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Bell'esempio

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Si può dire tutto quello che si vuole: ma quando si arriva al punto in cui il Sindaco uscente (ricandidato alla stessa carica) e il Presidente del Consiglio Comunale uscente (anch'egli ricandidato) -vale a dire le due massime cariche istituzionali di un Comune importante come quello di Roma- sparpagliano per la città le loro affissioni abusive anziché dare l'esempio e vigilare responsabilmente sugli abusi degli altri, si può affermare in modo inequivocabile di essere giunti al punto di non ritorno.
Tra l'altro non si tratta mica di due personaggi qualsiasi: il Sindaco, Gianni Alemanno, è quello che ha vinto la scorsa campagna elettorale riempiendosi la bocca con le parole "decoro", "sicurezza", "legalità"; il Presidente del Consiglio Comunale, Marco Pomarici, è quello che ha cacciato e bandito dall'aula consiliare Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma, reo di aver ricordato ai consiglieri che se ne stavano strafottendo della volontà dei cittadini omettendo di calendarizzare, come la legge avrebbe imposto, la delibere di iniziativa popolare sulle famiglie di fatto.
Due politici tutti d'un pezzo, perbacco. Severi. Inflessibili. Tranne quando si tratta di applicare le regole a loro stessi.
Ho scattato personalmente, questa mattina, le due foto che vedete qua sopra. Affiggere manifesti abusivamente non è una cosa di poco conto: significa occupare arbitrariamente spazi che possono essere stati regolarmente acquistati da altri, danneggiare le casse comunali evadendo i diritti di affissione, oltre che insozzare la città di cartaccia dare pubblico esempio di un comportamento illegale.
Voglio dire, stiamo parlando del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale, mica di due qualsiasi.
Che volete fare: continuare a votare questa gente, oppure dare fiducia a noi, che la combattiamo da anni?
A voi la scelta.

E se ci stessero fregando un'altra volta?

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Ricapitoliamo. La buona notizia è che l'ennesima sanatoria sulle affissioni politiche abusive è stata miracolosamente eliminata dal decreto milleproroghe: il che equivale a dire che i partiti, loro malgrado, dovranno pagare fino all'ultimo euro le multe elevate nei loro confronti per la miriade di manifesti con i quali hanno infestato le nostre città.
Una vittoria, si direbbe: e forse, per certi versi, non senza motivo.
Sta di fatto, però, che l'eliminazione della sanatoria sarebbe effettivamente rilevante nel solo caso in cui le sanzioni venissero effettivamente comminate, perché in caso contrario il problema sarebbe superato a monte e chi s'è visto s'è visto.
La domanda, in altre parole, è: i vigili urbani fanno sistematicamente la multa ai partiti che affiggono abusivamente i loro manifesti? Oppure ne fanno una ogni tanto?
Il problema, secondo qualcuno, sarebbe marginale: ma i calcoli più puntigliosi indicano che se le sanzioni fossero erogate con regolarità l'introito per le casse del solo comune di Roma si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di euro al mese.
Ebbene, voi avete idea di quello che si potrebbe fare con 2 milioni di euro al mese? Voi che vi dannate l'anima perché mancano gli asili nido, perché l'edilizia popolare praticamente non esiste, perché gli autobus sono pochi e non funzionano, perché la città è sempre più sporca e non ci sono le risorse per provvedere? Voi che un giorno sì e un giorno no dovete precipitarvi giù dall'ufficio a spostare la macchina perché sotto ci sono i vigili che rastrellano multe stradali a rotta di collo, e quella macchina non sapete dove metterla anche volendo pagare, e arrivare al lavoro con i mezzi sarebbe un'impresa titanica? Voi che ce la mettete tutta per tirare avanti, mentre i partiti continuano allegramente a fare i loro comodi coi soldi del finanziamento pubblico -vale a dire i vostri- senza pagarne le conseguenze?
Credete davvero che si tratti di una faccenda marginale? E non avete il dubbio che in un modo o nell'altro, sanatoria a parte, ci stiano fregando un'altra volta?
Io, al posto vostro, ci rifletterei.

Cominciate a contare i soldi

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Qualche volta succede che mettendocela tutta ce la si può perfino fare.
Adesso vigiliamo, ché spesso queste schifezze escono dalla porta per rientrare dalla finestra: nel frattempo, cari partiti abusivisti, cominciate a contare i soldi.
Salvo magheggi dell'ultimo minuto, ho idea che ve ne serviranno parecchi.

L'ennesima occasione persa

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All'Assemblea Nazionale del PD che si è conclusa ieri Mina Welby ha cercato di presentare un ordine del giorno che impegnasse i parlamentari del Partito Democratico a non votare l'indecente sanatoria sulle affissioni politiche abusive contenuta nel milleproroghe: prima le hanno risposto che non era attinente alle questioni europee discusse in assemblea, e poi, quando l'ha modificato mettendo in luce che era attinente eccome, le hanno detto che non se ne poteva parlare perché era stato presentato in ritardo.
Io, personalmente, mi sarei aspettato che di fronte a una schifezza del genere il partito di quelli che stanno sempre a puntare il dito sulla disonestà degli altri avesse accolto la proposta di Mina indipendentemente dall'orario della sua presentazione, e che anzi l'avesse anticipata con prese di posizione pubbliche e inequivocabili sin dall'inizio dell'assemblea.
Invece, come al solito, nel PD si continua a nicchiare e ad attaccarsi ai cavilli: perdendo l'ennesima occasione per dimostrare ai cittadini che l'integrità di cui ci si ammanta abbia un minimo riscontro con la realtà.
E poi ci si lamenta quando si perdono le elezioni.

La sanatoria bipartisan

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Seguitemi con attenzione, ché ne vale davvero la pena.
Ieri al Decreto Milleproroghe è stato aggiunto un emendamento, che vedete in copia qua sopra e che recita così:
All'articolo 42-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009 n. 14, sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. al comma 1 le parole "fino alla data di entrata in vigore del presente decreto" sono sostituite dalle seguenti: "fino al 29 febbraio 2012";
  2. al comma 2 le parole "entro il 30 settembre 2009 soo sostituite dalle seguenti: "entro il 30 settembre 2012" e le parole "31 maggio 2010" sono sostituite dalle seguenti: "31 maggio 2012".
Fin qui si capisce solo che hanno modificato un articolo di un decreto-legge, spostando in avanti alcune date. Ma noi, che siamo maliziosi, quell'articolo ce lo andiamo a leggere. Eccolo:
Art. 42-bis. Disposizioni per la definizione di violazioni in materia di affissioni e pubblicità
  1. Le violazioni ripetute e continuate delle norme in materia di affissioni e pubblicità commesse nel periodo compreso dal 1° gennaio 2005 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, mediante affissioni di manifesti politici ovvero di striscioni e mezzi similari, possono essere definite in qualunque ordine e grado di giudizio, nonché in sede di riscossione delle somme eventualmente iscritte a titolo sanzionatorio, mediante il versamento, a carico del committente responsabile, di una imposta pari, per il complesso delle violazioni commesse e ripetute, a 1.000 euro per anno e per provincia.
  2. Tale versamento deve essere effettuato a favore della tesoreria del comune competente o della provincia qualora le violazioni siano state compiute in più di un comune della stessa provincia. In tal caso la provincia provvede al ristoro, proporzionato al valore delle violazioni accertate, ai comuni interessati, ai quali compete l’obbligo di inoltrare alla provincia la relativa richiesta entro il 30 settembre 2009. In caso di mancata richiesta da parte dei comuni, la provincia destinerà le entrate al settore ecologia. La definizione di cui al presente articolo non dà luogo ad alcun diritto al rimborso di somme eventualmente già riscosse a titolo di sanzioni per le predette violazioni. Il termine per il versamento è fissato, a pena di decadenza dal beneficio di cui al presente articolo, al 31 maggio 2010. Non si applicano le disposizioni dell’articolo 15, commi 2 e 3, della legge 10 dicembre 1993, n. 515.
Ci siamo, adesso? Con questo emendamento si sanano tutte le affissioni abusive dei partiti fino al 29 febbraio 2012 (cioè anche quelle che devono ancora essere commesse) pagando un importo forfettario di mille euro per provincia (invece che la multa da 200 a 1.500 euro a manifesto, come ad esempio recita il regolamento comunale di Roma).
Ebbene, quale partito sarà stato così svergognato da sanare con quattro soldi tutte le nefandezze commesse dai politici sparpagliando cartaccia in giro? Be', sotto l'emendamento c'è la firma dei due relatori: Gianclaudio Bressa (PD) e Gioacchino Alfano (PDL).
Devo aggiungere altro?

Il flop abusivo del PD

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Sui social network serpeggia l'ironia sulla nuova campagna del PD (per capirci, quella con Faruk, Fabrizio, Eva e tanti altri amici), che a dire di molti sarebbe l'ennesimo flop mediatico.
Serpeggia molto meno, però, l'indignazione (termine di cui i nostri amici democratici fanno sovente grande sfoggio) legata al fatto che detta campagna è stata realizzata in gran parte mediante attacchinaggio di manifesti abusivi in ogni angolo delle città: cioè, sinteticamente, è illegale, come peraltro accade sempre, tant'è che noi denunciamo la cosa da una vita.
Come dire: visto che c'è qualcuno che da anni ve li segnala, non sarebbe meglio preoccuparsi dei problemi veri?

Conosci Fabrizio, quello che non paga le affissioni?

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A quanto pare gli amici del PD conoscono Fabrizio, Eva, Faruk, Serena e un sacco di altre personcine in gamba che vogliono presentarci su Facebook.
Si tratterà sicuramente di gente come si deve, che va matta per la costituzione e si indigna un giorno sì e l'altro pure contro il malcostume dilagante nel paese, facendo like a rotta di collo su status traboccanti senso civico, responsabilità, rispetto delle istituzioni, insulti a chi delinque e quant'è bello il presidente Napolitano che insieme a loro è l'unico onesto.
Conoscono Fabrizio, Eva, Faruk, Serena e un sacco di altre personcine in gamba, gli amici del PD: però, a quanto pare, non conoscono il regolamento comunale per le pubbliche affissioni né si peritano di consultarlo, e continuano allegramente ad appiccicare in giro i loro manifesti hipster-pop che fanno tanto comunicazione 2.0 senza chiedere il permesso a nessuno e senza pagare la tariffa, come se la città fosse un enorme spazio tutto loro, da insozzare a piacimento in barba a qualsiasi regola.
Io, sinceramente, non ho avuto il piacere di conoscere Fabrizio, né Faruk, né Eva, e nemmeno Serena: però penso che queste personcine così smart e trendy dovrebbero preoccuparsi di rispettare la legge, prima di chiedermi di cercarle su Facebook.
Fino a quel momento, gli unici che dovrebbero trovarle sono i vigili urbani.

Luca, non scriverci: staccali

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Debbo essere sincero: piazzare un manifesto in uno spazio abusivo e spruzzare su quel manifesto uno stencil col proprio indirizzo web non mi sembrano operazioni tanto diverse tra loro. Entrambe, a meno che non mi sfugga qualcosa, usano uno spazio che dovrebbe essere lasciato libero e lo occupano per fare pubblicità a un candidato: nel primo caso con la colla e la carta, nel secondo con l'inchiostro (sulla carta che già c'è, il che non limita l'obbrobbrio, ma se possibile lo peggiora).

Con Luca Sappino ho condiviso tante belle iniziative, e quindi non credo che si offenderà se mi permetto di dargli un consiglio da amico: se vuoi davvero "liberare la città dalla politica abusiva", come dici nel video, non andartene in giro a scrivere il tuo nome sui manifesti degli altri.

Staccali.

Attacchinaggio (selvaggio) infantile

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Domani la Camera darà l'ok definitivo al decreto milleproroghe, che contiene il condono ai manifesti abusivi: i partiti, anziché venire multati per il danno effettivo, potranno pagare 1.500 euro forfettari per ogni provincia imbrattata. Sembra che però ai partiti non basti rovinare le nostre strade e piazze, e in questa corsa all'occupazione di tutti gli spazi liberi, compresi quelli della società e dell'economia, ci vadano di mezzo i più deboli.

Finisce così che ad attaccare i manifesti elettorali di coloro che dovrebbero essere i primi a rispettare la legge, i promotori della legalità, coloro che danno l'esempio, sono dei bambini, come nel caso della foto sopra scattata dalla sottoscritta.

L'episodio è raccontato sul sito di Italia Futura, che si è fatta promotrice della denuncia politica, necessariamente parallela a quella inoltrata alle istituzioni preposte.

Ora, ai manifesti abusivi ci siamo tutti un po' assuefatti, e oltre ai Radicali e a qualche comitato esasperato di pulizia fai-da-te, non si vedono altri pronti a stracciarsi le vesti per un'illegalità paradossale, visto che sono i partiti stessi a commetterla e ad autocondonarsela.

Questa volta però la questione è diversa: c'è di mezzo un bambino, e sarebbe bene che i soggetti in questione prendessero le distanze e controllassero un po' meglio le aziende cui commissionano l'attacchinaggio.

Un appello al Partito dei pensionati, coinvolto in questo episodio, e a tutti i partiti, se hanno ancora voglia di ascoltare le lagnanze dei poveri cittadini.

Renata, e il timbro?

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(Immagine tratta da FaiNotizia)


L'ultima, a quanto pare, è che Renata Polverini piazza i manifesti negli appositi spazi comunali (quelli con la sigla S.P.Q.R., per intenderci) senza pagare l'imposta sulla pubblicità: tant'è che sul suo materiale manca il timbro del Comune che attesta il pagamento del tributo.

Si sarà trattato anche stavolta (come nel caso delle imposte sull'acquisto della seconda casa) di un semplice disguido? Chissà, magari sì. Nel qual caso, ne sono certo, la Polverini provvederà in un lampo a restituire al Comune i soldi che gli spettano.

Voi che ne dite, ci contiamo?

Lega ladrona: l'ennesimo condono "preventivo"

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Sentite qua cosa che storiella edificante ci racconta Mario Staderini:

Con un blitz notturno in Commissione Affari Costituzionali del Senato, in perfetto stile partitocratico, la Lega Nord, con la complicità del PDL, si è regalata il condono alle migliaia di multe che deve pagare per i manifesti abusivi che hanno devastato le città del Nord.

Anzi, il condono sarà valido sino al 31 maggio 2010, in pratica una licenza a delinquere per tutte le prossime elezioni regionali.

Come sul finanziamento pubblico, dove la Lega è in prima fila tra i partiti che si spartiscono i 300 milioni di euro l’anno della truffa dei rimborsi elettorali, incassando oltre 40 milioni di euro pur avendone spesi poco più di 3 milioni, il partito di Bossi conferma la sua leadership tra i ladri di legalità e di denaro pubblico.

I manifesti abusivi non sono solo un gesto di inciviltà, sono un crimine, un danno alla democrazia e ai diritti dei cittadini di conoscere le diverse proposte politiche.

Il condono è un atto criminogeno, che reca danni enormi alle casse dei Comuni, i quali già hanno messo in bilancio le sanzioni dopo aver comunque speso milioni di euro per la defissione dei manifesti.

Complice della Lega è, al solito, il Ministro Tremonti che rispondendo ad una interrogazione parlamentare di Rita Bernardini ammette di non essere nemmeno in grado di quantificare l'ammontare delle minori entrate.

Noi Radicali, che da anni rinunciamo ai manifesti e presentiamo esposti in procura mentre le istituzioni si girano dall’altra parte, lotteremo dentro e fuori il Senato affinché venga respinto il tentativo dei partiti, per il quindicesimo anno consecutivo, di autoassolversi dalle loro condotte criminali.

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