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Tre pillole al giorno

16 Commenti »

Ricevo, e volentieri pubblico.

Ciao, volevo scriverti due righe a proposito di una cosa che mi è successa tempo fa.
Come tante ragazze mi è capitato di rimanere incinta e di voler abortire: disoccupata, indebitata e incinta sono 3 parole che vedevo malino messe vicine, sai com'è...
Facendo tutto il santissimo iter ho saputo che in tutta Roma per la pillola abortiva ci sono 3 posti disponibili al giorno, e questi solo al San Camillo. Altra cosa, la mattina al San Camillo si danno i numeri: il repartino infognato per le interruzioni può visitare e può parlare solo con 5 donne al giorno per gli appuntamenti degli aborti, per cui ci si deve alzare il più presto possibile e sperare di arrivare tra le prime 5 o è tutto da rifare.
Io ho puntato la sveglia alle 6, sono arrivata quinta al secondo tentativo.
Se fossi arrivata quarta mi avrebbero trovato un posto per la pillola RU486, ma siccome sono stata lenta -per così dire- mi è toccato aspettare 2 settimane per l'intervento.
C'è da dire che il personale è fantastico e che tutte le infermiere sono state gentilissime, mi hanno consolata e mi hanno fatta piangere perché ne avevo bisogno, mi hanno ascoltata come se fossi stata l'unica ad andare da loro completamente nel pallone.
Ah, e l'intervento è veloce, e dopo ti danno anche un panino col prosciutto.
Ecco, niente. Mi chiedo solo se nel 2012 per abortire c'è bisogno di fare le corse a chi arriva prima di mattina presto, e se in tutta Roma è umano che ci siano 3 pillole al giorno.
Uno schifo, e sicuramente qualcosa che avrai già sentito, ma vabbè.
Mi sono appena iscritta al tuo blog e non so se ne hai già parlato. Visto che si parla tanto (o NON si parla tanto) di preservativi e malattie trasmissibili parliamo anche di questo.

Lettera firmata.

Gira gira, il cetriolo finisce sempre in culo all'ortolano

19 Commenti »

Ricapitoliamo: Berlusconi prima bestemmia e fa incazzare il Vaticano, poi si preoccupa di averla fatta troppo grossa e per recuperare che fa? Dà un bel giro di vite ai diritti delle donne che decidono di abortire, dei malati che vogliono il testamento biologico, delle coppie sterili che hanno bisogno della fecondazione assistita e degli omosessuali che sognano di sposarsi e di adottare un figlio.
Per la serie: lui fa gli show e il cetriolo se lo prendono loro.
Interessante, nevvero?

Il diritto va in vacanza

14 Commenti »

A Bari, a quanto pare, c'è un solo ginecologo non obiettore che ha deciso di adottare la RU486: siccome, com'è giusto che sia, anche lui deve andare in ferie, il servizio resterà bloccato finché non sarà tornato.
Non c'è niente da fare: siamo ufficialmente un paese del terzo mondo.

Ricatto e sequestro di stato

Come fare ad impedire che le donne esercitino il loro diritto alle dimissioni dopo aver assunto la pillola RU486?
Semplice: basta ricattare le regioni.
Per commentare, sempre che non restiate sopraffatti dal terrore per quello che stanno facendo a questo paese, cliccate qua.

Ru486: qualcuno si ricorda che esiste una legge?

3 Commenti »

Legge 194/78, articolo 12:

La richiesta di interruzione della gravidanza secondo le procedure della presente legge è fatta personalmente dalla donna. Se la donna è di età inferiore ai diciotto anni, per l'interruzione della gravidanza è richiesto lo assenso di chi esercita sulla donna stessa la potestà o la tutela. Tuttavia, nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all'articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza. Qualora il medico accerti l'urgenza dell'intervento a causa di un grave pericolo per la salute della minore di diciotto anni, indipendentemente dall'assenso di chi esercita la potestà o la tutela e senza adire il giudice tutelare, certifica l'esistenza delle condizioni che giustificano l'interruzione della gravidanza. Tale certificazione costituisce titolo per ottenere in via d'urgenza l'intervento e, se necessario, il ricovero. Ai fini dell'interruzione della gravidanza dopo i primi novanta giorni, si applicano anche alla minore di diciotto anni le procedure di cui all'articolo 7, indipendentemente dall'assenso di chi esercita la potestà o la tutela.
La pillola Ru486 non è altro che un metodo alternativo a quello chirurgico per interrompere una gravidanza, e l'interruzione della gravidanza, a sua volta, è disciplinata dalla Legge 194: se qualcuno di voi riuscisse a spiegarmi per quale motivo la legge che disciplina l'aborto debba essere applicata o disapplicata in ragione del fatto che si scelga un metodo piuttosto che un altro, e contestualmente mi confermasse che un'operazione del genere è legale, gliene sarei davvero grato.

Stupratele, che tanto abortiscono

23 Commenti »

Quello che leggete nel titolo è il simpatico slogan che i militanti di Forza Nuova avrebbero rivolto ad alcune donne favorevoli all'aborto dopo un convegno sulla pillola RU486 svoltosi a Massa.
Non mi pare che siano necessari commenti.

---
Grazie a Unholy Armor per la segnalazione

Aborto: il bastone e la carota

8 Commenti »

Silvio Viale mi segnala che insieme al bastone (campane a morto, sepoltura degli embrioni e anatemi assortiti) i nostri amici del Vaticano hanno iniziato a utilizzare anche la carota:

LA REPUBBLICA - SABATO 10 APRILE 2010 - CRONACA DI TORINO
Pagina V - Torino
 
Aborto, la Chiesa cancella la scomunica per chi si confessa durante l´Ostensione
 
Il decreto è stato pubblicato due settimane fa, sulla "Voce del Popolo", il giornale della Curia torinese. Parla di peccato, e in particolare di un peccato gravissimo per la Chiesa: l´aborto. E della scomunica (l´esclusione cioè dalla comunità dei fedeli) che colpisce automaticamente, secondo il Codice Canonico (can. 1398), chiunque «ricorre all´aborto ottenendo l´effetto voluto e chi procura tale aborto». Infine, cita la confessione e il perdono e poi il ritorno nel «gregge del Salvatore». Il tutto accostato all'evento dell´ostensione della Sindone e in un momento particolare per la Chiesa italiana e le polemiche sull´interruzione di gravidanza con l´entrata in uso, negli ospedali italiani, della pillola Ru486.
Chi vorrà confessare quel peccato e cancellare la scomunica, per 40 giorni potrà farlo a Torino, incontrando un confessore, dichiarando il proprio pentimento e invocando il perdono.
Stante il fatto che la strategia richiama alla mente il metodo notoriamente utilizzato con gli asini, si può affermare senza tema di smentita che la Chiesa ritiene le donne degli esseri animati.
Mi pare un evidente progresso.
Inviato dal dispositivo wireless BlackBerry®

Dissociazione comportamentale

6 Commenti »

Fatemi capire: campane a lutto, funerali per feti (che invece sono embrioni), dichiarazioni di guerra (poi ritirate) per non far approdare nei propri ospedali la Ru486...
E tutto sto casino, per poi non dar da mangiare ai bambini le cui famiglie non riescono a pagare la mensa scolastica?
Bel modo di comportarsi, questo: vi costringiamo a fare i bambini, poi li facciamo morire di fame.
Bravi.

La sepoltura delle donne

23 Commenti »

Stante il fatto che la pillola Ru486 si può utilizzare solo entro il 49° giorno dall'inizio della gravidanza, sarebbe più appropriato affermare che quelli della Regione Lombardia, oltre ai feti, hanno deciso di seppellire pure gli embrioni.
Le donne, quindi, potranno compensare il beneficio della minore invasività della procedura farmacologica rispetto all'aborto chirurgico con un bel surplus di senso di colpa, in modo da recuperare in termini emotivi la sofferenza risparmiata sul piano fisico.
D'altronde siamo nati per soffrire, o sbaglio?

La Ru486, ovvero una non-notizia

7 Commenti »

In Italia l'interruzione di gravidanza è legale dal 22 maggio del 1978, data in cui è stata approvata la Legge 194: da allora, com'è agevolmente riscontrabile facendo un giretto su Wikipedia, gli aborti sono stati praticati utilizzando una varietà di tecniche diverse, senza che i giornale abbiano mai avvertito l'esigenza di pubblicare un titolo grosso così ogni volta che ne veniva impiegato uno nuovo; il fatto che l'ultima di queste tecniche abbia carattere farmacologico anziché chirurgico non cambia alcunché, se si eccettua il fatto che si tratta di un metodo assai meno invasivo per il corpo umano rispetto ai precedenti, così come avviene normalmente in una miriade di altre applicazioni della medicina e della chirurgia.
Se ne desume con ogni evidenza che l'introduzione della Ru486 in vari ospedali italiani è una vera e propria non-notizia.
La notizia, quella vera, ci sarà quando qualcuno si rifiuterà concretamente di utilizzarla: siccome ho paura che la cosa avverrà molto presto, consiglierei agli amici giornalisti di risparmiare l'inchiostro per quel momento.

Tutto il resto è Zaia

62 Commenti »

Luca Zaia, neo eletto governatore del Veneto, sul sito della Lega Nord:

Devo ancora prendere visione del dossier riguardante la pillola abortiva Ru486:

ah, ecco: manco ha preso visione del dossier e ha già detto che non la vuole. Incoraggiante...

lo farò come cittadino,

ottimo, e poi?

come cattolico

ah, come cattolico. Non come rappresentante delle istituzioni laiche, e nemmeno come governatore di tutti i veneti, credenti e non credenti. Come cattolico. E chi la pensa diversamente si fotta o cambi regione.

e come presidente di una Regione che rivendica con forza il proprio ruolo e la propria autonomia soprattutto su questioni eticamente sensibili.

capito? sulle questioni eticamente sensibili il soggetto che deve rivendicare la propria autonomia non è la persona, ma la Regione. Ma come, non ne avevate mai sentito parlare? Diritto all'autodeterminazione degli enti locali, si chiama. E' uno dei fondamenti della democrazia. E poi dicono che erano i comunisti, quelli che annullavano gli individui...

Studieremo le modalità

per somministrarla? Per fornirla agli ospedali? Per utilizzarla in sicurezza?

per far valere un punto di vista nettamente contrario a uno strumento farmacologico

geniale. Mica studieranno come funziona la pillola abortiva, che effetti ha, com'è più opportuno impiegarla (cosa che del resto avrebbe già fatto l'AIFA, che guarda caso è là apposta per questo, ma lasciamo correre): piuttosto, si scervelleranno per trovare il modo di mettere in pratica la loro posizione pregiudizialmente contraria. E il bello è che lo dicono. Viva la sincerità.

che banalizza una procedura così delicata come l´aborto,

vediamo se ho capito: siccome l'aborto è una procedura delicata, un farmaco che lo rende meno traumatico e invasivo lo banalizza. Non è che magari ne allevia le sofferenze, vero? No, lo banalizza. Cioè lo fa diventare troppo facile. Insomma, il discorso è che con la Ru486 le donne soffrirebbero troppo poco. Questa sì che è delicatezza.

che lascia sole le donne

certo, è la pillola abortiva a lasciare sole le donne. Invece questa gente, che fa di tutto per far provare loro più dolore, che le intimidisce sventolando la minaccia dell'intervento chirurgico, che si fa in quattro per azzerare la loro libertà di scelta, non le lascia mica sole. Al contrario, le segue molto da vicino. Per non dire che mette loro il fiato sul collo. Che le asfissia. Che le soffoca. No, dico, siamo proprio sicuri che le donne non preferiscano restare sole, piuttosto che con una compagnia del genere?

e che deresponsabilizza i più giovani

siamo al capolavoro. E' la pillola Ru486, vale a dire un metodo per praticare l'interruzione di gravidanza, quella che deresponsabilizza i giovani. Mica l'assenza di informazione sessuale nelle scuole, il tabù sui metodi contraccettivi, l'omertà bigotta sull'utilizzo del preservativo. Anzi, magari tutte queste edificanti omissioni, secondo Zaia, migliorano la loro consapevolezza.
Del resto non c'è mica bisogno di conoscere per essere responsabili, no?

Il "continuum" della Roccella

11 Commenti »

Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, sulla pillola RU486:

Il rischio è che si passi dalla pillola del giorno dopo a quella dei 5 giorni dopo alla Ru486, in un continuum chimico che offusca il significato stesso della maternità e fa perdere la piena consapevolezza del gesto abortivo.

Effettivamente il rischio che si passi dalla pillola del giorno dopo (o a quella dei 5 giorni dopo, che è sostanzialmente la stessa cosa) alla pillola abortiva esiste: ma solo se e nella misura in cui la Roccella e i suoi sodali dovessero ostinarsi a rendere l'accesso alla prima (ed in generale alla contraccezione) tanto difficile da non lasciare alle donne altra scelta che una gravidanza indesiderata, costringendole infine ad abortire.
Più che di un "continuum chimico", quindi, direi che si tratta di un "continuum liberticida", o "integralista", o "maschilista", o probabilmente tutte e tre le cose assieme: una vera e propria escalation di divieti e di anatemi con lo scopo preciso di azzerare la libertà di scelta e la consapevolezza delle donne.
E poi sarebbero gli altri, quelli che offuscano il significato della maternità.

Il magazzino delle coscienze

24 Commenti »

cota
Da una parte c'è chi non fa in tempo ad vincere e già comincia ad imporre la propria coscienza su quella dei suoi avversari: dall'altra, invece, c'è chi continuerà a battersi per il diritto di tutte le donne, senza distinzione di orientamento politico, a decidere sul proprio corpo e ad abortire soffrendo il meno possibile.
Questa, governatore Cota, è la differenza tra voi e noi: provi a chiuderla in un magazzino, se le riesce.

Abortirai con dolore

12 Commenti »


E' fin troppo chiaro che il tenace ostruzionismo all'introduzione in Italia della pillola RU486 risponde ad un'unica esigenza: scoraggiare il ricorso all'interruzione di gravidanza, tentando di impedire ad ogni costo che sia ottenibile per via farmacologica e facendo in modo che si possa realizzare soltanto attraverso il più invasivo metodo chirurgico.

Si tratta, in estrema sintesi, di una minaccia bella e buona: se vuoi abortire abortisci (d'altra parte, purtroppo, c'è una legge che te lo consente, e noi non abbiamo i coglioni per abrogarla), ma scordati di farlo utilizzando i metodi meno invasivi che la scienza potrebbe metterti a disposizione.

Insomma, femmina, rassegnati: se vuoi interrompere la gravidanza devi soffrire.

Così impari.

L'ultimo delirio della CEI

15 Commenti »


(performed by Galatea & Metilparaben)

- Buonasera, dottore.
- Buonasera, signora, mi dica.
- Guardi, io vorrei per favore la pillola abortiva... sa la RU non mi ricodo il numero...
- 486, signora. Però mi spiace, mica posso dargliela...
- Non può darmela?
- Eh, no...
- Ma come? Senta, io rispetto tutti, per carità, anche il Papa e tutti i credo religiosi...
- No signora mi scusi ma c'è un equivoco...
- Che Lei, in quanto cattolico sia contrario ai farmaci arbortivi capisco, per carità, però guardi, abbia pazienza, io proprio non me la sento di andare in ospedale, farmi ricoverare e farmi operare! Tutto perché Lei, caro signore, è obiettore!
- Signora, mi lasci spiegare...
- No, guardi, mi lasci spiegare lei, una buona volta: sono arcistufa del fatto che ogni volta che arriva in commercio qualche nuovo farmaco che a voi cattolici non sconfinfera...
- Signora la prego...
- ... mi tocca fare il giro del mondo! Ma Lei crede che sarei incinta se un altro stronzo di farmacista cattolico non mi avesse fatto perdere ore per darmi la pillola del giorno dopo?
- Signora, posso parlare?
- No che non può parlare! Io chiamo i carabinieri! Chiamo la polizia! Faccio un esposto in procura! Eccheddiamine, ho letto che la RU è commercializzata in italia, e anche se il cardinal non so cosa vi ha dato ordine di non venderela io a questo punto...
- Signora, aho, e adesso basta, parlo io! Chi lo conosce, 'sto cardinale, io sono pure ateo s'immagini! Si può sapere chi cazzo gliel'ha detto che le farmacie vendono la RU486?
- Be', ho letto che la CEI vietava ai farmacisti di venderla...
- La CEI? Come sarebbe a dire, la CEI?
- La CEI! La Conferenza Episcopale Italiana, ha presente? Le pare che farebbero tanto strepito se non la si potesse trovare liberamente in vendita nelle farmacie? Son mica scemi, eh!
- Signora, io non lo so che dice la CEI, ma so che la RU486 si può usare solo in ospedale, quali farmacie...
- E allora perché vietano ai farmacisti di venderla, sentiamo?
- Che vuole che ne sappia, io. Magari per eccesso di zelo, oppure perché manco sanno quello che dicono... O magari si riferivano alle farmacie ospedaliere, che ne so...
- Perché, ci sono delle farmacie apposta per gli ospedali?
- Eh, sì, signora mia...
- E una poveretta che legge il giornale, scusi, che ne sa?
- A me, lo chiede?
- ...
- ...
- Ho capito...
- ...
- Allora mi scusi, vado in ospedale e la chiedo lì, giusto?
- Giusto.
- ...
- ...
- Senta, già che a questo punto mi sa che devo ricoverarmi, mi dà per favore un paio di zoccoli, di quelli di legno, che me li porto in reparto al posto delle ciabatte?
- Eh, signora, non posso...
- Perché pure quelli li danno solo in ospedale?
- No signora, è che sono obiettore: sa com'è, legno, il taglio degli alberi...

Voi che dite, è la volta buona?

4 Commenti »


Per la cronaca, il CdA dell'AIFA è composto da 5 membri, di cui 3 designati dal Ministro della Salute, e l'ultimo provvedimento di nomina è stato firmato il 12 giugno scorso dal viceministro Fazio.

Così, tanto per risparmiarci, per una volta, la storiella del "si sa da che parte stanno".

Gli asini del giorno dopo

22 Commenti »


Allora, amici del Corriere della Sera, vi dirò le cose come stanno: abbiamo già abbastanza problemi per conto nostro con quel manipolo di integralisti che insistono a disinformare la gente e vanno in giro a blaterare che la pillola del giorno dopo è abortiva, senza che vi ci mettiate pure voi a fare casino.

Siccome rappresentate la più importante testata giornalistica di questo paese, mi aspetto (e pretendo) che sul vostro giornale facciate scrivere gente che conosce, sia pure vagamente, l'argomento di cui parla: confondere la pillola RU486 (abortiva) con la pillola del giorno dopo (contraccettiva), al di là delle vostre intenzioni, contribuisce ad aggravare la già penosa situazione in cui versa l'informazione nel nostro paese, e finisce quindi per favorire, di fatto, la strategia dei fondamentalisti.
Mi corre quindi l'obbligo di rivolgervi un invito: abbiate la compiacenza di informarvi, prima di mettervi a scrivere senza sapere quello che dite.
Bastano un computer, Wikipedia e cinque minuti del vostro tempo.
Chiedo troppo?

La vita è sacra (fortuna...)

1 Commento »

Una ragazza australiana rischia 7 anni di carcere per essersi autosomministrata un fac-simile della Ru486.

A leggere la notizia si rimane un po' perplessi: perché una donna vorrebbe rischiare di avere conseguenze gravissime sulla propria salute, pur di procedere a un aborto fai da te?
Leggi fino in fondo la notizia e ti si accende una lampadina:
La RU486 è stata introdotta in Australia appena tre anni fa e può essere amministrata solo sotto controllo medico. Ma le leggi sul suo utilizzo sono così poco chiare che un numero di medici preferiscono non prescriverla, per paura di essere perseguiti.
La situazione australiana ricorda un po' quella italiana, con una differenza: le leggi qui ci sono e sono chiare, soltanto che vengono boicottate quotidianamente dai medici (quando non dai farmacisti) obiettori che si ritengono al di sopra della legge, al grido di una coscienza che impone talvolta drammi come questo.
Al grido della "sacralità della vita", oltretutto.

I cardinali, le merendine e la RU486

50 Commenti »

Battersi affinché il proprio punto di vista prevalga su quello degli altri è senza dubbio un'aspirazione legittima: sta di fatto, però, che sarebbe opportuno scegliere le proprie argomentazioni con una certa accuratezza, per non dare la sensazione di sparare nel mucchio e di essere disposti a tutto pur di averla vinta.

Supponete, ad esempio, che a un imbecille qualsiasi come me venisse in mente di sostenere che le merendine al cioccolato dovrebbero essere vietate; e immaginate che io adduca, a dimostrazione di quanto vado dicendo, la circostanza che esse apportano all'organismo un contributo calorico troppo modesto, oltre al fatto che fanno ingrassare.
Non è difficile immaginare che l'evidente contraddizione contenuta nelle mie argomentazioni farebbe sorridere chiunque, e che qualcuno si spingerebbe ad ipotizzare che non ho le idee troppo chiare, o più probabilmente che sto facendo di tutto per confonderle agli altri, o magari che mi stanno così antipatiche le merendine che sono disposto a sostenere qualsiasi stronzata pur di demonizzare chi se le mangia.
Come dite? Be', certo che questo è un esempio di scuola: ciò non toglie, tuttavia, che simili metodi vengano adottati spesso e volentieri anche nella realtà.
Prendete, ad esempio, il caso della pillola RU486, e mettete a confronto le argomentazioni in proposito di due insigni rappresentanti delle gerarchie ecclesiastiche:
In estrema sintesi, quindi, secondo il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, la RU486 dovrebbe essere proibita poiché essa banalizza l'aborto, cioè lo rende accessibile con eccessiva facilità, inducendo pertanto le donne a non considerare il passo che stanno per compiere con la necessaria ponderazione; secondo Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, la RU486 dovrebbe essere vietata perché è pericolosa per la salute della donna.
Sin qui, nulla di nuovo: si tratta delle due principali argomentazioni ripetute fino alla nausea dall'intero fronte integralista per cercare di fermare l'introduzione dell'aborto farmacologico, già accessibile da anni in mezza Europa, anche nel nostro paese.
Sta di fatto, però, che esattamente come nell'esempio delle merendine si tratta di due assunti in palese contraddizione tra loro: se la pillola RU486 banalizza l'aborto, significa che essa comporta meno rischi del tradizionale procedimento per aspirazione (altrimenti dove sarebbe, 'sta banalizzazione?); se, al contrario, essa è da ritenersi più pericolosa per la salute della donna rispetto all'intervento chirurgico, significa logicamente che non banalizza un bel niente, anzi rende necessaria una riflessione ancora più ponderata prima di essere assunta.
Insomma, è di tutta evidenza, amici crociati, che qua si tratta di scegliere: la RU486 è una strada troppo facile? Oppure, al contrario, rappresenta un'alternativa più impervia rispetto agli altri metodi abortivi?
Fatemi sapere, e ricordate: dare una risposta chiara converrebbe in primo luogo a voi.
A meno che non desideriate fare la figura di quello scemo delle merendine...

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