State a sentire cosa mi succede:
- ad aprile di quest'anno decido di cambiare operatore telefonico a casa e di passare da Fastweb a Tiscali;
- telefono a Tiscali e sottoscrivo il contratto;
- dopo quattro o cinque giorni Fastweb mi richiama e mi fa una controfferta che decido di accettare;
- esercito un diritto che mi viene attribuito dalla legge, recedendo dal contratto stipulato telefonicamente con Tiscali attraverso una raccomandata con avviso di ricevimento entro il termine dei dieci giorni lavorativi dalla stipula;
- ricontatto l'incaricato di Fastweb che mi ha fatto la controfferta e aderisco;
- dopo qualche altro giorno ricevo da Fastweb una lettera con cui mi si invita, giacché i nostri rapporti sono cessati, a restituire il router presso un loro punto vendita;
- richiamo Fastweb per sapere cosa sia successo, e mi viene detto che non ho potuto aderire alla controfferta perché nel frattempo Tiscali ha già provveduto alla migrazione della linea telefonica, ragion per cui se voglio restare con loro dovrò stipulare un nuovo contratto, cosa che faccio immediatamente;
- contatto Tiscali per chiedere conto dell'accaduto e mi spiegano che effettivamente avevano portato a termine la migrazione prima che arrivasse il mio recesso, si scusano per l'inconveniente e comunque mi confermano che la raccomandata è stata inviata nei termini e validamente ricevuta -cosa che peraltro ho già avuto modo di verificare dalla cartolina di ritorno che mi è arrivata- e quindi il mio recesso dal contratto è stato effettuato in modo corretto, con la conseguenza -peraltro esplicitamente confermata dall'operatrice- che non mi addebiteranno alcunché;
- dopo qualche settimana senza telefono e internet (quisquilie), finalmente quelli di Fastweb mi contattano e mi portano a casa la linea nuova;
- a luglio, sfogliando l'estratto conto della carta di credito, mi accorgo che nonostante il recesso effettuato nei termini di legge e in barba alle rassicurazioni telefoniche ricevute, Tiscali mi ha addebitato l'importo di 17,98 euro;
- rassegnato ad averci rimesso quei soldi e convinto che sia finita là, mi dimentico della vicenda, finché oggi controllo gli estratti conto della carta di credito di agosto, settembre ed ottobre e mi accorgo che Tiscali mi ha addebitato le ulteriori somme di euro 9,95, ancora 9,95 e infine 29,29: in tutto, compreso il primo addebito, fa un totale di euro 67,17, che io ho pagato senza alcun motivo e senza usufruire di alcun servizio;
- chiamo ancora il servizio clienti di Tiscali -perdendo altro tempo, ma chissenefrega, no? Tanto il tempo è il mio, mica il loro- e mi confermano ancora una volta che a loro risulta la raccomandata di recesso da me inviata nei termini, ma allo stesso tempo dicono che a loro il servizio risulta ancora attivo: rispondo che non può essere, perché a casa ho una linea Fastweb e si sa che nello stesso cavo non possono mica passare due linee;
- l'operatrice, a questo punto, mi dice che devo mandare a Tiscali la fattura da cui si evince che ho stipulato il contratto con Fastweb (ma perché devo farlo io? Non lo sanno da soli, che la loro linea a casa mia non è mai arrivata?) e chiedere lo storno delle fatture di Tiscali (fatture che per inciso non ho mai ricevuto, altrimenti mi sarei accorto prima di quello che stava succedendo).
Vi lascio con una domanda: è possibile, in un paese civile, che uno sia costretto a queste vie crucis solo perché i suoi interlocutori sanno benissimo che per poche decine di euro non vale la pena di fare una causa? Vi pare un comportamento decente?
A voi la risposta.
