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Lo sapevate, che potranno rettificare?

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Questa è una prova generale di quello che potrà accadere se il comma 29 dell'articolo 1 del DDL di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma "ammazzablog", dovesse entrare in vigore così com'è. Buona rettifica a tutti.

Alessandro Gilioli è un giornalista milanese che lavora all'Espresso, vive a Roma e tifa per l'Inter; Giulia Innocenzi è nata a Rimini, è bionda e ha lavorato ad Annozero; Luca Sappino è il più giovane di tutti, va in giro in bici e conduce una trasmissione alla radio; Vittorio Zambardino ha un blog che si chiama "Scene digitali", tifa per il Napoli e scrive delle cose molto interessanti su Facebook; Giuseppe Civati è consigliere regionale in Lombardia, è chiamato "Pippo" dagli amici e ha un blog in cui ha sostituito la "v" del suo cognome con una "w"; Guido Scorza fa l'avvocato, è un esperto di diritto delle nuove tecnologie e prende spesso l'aereo; Fabio Chiusi ha la barba, l'ho incontrato lo scorso week end a Riva del Garda e ha un blog che si chiama "Il nichilista"; Daniele Sensi vive ad Asti, ascolta Radio Padania per monitorare quello che dice ed è successo che gli abbiano rimosso dei filmati da YouTube; Luca Nicotra è il segretario dell'associazione "Agorà digitale", fa parte del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e usa Ubuntu; Arianna Ciccone è una donna davvero in gamba, organizza il Festival Internazionale del Giornalismo e stamattina ci ho parlato al telefono; Serena Prinza ha un blog sull'Unità, una volta è venuta a trovarmi al mare e vive a Milano; Luigi Bruschi ha i baffi, a volte mi invita a manifestazioni alle quali non riesco ad andare e ha un blog che si chiama "La città invisibile".
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Luca Nicotra mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

I Radicali Italiani non hanno nessun Comitato Nazionale. Lo sanno tutti che sono comandati dalla CIA. Ubuntu non esiste. E io non passo tutto il giorno davanti al computer! Luca Nicotra.
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Fabio Chiusi mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Le scrivo per comunicarLe che, ai sensi dell'art. 1 comma 29 della legge "Alfano" sulle intercettazioni, ritengo Lei abbia scritto cose «lesive della mia dignità» e «contrarie alla verità». In particolare, secondo Lei io avrei «la barba». Il che è falso, dato che l'ho tagliata stamattina e che, in ogni caso, Lei non aveva alcun diritto di menzionare pubblicamente il nostro incontro a Riva del Garda in cui, effettivamente, avevo «la barba». Le impongo pertanto, ai termini della succitata legge, di procedere entro 48 ore alla rettifica di quanto scritto. Mi premuro anche di ricordarle che ciò deve avvenire con gli adeguati criteri di visibilità previsti dalla normativa. Augurandole che possa leggere questa mail entro due giorni e che dunque non sia costretto a sborsare 12.500 euro, La saluto. Cordialmente, Fabio Chiusi.
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Arianna Ciccone mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Puoi rettificare per cortesia: non sono una donna, il festival del giornalismo di Perugia l'organizza Emilio Fede (oddio ma poi chiederà la rettifica della rettifica?) e io non ti conosco. Arianna Ciccone.
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Alessandro Gilioli mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Gentile direttore del sito informatico "Metilparaben",
ai sensi dell'articolo 8 della Legge 8 febbraio 1948, n. 47 "Disposizioni sulla stampa e successive modifiche" La invito a pubblicare entro 48 ore dalla presente quanto segue, ricordandole che la mancata ottemperanza al presente invito importa una sanzione amministrativa fino a lire a 25.000.000.
Il Suo articolo datato 04/10/2011 e apparso sul sito informatico "Metilparaben" nel quale si scrive (testuale) «Alessandro Gilioli è un giornalista milanese che lavora a L'Espresso» contiene gravi affermazioni contrarie a verità e lesive della mia dignità.
1. Nell'articolo in questione il nome della testata è scritto «L'Espresso» mentre ormai da tempo il nome corretto è 'l'Espresso" con la "l" minuscola. L'alterazione del marchio comporta come Le è noto un grave danno d'immagine per il quale ci si riserva di adire anche in via civile qualora non venga pubblicata la presente rettifica.
2. La definizione di «giornalista» , appare come una chiara e deliberata diminutio del ruolo dello scrivente nella società dell'informazione nonché una malevola ascrizione dello scrivente a una categoria notoriamente in crisi, tanto più che lo scrivente ha più volte sottolineato la necessità di abolire proprio l'Ordine dei Giornalisti. Altrettanto lesiva della dignità professionale è l'intenzionale omissione, nel Suo articolo, delle altre attività professionali dello scrivente, in particolare in riferimento a quella convegnistica e saggistica. Appare infine come una evidente denigrazione l'omissione non solo che lo scrivente è laureato, ma anche che ha seguito un corso bimestrale di biblioteconomia nel 1984 e un corso di sub nel '93.
3. Altrettanto lesivo della mia onorabilità è evidentemente l'uso del verbo «lavorare», il cui chiaro rimando alle arti meccaniche anziché a quelle liberali risulta oltre modo ingiurioso. Va inoltre sottolineato che la scelta del verbo allude palesemente al compenso ricevuto, quindi induce ingannevolmente il lettore a ritenere che la mia attività sia il semplice frutto di un mercimonio anziché una libera espressione intellettuale.
4. Gravemente oltraggiosa nelle intenzioni e negli effetti, oltre che menzognera, è infine la definizione di «milanese» non solo in quanto lo scrivente è residente da anni a Roma, ma soprattutto perché si tratta di una surrettizia circoscrizione della mia persona e della mia attività a una dimensione soltanto locale, con un'implicita venatura di tipo razzista (il direttore del sito informatico "Metilparaben" risulta infatti romano) e probabilmente anche un'allusione implicita ma chiarissima all'attuale momento di crisi delle squadre di calcio milanesi.
Intenda pubblicare senza omissioni quanto sopra sul sito informatico "Metilparaben" entro 48 ore dalla presente, nella stessa pagina e con le stesse caratteristiche tipografiche dell'articolo rettificando. Alessandro Gilioli.
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Giulia Innocenzi mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Gentile direttore di Metilparaben,
Le scrivo per invitarla immediatamente a rettificare il postribolo di falsità che ha appena pubblicato sulla sua testata "blog". La mia dignità va preservata da tale macchinazione propagandistica. E' ben noto a tutti, infatti, che scrivere "è nata a Rimini", seguito immediatamente da "è bionda", vuole sottendere senza troppi giri di parole "è una ragazza di facili costumi". "Ha lavorato ad Annozero", infine, come ha già fatto notare il rispettabile direttore Belpietro, è un modo come un altro per dire "velina di sinistra".
La sollecito quindi a cancellare immediatamente dichiarazioni siffatte, che macchiano indelebilmente la reputazione della sottoscritta.
In fede. Giulia Innocenzi.
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Luca Sappino mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Caro Alessandro, essendo noi cari amici questa mia mail è scritta con il dovuto affetto, anche se non ti posso nascondere una buona dose di stupore e dispiacere. Leggo sul tuo blog che io sarei "il più giovane di tutti", come ad intendere che non sia capace, abile, abbastanza esperto. Leggo poi che andrei "in giro in bici", cosa vera ma che - come ben sai - tenevo a mantenere privata, tutelando dal gossip e dalle invidie il rapporto affettivo che mi lega a questi quattro pezzi di ferro. E leggo inoltre che condurrei, "una trasmissione alla radio", senza che tu faccia riferimento alla testata, Ribalta, alla stazione che la manda in onda, Radio Popolare Roma, agli ascolti, oltre 35 milioni di ascoltatori unici, né alla tua collaborazione. Con affetto dunque, ma con la dovuta fermezza, supportato dalla normativa in materia (per cui ti ricordo rischi una multa ben salata), ti invito a rettificate con urgenza le imprecisioni e tutto ciò che, contrario alla verità, lede la mia dignità. Sicuro della tua buonafede, a presto. Luca Sappino.
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Serena Prinza mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Gentile Alessandro Capriccioli, le chiedo di rettificare quando segue: io non ho nessun blog, sarebbe una cosa Assurda, e soprattutto non sull'Unità, ma su l'Unità ed in ogni caso pensavo che fossero loro a tenere un blog su di me. Inoltre io non credo di vivere a Milano, ma sono convinta di vivere ancora in una città in Campania, solo che da qualche anno ha la nebbia, i leghisti, gli aperitivi, le rotaie del tram e la madonnina. Circa una visita al mare, non ne so, del resto non ho segni di tintarella, quindi credo di non esserci stata, o se c'ero dormivo. Serena Prinza.
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Guido Scorza mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Gentile responsabile del sito informatico "Metilparaben",
nelle ultime ore numerosi colleghi ed amici mi hanno rappresentato la pubblicazione da parte Sua di un articolo datato 4 ottobre 2011 - solo il Signore sa se tale data corrisponde al vero o è anch'essa apocrifa - che contiene riferimenti non veritieri e gravemente lesivi del mio onore e della mia reputazione.
1. Nell'articolo in questione, innanzitutto, Lei riferisce che io "farei" l'avvocato con ciò lasciando, evidentemente, intendere che tale mia attività si asvolta in assenza del relativo titolo o, peggio ancora, a tempo perso. Come avrebbe potuto agevolmente verificare collegandosi al sito del locale consiglio dell'ordine degli avvocati (ammesso che avesse saputo dove svolgo la mia professione stante l'assenza di un albo centralizzato!), per contro, io SONO avvocato ed esercito tale attività in modo stabile e continuativo.
2. Nello stesso articolo, inoltre, riferisce - in modo del tutto inutile in relazione al contenuto del suo pezzo - che io prenderei spesso l'aereo. Si tratta, anche in questo caso, di un'affermazione non veritiera giacché viaggio, ormai da anni, prevalentemente in treno ed in auto ed ho paura di volare. Tale riferimento, peraltro, rischia di ledere gravemente la mia dignità e credibilità giacché ho spesso declinato inviti ricevuti da colleghi, amici e donne a raggiungerli in località amene accessibili solo via aereo, riferendo, appunto di non essere in condizione di volare.
3. Egualmente gravemente lesiva della mia reputazione è l'aver circoscritto la mia area di competenza al solo diritto delle nuove tecnologie. Come è noto e come avrebbe, anche in questo caso, agevolmente potuto verificare sfogliando il mio profilo professionale sul mio blog - ammesso che ci avesse capito qualcosa - la mia esperienza e ben più a vasta ed abbraccia ambiti diversi dello scibile del sapere. La sua affermazione, pertanto, offre una rappresentazione parziale della mia identità professionale e rischia di pregiudicarmi importanti occasioni di lavoro.
Alla luce di tali considerazioni, ai sensi dell'articolo 8 della Legge 8 febbraio 1948, n. 47 "Disposizioni sulla stampa e successive modifiche", La invito a pubblicare entro 48 ore dal ricevimento della presente (sono cacchi suoi come computare il decorso di tale termine) quanto precede nella stessa pagina e con le stesse caratteristiche tipografiche dell'articolo rettificando, ricordandole che la mancata ottemperanza al presente invito importa una sanzione amministrativa fino a lire a 25.000.000 (da versarsi in euro e, dunque, 12.500€).
Cordiali saluti, Guido Scorza.
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Giuseppe Civati mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Non mi capacito, dott. Metilparaben, della sua nota gravemente lesiva pubblicata in data odierna.
Il fatto che Lei scriva lesivamente che il sottoscritto è consigliere regionale della Lombardia senza specificare la forza politica è gravemente lesivo della mia onorabilità e potrebbe far pensare a una mia personale iniziativa, volta a solleticare il sentimento della cosiddetta antipolitica (gravemente lesiva) e la rivolta contro le istituzioni (lese anch'esse), guidata da quel signore con le scarpe scamosciate che non cito, per paura di un'ulteriore rettifica, gravemente lesiva della mia onorabilità.
Che poi Lei noti che ho adottato la "w" al posto della "v", è una considerazione che si poteva certamente risparmiare, perché, limitandosi a notare il cambio di consonante, Lei induce a pensare che si tratti di un gioco futile, gravemente lesivo, il gioco, e anche il futile. Stavo per scrivere "lesiwo" ma ciò avrebbe dato adito ad ulteriori sue variazioni sul tema, ulteriormente lesive.
Da ultimo, non essendo lei mio amico, se non nell'accezione lesiva del termine, non capisco come possa servirsi dell'espressione "Pippo", gravemente lesiva della mia onorabilità e di quella dei miei amici, che si stanno attrezzando e la sommergeranno di rettifiche, causando un grave danno al Pil in un momento in cui il Paese è in ginocchio ed è lesivo a se stesso. Giuseppe Civati.
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Vittorio Zambardino mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

At nome mio cliente dottor Zambardino vittorio nato napoli 1-12-1951 invitiamola at norma vigenti leggi at partire da ore 12,10 del 4 ottobre 2011 et entro termine tassativo di ore 48 voler rettificare quanto segue: Zambardino Vittorio benché nato Napoli non vive più colà da anni 34 et ogni associazione del nome del mio cliente con detta lurida città rappresenta tentativo diffamatorio.
La presente per rettifica salvo ulteriore azione su piano penale et civile.
Distinti saluti.
Avvocato Piscioni Armando, Napoli.
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Daniele Sensi mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

L'attribuzione di vaneggianti residenze astigiane appare evidentemente tesa a suggerire surrettiziamente la discendenza padana del sottoscritto, alludendo a possibili prossimità etnoculturali con i corregionali Roberto Cota e Mario Borghezio, peraltro esponendolo, in particolare là dove si scrive che il sottoscritto ascolterebbe Radio Padania “per monitorare quello che dice”, a pericolose ritorsioni da parte delle temutissime camicie verdi.
Tendenziosa e destituita di fondamento appare anche l'affermazione secondo la quale il sottoscritto sarebbe incorso nella scure censoria di YouTube, affermazione calunniosa e diffamatoria il cui scopo è quello di attribuire al sottoscritto un comportamento contrario alle norme comunitarie della piattaforma, norme che tutelano "i membri di un gruppo protetto in base a razza o origine etnica", con chiaro riferimento ai popoli padani.
Concedendole tuttavia il beneficio della buonafede, convinto che Lei intendesse in realtà riferirsi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il sottoscritto porge i più distinti saluti. Daniele Sensi.
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Luigi Bruschi mi chiede di pubblicare la seguente rettifica. Io ottempero, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia:

Gentile Metil Paraben, innanzitutto lasci che Le esprima una mia personale convinzione: ai tempi del buon Alessandro Capriccioli come gestore del blog, fatti incresciosi di questo tipo non sarebbero mai accaduti. Da quando Lei ha assunto la conduzione del sito, la verità di opinione –che ha giustamente sostituito la vetusta libertà di opinione- ha subìto un serio contraccolpo (prova ne è il numero di rettifiche che le piovono addosso tutti i santi giorni). Ciò premesso, La invito a rettificare entro i termini di legge previsti quanto da Lei riportato riguardo alla mia persona.
In primo luogo, dal momento che io porto fieramente non solo i baffi ma anche la mosca (non al naso, ma sotto il mento), ne consegue che la descrizione fisica da Lei fatta, oltre ad essere oggettivamente parziale, è da considerarsi a tutti gli effetti lesiva della mia immagine, perlomeno quella del volto.
In secondo luogo, il Suo dar conto di miei inviti a manifestazioni cui Lei dice di non riuscire a partecipare appare indiscutibilmente allusivo, oltre a non rendere minimamente giustizia, peraltro, al carattere di eleganza e squisita moralità che caratterizza le manifestazioni che organizzo. In ogni caso -visto che si rincorrono in tal senso voci prive di fondamento- ci tengo a precisare che non ho mai, e dico mai, invitato alcun ospite che si sia poi rifiutato di partecipare alle mie manifestazioni. A riprova di ciò, aggiungo che convivo stabilmente con un ospite fisso dei miei eventi, che può testimoniare a mio favore l'indiscusso successo di tutti i miei inviti.
Tutto ciò è l'unica verità sui fatti in questione, come ribadirò stasera da Bruno Vespa.
Suo, Luigi Bruschi.
P.S. Se cortesemente volesse indicarmi quale tra Metil e Paraben è il nome e quale il cognome (l'ho cercata sull'elenco telefonico di Roma, ma senza fortuna), gradirei inviarLe la presente notifica anche via posta ordinaria (raccomandata assicurata con ricevuta di ritorno a carico del destinatario), non riponendo alcuna fiducia nei mezzi comunicativi telematici.

Ecco cosa stanno cercando di fare

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Supponiamo che un bel giorno io scriva sul blog che l'assessore Taldeitali è un corrotto, e immaginiamo che costui -com'è ragionevole ipotizzare- si senta danneggiato dalla mia affermazione: in base alla legislazione vigente l'assessore può portarmi davanti a un giudice, il quale mi chiederà in base a quali elementi ho scritto quello che ho scritto, e quindi stabilirà se ho detto la verità o se mi sono inventato tutto; nel qual caso, giustamente, verrò condannato ad un massimo di tre anni di carcere, nonché ad un cospicuo risarcimento del danno che ho procurato al malcapitato con le mie frottole.
Ora, le carceri italiane pullulano di poveri cristi che languono in cella in attesa di giudizio, e nei tribunali giacciono a prendere polvere i fascicoli di milioni di italiani che aspettano di ottenere quanto loro dovuto in conseguenza di un danno subito: però l'assessore Taldeitali è un potente, ed essendo un potente non può mica aspettare i tempi della giustizia -probabilmente determinati anche dall'incapacità o dalla malafede del partito a cui appartiene, sia detto per inciso- come fanno i comuni mortali. No, perbacco: lui, l'assessore, è un pezzo grosso, e quindi deve avere soddisfazione subito; e già che c'è l'occasione gli è assai gradita per ottenerla senza che un giudice ficchi il naso nella faccenda e decida se l'affermazione dalla quale si sente offeso è una bugia, vale a dire indipendentemente dal fatto che quella soddisfazione la meriti oppure no.
Per venire incontro a questa comprensibile esigenza, i compagnucci dell'assessore stanno cercando di introdurre una norma che gli consentirà di mandarmi una bella mail, invitandomi a rettificare quello che ho scritto, con l'avvertenza che se non provvedo entro 48 ore mi becco una una multa che può arrivare fino a 12.500 euro. Così, semplicemente perché l'assessore si è fatto girare i coglioni, mi ha invitato a pubblicare la sua rettifica e io non l'ho cagato, a prescindere dal fatto che io possa provare in modo incontrovertibile la veridicità di ciò che ho scritto.
Ebbene, siccome io non sono il titolare di una testata giornalistica, ma un semplice blogger, può darsi che i 12.500 della sanzione non li abbia: oppure che li abbia, ma che mi servano per destinarli ad altre finalità quali pagare l'affitto, fare la spesa, mettere la benzina nella macchina e via discorrendo.
Ne consegue che se una norma del genere verrà introdotta mi guarderò bene dallo scrivere che l'assessore Taldeitali è un corrotto, anche nel caso in cui sia venuto in possesso di elementi schiaccianti che lo dimostrano.
Se questo è vero per un caso così lineare e lampante, figurarsi esprimere un'opinione basata su un ragionamento, su un punto di vista, sull'interpretazione di una serie di fatti: dovrò tenermele tutte per me, quelle opinioni, onde evitare di venire subissato dalle richieste di rettifica di centinaia di assessori, parlamentari, sottosegretari e ministri indispettiti, a ciascuna delle quali potrebbe corrispondere una multa pesantissima.
Ecco, questo è quello che stanno cercando di fare: silenziare tutta l'informazione e la critica indipendente, vale a dire quella che non possono controllare, intimidendo a suon di sanzioni chi se ne occupa, indipendentemente dal fatto che sia accuratamente documentata o completamente campata in aria.
Dite la verità: vi pare un'alzata d'ingegno vagamente compatibile con l'idea astratta di un paese libero?

Come passa il tempo

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La fuga è veloce: mi metto le scarpe che sono già in strada. Che bella giornata, non bado alla gente che guarda sconvolta: ormai ci sono abituato, sono vaccinato, sono controllato. Si pensa ormai addirittura in giro: è chiaro che sono drogato.
Non importa se la vita sarà breve: vogliamo godere.
Siamo solo noi, che tra demonio e santità è lo stesso: basta che ci sia posto.
Voglio una vita maleducata, di quelle vite fatte, fatte così.
Fantasie, fantasie che volano libere, fantasie che a volte fan ridere, fantasie che credono alle favole.
C'è chi dice no! C'è chi dice no! Io sono un uomo!
Liberi, liberi siamo noi, però liberi da che cosa? Chissà cos'è.
Qua sopra potete leggere alcuni memorabili versi, risalenti a qualche anno fa, dello stesso personaggio che in questi giorni ha fatto chiudere un sito di satira perché lo prendeva in giro.
Come passa il tempo, eh?

E voi, non rettificate?

2 Commenti »

Che poi, a ben guardare, quelli che vorrebbero imporre ai blogger l'obbligo della rettifica sono più o meno gli stessi che negli ultimi quindici anni hanno detto cose del tipo "Sono pronto a vendere le mie aziende, ad andare anche oltre il blind trust americano", o "Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo", oppure "La Fininvest è espressione di una esasperazione dittatoriale che trova le sue matrici in Craxi e nella P2", o anche "Speriamo che il presidente Mubarak continui, come ha sempre fatto, a governare il suo paese con saggezza e con lungimiranza", o ancora "Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino", oppure "Il mio stipendio è il minimo", o anche "Adesso diranno che io offendo il Parlamento ma questa è la pura verità: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutile e controproducenti", o infine (perché mi sono rotto, mica perché la lista è finita) "Il governo ha completamente risolto il problema dei rifiuti".
Che dite, volete darci il buon esempio e rettificare pure voi? Magari entro due giorni, con le stesse caratteristiche grafiche e la stessa visibilità della notizia originale, se possibile.
Grazie.

Bavaglio a parte, vogliono obbligarci a mentire?

12 Commenti »

Non so se ho capito bene, ma a quanto pare tra qualche giorno potrebbe accadere più o meno quanto segue:

  • io scrivo una cosa che riguarda il signor X (tipo che camminando per strada l'ho visto far fare al suo cane la cacca sul marciapiede senza raccoglierla con l'apposito sacchetto);
  • al signor X non piace quello che ho scritto (magari perché è un personaggio pubblico e non gli va di far sapere in giro che inzacchera impunemente i marciapiedi strafottendosene di chi ci deve passare);
  • il signor X, indispettito, mi manda una mail invitandomi a rettificare quello che ho scritto;
  • da quel momento, a prescindere dalla verifica della fondatezza di ciò che ho scritto (vale a dire indipendentemente dal fatto che il signor X abbia effettivamente omesso di raccogliere la cacca del suo cane, magari davanti ad altre dieci persone), io ho 48 ore di tempo per pubblicare sul blog una rettifica (cioè, supponendo che quello che ho raccontato risponda al vero, per ritrattare scrivendo una cosa falsa);
  • se non opero la rettifica entro le 48 ore possono farmi pagare una multa dell'importo massimo di dodicimila euro.
Ora, io voglio sperare di aver capito male: perché se avessi capito bene si tratterebbe non soltanto di una norma liberticida, ma di una disposizione che in determinate condizioni costringerebbe i blogger a scrivere addirittura delle bugie; visto e considerato che tali sarebbero, a meno che non mi sfugga qualcosa, le rettifiche di circostanze che rispondono al vero.
Passi (si fa per dire) metterci il bavaglio: ma obbligarci a mentire, abbiate pazienza, non vi pare un tantino troppo?

La cancellazione degli omosessuali

8 Commenti »

Diciamoci la verità: il fatto che la più seguita rete televisiva pubblica del paese abbia l'alzata d'ingegno di censurare una fiction nella quale ha luogo un matrimonio tra omosessuali è roba che sarebbe lecito aspettarsi in paesi come l'Iran.
Evidentemente la circostanza che in Italia i gay non possano sposarsi non basta più: occorre che l'argomento non venga neppure evocato, che sia del tutto espunto dal dibattito pubblico, che nelle case se ne parli il meno possibile.
Del resto, perché limitarsi a discriminare qualcuno quando puoi cancellarlo del tutto?

Guardate quanti siamo

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Quello che leggete sopra è l'elenco (non esaustivo: chi non fosse stato incluso, circostanza di cui mi scuso in anticipo, è pregato di farmelo sapere e provvederò subito ad aggiungerlo) dei blog che ieri pomeriggio hanno trasmesso in diretta streaming "La notte della rete", per opporsi alla delibera con cui l'AgCom vorrebbe mettere il bavaglio al web.
Siamo tanti, e non ci va per niente di essere silenziati.
Non ve lo dimenticate mai.

Scongiurarla, oppure violarla

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Anticipo le conclusioni dell'evento "La notte della rete", che ho contribuito ad organizzare ma al quale non sono intervenuto, e che probabilmente non riuscirò neppure a seguire fino in fondo, per lanciare un sassolino che riguarda il "dopo".
Nel caso non lo aveste capito, qualora la delibera dell'AgCom venisse davvero approvata nei termini che conosciamo (ripeto: potere di rimuovere contenuti o interi siti senza il vaglio del giudice e senza contraddittorio) nonostante quello che si è fatto per scongiurarla, ci resterebbe una sola strada: violarla, ripetutamente e quanto più apertamente possiamo, per verificare se dopo averla partorita questi fenomeni siano davvero nelle condizioni di applicarla.
Io, per quanto mi riguarda, sono pronto.

La notte della rete: diretta streaming

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Online video chat by Ustream

La notte della rete: trasmetti anche sul tuo blog la diretta streaming

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Come vi ho già detto, questi fenomeni stanno cercando di ridurre il web al silenzio con una delibera che li metterebbe nelle condizioni di rimuovere contenuti dai siti internet a loro piacimento.
Per evitare che ciò accada un nutrito gruppo di cittadini, associazioni in difesa del web, blogger, politici, giornalisti, artisti ed esperti si è dato appuntamento oggi, alle 17:30, a Roma, per manifestare il proprio dissenso e spiegare a tutti che razza di scempio sta per essere perpetrato.
Chiunque abbia un blog o un sito web potrà trasmettere l'evento in diretta streaming, semplicemente copiando e incollando il codice qua sotto:

<object width="480" height="296" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000">  <param name="flashvars" value="cid=5753450&autoplay=false&style=ub5D1719:lcCD311B:ocffffff:ucffffff"/>  <param name="allowfullscreen" value="true"/>  <param name="allowscriptaccess" value="always"/>  <param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf"/>  <embed flashvars="cid=5753450&autoplay=false&style=ub5D1719:lcCD311B:ocffffff:ucffffff" width="480" height="296" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" src="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf" type="application/x-shockwave-flash"></embed></object><br /><a href="http://www.ustream.tv/" style="padding: 2px 0px 4px; width: 400px; background: #ffffff; display: block; color: #000000; font-weight: normal; font-size: 10px; text-decoration: underline; text-align: center;" target="_blank">Online video chat by Ustream</a>

Vi invito a farlo, tutti, e a contattare i blogger che conoscete affinché lo facciano anche loro: non importa che scriviate di politica, o di cucina, o di informatica, o di qualsiasi altro argomento dello scibile umano.
Questi vogliono silenziarci, tutti.
Facciamo quello che possiamo per opporci.

Istruzioni:

Blogger: selezionare il codice su questo post e copiarlo; creare un nuovo post sul proprio blog, in alto a destra cliccare sulla linguetta "Modifica Html" e incollare il codice copiato.

Wordpress: selezionare il codice su questo post e copiarlo; creare un nuovo post sul proprio blog, in alto a destra cliccare sulla linguetta "HTML" e incollare il codice copiato.

Se volete contribuire preparando le istruzioni anche per altre piattaforme mi fareste un favore: scrivetemele nei commenti, o via mail, e io le metto.

Signore e signori, il regime

14 Commenti »

Sapete cosa potrebbe succedere, da dopodomani?
Potrebbe succedere che potranno chiudervi il blog, oppure rimuovere una quantità indeterminata di quello che ci avete messo dentro.
Potranno farlo se e nella misura in cui riterranno che i vostri contenuti abbiano violato il diritto d'autore.
Potranno farlo senza neanche convocarvi e sentire cosa avete da dire a vostra discolpa.
Potranno farlo con un provvedimento amministrativo, senza neppure l'intervento di un giudice.
In altre parole: voi scrivete una cosa e loro, zac, la tolgono.
Oppure ne tolgono un pezzo.
Oppure vi tolgono direttamente tutto il blog.
A loro discrezione.
A loro arbitrio.
Senza concedervi un cazzo di modo per difendervi.
Senza permettervi di eccepire qualcosa della serie ehi, facciamo una cosa, andiamo da uno imparziale e vediamo se è vero che ho fatto quello che dite.
Trovatemi un posto più civile dell'Iran dove un'idea del genere sarebbe non dico possibile, ma addirittura immaginabile, e vi cucino una cena che non ve la scordate più.
E poi lavo pure i piatti.

Vogliono fare di internet una grande televisione

3 Commenti »

Avete mai riflettuto attentamente sul vero scopo di questa gente?
Il diritto d'autore in sé e per sé, per come la vedo io, è solo un pretesto o un obiettivo intermedio, fate un po' voi; quello che stanno realmente cercando di fare è molto più ambizioso, e letteralmente terrificante: trasformare il web in una specie di gigantesca televisione, i cui contenuti verranno decisi unilateralmente dai soliti potenti, e relegare gli utenti di internet al ruolo di webspettatori, la cui unica alternativa possibile sia farsi piacere quello che vedono o cambiare canale.
E' questa, in realtà, la partita che stiamo combattendo: difendere un formidabile strumento di comunicazione a disposizione di tutti per evitare che lo trasformino in una scatola da piazzare in mezzo al salotto, tra un divano, un tavolinetto basso e un paio di poltroncine.
E poi, la sera, addormentarcisi davanti.

Io non voglio essere cancellato

26 Commenti »

In estrema sintesi sta succedendo questo: il 6 luglio l'AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata.
Cosa puoi fare:

  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a "La notte della rete": 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti.
Mi sa che è ora di darsi da fare: altrimenti tra poco rischiamo di essere cancellati.
A me la prospettiva non piace per niente.
E a voi?

Proibiranno tutto

5 Commenti »

La sentenza del Tribunale di Roma contro il motore di ricerca Yahoo, ritenuto responsabile per il contenuto dei siti di cui fornisce automaticamente i link in base a un algoritmo matematico, dimostra ancora una volta un fatto decisamente preoccupante: quelli che scrivono le leggi e quelli che le applicano sono indietro anni luce rispetto alla società della quale dovrebbero occuparsi.
Non sto parlando necessariamente di malafede, intendiamoci: il problema vero è che questi capiscono sempre meno il mondo che li circonda, e ciononostante continuano a giudicarlo, a disciplinarlo e a regolamentarlo con cieca determinazione, applicando ostinatamente principi, criteri e parametri che con quel mondo non c'entrano più un tubo.
La cosa terrificante è che la forbice tra la realtà e il modo in cui questa gente la interpreta si allarga progressivamente, anziché restringersi, e che il processo sembra condurre in modo ineluttabile al più spaventoso degli esiti: arriverà il momento in cui costoro non capiranno più niente di quello che li circonda.
A quel punto, coscienziosamente, proibiranno tutto.

Uccidere i blog con la monotonia

25 Commenti »

Di questi tempi fare il blogger è diventata un'impresa improba.
Uno si sveglia, fa colazione, si lava, si veste, poi decide di controllare quello che è successo in Italia aprendo la homepage di un qualsiasi quotidiano online: e là trova, nove volte su dieci, lo stesso titolo di due o tre giorni prima.
Sono di sei o sette macrocategorie diverse, quei titoli, e si alternano periodicamente con una regolarità sconcertante: in testa ci sono le testimonianze della D'Addario, di Ruby, di Noemi e compagnia cantando, con annesse intercettazioni piene zeppe di culi flaccidi, kappa scritte negli sms al posto delle c, feste in perizoma e ambizioni di ingresso in liste bloccate o di assegnazione di immobili in zone residenziali più o meno immerse nel verde; va per la maggiore anche Berlusconi che dice di voler "andare avanti" perché la maggioranza è solida come una colonna di granito e loro sono il governo del fare prova ne sia che i sondaggi lo danno primo tra i leader mondiali con una percentuale variabile tra il 48 e il 51%, a seconda delle giornate; poi c'è Bossi che dice elezioni subito, anzi in primavera, anzi mai, vedremo, se la maggioranza c'è il governo non cade e se invece non c'è sì, il tutto mostrando il dito medio ai giornalisti più o meno una volta a bimestre, tanto per tenersi in allenamento; le proteste dell'opposizione, generalmente rappresentate da un vivamaria di "si dimetta", con rare eccezioni consistenti in non troppo convinti "vogliamo le elezioni", si attestano saldamente in quarta posizione; poi c'è la giustizia, come la chiamano loro, con tutta un'ampia gamma di lodi, controlodi, lodi di riserva, lodi rettificativi di altri lodi cassati dalla Corte Costituzionale, lodi collaterali, subordinati, di emergenza, per decreto; quindi la saga delle telefonate di qualcuno durante le trasmissioni di qualcun altro, con relativi insulti, polemiche, smentite e ricorsi ad assortiti e improbabili organismi di garanzia, e infine le esortazioni di Napolitano che dice viva la concordia, basta con le divisioni, comportatevi bene e il gatto è un animale indipendente.
Poi basta.
Ecco, voi capirete che fare il blogger in queste condizioni è pressoché impossibile, perché un povero cristo si ritrova a dover commentare ciclicamente sempre la stessa roba, con l'ovvia conseguenza che per quanta inventiva possa metterci finisce inevitabilmente per diventare un tantino monotono pure lui.
Oggi, per esempio, abbiamo ricominciato con la legge bavaglio: che per farti incazzare ti fa incazzare, e pure di brutto, però avvertiresti l'esigenza, come dire, di manifestare il tuo dissenso in un modo un po' diverso rispetto alla volta prima, e a quella prima ancora, e a quella prima ancora ancora, finché non ti accorgi che hai praticamente esaurito i mezzi espressivi a tua disposizione -post serio già fatto, video già fatto, canzone già fatta, generatore automatico già fatto- e finisci per desistere, tanto quello che stai per scrivere l'hanno già letto tutti un paio di mesi fa e fare un bel copiaincolla sarebbe un cazzo e tutt'uno.
Insomma, questi hanno trovato il modo di neutralizzare i protagonisti della cosiddetta "informazione dal basso" senza prendersi neanche la briga di censurarli, di perseguitarli, di denunciarli, di metterli in carcere: semplicemente, li ammazzano di noia, avvolgendoli in una cappa di ammorbante monotonia e costringendoli a diventare più pallosi di loro.
Altro che rimbambiti: questi sono dei geni, e noi non ce n'eravamo accorti.

In pasto ai criceti

13 Commenti »

Adesso saltano fuori pure i leghisti che vorrebbero rimuovere i libri di Saviano dalle biblioteche e darli in pasto ai criceti.
Non c'è che dire: ne abbiamo fatta di strada dai tempi in cui i libri ci si limitava a bruciarli, eh?

Roghi

3 Commenti »

Comunque la si pensi sull'estradizione di Battisti, mettere al bando i libri di quelli che firmarono la petizione in suo favore mi pare un'iniziativa che c'entra poco e niente sia con la condanna del terrorismo, sia con la solidarietà verso le vittime.
Manca solo che decidano di bruciarli sulla pubblica piazza, quei libri, e poi siamo a posto.
---
Grazie a CoB e a Eva per l'ispirazione.

E l'elettricità, non gliela staccate?

10 Commenti »

A quanto pare quelli di Facebook hanno deciso di chiudere la pagina del popolo viola e di bannare i suoi amministratori senza alcun preavviso e senza fornire motivazioni di sorta.
Premesso che non appartengo ai viola, e che talora non sono neppure granché in sintonia con quello che dicono, ritengo che impedire a qualcuno di esprimersi sia sempre un fatto assai negativo: se le cose stanno davvero come loro le denunciano, la circostanza mi pare decisamente preoccupante.

Un senso della decenza che non è il mio

31 Commenti »

Nella televisione di stato si censura un film nel quale due omosessuali fanno l'amore, ma si mostra in diretta lo sguardo attonito di una madre vera alla quale viene comunicato che la figlia è stata ammazzata, stuprata e gettata in un pozzo dallo zio.
Il mio senso della decenza e quello di chi decide i palinsesti sono decisamente divergenti.

Su Youtube il censore potresti essere tu

4 Commenti »

Daniele Sensi illustra sul suo blog alcuni particolari assai preoccupanti su YouTube e la libertà di espressione nella rete, dei quali tra l'altro sta facendo le spese in prima persona.
Consiglio a tutti di leggerlo con molta, molta attenzione.

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