Premesso che ritengo il problema del conflitto di interessi un nodo essenziale per realizzare in Italia una democrazia compiuta, debbo rilevare che quella di Franceschini è una singolare dichiarazione d'intenti.
Se c'è un'attività che il PD (o PDS, o Ulivo, o tutti gli altri nomi coi quali la coalizione di centrosinistra si è via via presentata agli elettori nel corso degli anni) non ha mancato di porre in essere a proposito del conflitto di interessi, infatti, è parlarne.
Ne hanno parlato sin troppo, a parer mio, con dovizia di particolari e abbondanza di propositi, al punto da generare il fondato sospetto che se quel problema fosse stato risolto non avrebbero più avuto molto da dire: quando si è trattato di fare, tuttavia, non hanno fatto alcunché, pur avendone avuta in più di una circostanza la materiale possibilità (se è vero, com'è vero, che per certi periodi costoro hanno governato).
Ecco, avrei preferito che Franceschini avesse detto: "Conflitto di interessi: mai più inoperosi", oppure "Conflitto di interessi, non ce ne staremo più con le mani in mano".
Quella, ne converrete, sarebbe stata davvero una svolta.