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Difendere il peggiore per difendere tutti

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Magari qualcuno sarà contento, dopo aver letto che si è suicidato in carcere uno che vendeva bambini ai pedofili.
Invece, per come la vedo io, c'è di che preoccuparsi.
Perché se non siamo in grado di difendere i diritti di quelli che sono in carcere, perfino per i motivi più odiosi, significa che non siamo in grado di difendere la legalità.
E se non siamo in grado di difendere la legalità, significa che non siamo neppure in grado di difendere i bambini dai pedofili.
Perché la legalità non è una fisarmonica, che si allunga e si accorcia a piacimento di chi la suona: se c'è vale nei confronti di tutti, se non c'è non c'è, e allora il posto in cui si vive diventa un far west.
Governato dall'odio, dalla vendetta, dalla legge del più forte.
E quindi pure da quelli che vendono i bambini ai pedofili.

Il celibato e la pedofilia: vogliamo vederci chiaro?

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E' davvero sorprendente il fatto che le gerarchie ecclesiastiche, sempre pronte a puntare l'indice verso i presunti danni che i ragazzi subirebbero in caso di adozione da parte di una coppia omosessuale, facciano finta di niente quando si tratta di riscontrare i disastri che l'obbligo del celibato potrebbe causare ai loro preti e ai ragazzi che hanno a che fare con loro.
Non c'è bisogno di essere scienziati, e men che meno anticlericali, per farsi venire il dubbio che l'incidenza degli episodi di pedofilia tra i sacerdoti, assai più elevata rispetto a quella che si riscontra in altre categorie sociali, abbia più di un legame con la compressione della sfera sessuale che viene loro imposta fin dall'adolescenza: dubbio che, sia detto per inciso, è stato ripetutamente e pubblicamente espresso non solo da laicisti impenitenti come me, ma perfino da numerosi -e spesso eminenti- rappresentanti del clero cattolico.
Ognuno, sia chiaro, è libero di imporre a se stesso le rinunce che preferisce: ma se fosse dimostrato un nesso causale tra l'obbligo del celibato e la propensione alla pedofilia, specie in una categoria di individui che lavora spesso e volentieri a stretto contatto con i bambini, il celibato cesserebbe di costituire semplicemente una questione di scelta personale, per assumere il contorno assai più inquietante di un vero e proprio pericolo per la collettività.
Io sono del parere che la Chiesa Cattolica dovrebbe farsi carico di promuovere un'accurata ricerca scientifica sulla vicenda, per verificare concretamente l'esistenza del rischio e la sua dimensione: rendendosi disponibile, se del caso, ad affrontare radicalmente la questione del celibato.
Se si rivendica con enfasi un ruolo sociale, ne converrete, occorre anche assumersene pienamente tutte le responsabilità

Non è che poi va a finire così?

6 Commenti »

Abbiate pazienza, ma quando leggo notizie del genere mi viene in mente una domanda angosciosa: non è che a forza di dire che la famiglia tradizionale è una gran figata e tutto il resto fa schifo, va a finire che una ragazza violentata dal padre per due anni è costretta all'umiliazione di dover filmare la scena col telefonino perché altrimenti nessuno le crede?
Cioè, non è che pur di prendervela con gli omosessuali e dire che sono dei pervertiti pericolosi la state sopravvalutando, 'sta famiglia?
E non è che la cosa, alla fine della fiera, si sta dimostrando un tantino meno innocua del previsto?

C'è ferita e ferita

3 Commenti »

Secondo Luca Zaia la violenza sessuale nei confronti di una bambina di sei anni è un crimine che apre una ferita intollerabile nel tessuto sociale e merita una pena esemplare.
Detto che sono d'accordo, mi domando per quale motivo il governatore del Veneto non abbia espresso analoghe parole di condanna tutte le -tante- volte che lo stupratore, anziché essere un nigeriano clandestino, era un italiano prete.
Si vede che in casi del genere, secondo Zaia, la ferita sociale è meno intollerabile.

I froci sono peggio dei pedofili: parola di vescovo

41 Commenti »

Monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto:

La omosessualità in un prete, se tradotta in pratica depravata, è addirittura più grave della pedofilia, si tratta di uomini viziosi e perversi, che si sono abbandonati a oscene pratiche contro natura.
Capito? Fare sesso con un essere umano maggiorenne e consenziente è più grave che inchiappettarsi un bambino inerme.
Non so se la cosa vi è chiara; leggete, rileggete, mandate a memoria e poi ditemi: perché la Chiesa minaccia di cacciare i preti gay ma non sanziona in alcun modo un suo autorevole esponente che rilascia dichiarazioni del genere?

Contano di più i costumi o le persone?

14 Commenti »

Avranno anche inasprito le pene nei confronti dei preti pedofili, non discuto.
A mio parere, però, considerare gli abusi sui minori dei delitti "contro i costumi" (vedasi articolo 6) è letteralmente raccapricciante: un bambino stuprato, fino a prova contraria, è una persona, e la violenza sessuale è prima di tutto un delitto contro di lui.
Dei costumi, come dire, mi sarei preoccupato in seconda battuta.

Le foto possono caricarsi da sole?

43 Commenti »

Correggetemi se sbaglio, ma a me risulta che trovare una foto nei file temporanei non significhi che quella foto si sia "caricata automaticamente" nel computer, ma come minimo che fosse in uno dei siti che sono stati visitati utilizzando il computer stesso.
La differenza, ne converrete, è sostanziale: un conto è dire che l'immagine di una bambina nuda si è infilata chissà come nel pc di un inconsapevole navigatore, un altro è stabilire che costui -specie nel caso in cui si tratti di un cardinale- ha visitato dei siti contenenti materiale pedopornografico; cosa astrattamente potrebbe anche avvenire per errore, intendiamoci, ma solo in ragione di una serie di coincidenze decisamente singolari.
Ragion per cui torno -senza alcuna ironia- sull'interrogativo iniziale: è possibile che tra i file temporanei di un computer venga trovata una foto che vi si è introdotta automaticamente, senza alcuna azione da parte di chi lo utilizzava?
La parola a chi ne capisce più di me.

Equivalenze brasiliane

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Dadeus Grings, Arcivescovo di Porto Alegre, esprime il proprio punto di vista sugli omosessuali:

When we begin to say they have rights, rights to demonstrate publicly, pretty soon we'll find the rights of pedophiles.
Vi è chiara l'antifona? Se riconosciamo diritti pubblici agli omosessuali, ben presto finiremo per dover riconoscere analoghi diritti ai pedofili: il che equivale a dire, se la logica non è un'opinione, che omosessuali e pedofili sono più o meno la stessa cosa.
Dopo quelli italiani, anche i gay brasiliani ringraziano per il complimento.

Pedofilia avicola

12 Commenti »

Secondo il Cardinal Bertone, Segretario di stato del Vaticano, la pedofilia è una conseguenza dell'omosessualità; secondo Evo Morales, Presidente della Bolivia, mangiare il pollo fa diventare gay.
Mi sa che abbiamo trovato i responsabili perfetti per tutte le nefandezze che continuano a venir fuori: d'altra parte lo sanno tutti che i polli sono un manica di pervertiti, no?

Colpa dei froci, anzi no: ma anche sì

14 Commenti »

Dopo le acrobatiche giustificazioni del Vaticano sulle dichiarazioni di Tarcisio Bertone, ci pensa Monsignor Odo Fusi Pecci, Vescovo Emerito di Senigallia, a fugare ogni incertezza e a rimettere i puntini sulle i:

La pedofilia spesso è una diretta conseguenza dell'omosessualità, vizio e disordine orrendo ed orripilante, una vera mancanza di rispetto a Dio, che offende la dignità dell'uomo e va contro natura.
Lo schema, come vedete, è sempre lo stesso: il primo la spara grossa, il secondo smentisce e il terzo rilancia in contropiede.
Quando si dice il gioco di squadra, eh?

Come sempre, la colpa è dei froci

24 Commenti »

Ci siamo. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, passa al contrattacco e tira fuori il suo asso nella manica: secondo il presule "molti psicologi e psichiatri" (tipo questo, magari?) avrebbero escluso che esista una relazione tra pedofilia e celibato, e avrebbero invece evidenziato un legame tra pedofilia e omosessualità.
Si completa, quindi, il quadro che il Vaticano aveva iniziato a delineare qualche giorno fa: se in giro per il mondo migliaia di bambini vengono violentati dai preti la colpa non è della Chiesa, ma dei fricchettoni e (soprattutto) degli omosessuali.
Mancano solo gli atei e poi siamo a posto.

Aggiungo al post che segue

15 Commenti »

Ale, Cantalamessa ha detto qualcosa di peggiore, se possibile.
Ha detto che secondo il suo fantomatico amico ebreo "il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell'antisemitismo". Ecco, forse andrebbe approfondito il pensiero di Cantalamessa riguardo il parallelo tra le colpe personali dei preti (e parliamo di pedofilia, non ce lo dimentichiamo) e le colpe personali dei singoli ebrei, rispetto alla asserita colpa collettiva dei primi e dei secondi.
Sarebbe carino che Cantalamessa (o il suo fantomatico amico, ché è lo stesso) ci aiutasse a capire meglio e indicasse con esattezza le “responsabilità e colpe personali degli ebrei” che li avrebbero resi "vittime della violenza collettiva".
E nel caso, con "violenza collettiva", avesse voluto richiamare l'olocausto, perchè sento proprio puzza di questo, mi pare utile ricordare che nel primo caso la violenza collettiva ha preso la forma dei forni crematori, mentre nel secondo di processi regolati dai codici penali di fronte ai Tribunali di Stato.
Non mi pare una differenza sottile.

Facciamo a chi la spara più grossa

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Mentre sul Corriere (quello di carta, andatevelo a leggere a pagina 2) spunta il caso di un prete pedofilo dell'Arizona segnalato all'allora Cardinale Ratzinger e rimosso solo dopo 12 (dicasi dodici) anni, il predicatore della Casa Pontificia padre Renato Cantalamessa tuona: "Le accuse al Papa sono come le persecuzioni contro gli ebrei".
Chi pensava che il limite massimo dell'indecenza fosse stato definitivamente raggiunto con gli abusi sui bambini è servito.
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I ragazzi del coro

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RIO DE JANEIRO La polizia brasiliana ha aperto un’indagine su tre sacerdoti, accusati di aver abusato sessualmente di bambini del coro per molti anni. È quanto si è appreso da fonti di polizia ed ecclesiastiche. La vicenda è scoppiata giovedì scorso in Brasile, dopo che l’emittente televisiva Sbt ha trasmesso un filmato che mostra un prete di 82 anni - Luiz Marques Barbosa - mentre ha un rapporto sessuale con un ragazzo del coro di 19 anni, al suo servizio per quattro anni. La registrazione è stata realizzata con una telecamera nascosta da un 21enne, che sostiene che Barbosa abbia approfittato di lui quando aveva soltanto 12 anni.
Interpellato nell’ambito del servizio su questi casi presunti di pedofilia, Barbosa ha fatto sapere di poter rispondere a questa domanda soltanto «in confessionale», prima di porre fine all’intervista. Un membro della Chiesa dell’arcivescovato di Penedo, nella provincia del nordest di Algoas, ha rivelato che i tre religiosi furono sospesi all’epoca dell’indagine. Un poliziotto ha inoltre segnalato che i tre resteranno in libertà fino alla conclusione dell’inchiesta, che potrebbe prolungarsi fino a fine aprile. I due uomini hanno chiesto l’anonimato. Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha confermato ieri che il Vaticano è al corrente di questa nuova vicenda di pedofilia.


Parte 2 - Parte 3 - Parte 4 - Parte 5 - Parte 6
Fonte: La Stampa

Dipende, tutto dipende

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Le due notizie sono piazzate una dietro l'altra nella homepage del Corriere, di tal che per metterle a confronto non c'è manco bisogno di fare troppa fatica col copiaincolla. La domanda è: che pena è prevista per il sacerdote di una religione che se ne va in giro a stuprare i bambini? Dipende dalla religione, evidentemente, o meglio dal numero di suoi adepti e quindi dalla sua influenza politica ed economica: se sei il leader di una setta sfigata finisci dritto dritto in carcere e vieni sputtanato su tutti i giornali con tanto di nome, cognome e fotografia, se invece appartieni ad una delle organizzazioni più potenti del mondo, oltre al fatto che tutti si premurano di tutelare accuratamente la tua privacy, è facile che intanto te la cavi con una sospensione, poi Dio vede e provvede.
Alla faccia dell'uguaglianza, laica o evangelica che sia.

L'aborto è peggio della pedofilia: parola di monsignore

27 Commenti »

Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi ci pensa Monsignor Girotti, Reggente della Penitenzieria Apostolica, a fugarli dicendolo chiaro e tondo: per la Chiesa è più facile assolvere un pedofilo che perdonare una donna che ha abortito.
Questo la dice tutta. Il resto sono chiacchiere, e il vento se le porta.

---
Grazie a Patrizia per la segnalazione.

Come ti rintraccio il pedofilo

18 Commenti »


Offender Locator è un software che in USA permette a chiunque, attingendo ad un database di più di 700mila nomi, di localizzare su di una mappa le abitazioni delle persone con precedenti e/o accuse di violenza o abuso sessuale con tanto di nominativo e foto.
Nei mesi successivi al lancio, a versione del software sviluppata per l'iPhone e fino a poco tempo fa distribuita sul sito AppStore è stata scaricata più di un milione di volte. Ultimamente la sua distribuzione era stata bloccata a causa delle leggi della California che non consentono di trarre profitto dai dati personali dei criminali.
Dalla nuova versione, infatti, è stato tolto proprio lo stato della California ed ora l’applicazione può essere di nuovo pubblicata, mentre la versione on-line continua ad essere liberamente consultabile.
Inutile dire che qualora questa tecnologia dovesse sbarcare in Europa si aprirebbero dei seri problemi, da una parte la protezione della privacy di chi, avendo commesso un reato, ha pagato per intero il suo debito con la società e dall'altra il comprensibile "diritto" ad essere informati se nella propria comunità sono presenti soggetti che in passato si sono macchiati di tali odiosi reati.
Francamente ho qualche difficoltà nel prendere una posizione così a freddo, e voi?

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca

23 Commenti »

Supponiamo che uno, scorrendo distrattamente le news del Corriere, si imbatta in un trafiletto del genere:
Supponiamo poi che il tizio in questione sia uno scettico laicista della peggiore risma, vale a dire uno di quelli che spesso e volentieri sono portati, per indole, a a pensare male, e che in ragione del suo caratteraccio, avvertendo come una specie di presentimento consistente in un leggero formicolio alla base del collo, decida di cliccare sul titolo per leggersi la notizia intera e verificare quella specie di premonizione.
Supponiamo ora che il corpo dell'articolo sia esattamente quello che segue, eccezion fatta per la riga rossa, apposta dallo scrivente per evidenziare la circostanza oggetto della sua intuizione:
Supponiamo infine che il personaggio della nostra storia si metta di buzzo buono a misurare la larghezza del titolo iniziale, verificando che lo spazio non sarebbe mancato per utilizzare, al posto della parola "33enne", il più preciso e circostanziato termine "catechista"; il quale ultimo, giornalisticamente parlando, sarebbe risultato assai più appropriato per connotare la notizia nei suoi tratti essenziali, al punto che, senza alcun dubbio, sarebbe stato prontamente utilizzato qualora l'autore della violenza fosse stato un "rumeno", un "immigrato", un "clandestino", un "omosessuale" e via discorrendo.
In questo caso, invece, no.
Evidentemente, a giudizio dei redattori del Corriere, la circostanza che il nostro amico violentatore sia un catechista, e che venga quindi quotidianamente a contatto con i bambini in ragione di un incarico all'uopo conferitogli da esponenti della Chiesa Cattolica, è assai meno rilevante del fatto che costui abbia festeggiato il suo trentesimo compleanno appena tre anni fa.
Questione di punti di vista, direte voi, non senza qualche ragione.
Tuttavia, visto che siamo precipitati repentinamente nel campo delle opinioni, coglierò l'occasione di mettervi a parte della mia: quando avete per le mani un giornale, sia esso di carta o, come si dice, virtuale, prendetevi sempre la briga di leggervi gli articoli fino in fondo, senza fermarvi ai titoli.
Ah, un'altra cosa.
Fate attenzione ai posti in cui mandate i vostri figli.

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