlo.
Ma sostenere, per qualche astrusa ragione, che gli immigrati debbano andarsene tutti, che esistano razze inferiori, che gli esseri umani non siano tutti uguali, queste sono semplicemente opinioni: e il fatto che quelle opinioni mi facciano vomitare non può spingermi, in uno stato di diritto, a fare in modo che chi le ha non debba poterle esprimere, ma dovrebbe indurmi a lasciargliele esporre nella legalità e subito dopo a contestarle, smontarle, smascherarle, ridicolizzarle con gli strumenti della dialettica.
E adesso, se volete, via con gli insulti.
Come dicevo, sarò in grado di farmene una ragione.

Siccome non sono fascista

59 Commenti »

Siccome non sono fascista, e siccome ritengo che cercare di impedire agli altri di dire pacificamente quello che pensano configuri un metodo fascista, sono del parere che i fascisti debbano essere lasciati liberi di manifestare quanto gli altri.

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