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Ditelo per me a De Mattei

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Se qualcuno incrocia Roberto de Mattei, vicepresidente del CNR e soprattutto conduttore di una trasmissione su Radio Maria, gli dica che io, da sventurata non credente, ora me ne vado un po’ in spiaggia, poi a prendere un aperitivo, quindi a cena con gli amici e poi la notte è giovane, chissà. Che non se la prenda: sono solo “una che vive coerentemente alla giornata come un animale” e non vorrei perdermi la mia razione quotidiana di “inferno sulla terra“, eh.

Liberi di non credere

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"Erano pochi milioni, cent’anni fa. Oggi sono circa un miliardo. Il formidabile aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni. Un fenomeno che, peraltro, nei paesi democratici non accenna affatto a fermarsi: una crescita che, significativamente, non è il frutto dell’opera di ‘missionari’ dell’ateismo e dell’agnosticismo, ma l’esito di centinaia di milioni di riflessioni individuali. Circostanza ancora più eloquente, la loro diffusione è maggiore quanto maggiore è la diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione. Lungi dal portare le società alla rovina, come vaticinano leader religiosi incapaci di trovare risposte più adeguate alla secolarizzazione, atei e agnostici ne rappresentano la parte più dinamica, quella che più contribuisce alla loro crescita: rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come ‘diverso’: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza."
Sembrerebbe un bene. Chissà quando la Chiesa si accorgerà che sta perdendo i migliori. Qui il resto.

Bestialità laicista

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Il sito dell'UAAR segnala con la consueta puntualità il video che potete vedere qua sopra, nel quale l'ex arcivescovo di Westiminster, Cormac Murphy-O’Connor, dichiara alla BBC che i laicisti e gli atei non sono pienamente umani.
Premetto che la qualifica di animale attribuitami dal presule mi lascia alquanto indifferente; per ragioni di ordine prettamente logico, tuttavia, mi corre l'obbligo di proporvi un quesito: non è quantomeno singolare che si definiscano bestie proprio quelli che non vogliono prestarsi a fare le pecore?

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