Avanti il prossimo (17)

Come volevasi dimostrare, anche nel 2010 i suicidi in carcere sono così tanti che già ad aprile si comincia a perdere il conto: Repubblica ne segnala 18, mentre a me e a Ristretti Orizzonti ne risultano 17.
Nel frattempo, mentre noi ci arrovelliamo angosciosamente sui numeri, quelli che governano il paese continuano a strafregarsene: evidentemente uno più uno meno per loro non fa alcuna differenza.

  1. Pierpaolo Ciullo, 39 anni - 2 gennaio - carcere di Altamura, asfissia con gas;
  2. Celeste Frau, 62 anni - 4 gennaio - carcere Buoncammino di Cagliari, impiccagione;
  3. Antonio Tammaro, 28 anni - 7 gennaio - carcere di Sulmona, impiccagione;
  4. Giacomo Attolini, 49 anni - 8 gennaio - carcere di Verona, impiccagione;
  5. Abellativ Sirage Eddine, 27 anni - 14 gennaio - carcere di Massa, impiccagione;
  6. Mohamed El Aboubj, 25 anni - 16 gennaio - carcere S. Vittore di Milano, asfissia con gas;
  7. Ivano Volpi, 29 anni - 20 gennaio - carcere di Spoleto, impiccagione;
  8. Cittadino tunisino, 27 anni - 22 febbraio - carcere di Brescia, impiccagione;
  9. Vincenzo Balsamo, 40 anni - 23 febbraio - carcere di Fermo, impiccagione;
  10. Walid Aloui, 27 anni - 23 febbraio - carcere di Padova, impiccagione;
  11. Rocco Nania, 42 anni - 24 febbraio - carcere di Vibo Valentia, impiccagione;
  12. Roberto Giuliani, 47 anni - 25 febbraio - carcere di Rebibbia (Roma), impiccagione;
  13. Giuseppe Sorrentino, 35 anni - 7 marzo - carcere di Padova, impiccagione;
  14. Angelo Russo, 31 anni - 10 marzo - carcere di Poggioreale a Napoli, impiccagione;
  15. Detenuto italiano, 47 anni - 27 marzo - carcere di Reggio Emilia, asfissia on gas;
  16. Romano Iaria, 54 anni - 3 aprile - carcere di Sulmona, impiccagione;
  17. Detenuto italiano, 39 anni - 7 aprile - casa circondariale di Benevento. impiccagione.
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Grazie a Grazia per la segnalazione.

Questo post è stato pubblicato il 08 aprile 2010 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

10 Responses to “Avanti il prossimo (17)”

  1. Ho anche letto che saremmo a 67000 detenuti su una capacità di contenimento di appen 48000.

    Per questo ai tempi ero contrario all'indulto, sapendo già che la "riforma carceraria" o la depenalizzazione dei reati (uno su tutti, possesso stupefacenti) non sarebbe stata prodotta.

    Secondo te sarà possibile averla con questo governo?

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  2. Oh, ma non è affatto vero che ai nostri governanti non importa, anzi: è un modo come un altro per risolvere il sovraffollamento delle carceri!

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  3. Questa lista infinita mi fa stare malissimo...

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  4. Un mio amico si è tolto la vita 4 giorni fa. Era disoccupato da più di un anno e non riusciva a sopportare più questa situazione. A qualcuno è fregato qualcosa? A me sembra che abbiano più spazio i suicidi dei detunuti (che devono questa condizione solo a se stessi) sui media che quelli della gente disperata per la propria condizione socio-economica. Ma per voi, come sempre, bisogna pensare prima ai carnefici che alle vittime (e non uscite con la storia che la maggior parte è in attesa di giudizio e/o innocente).

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  5. prima delle condizione inumane in carcere bisogna occuparsi delle vittime, fra le vittime le donne stuprate, ma prima della donne stuprate forse i bimbi violentati (che - si sa - le donne se si coprissero un po' di piu'...), ma prima dei bimbi violentati - che tutto sommato sono pochi - ai morti nella guerra civile in sudan, o forse prima ai morti per fame nel modo, ma prima - direi - ai nostri che a noi che ci frega dell'africa...

    insomma, un "prima" c'e' sempre. un "fare ora" mai.

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  6. Non posto mai qui,mi fa stare male e sono impotente,mi pare ed è, che non posso fare nulla ,ha ragione Roberto sembra di vuotare il mare con un cucchiaino da caffè.Si potrebbe fare in parallelo un3d con le donne ammazzate,e.. teniamo fuori i bambini?
    Debbo essere diversa da come sono e non è possibile.Mi dispiace moltissimo vedere la lista che cresce,e dico una delle mie sconclusionate preghiere per loro, è poco..Come Daniela sto.

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  7. @ anonimo: Il carcere è un sistema di controllo sociale per alcune categorie di persone, in particolare le più povere e scontente. Non tutti ci vanno, chi può pagarsi l'avvocato riesce a ottenere molti benefici. Immagino che lei è contento così, probabilmente chi le paga lo stipendio o le fatture è ricco o benestante e lei prova solidarietà per chi sta bene di suo e fa star bene anche lei. Altre sensibilità invece si chiedono se sia giusto che, al di là delle colpe e dei crimini commessi, una persona veda aggravata la propria pena rispetto ad altri per il solo fatto di essere povero. Questa discriminazione funziona in ogni paese e probabilmente è una delle cause dei suicidi in carcere. Credo che sarebbe utile ad esempio comparare la tabella della composizione etnica dei carcerati con quella del reddito medio dei gruppi da cui provengono. I carcerati in America sono in gran parte neri per questo motivo. Lo stesso avviene in Italia con gli immigrati, non solamente quelli stranieri. Già solamente scorrendo l'elenco qui sopra, quanti nomi meridionali! E' questo lo schifo, la discriminazione che ti apre più o meno facilmente le porte del carcere a seconda di come ti chiami. Ripeto, è una questione di sensibilità personale, lei sarà appagato che il mondo funzioni così. Quanto ai suicidi dei disoccupati, i giornali non ne parlano apposta, a meno che non siano clamorosi, perché sanno che parlarne provoca ondate di emulazioni. C'è proprio una prassi scelta deliberatamente in questo senso.

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  8. http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/articolo/1851107
    Domenico Cardarelli, 39 anni di Roma, ieri sera, intorno alle 22, è stato trovato morto dal suo compagno di cella che si è svegliato e lo ha visto disteso sul pavimento. Immediatamente ha dato l'allarme.

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  9. Il prossimo ancora a SUlmona, ma le cause non sono certe:

    http://www.primadanoi.it/notizie/25912-Morte-detenuto-scatta-blitz-antidroga-nel-carcere-di-Sulmona

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  10. Non so come funzioni il trackback, ti ho rubato l'elenco per metterlo qui: http://cob-apienavoce.blogspot.com/2010/04/la-pena-di-morte-in-italia-01.html

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