Aborto: il bastone e la carota

Silvio Viale mi segnala che insieme al bastone (campane a morto, sepoltura degli embrioni e anatemi assortiti) i nostri amici del Vaticano hanno iniziato a utilizzare anche la carota:

LA REPUBBLICA - SABATO 10 APRILE 2010 - CRONACA DI TORINO
Pagina V - Torino
 
Aborto, la Chiesa cancella la scomunica per chi si confessa durante l´Ostensione
 
Il decreto è stato pubblicato due settimane fa, sulla "Voce del Popolo", il giornale della Curia torinese. Parla di peccato, e in particolare di un peccato gravissimo per la Chiesa: l´aborto. E della scomunica (l´esclusione cioè dalla comunità dei fedeli) che colpisce automaticamente, secondo il Codice Canonico (can. 1398), chiunque «ricorre all´aborto ottenendo l´effetto voluto e chi procura tale aborto». Infine, cita la confessione e il perdono e poi il ritorno nel «gregge del Salvatore». Il tutto accostato all'evento dell´ostensione della Sindone e in un momento particolare per la Chiesa italiana e le polemiche sull´interruzione di gravidanza con l´entrata in uso, negli ospedali italiani, della pillola Ru486.
Chi vorrà confessare quel peccato e cancellare la scomunica, per 40 giorni potrà farlo a Torino, incontrando un confessore, dichiarando il proprio pentimento e invocando il perdono.
Stante il fatto che la strategia richiama alla mente il metodo notoriamente utilizzato con gli asini, si può affermare senza tema di smentita che la Chiesa ritiene le donne degli esseri animati.
Mi pare un evidente progresso.
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8 Responses to “Aborto: il bastone e la carota”

  1. Sempre più medioevale. Presto si allontanerà anche quel 20% che ancora si dice paraticante.

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  2. Che bello, oltre alla truffa (la sindone è già abbastanza provata come un falso http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100420 ) aggiungiamo, una sorta di vendita delle indulgenze (non è proprio così, ma insomma, costringere ad andare a Torino, dove probabilmente farai un'offerta, mi pare abbastanza la versione moderna). Cosa c'è di meglio???

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  3. Con tutta la fatica che bisogna fare per uscire dal 'gregge', c'è anche chi ritiene opportuno rientrarci? A pagamento, pure...
    Io preferisco vivere una vita da uomo libero, che da pecora...

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  4. Niente di strano - nella mentalità canonica, eh.

    Can. 1355 - §1. Possono rimettere la pena stabilita dalla legge, che sia stata inflitta o dichiarata, purché non sia riservata alla Sede Apostolica: 1) l'Ordinario che ha promosso il giudizio per infliggere o dichiarare la pena, oppure l'ha inflitta o dichiarata per decreto personalmente o tramite altri; 2) l'Ordinario del luogo in cui si trova il delinquente, dopo aver però consultato l'Ordinario di cui al n. 1, a meno che per circostanze straordinarie ciò sia impossibile.

    §2. La pena latae sententiae non ancora dichiarata stabilita dalla legge, se non è riservata alla Sede Apostolica, può essere rimessa dall'Ordinario ai propri sudditi e a coloro che si trovano nel suo territorio o vi hanno commesso il delitto, e anche da qualunque Vescovo tuttavia nell'atto della confessione sacramentale.

    Can. 1358 - §1. Non si può rimettere la censura se non al delinquente che abbia receduto dalla contumacia, a norma del ⇒ can. 1347, §2; a chi abbia receduto poi non si può negare la remissione.

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  5. Riporti spesso le parole di un vescovo emerito (cioè ormai in pensione).

    Sono curioso di vedere se farai un post sulle parole di un vescovo in servizio.

    http://www.marcellosaponaro.it/blog/2010/04/10/ru-486-la-miglior-risposta-a-frigerio-e-a-cota-e-a-zaia/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+marcellosaponaro%2FDKcR+%28Il+blog+di+Marcello+Saponaro%29&utm_content=Google+Reader

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  6. secondo me la zucconeria oscurantista dei vescovi e di questo Papa è una vera sciagura; ma chi percepisce questo, raramente percepisce che il fatto che loro manderanno la Chiesa a fondo sarà una sciagura per tutti. La Chiesa è una potente istituzione, al cui interno lavorano tantissime persone piene di fede e ispirate da principi progressisti... don Gallo non è forse un prete? e don Giorgio de Capitani? e nn è organizzazione della chiesa anche Pax Christi? e non èe vro che queste sono "eccezioni".. questa è la vera vitalità espressa da questa religione, che preme dalla base, e diventa sempre più forte, mentre ai vertici resiste il clericalismo retrivo
    bisognerebbe combattere perché la base prevalga e la Chiesa sia affidata a forze diverse, anziché per abbatterla.

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  7. LA PENITENSIONE
    di V.S.Gaudio

    Inutile fare considerazioni con le Leggi di Murphy che, ora, per quanto può evocare o alludere l’omonimia, sarebbe un po’ fuori luogo visto il “Murphy Creapopoli”[vedi qui in “Come la rimettiamo” del 26 marzo], basta solo ricordare che la Legge di Denniston[“La virtù è la punizione di se stessa”] in questo caso può essere commutata in la Legge di Torino:”L’aborto è l’ostensione di se stesso” ,che non è detto che non possa avere anch’essa il Corollario che ha la Legge di Denniston[“Se hai fatto una cosa giusta una volta, ci sarà qualcuno che ti chiederà di rifarla”], che diventa:”Se l’hai fatto o hai dovuto farlo una volta, è probabile che potrai rifarlo”.
    Il punto è che tutto questo per la peccatrice fedele alla Santa Romana Chiesa non ha senso:lei, l’abortista pentita deve portarsi in pellegrinaggio a Torino e per l’ostensione della Sindone deve confessare ancora una volta ,o vale la confessione resa nella propria circoscrizione pastorale? Saranno caricate tutte queste peccatrici su pullmann messi a disposizione dalle agenzie di viaggio e dalle aziende di autolinee gestite dalla Diocesi di appartenenza o da fedeli non peccatori della stessa e viaggeranno in incognito insieme ad altri pellegrini o saranno caricate in carrozze specifiche magari con una bella “A” sulle fiancate dell’automezzo, con l’anima in pena,maledicendo quel giorno in cui, accoppiandosi per sola voluttà,commisero peccato ma solo veniale,perché il piacere, ma non ricordano se ne provarono, “che si prova in una cosa buona non è in sé stesso cattivo,ma lo è soltanto se avviene per uno scopo che manca di legittimità”, come ebbero a pensare S.Agostino, S.Ambrogio, S.Tomaso, S.Bonaventura, e quindi non essendo mortale com’è che mi trovo su questo pullman a pagarmi questo viaggio per andare a Torino, che, poi, perché, anche lì, devono sapere i cazzi miei, e che ne sanno a Torino perché ho dovuto abortire, e adesso sono qui in questo pullman con tutte le colleghe peccatrici e non pensavo che fossimo tante e se io parto, ad esempio, dalla mia diocesi in Calabria, che è sempre da qui che si parte per andare incontro alla penitenza, è come se fosse il luogo oscuro dell’anima, il buco dell’Es, la suffraganea di Cassano allo Jonio, altri pullman partiranno dalle Suffraganee Crotone-S.Severina, Lamezia Terme, Locri-Gerace, Mileto-Nicotera-Tropea, Oppido Mamertina-Palmi, Rossano-Cariati, e dalle Diocesi immediatamente soggette alla Santa Sede di Catanzaro-Squillace, Cosenza-Bisignano, Lungo degli Italo-Albanesi, S.Marco Argentano-Scalea e da quella Metropolitana di Reggio Calabria-Bova, che dovrebbero essere più importanti o forse più grandi, le peccatrici pentite, saranno di più?, come saranno trasportate a Torino , andranno anche in aereo o in carrozza ferroviaria, e quanto costerà il trasporto, l’alloggiamento, il vitto, o non si mangerà che pane e cipolla di Tropea,da comprare rigorosamente a Porta Palazzo, guai a portarsi dietro salsicce del Saraceno, scapecia, nduja, sopressate, tonno di Callipo e Sardanelli, Cirò di Caparra&Siciliani(per le Suffr. della zona e quelle dell’alto Jonio) , Greco di Bianco (per le Suffr. della provincia di RC), Savuto(per le Suffr.tirreniche), Donnici(per la Metr. Di Cs e le altre Diocesi limitrofe)e le gazzose di Dipingano; oppure,come per la Fiera delle classi delle Perdonanze che ogni 27 settembre si teneva nel XVIII secolo a Isernia, città sannitica, “Li forestieri alloggiano non solo tra li Cappuccini e Zoccolanti,ma anche nell’Eremo di S.Cosma. Le donne che dormono nelle chiese de’ P.P. Sudetti sono guardate dalli Guardiani, Vicarj e Padri più di merito, e quelli dell’Eremo sono di casa dall’Eremita, divisi anche dai Proprj Mariti, e si fanno spesso miracoli senza incomodo delli santi”?

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  8. LA PENITENSIONE,2
    di V.S.Gaudio

    Naturalmente, le peccatrici pentite della Diocesi Metropolitana di Torino andranno in pellegrinaggio, a ostensione chiusa, che so al Santuario di Polsi sull’Aspromonte, come minimo, non so se bisognerà farci andare anche quelle delle Diocesi Suffraganee di Aosta, Asti, Pinerolo, Susa, dipende dal numero; per tutte le altre, si può prospettare un’ostensione del peccato forse proprio ad Isernia alla Fiera delle classi delle Perdonanze, sempre che gli alloggiamenti bastino a contenere le penitenti , ancorché li Frati, ajutando ai Preti diano le Chiese alle Donne ed i Portici agl’uomini (e così Divisi, in quei tempi della Lussuria,succedendo gravidanza non s’ebbe a dubitarsi, che sia opera tutta miracolosa, e di devozione),o non sieno nel frattempo crollati per il peso dei peccati di Sodomia.
    A queste penitenti e a quelle che vanno a Polsi va rammentato che, come nella Fiera di Isernia, c’è un piatto che serve per raccogliere il danaro d’elemosina e che il pentimento, o, anche, si può aggiungere un voto perché c’è un altro piatto con su scritto “qui si ricevono voti” e “qui si ricevono Messe e Litanie”, l’importante è che “più ci metti, più meriti”; a quella Fiera,le donne del Matese, Mainarde ed altri Monti vicini, donne di vera bellezza, con diversità grande nel vestire, anche fra due popolazioni vicine, con l’abito diviso in Zitelle, Maritate, Vedove e Donne di Piacere, chiedevano un miracolo che, è riferito dai cronisti del tempo, era nell’ottativo:”Santo Cosimo benedetto, così lo voglio”, “Santo Cosimo, a te mi raccomando”, “Santo Cosimo ringrazio per quanto mi farai avere”.

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