Cambiando l'ordine dei fattori
Quello che è certo, tuttavia, è che per certi figli gay è nocivo avere un padre.
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Caro direttore, l'ex Presidente del CNB Francesco D'Agostino scrive, su "Avvenire" di oggi (ieri ndr.), che le coppie omosessuali non manifestano istanze di tipo sociale, ma di ordine psicologico e simbolico, che sono mimetiche, strutturalmente fragili e incapaci di difendersi senza l'aiuto degli altri. Non è che finiremo addirittura per rimpiangere i tempi nei quali per insultare gli omosessuali ci si limitava a dar loro dei froci?
Alessandro Capriccioli
Membro di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni
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Etichette: Corriere della Sera
GLI OMOSESSUALI NON POSSONO FORMARE UNA FAMIGLIA PERCHE' NON ESISTE CHE UN BAMBINO O UNA BAMBINA VENGA EDUCATA DA DUE UOMINI E' ASSURDO COME GLI INSEGNANTI NELLE SCUOLE........SONO CONTRO LE COPPIE GAY E RIMANGO DELL'AVVISO CHE SE PROPIO VOGLIONO SPOSARSI CHE LO VADANO A FARE IN SPAGNA O SE VOGLIONO IL GAY-PRIDE (SCANDALOSO CHE VOGLIANO UN CONTRIBUTO DALLO STATO MA DOVE SI E' MAI VISTO ? FORSE NEL PRECEDENTE GOVERNO?) CHE VADANO IN BRASILE. VIVA LA FAMIGLIA.Preliminarmente, si notino il carattere stampatello (sagace espediente per conferire a quanto si afferma maggiore autorevolezza), la quasi totale assenza di punteggiatura (stream of consciousness, gente, mica si pettinano le bambole da quelle parti), il generoso utilizzo dei puntini di sospensione (stile "Cioè", roba da ggiovani).
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La pretesa dei gay di ottenere per le loro convivenze un qualsiasi riconoscimento legale (fino a quello matrimoniale) non ha motivazioni sociali, ma solo psicologiche e simboliche, motivazioni che dimostrano il carattere mimetico delle unioni omosessuali (rispetto a quelle eterosessuali) e la loro strutturale fragilità (un’unione intrinsecamente forte si difende tranquillamente da sola, senza chiedere aiuto al diritto).Allora, amico omosessuale, armiamoci di dizionario e ricapitoliamo.
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Etichette: preti pedofili
E' quantomeno curioso che il settimanale "Famiglia Cristiana", nel teorizzare la necessità di modificare la Legge 194, accusi "Pannella e la solita rumorosa pattuglia radicale" di sostenere che l'aborto sia una questione di coscienza, rivendicando come propria l'idea secondo cui esso debba invece rivestire rilevanza pubblica.
A quanto risulta allo scrivente (che di quella pattuglia fa rumorosamente parte) sono state proprio le battaglie radicali a far emergere il fenomeno dell'aborto clandestino, rendendo in tal modo pubblica una problematica fino a quel momento relegata non solo nella sfera del privato, ma nella vera e propria illegalità. Ed è invece il fronte clericale, di cui Famiglia Cristiana si rende autorevolmente portavoce, a insistere che l'aborto costituirebbe una "questione di coscienza" (e come tale stavolta sì, privata), sostenendo che la sua concreta applicabilità debba essere rimessa alla valutazione discrezionale del singolo medico. E' questo ciò che avviene, tanto per fare un esempio, nel caso dell'aborto terapeutico, la cui opportunità, secondo i detrattori della 194, dovrebbe essere valutata in base alla coscienza (si ripete, privata) del ginecologo di turno, perfino in contrasto con la volontà della donna.
La sensazione è che con questo acrobatico ribaltamento delle categorie di pubblico e di privato Famiglia Cristiana stia semplicemente cercando di pescare nel torbido e confondere le acque, con l'obiettivo di fare in modo che l'aborto torni nella sfera più privata che esista: quella della clandestinità, cui la legge 194, nonostante i revisionismi che si affannano a negarlo, l'ha sottratto.
Alessandro Capriccioli, Roma
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«La mia libertà finisce dove comincia la vostra». (Martin Luther King)«Per me il matrimonio è tra un uomo e una donna, ma non voglio obbligare tutti ad andare nella mia direzione». (Arnold Schwarzenegger)
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Allora, gente, cercherò di essere sintetico.
Il 22 maggio, in occasione del trentennale della legge 194, gli Studenti Coscioni per la Libertà di Ricerca organizzano tavoli di informazione sessuale nelle università e nelle scuole italiane.
Questi giovani senzadio, non senza trovarmi pienamente d'accordo con loro, mi segnalano infatti che "la diminuzione degli aborti avutasi a seguito dell’emersione dell'illegalità può proseguire soltanto grazie alla diffusione dell’uso degli anticoncezionali, tra cui la pillola del giorno dopo. Tuttavia, in un’epoca in cui i cosiddetti obiettori di coscienza negano l’erogazione di un servizio pubblico – imponendo di fatto la propria coscienza come etica di stato – procurarsi la ricetta per la contraccezione di emergenza diventa una lotta per l’esercizio di un proprio diritto".
Io, ahimè, non vado più a scuola da un bel po': però a questi ragazzi, che sono davvero in gamba e ce la stanno mettendo tutta, una mano cerco di darla lo stesso, diffondendo la loro iniziativa e invitando gli studenti che leggono questo blog a organizzare un tavolo di informazione nella loro università o nella loro scuola.
A questo indirizzo potrete trovare il materiale da stampare e da portare ai tavoli: la petizione per l'abolizione della ricetta della pillola del giorno dopo da far firmare, nonché i volantini informativi da distribuire; chi volesse organizzare un tavolo davvero fighetto, e quindi avesse bisogno di altri gadget (copie dell'Agenda Coscioni, bandiere, Atti del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica, magliette dell'Associazione Luca Coscioni), potrà contattare gli Studenti Coscioni a questo indirizzo e-mail.
Che volete di più?
Datevi da fare, ragazzi, se avete una giornata libera.
Perché i tempi sono quelli che sono.
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Etichette: aborto, Associazione Luca Coscioni, contraccezione, Legge 40, pillola del giorno dopo, Studenti Coscioni
Il Ministro Franco Frattini risponde alle critiche dei ministri spagnoli sulle politiche dell'immigrazione adottate in Italia:
«Basta invasioni di campo: non sono accettabili dichiarazioni di ministri che interferiscono con l'attività di un governo eletto dai cittadini italiani».Ah, no?
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Etichette: Chiesa Cattolica, Franco Frattini, immigrazione, ingerenze, ipocrisia
L'Estinto mi fa l'onore di citarmi tra i cinque blog che considera eccellenti; come capita spesso in questi casi, la regola prevede che chi viene citato debba a sua volta citare altri cinque blog che ritiene particolarmente interessanti.
Mi sono prestato più di una volta a simili giochi, pescando i bloggers dalla mia blogroll (se ci sono, mi piacciono tutti, evidentemente) ma senza concentrarmi mai sui cinque (o tre, a seconda del gioco) che davvero ritenevo i migliori: cosa che invece mi appresto a fare in questa sede, indicando (senza motivazioni, ché non ce n'è bisogno) i cinque bloggers che ritengo realmente eccellenti; i quali sono autorizzati, sia detto per inciso, a domandarmi chi cazzo mi creda di essere per affermare che sono bravi.
In rigoroso ordine alfabetico:
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Etichette: blog
Dal sito "Otto per Mille" della CEI:
Il sistema prevede un periodo di tempo pari a tre anni per contare le scelte espresse dai contribuenti. In attesa di conoscerle in dettaglio, e di operare in base a queste la relativa suddivisione dell'otto per mille, lo Stato anticipa ogni anno alla Chiesa Cattolica una somma, successivamente precisata tramite conguaglio nel momento in cui le scelte saranno note.Sarebbe interessante sapere per quale motivo la Chiesa percepisce i soldi dell'otto per mille in anticipo, mentre le Associazioni di Volontariato, le Onlus, le Associazioni di Promozione Sociale e gli Enti di Ricerca debbono ancora ricevere i quattrini del 5 per mille relativi al 2005.
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Etichette: Chiesa Cattolica, cinque per mille, otto per mille, privilegi
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Etichette: Carnevale, preti pedofili, satira
Marina Corradi su Avvenire:
Perché in realtà di destra, di sinistra, di ideologia e anche di politica, almeno così com’è, agli italiani oggi non importa molto. Forse ci vuole qualcosa di concreto per tornare a crederci: iniziare a dire che i figli sono un patrimonio comune, da riconoscere e sostenere. Dare coraggio, a chi trova il coraggio di avere figli. Ricominciare, in quest’Italia stanca, dai bambini: o, almeno, dalla libertà di averne.Sbaglio, o la libertà di avere figli implica necessariamente la libertà di non averne?
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Etichette: aborto, famiglia, libertà, Marina Corradi

La libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è la certezza di essere peggiori. (Albert Camus)
Capisco che la cosa sta diventando ricorrente, ma per gli appassionati c'è una versione ufficiale anche in questo caso. Qua.
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Etichette: diritti civili, omosessualità
Pochi minuti fa, parlando con un amico, chiarivo che la locuzione romanesca "me cojoni!", tradotta in italiano, equivale a una cosa come "perbacco!", "caspita!", "accidenti!".
E' circostanza nota, tuttavia, che quando si parla di espressioni dialettali le sfumature sono essenziali; il caso di specie non fa eccezione, giacché l'esclamazione in esame, ove pronunciata al momento giusto, assume una decisa colorazione sarcastica nei confronti dell'interlocutore alla quale viene rivolta, finendo quindi per significare qualcosa di più rispetto alle generiche traduzioni proposte in apertura.
Essa risulta particolarmente appropriata, ad esempio, allorché qualcuno si trovi a godere di benefici o vantaggi notevoli, ma cerchi di minimizzarne la dimensione e/o di farli passare in secondo piano, affinché essi non vengano percepiti dagli altri nella loro reale portata; il dialogo esemplificativo qua sotto sarà di aiuto nell'illustrazione di quanto appena espresso:
Metilparaben: "Che hai mangiato stasera a cena?"Se la spiegazione è stata esaustiva, vi invito a fare un esercizio: leggetevi la notizia secondo cui le prossime visite del vicario di Cristo in varie località italiane costeranno ai comuni interessati una cifra quantificabile in circa 6 milioni di euro.
Amico: "Mah, niente, un piatto di pasta..."
Metilparaben: "Pasta come?"
Amico:" Con gamberi, zucchine e porcini, ma ti ripeto, niente di speciale..."
Metilparaben: "E poi?"
Amico: "Mmm poi una cosetta, un secondo, ma proprio un assaggio..."
Metilparaben: "Cioè?"
Amico: "Guarda, un'aragostina bollita, semplice semplice, e due (proprio due eh) asparagi selvatici".
Metilparaben: "Apperò. E da bere?"
Amico: "Poca roba, un paio di bicchieri di Veuve Cliquot..."
Metilparaben: "E me cojoni!"
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Etichette: ingerenze, ipocrisia, Joseph Ratzinger
Dopo "meglio fascista che frocio" e "meglio malata che troia", ecco a voi un'altra versione remixata dell'adagio.
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L'Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica è oggi anche su MySpace, con una nuova pagina piena di informazioni, foto, video e altro ancora: naturalmente invito tutti a visitarla, a linkarla e ad aderire alla causa.
Inoltre, siccome le presenze dell'Associazione sulla rete tendono a moltiplicarsi, vi riassumo qua sotto tutti i posti in cui è possibile trovarla: basta cliccare sui simboli.
Saluti.
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Etichette: Associazione Luca Coscioni, MySpace
Assuntina Morresi su Avvenire:
Consentire a coppie lesbiche l’accesso alla procreazione in vitro, invece, significa cancellare il padre, con tutto quello che ne consegue sul piano simbolico e concreto.Non si può negare che "concreto", in certi casi, sia la parola giusta.
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Etichette: Assuntina Morresi, integralismo, omofobia, violenza
Corriere del Mezzogiorno, 23 aprile 2008:
Corriere del Mezzogiorno, 13 maggio 2008:
Per gli amanti del genere, la versione ufficiale.
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Etichette: aborto, ipocrisia, Legge 194, obiezione di coscienza, proibizionismo
Come vi ho già detto, soffro di buona memoria.
Così, leggendo sul Corriere della Sera che il Vescovo Alessandro Maggiolini è indagato per favoreggiamento a un prete pedofilo, mi è tornato in mente un suo articolo sul Giornale dell'anno scorso: in quel corsivo il nostro amico si scagliava contro "Quei preti devoti all'esibizionismo", lasciando intendere di essere un tipo assai incline alla riservatezza.
Quanto alla differenza tra discrezione e omertà, fate un po' voi.
Un dizionario qualsiasi dovrebbe essere più che sufficiente.
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Etichette: Alessandro Maggiolini, ipocrisia, omertà, preti pedofili
Gli embrioni e i feti - dice - fan le spese(*) Ovvero, "Emulando il maestro".
di quel legiferar turpe e distorto
che avendo reso lecito l'aborto
ha aperto una ferita nel paese.
Sapete che a fatica lo sopporto,
ma oggi due parole vanno spese
per prendere di Ratzi le difese:
parla di una ferita, e non ha torto.
Peccato non aggiunga, poverino,
che la ferita fu un medicamento,
giacché quell'affilato taglierino
tagliò l'ascesso gonfio e purulento
che chiamano l'aborto clandestino.
Va meglio, Santità. Ma stia più attento.
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Etichette: aborto, Chiesa Cattolica, integralismo, Joseph Ratzinger
Ora l'Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica è anche una delle "causes" di Facebook: invito quindi tutti quelli che utilizzano questo network ad aderire e a far aderire i loro amici.
La pagina di Facebook dedicata all'Associazione Luca Coscioni è raggiungibile cliccando su questo link.
In questo momento siamo a 329 membri, e il primo obiettivo sarebbe quello di arrivare a quota 500: vediamo di farcela insieme?
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Etichette: Associazione Luca Coscioni, Facebook
Per il fine settimana vi invito a fare un piccolo esercizio: leggete, se non l'avete già fatto, l'articolo del Corriere nel quale Monica Ricci Sargentini parla dei centomila figli di coppie omosessuali che vivono in Italia; dopodiché, se avete altri cinque minuti liberi, fate un salto su Cultura Cattolica e sciroppatevi il commento a quell'articolo ad opera di Fabio Cavallari.
Qualcuno, se ne ha il tempo e la voglia, mi spieghi in parole semplici in quale punto dell'articolo della Ricci Sargentini viene affermato, come Cavallari sembra sostenere, che le istanze degli omosessuali costituirebbero un attacco alla cosiddetta "famiglia naturale" e alle politiche di sostegno che lo Stato dovrebbe destinarle.
L'invito, naturalmente, è retorico, poiché nell'articolo viene semplicemente sottolineato che alcune persone chiedono di vedersi riconosciuti diritti per sé, senza mettere minimamente in discussione quelli legittimamente attribuiti ad altri.
L'esercizio, tuttavia, è ugualmente meritevole di attenzione, specialmente nella misura in cui si riesca a farlo andare al di là del semplice caso di specie; l'argomentazione secondo la quale gli omosessuali sarebbero un branco di guastatori col coltello tra i denti, determinati a fare di tutto per distruggere la famiglia tradizionale ed impedire che le vengano concesse delle agevolazioni, è infatti un vero e proprio cavallo di battaglia del fronte clericale.
Il punto è, tanto per essere chiari, che si tratta di un'asserzione completamente falsa.
Il meccanismo, fateci caso, è di stampo marcatamente pubblicitario: si propone un'affermazione senza fornire alcuna argomentazione logica a suo sostegno, e la si ripete all'infinito per farla entrare nelle zucche della gente come se fosse un dato acquisito.
Qualche anno fa era in gran voga uno spot televisivo nel quale una ragazza, sostenendo di non volersi ridurre "tutta ciccia e brufoli", addentava sorridendo una barretta di cioccolato: col che lasciando intendere che tale barretta, pur essendo tanto buona da soddisfare appieno la sua golosità, non fosse affatto calorica.
La barretta in questione, che tutti conoscerete, si chiama Kinder Bueno, e dalla lettura dei suoi ingredienti (zucchero, burro, pasta di cacao, burro di cacao, nocciole etc.) è chiaramente desumibile che si tratta di un prodotto tutt'altro che dietetico: eppure nell'immaginario delle persone quella barretta viene tuttora considerata il meno calorico tra gli snack al cioccolato; non certo, evidentemente, perché la cosa abbia un fondamento logico di qualche genere, ma semplicemente perché una tipa in jeans e maglietta attillata l'ha ripetuto centinaia di volte tra il TG e il film delle nove.
Ebbene, amici miei, a questo si riduce il livello del dibattito sui diritti degli omosessuali che costoro sono in grado di offrirci: un assortimento di slogan privi di qualsiasi logica ripetuti fino alla nausea, e così facendo ficcati per forza nella testa di chi è troppo distratto per prendersi la briga di verificarli.
"Mi vuoi tutta ciccia e brufoli?", chiede la ragazza della pubblicità, con un sorriso a centoventi denti e i riccioli che spuntano fuori dal casco; a me verrebbe da rispondere che tutto sommato non mi importa della ciccia, né dei brufoli, né della cioccolata, né di quello che che si intravede sotto la sua magliettina leggera.
Mi basterebbe, una volta ogni tanto, poter leggere qualche fregnaccia in meno.
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Etichette: integralismo, ipocrisia, omofobia, omosessualità, pubblicità
Il portale che aiuta i cittadini a non subire le conseguenze negative delle leggi confessionali e proibizioniste
