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Generatore automatico di reazioni del PdL al risultato elettorale di Milano

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Istruzioni: fare refresh per ottenere una nuova reazione del PdL al risultato elettorale di Milano

Curiosi accostamenti

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Stavo rileggendo un istruttivo articolo del 25 marzo 2009 sul Corriere, quando mi sono imbattuto in questo curioso "accostamento": quando si dice l'ironia della sorte, eh?
Cliccare sull'immagine per ingrandirla.

Generatore automatico di accuse a Pisapia mentre suona il gong del confronto televisivo

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Istruzioni: fare refresh per ottenere una nuova accusa a Pisapia

Per decenza, dico, mica per altro

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Sarà che sono un rompicoglioni, ma vedere su un sito web la dichiarazione del premier, con annessa foto ultrasorridente, che inneggia all'uccisione di un essere umano definendola "qualche cosa che tutti guardassero con speranza e di cui essere soddisfatti", e poi leggere qualche pixel più giù, sullo stesso sito, l'esternazione della sua pupilla nella campagna elettorale per eleggere il sindaco di Milano, secondo la quale "decisioni sulla vita e sulla morte delle persone sono i valori non negoziabili da difendere senza se e senza ma", mi provoca un fastidioso senso di vertigine.
Non so, forse sarebbe stato il caso di separarle, due dichiarazioni del genere: magari con un bel comunicato di Bondi sui teatri lirici, o di Capezzone sul welfare, o perfino della Brambilla sul turismo.
Per decenza, dico, mica per altro.

Moratti non va in Comune ma a braccetto coi fascisti

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Il primo sindaco della storia di Milano, città Medaglia d'oro della Resistenza, che va in Comune in media circa 5 volte l'anno, trova il tempo per partecipare - in cambio dell'appoggio alle prossime elezioni - al meeting fascista de La Destra di Storace insieme, fra gli altri, ad Adriano Tilgher (già capo del Fronte Sociale Nazionale, un tempo in Avanguardia Nazionale, nonché braccio destro di Stefano Delle Chiaie) e Francesco Cappuccio (portavoce di Casa Pound Lombardia, ex capo del famigerato gruppo Cuore Nero di Milano. Moratti, evidentemente, si sente a disagio nelle Istituzioni, ma a casa tra fascisti.

Normalmente

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Letizia Moratti sugli immigrati:

I clandestini che non hanno un lavoro regolare normalmente delinquono.
Capito? Normalmente delinquono.
Anormalmente, invece, lavorano in nero, vengono sfruttati, soggiacciono all'arbitrio dei caporali che li scelgono a seconda dei propri giramenti di coglioni e li caricano sui camion come animali per portarli a lavorare nei campi, senza alcun diritto e senza l'ombra di una garanzia.
Quanto all'idea di misurarla, quell'anormalità, di comprenderne l'effettiva entità, di combatterla facendo la guerra agli schiavisti che ne approfittano come si converrebbe ad un paese civile, non una parola: è sufficiente che ci siano sempre nuovi animali pronti a sostituire quelli vecchi, e poi si può pure proclamare di volerli mandarli tutti a fare in culo, i clandestini.
Tanto, normalmente, delinquono.

Infiltrazioni mafiose a Milano? Scherziamo?

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la frase, nella sua essenzialità, è questa: a Milano ci sono sì singole famiglie mafiose ma la mafia non esiste. Il Pd parla di «vergogna». A parlare, appunto, è stato il prefetto. E l’ha fatto, ieri, direttamente nella prima audizione della commissione parlamentare antimafia che, dopo anni, è tornata a Milano in vista dell’Expo, dei suoi cantieri e di un allarme legato alla ’ndrangheta (ri)lanciato, pochi giorni fa, dal ministro dell’Interno Maroni e dal capo della Polizia Manganelli. Dove? Sempre a Milano, sempre in Prefettura.
Oggi sulla questione l'intervento della Moratti:

LETIZIA MORATTI - Il sindaco di Milano ha detto: "Credo che nelle città economicamente ricche e con abitanti con redditi elevati, quindi non solo a Milano, il rischio di infiltrazioni, io più che mafiose parlerei di criminalità organizzata, c’è sempre’’. E ha messo in guardia da interpretazioni distorte. ‘’Cerchiamo di distinguere tra dichiarazioni presunte e gli atti concreti’’. "La commissione ieri era a porte chiuse - ha osservato Letizia Moratti - e mi sembra anomalo che possano essere filtrate delle dichiarazioni: si tratta di capire se sono filtrate dichiarazioni corrette.

Quale delle seguenti interpretazioni sarà quella giusta?
a) La Moratti è in buona fede e non avendo idea alcuna riguardo cosa sia successo all'interno della seduta si tiene cautamente in disparte.
b) La Moratti conosce esattamente l'andamento dei fatti ma spera che non si trovino conferme dirette alle parole del prefetto.
c) La Moratti la butta in caciara.

Craxi, c'è un perché.

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Una domanda su tutte:
vi siete chiesti qual è il vero tornaconto nel riabilitare la figura di Craxi?
A volte a pensar male...


p.s. Ci si scusa per la pettinatura..

p.s.2 Red Ronnie, ma perché?

Milano, nuove tendenze per il 2010

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Via Craxi
Sale l'acre odore del revisionismo...
Bleek

Ancora sulla Moratti

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Due brevi video per chi si fosse perso l'intervista di Report al sindaco di Milano Letizia Moratti. Quando si getta la maschera e anche il pudore vien meno.


Qui la versione originale sul sito di Report.

Senza pietà, la Moratti contro i Rom di Milano

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Giovedì mattina i bambini della scuola elementare Elsa Morante di via Pini a Milano non hanno trovato sui banchi i loro compagni rom. Senza alcun preavviso e senza ascoltare le richieste di genitori, insegnanti, associazioni, il Comune ha sgomberato il campo rom che sorgeva nell'ex area Enel di via Rubattino e che ospitava quasi trecento persone, tra cui 50 minori. “Sono una maestra – ha detto Fabiana Robbiati, una delle insegnanti dell'istituto Morante in cui erano regolarmente iscritti ventisei bambini rom – e non posso pensare che questi bimbi resteranno lontani da scuola per un periodo di tempo indeterminato. Sono ragazzini molto educati, frequentavano le lezioni con passione e serietà. Si sono fatti volere bene. In breve tempo hanno conquistato tutti, anche chi aveva qualche pregiudizio sui nomadi. Questa mattina alcuni bimbi italiani hanno pianto quando hanno saputo quello che era accaduto ai loro coetanei rom”. All'umanità dei bimbi si contrappone l'atteggiamento del Comune di Milano che pare essersi scordato anche delle più semplici regole del diritto.
Ancora una volta l'amministrazione guidata dal sindaco Moratti ha scelto di usare il pugno di ferro e di chiudere le porte a una seria politica di integrazione che passi in primo luogo dalla scuola, come hanno cercato di spiegare le maestre, i genitori e i compagni dei trentasei bambini rom che da oggi non sanno più quando potranno tornare sui banchi.

I miei soldi per la sua propaganda

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Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, è contenta di "raggiungerci nelle nostre case" per illustrarci "quanto abbiamo fatto dall'inizio del mandato".
Ho ricevuto a casa il suo opuscoletto patinato e per qualche secondo ho avuto il dubbio che la Sindaca governasse un'altra città.
Così nella cassetta della posta, insieme alla pubblicità della Esselunga, del Simply e di qualche povero cristo che si offre per piccoli traslochi, ho trovato questa brochure che canta, o divina, l'ira funesta della petroliera che infiniti addusse costi ai Milanesi.
E sì, perchè io a Milano ci vivo e, sino a che avrò occhi per guardare, non c'è propaganda di parte che possa sostutire il nulla assoluto che vedo.
E finchè pagherò, come faccio, tutte le tasse sino all'ultimo euro che devo, voglio anche sapere come vengono spesi i miei soldi.
Sindaca, quanto sono costate la realizzazione e spedizione del suo opuscolo di personale propaganda?
Perchè invece di pagarselo da sola, lei che è miliardaria, lo ha messo in conto al Comune e, cioè, a me?
Non le è bastata la condanna che si è già beccata dalla Corte dei Conti per la sua attitudine a spendere inutilmente i fondi del Comune?
Queste ed altre domande sono state poste alla Sindaca da molti, oltre che dai Consiglieri comunali di opposizione. Ma chi vive qui sa che la Sindaca non risponderà: in Comune neanche va, perchè a lei, la politica, piace farla dal suo salotto.
A spese nostre, però.

La meglio gioventù

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Venerdì 2 ottobre, un freschissimo trio alla "premiere mondiale" del "colossal" Barbarossa.


E poi..
Alberto da Giussano, Zaia, Maroni, Calderoni e Tremonti, Formigoni che concorda su tutto, il presidente della provincia Podestà, la lega che esulta, Bossi con famiglia che ripete "è un filmone, è un filmone", il centralismo da combattere, il simbolo mitologico del federalismo, i braceri, i guerrieri lombardi, la banda di cornamuse bergamasche 'Berghem bagatt', il cavallo bianco con cavaliere e spada sguainata, il "red carpet" che Calderoli avrebbe voluto verde, La Russa che racconta che a undici anni a scuola in Sicilia interpretò Alberto da Giussano, i 30 milioni di euro di costo, Raz Degan, il "cameo" di Umberto in qualità di nobile cittadino lunbard, Letizia (questa volta Moratti), nani, foche ammaestrate, mangiafuoco, donne cannone e trampolieri e.. lasciate la moneta nel cestino e ammirate l'improbabile che diventa realtà o la realtà che diventa improbabile...

Guerra tra alcolisti

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Alla vista dell'agente, la suora, che viaggiava con altre due consorelle, si è giustificata ammettendo di avere un po' pigiato sull'acceleratore perché preoccupate per la salute di Benedetto XVI. Nonostante il dispiacere, gli agenti non hanno potuto evitare di fare la contravvenzione, mentre alla guida dell'auto è passata un'altra delle due suore che ha raggiunto la meta. [...] «Faremo ricorso al giudice di pace per ottenere l'annullamento della multa e se è possibile la restituzione della patente», spiega l'avvocato Anna Orecchioni, del Foro di Roma, che insieme al collega Giacinto Canzona si occupa della vicenda. [...] «Non sappiamo se sia veritiera l'esigenza delle suore ma se fosse così, il codice della strada prevede lo stato di necessità per particolari situazioni e questa è una situazione un po' particolare». Curiosa sentenza, quella del Giudice di Pace riportata oggi sui quotidiani, relativa ad un imprenditore sanremese di 43 anni, al quale era stata ritirata la patente e sequestrato il mezzo perché colto alla guida ubriaco, secondo il codice. Ma alla ‘sentenza’ del’etilometro l’uomo è sobbalzato dicendo agli agenti della stradale che lui non aveva bevuto, ma aveva mangiato molti ‘Mon Chery’ e cioccolatini al Rum. Un rodigino conducente di autobus si è visto ritirata la patente, e di conseguenza ha perso il lavoro, perché risultato positivo all'alcoltest per - a suo dire - aver assunto farmaci antiasma. «Fortunatamente - spiegano gli avvocati Canzona e Orecchioni, esperti in materia - qualche tempo fa, in una vicenda simile successa a Roma (sempre un caso di 'intossicazione alcolica da assunzione di farmaci'), il medico legale nominato dal Giudice ha sancito l'inidoneità dell'alcoltest per rilevazioni al di sotto della soglia 0,8. Grazie a tale perizia sono state restituite patenti di guida in tre casi “singolari”: l'artigiano che si era intossicato con lo sciroppo Vicks tosse (tasso 0,7), l'Imam della Moschea di Roma trovato con un tasso alcolico di 0,8, ed il giornalista che si era ubriacato con tre cioccolatini al liquore». Il superamento della soglia, quindi, non era volontario, ma derivava dal vino che si assume nel corso della celebrazione, durante l'Offertorio che precede l'Eucarestia. Questo è toccato per ben quattro volte in una giornata al sacerdote che, tra l'altro, ha spiegato ai militari di essere astemio. Da qui il ricorso al giudice di pace per sostenere che l'eventuale stato alcolico non è addebitabile a una volontaria e cosciente assunzione. Nella causa, don M.C. sarà assistito dagli avvocati Anna Orecchioni e Giacinto Canzona che sembrano aver maturato una discreta esperienza in vicende di questo genere. Va bene, non me ne frega niente. Davvero. Se decidiamo che il modo migliore per liberarsi finalmente della colossale stronzata del tasso alcolemico a 0,5 g/l è dire ai carabinieri che è tutta colpa della pomata per le emorroidi, per me va bene e anzi posso fornirvi decine di scuse cretine a prezzi modici ("avevo dei graffi e mi sono disinfettato molto bene"). Se decidiamo che quello che va a 180 va multato solo se non aveva davvero fretta e che l'ubriaco in macchina è un uomo di merda perché trinca e non perché indipendentemente dalla provenienza dell'alcol che ha in corpo egli lancia un oggetto di due tonnellate a cento chilometri orari su un percorso tortuoso pieno di altre persone senza essere sicuro di poterlo controllare, ok, non mi interessa. Se decidiamo che due avvocati possono non soltanto vendere l'anima al papa e specializzarsi nel parare il culo a chierici con la Fiesta truccata e il rum nella boccetta dello sciroppo, ma perfino essere presi sul serio da qualcuno, ve lo giuro, non mi importa nemmeno un po'. Ma che nel frattempo a Milano, nel 2009, si spacci per grande idea - ma dio santo, veramente, per grande idea - il divieto degli alcolici ai minori di anni sedici, bè, io questa cosa non la posso accettare. Che qualcuno abbia potuto pensare che vietare non solo la vendita (quella è sanzionata dall'art.689 del codice penale da un bel pezzo) ma anche il consumo di alcol agli adolescenti fosse un'iniziativa intelligente è qualcosa che davvero va al di là della mia comprensione. Potrei star qui delle ore a ripetere le solite cose e a fare dell'ironia, ma penso che sia più efficace elencare alcuni supporter di rilievo del provvedimento: "Chi critica e' fuori dalla realta' e alimenta il partito dello sballo che uccide i ragazzi". Maurizio Gasparri "Idea eccellente, spero venga ripresa da tutte le amministrazioni". Silvio Berlusconi "Un grande segnale di attenzione verso una tematica sempre più urgente". Il Moige. Ho detto tutto. Il Moige. Cos'altro volete, Unabomber? Enrico Papi? Non ce l'ho, ma secondo me è d'accordo. Secondo Letizia Moratti, ''Non e' punitivo. L'obiettivo e' lanciare un messaggio ai giovani e alle famiglie". Giusto. E il messaggio è: "Se bevi ti facciamo il culo". Il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo: ''martedi' prossimo, durante la riunione di giunta, decideremo se adottare l'ordinanza. In linea di principio sono favorevole al provvedimento. Bere alcol sotto i 16 anni non e' educativo''. Sai cos'è che non è educativo? Mettersi le dita nel naso. Propongo un'ordinanza per appioppare 500 euro di multa ai minori che si mettono le dita nel naso, e chi critica alimenta il partito dello sballo. Domenico Mangone, assessore a Torino: «Il ragazzo semmai è una vittima: non ritengo vada punito. Altro discorso per la famiglia: come fa a non essersi accorta dei problemi del figlio? Evidentemente i genitori sono inesistenti e non so quanto una segnalazione del Comune potrebbe cambiare la situazione». Ma come no, fatela una bella segnalazione. Egregio sig.Morciano, suo figlio è stato colto in flagrante mentre consumava un'Heineken piccola fuori dal bar, sperando che voglia prendere i dovuti provvedimenti e chiedendoci come abbia fatto a non accorgersi dei problemi di suo figlio - evidentemente lei è inesistente, nel qual caso ignori questa missiva - le porgiamo distinti saluti, virgola, a capo, il Comune. "Milano è la prima città italiana a sanzionare il consumo e la detenzione. Finora si era arrivati a multare solo la somministrazione e, come nel caso del Comune di Monza, la vendita di alcolici ai minori di 16 anni". E allora, dico io, facciamo un altro piccolo sforzo e vietiamo pure il desiderio. Dice, e come fai a impedirlo il desiderio? Ma perché, la detenzione è più facile? Dai, cazzo, che siamo avanti.

La Mafia a Milano

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Lo sapevate che la Lombardia ha da poco conquistato il prestigioso terzo posto nella classifica delle regioni con il maggior numero di beni confiscati ai mafiosi? Non lo sapevate? Bene, adesso beccatevi questo: COMUNICATO STAMPA Pierfrancesco Majorino (PD) : Il Centrodestra uccide la Commissione Antimafia, i mafiosi saranno contenti. I mafiosi che stanno cercando di infiltrarsi nell’economia milanese oggi apprendono una buona notizia. Il centrodestra infatti ha impedito alla Commissione Antimafia di lavorare – il capogruppo Gallera ha presieduto e chiuso immediatamente la riunione della medesima Commissione – e ha depositato un atto di “revoca” della Commissione stessa (che a questo punto chiediamo venga votato subito in consiglio comunale poiché pretendiamo che si svolga immediatamente una discussione alla luce del sole e che i consiglieri della maggioranza si assumano fino in fondo le responsabilità delle proprie azioni). Siamo di fronte ad un omicidio politico sciagurato. Non si capisce infatti perché il Comune non possa e non debba dotarsi di strumenti propri per indagare e conoscere il fenomeno, per formulare proposte, per intensificare la presenza della polizia locale nei quartieri, per inasprire i controlli nel settore edile, per sviluppare azioni di monitoraggio rispetto alle attività commerciali o imprenditoriali portate avanti da soggetti coinvolti nelle inchieste. Per quel che ci riguarda proseguiremo la nostra azione e daremo vita con tutti quelli che saranno disponibile a lavorare su questo terreno ad un “comitato civico” di volontari antimafia. Perché crediamo che alle iniziative incredibili del centrodestra, che dimostra ancora una volta poca attenzione verso i problemi veri di Milano, si debba rispondere con serietà e impegno proprio sul terreno della lotta alle organizzazioni criminali. Quell’impegno che per motivi che non conosciamo non viene portato avanti dal consiglio comunale nella sua interezza. PIERFRANCESCO MAJORINO, Capogruppo PD Gruppo consiliare PARTITO DEMOCRATICO Galleria Ciro Fontana 3 20121 Milano

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