
Così, tanto per ribadire che il peggio non è mai morto.
CI SEDEMMO DALLA PARTE DEL TORTO VISTO CHE TUTTI GLI ALTRI POSTI ERANO OCCUPATI

Ieri sera Rip mi ha fatto un regalo: lo condivido con voi, non senza rilevare che la storia, drammaticamente, sembra ripetersi sempre uguale.
Mutatis mutandis, s'intende.
Benché possa sembrare incredibile, dapprima molte persone opposero resistenza all’uso dei parafulmini. La Chiesa sosteneva che il fulmine era una punizione divina, una risposta al peccato mortale, e che non si doveva interferire con esso. Nell’America degli inizi, quando un fulmine colpiva una casa i pompieri non tentavano nemmeno di spegnere le fiamme, ma si limitavano a gettare acqua sulle case vicine per impedire che l’incendio si propagasse. La polvere da sparo veniva di solito accumulata in chiesa perché si riteneva che gli edifici sacri godessero di una speciale protezione divina. In realtà non era così; semmai i loro campanili aguzzi attiravano i fulmini. Infine, l’opposizione religiosa al parafulmine ebbe termine nel 1767, quando a Brescia, forse a causa di un fulmine, esplose la torre-polveriera di Porta San Nazaro, in cui erano conservati 90.000 chili di polvere da sparo, provocando gravi distruzioni e la morte di trecento persone.Da "Come si sbriciola un biscotto", di Joe Schwarcz.
Lo stesso Franklin fu oggetto della collera delle moltitudini bigotte. Nel 1756 fu attaccato dai ministri del culto, che lo consideravano responsabile di un terremoto a Boston. Gli ecclesiastici sostenevano che i parafulmini di Franklin avevano rubato il fulmine all’Onnipotente e lo avevano scaricato nel suolo, dove esso aveva provocato il terremoto. Franklin replicò argutamente che proteggersi dal fulmine con un parafulmine non era più sacrilego che proteggersi dalla pioggia con un tetto.
Ricevo, e volentieri pubblico.
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Il 22, 23 e 24 luglio doveva tenersi, ad Alcamo, il SikelianHell MetalFest: tre giorni di musica metal che sono stati annullati per colpa delle pressioni della locale chiesa cattolica. Pressioni che hanno fatto sì che il comune ritirasse la disponibilità dello stadio, rendendo impossibile l'evento, unico nel suo genere in Sicilia.
Pressioni originate, molto probabilmente, dai notevoli pregiudizi nei confronti della musica metal, o dalla presenza della parola "Hell" nel nome della manifestazione, questo non lo sappiamo.
Evidente è lo scopo dei cari religiosi: mantenere, come il caro demonio desidera, la gente nell'ignoranza e nell'alcolismo, per il quale la città è già nota.
Cito dal comunicato stampa:
Secondo gli organizzatori la Chiesa locale avrebbe organizzato una raccolta di firme e minacciato un corteo contro "una manifestazione satanica". Nei giorni scorsi, a causa di queste pressioni, era stata depennata dalla scaletta del festival la band Necrodeath per il contenuto dei brani reputati anti cristiani.Peppe, di vergogne alcamesi.
Da Wikipedia:
La rabdomanzia è una pratica che consiste nel tentare di localizzare oggetti nascosti sotto terra servendosi di una verga o di una bacchetta biforcuta. Ha origini antiche ed è ancora praticata nonostante tutte le prove realizzate secondo metodi scientifici ne abbiano mostrato la completa inefficacia.Ecco, fate un po' voi.
Il termine deriva dalle parole greche ῥάβδος (rhábdos) che significa "bacchetta" e μαντεία (mantéia) che significa "divinazione", dove quest'ultima va intesa nel significato più esteso di "ricerca di informazioni mediante pratiche religiose".
Ogni volta che mi capita di leggere una notizia del genere non posso fare a meno di pensare a questo straordinario frammento di Massimo Troisi. Altra categoria.

REGIONI: LAZIO; PRIMO GIORNO RENATA, MESSA E BENEDIZIONE STANZA
(ANSA) - ROMA, 16 APR - E' iniziata con la messa nella
cappella della Regione Lazio la prima giornata, dopo
l'insediamento, di Renata Polverini. La neo governatrice ha
partecipato alla cerimonia religiosa officiata da don Achim
Schutz, che in seguito ha benedetto la stanza presidenziale.
Qui è stato posizionato il crocefisso, lo stesso che era al
comitato elettorale della Polverini, ma sono comparsi anche
diversi amuleti regalati dai cittadini alla presidente durante
la campagna elettorale.
Tra gli impegni della giornata un
incontro con i dipendenti della Regione, un pranzo in loro
compagnia e la visita agli edifici che ospitano gli uffici
regionali in Via del Giorgione e Via Capitan Bavastro. (ANSA).
Può succedere che durante una conversazione tra amici vega fuori che la BBC, un paio di giorni fa, ha mandato in onda un servizio sul prepuzio di Cristo, conservato a Calcata in provincia di Viterbo prima di essere trafugato.
Così va a finire che uno torna a casa con la curiosità, non ha sonno, accende il computer e si mette a cercare qualche informazione sulle reliquie.
Ottenendo risultati come quelli che sto per raccontarvi.
Il prepuzio di Cristo, tanto per cominciare dall'inizio. Pare (tra parentesi, avete idea di come si riconosca un prepuzio dopo 2000 anni? Io no) che nel corso dei secoli sia stato conservato non solo a Calcata, ma anche (contemporaneamente) a Roma, Santiago di Compostela, Chartres, Besançon, Metz, Hildesheim, Charroux, Conques, Langres, Anversa, Fécamp, Puy-en-Velay, Auvergne.
Poi ci sono le reliquie di San Giovanni Battista, distribuite come segue: la testa è custodita a Roma, un braccio è a Siena, il mento è a Viterbo (ma come, la testa non era a Roma? oppure c'è la testa, ma senza mento?), un dito è a Firenze, altre tre dita (ci si augura diverse da quello di prima) sono a Saint-Jean-de-Maurienne, mentre le ceneri (a questo punto, presumibilmente, ricavate dal poco che avanzava) sono custodite a Genova, ma allo stesso tempo anche a Loano.
Analogamente singolare è il caso di San Bartolomeo apostolo, il cui corpo risulta essere conservato sia a Roma che a Benevento, mentre la calotta cranica si trova simultaneamente a Francoforte, a Lune e a Colonia, e tanto per complicare la vicenda un braccio si trova a Canterbury e la pelle a Pisa. Se ne desume che San Bartolomeo apostolo aveva un totale di due corpi, cinque teste, tre braccia e un doppio strato di pelle: roba che manco gli X-Men.
Altra situazione decisamente complessa è quella di Sant'Agata: a Catania sono conservate le braccia, le gambe, i femori e una mammella, mentre un'altra ulna e un altro radio sono a Palermo, un osso del braccio a Messina, una parte dell'osso del braccio ad Alì, un dito a Sant'Agata dei Goti. Fate voi il conto di quante braccia avesse Sant'Agata, ché io ho provato due o tre volte ma non mi ci raccapezzo.
Per non parlare di San Rocco, il cui corpo è custodito a Venezia; parte di un osso del braccio, però, è a Voghera, un'altra parte di un osso del braccio è a Roma, una tibia è a Montpellier, una falange è a Cisterna di Latina, una parte del tallone è a Frigento, e alcuni frammenti di ossa sono a Torino: a meno di un altro caso di ubiquità come quello di San Bartolomeo, quindi, a Venezia dovrebbe esserci poco e niente.
Detto che anche i resti di Santa Lucia presentano qualche anomalia (il corpo è a Venezia, ma un braccio è a Siracusa), e che le chiese italiane, al di là di questi insoliti "doppioni", sono piene zeppe di costole, femori, ulne, crani, talloni e prepuzi, vi inviterei a una breve riflessione: il record della reliquia più sensazionale appartiene senz'altro a Caltanissetta, località in cui sarebbe custodita nientepopodimeno che una piuma dell'Arcangelo Michele.
Ebbene, amici, ricordate, quando eravate bambini, quell'autografo di Del Piero che siete riusciti a ottenere dopo ore e ore di pazienti appostamenti?
Be', date retta: buttatelo via, quella è roba da dilettanti.
Qua c'è gente che fa sul serio, cosa credete?

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