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Illusioni fiscali

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Da commercialista: ridurre l'acconto dell'IRPEF dal 99% all'82% significa semplicemente far pagare qualche euro in meno alle persone oggi, e poi farglielo ripagare in più, tale e quale, a giugno, quando dovranno versare il saldo delle imposte.
Siccome conosco i miei polli, e so che certi meccanismi tendono a non essere affatto chiari, ho il sospetto che una considerevole quota di contribuenti si limiterà a prendere atto del fatto che a dicembre gli sarà rimasto in tasca qualche soldo che non prevedeva di avere e lo spenderà per i regali di natale: poi, a giugno, quando si renderà conto concretamente che quei soldi non li ha più ma deve comunque pagarli, piangerà lacrime di coccodrillo.
Mi pare, insomma, che si tratti di una misura che ha l'unico scopo di illudere le persone per favorire un aumento dei consumi nell'immediato: e poi tra sei mesi, tanto per cambiare, si vedrà.
Non so, da un governo di soloni come questo mi aspetterei qualcosina in più.

Non pensare, compra

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Una volta, a un presidio per l'abrogazione della legge 40 sulla fecondazione assistita, eravamo in otto o nove.
In un'altra circostanza andò decisamente meglio, perché mentre raccoglievamo le firme per il testamento biologico si formò un capannello di una quindicina di persone.
Il massimo, tanto che ancora se ne parla coi lucciconi, fu quando ci ritrovammo in trenta, davanti a Montecitorio, per segnalare che in molte regioni l'obiezione di coscienza stava di fatto vanificando l'applicazione della legge sull'aborto.
Poi un bel giorno uno esce di casa, trova una strada chiusa al traffico e scopre che il casino era dovuto al fatto che migliaia di esseri umani si erano accalcati cercando di comprare un televisore o un telefonino in offerta: e pensa che evidentemente ci sono un sacco di persone che ritengono assai appropriato starsene a casa se si cerca di togliere loro perfino il diritto di disporre del proprio corpo, ma si riversano nelle strade se qualcuno mette in vendita una lavatrice a prezzo stracciato.
L'inaugurazione di un nuovo centro commerciale mobilità molto di più del desiderio di autodeterminarsi, si direbbe: ma temo che non sia tutto qua.
Ho una gran paura che le due cose siano correlate: ho una gran paura che spingere la gente a comprare, comprare e comprare ancora non sia che un modo come un altro, probabilmente il più raffinato, per fare in modo che non pensi ad altro.
Soprattutto, purtroppo, alla libertà che le si toglie.

Ci rubano il tempo, e ce lo fanno pagare

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Per preparare un'insalata bisogna prendere un cespo di lattuga fresca, tagliarlo a strisce in senso longitudinale (30 secondi), sciacquarlo sotto l'acqua (40 secondi), asciugarlo con un panno da cucina (40 secondi), metterlo in un contenitore (10 secondi), condirlo con un goccio d'olio, un pizzico di sale e -facoltativamente- una spruzzata d'aceto (20 secondi): in tutto fanno 140 secondi, diciamo tre minuti volendosi tenere larghi.
Per cucinare un sugo al pomodoro e basilico occorre sbucciare uno spicchio d'aglio (15 secondi), metterlo in una padella con un filo d'olio (15 secondi), aspettare che soffrigga (60 secondi), aprire un barattolo di polpa di pomodoro (5 secondi), buttarcelo dentro (1 secondo), salare (5 secondi), aspettare che si scaldi (240 secondi) e terminare la cottura dopo averci aggiunto qualche fogliolina di basilico: in tutto fanno 341 secondi, diciamo approssimativamente sei minuti.
Ebbene, voi credete davvero che tutti quelli che comprano l'insalata in busta già tagliata e lavata, o il sugo pomodoro e basilico già pronto nel vasetto, non abbiano tre o sei minuti liberi per ottenere lo stesso risultato in modo più genuino e spendendo la metà? Mi pare chiaro che la risposta è no.
Eppure nei supermercati le insalate in busta e i sughi pronti, oltre a tutta una serie di ulteriori prodotti simili che non sto ad elencare per brevità, vanno via come il pane; il che equivale a dire che le persone li comprano, strafottendosene di mangiare una cosa più buona ed economica, nonché di rilassarsi facendo una cosa semplice per loro stesse, in ragione della supposta necessità di risparmiare una manciatina di minuti.
Non sto parlando, badate, di un esercito di cretini: conosco un mucchio di individui intelligenti che comprano quotidianamente quella roba, e questo post non è in alcun modo un attacco alla loro libertà di scelta. Dico soltanto che a mio parere li stanno fregando, che stanno facendo loro il lavaggio del cervello, che li stanno scientificamente convincendo ad adottare comportamenti insensati.
Mi pare un'ottima metafora del tempo in cui viviamo: oltre a farci spendere il doppio ci raccontano che ci stanno facendo risparmiare tempo, mentre in realtà quel tempo ce lo rubano. Lo sottraggono a noi stessi, quel tempo, alle piccole cose che potremmo fare con gioia, e dopo avercelo portato via se lo fanno anche pagare, come se fosse loro. E magari, sotto sotto, ci suggeriscono che i minuti strappati al taglio dell'insalata o al soffritto dell'aglio potremmo sommarli, metterli via, unirli tutti insieme e infine dedicarli ad attività più costruttive e gratificanti.
Tipo uscire e comprare qualche altra cosa.
Possibilmente inutile, sennò poi magari finiamo per dedicarle del tempo.

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