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Il signor Rossi e Calderoli

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Se il signor Rossi avesse la certezza che uscendo per strada e mettendosi a scureggiare rumorosamente mentre con una mano si scaccola e con l'altra si tocca il pacco si assicurerebbe la stessa attenzione che in questi due giorni è stata riservata a Calderoli per quello che ha detto, magari il signor Rossi finirebbe perfino per farlo.
Ho il sospetto, però, che si limiterebbero a guardarlo con un certo schifo, ignorandolo del tutto o al limite facendosi sfuggire un breve sorriso di scherno.
Date retta, è soprattutto per questo che il signor Rossi non lo fa.

Generatore automatico di istituzioni da spostare da Roma

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Istruzioni: fare refresh per ottenere una nuova istituzione da spostare da Roma

Ah, ce l'ha con Montezemolo?

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Roberto Calderoli:

Demenziale strategia.
(...)
Ci ha fatto vergognare.
(...)
Si dimetta subito.
Come dite? Un'illuminazione improvvisa?
No, ce l'ha solo con Montezemolo.

Paradossi calcistici

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Il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli:

Questa prematura eliminazione non è altro che il risultato di una demenziale politica sportiva, che ha portato alla cancellazione dei nostri vivai e che ha fatto sì che a vincere il campionato e la coppa Italia, oltre che la Champions League, sia una squadra che di nostrano non ha neppure l'allenatore [l'Inter].
Che Calderoli stia inconsciamente spingendo per allargare il "nostrano" italico, magari ammodernizzando i criteri per ottenere la cittadinanza nel nostro paese?
Potrebbe dare una bella spinta a quelli che Calderoli ha chiamato "bambini viziati" e ai loro "capricci".
Un fatto è certo: la "Padania" non avrebbe fatto un granché meglio.

Perle dal palco di Pontida

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Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano.
(Luca Zaia)
Finché la Lega è in Parlamento il voto agli extracomunitari non ci sarà mai.
(Federico Bricolo)
Noi vogliamo che i cittadini possano affiancare le forze dell'ordine nelle città. Ci dicono che vogliamo le ronde, ebbene sì, vogliamo le ronde.
(Roberto Maroni)
È una superballa dire che c'è bisogno degli extracomunitari.
(Luca Zaia)
Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione.
(Roberto Castelli)
Noi vogliamo fare liste di collocamento differenziate per pensare prima ai nostri cittadini, poi a quelli del resto del mondo.
(Luca Zaia)
L'inno di Mameli è quello italiano mentre quello della Padania è il "Va' pensiero".
(Roberto Calderoli)
In Veneto noi facciamo ancora il presepe e nelle scuole vogliamo il crocifisso.
(Luca Zaia)
Anche attraverso il calcio e il grande torneo delle nazioni non riconosciute che stiamo organizzando passa il messaggio della libertà dei popoli.
(Renzo Bossi)

Confusione? Ci pensa Calderoli!

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E' da un po' che non si sentiva il parere di Roberto Calderoli. Il ministro per la semplificazione, nella sua intervista a La Stampa del 10 gennaio, non delude le nostre aspettative:

Nel Sud d’Italia la disoccupazione è al 18 per cento, il lavoro deve andare agli italiani che vogliono e possono farlo, non agli immigrati clandestini.
Benissimo Calderoli, tutti d'accordo che la piaga della disoccupazione al Sud è profonda. Il governo cosa sta facendo in merito? Qualche piano per lo sviluppo, che so, incentivi fiscali per gli imprenditori disposti a investire e a creare lavoro, nuovi centri di ricerca, un piano industriale... Al momento, non pervenuto.

La verità è che si ricorre ai clandestini perché quel lavoro, se fosse regolare, costerebbe troppo. E invece il lavoro o è regolare, o non è.
Sempre più d'accordo con lei, ministro: "il lavoro o è regolare, o non è". Le vittime, oltre agli italiani senza lavoro, sono gli sfruttati nei campi, senza alcuna sicurezza, trattati in condizioni di schiavitù, costretti a vivere in condizioni disumane. Anche qui, a chi attribuire la responsabilità del lavoro irregolare: ai clandestini, agli approfittatori che speculano, oppure al governo che ha lasciato che questa situazione fosse sotto l'esclusivo controllo della 'ndrangheta?

Se si accettano continue regolarizzazioni l’Italia diventerà tutta come Rosarno.
Come si affronta il fenomeno dell'immigrazione? Come tutti gli altri, cioè con la legalità, con delle leggi che regolino il fenomeno. Cosa fa il governo, invece? Propone leggi che costringono gli immigrati in procinto di andarsene a passare sei mesi nelle carceri italiane a spese del contribuente, non attua un programma di immigrazione a quote, fa prevalere l'una tantum sulla pianificazione, e anziché l'integrazione promuove la repulsione.

Ma quanto pensiamo di poter campare a questo modo?

A scuola di semplificazione

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Roberto Calderoli a pagina 2 del Corriere della Sera di oggi:

Devo ammettere che la vicenda della tenda [di Gheddafi a Roma] mi è piaciuta: non posso che rimanere colpito da una persona che arriva e impone il rispetto delle sue origini e delle sue tradizioni.
La tenda di Gheddafi in mezzo a Villa Pamphili sì, mentre un poveretto che vuole pregare per il suo Dio no? Calderoli porta proprio bene i panni del ministro per la semplificazione: ecco a voi un caso di scuola del detto "due pesi due misure".

Verso la nuova identità federalista.. un fiorino!

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- Paola Goisis (Lega Nord) in commissione cultura cerca di inserire un emendamento alla mini riforma della scuola, a firma Valentina Aprea, riguardante l'introduzione di un test che i professori dovranno superare "nel quale emerge la loro conoscenza della storia, delle tradizioni e del dialetto della regione in cui intendono insegnare" - Il presidente dei senatori del Carroccio Federico Bricolo annuncia una proposta di legge costituzionale per inserire un comma nell'articolo 12 della Costituzione che riconosca i simboli identitari e gli inni di ciascuna Regione "..in nome della nuova identità federalista dell'Italia.." - Umberto Bossi, in visita a L’Aquila insieme ai colleghi di partito Roberto Calderoli e Roberto Castelli, biascica a mezza bocca un "Lasciamo stare il tricolore penso solo alla bandiera padana" Ora, che simili personaggi e proposte non possano suscitare altro che ilarità è cosa ovvia - scusate se non riesco a prendere sul serio queste stronzate - tuttavia da un paio di giorni mi richiamavano insistentemente alla mente una scena che non riuscivo ad identificare in modo netto. Questa notte l'illuminazione, Benigni e Troisi avevano visto lungo..

Un post che fa ridere un casino

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Carlo Giovanardi, avvocato, senatore, sottosegretario, giovedì è in Parlamento a votare per l'approvazione finale di un disegno di legge che prevede l'introduzione del reato di immigrazione clandestina. Vota a favore. Domenica chiede al governo un provvedimento d'urgenza per regolarizzare (ovvero mettere al riparo dalla suddetta legge) colf, badanti e un po' tutti gli irregolari che lavorano. "Ora si può e si deve risolvere questo problema che riguarda centinaia di migliaia di famiglie italiane e centinaia di migliaia di lavoratori extracomunitari". Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, ospite fisso del Processo di Biscardi, portaocchiali, sostiene che il problema non si pone perché «come sanno tutti, un reato penale non è mai retroattivo. E quindi anche il reato penale di immigrazione clandestina (giustamente inserito dal ddl sicurezza) non potrà certo applicarsi a chi oggi è in Italia e lavora come colf o badante, anche se il suo ingresso fu irregolare. Il Governo non si sogna di mettere in difficoltà colf e badanti». Naturalmente il reato introdotto dalla legge riguarda sia l'ingresso che la permanenza irregolare sull'italico suolo ("Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso ovvero si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del presente testo unico nonché blablabla, è punito con l'ammenda da 5000 a 10000 euro"*), quindi il discorso della retroattività non c'entra nulla. Roberto Calderoli, attore, comico, ministro della Sempif... della Seml... ministro di certe cose, si oppone: «È ora di finirla con l'idea che questo sia il Paese del "fatta la legge, trovato l'inganno". La proposta di Giovanardi sulle colf e le badanti non è altro che una sanatoria, peraltro già realizzata nei fatti nel 2002», sempre da loro, quando evidentemente non era ancora ora di finirla con l'idea eccetera. -------- * (al molo, dove è appena arrivato un barcone) - Ehi tu, hai il permesso di soggiorno? - Stavo giusto andando a prenderlo. - Sono cinquemila euro. - Cinquemila euro per un permesso? - No, di multa. - Ho sei euro. - Ce ne devi seimila. - Non erano cinquemila? - Ho detto cinquemila? Volevo dire settemila. - E poi posso rimanere? - Ahah. No.

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