Visualizzazione post con etichetta Il Giornale. Mostra tutti i post

Prima di esultare, ci dicano che non è vero

19 Commenti »

Posto che ciascuno è libero di gioire per ciò che ritiene più opportuno, sarebbe il caso che quelli di Libero e del Giornale, prima di annunciare urbi et orbi che gli italiani non dovranno più pagare Annozero con il loro canone, dicessero chiaramente che non è vero quello che Santoro ha sempre affermato pubblicamente: ovvero che la sua trasmissione è una delle poche che costano meno di quanto rendono alla rete in termini di fatturato pubblicitario.
Ce lo dicano apertamente, che quell'affermazione è falsa, oppure si rassegnino al fatto che non è il caso di esultare, ma piuttosto di rammaricarsi, perché la RAI ha perso un programma che sulle tasche dei cittadini non pesava neanche un po': anzi, portava pure a casa degli utili.
E' una questione di aritmetica, mica di opinioni.

Manca solo una foto sul vasino

16 Commenti »

vendola
Premesso, a titolo di cronaca, che nel campeggio naturista di Capo Rizzuto ci sono stato anch'io, e lo consiglio a tutti perché è un posto bellissimo, la domanda sorge spontanea: dove sarebbe lo scandalo se uno va in giro nudo in una spiaggia per nudisti?
Ormai a Sallusti e al suo giornale manca una cosa sola: pubblicare la foto di Di Pietro neonato mentre gli cambiano il pannolino, o quella di Fini bambino mentre si spoglia davanti al pediatra.
O magari, chissà, quella di Renzi a tre anni, seduto sul vasino mentre si sforza per fare la cacca.
Che scandali, eh?

Feltri, modestamente, lo nacque

41 Commenti »

Vittorio Feltri su Concita De Gregorio:

Solamente un cretino poteva immaginare che in quattro mesi la nostra direzione fosse in grado di assorbire 22 milioni e rotti di disavanzo. A proposito, siccome si dice che la mamma dei cretini è sempre incinta, aggiungeremmo che sarebbe ora che prendesse la pillola (e in certi casi estremi è ammesso persino l’aborto).
Come diceva Totò, signori si nasce.
E Feltri, modestamente, lo nacque.

Garantismo a corrente alternata

55 Commenti »

giornale
Guardate bene questo screenshot, che ho preso dalla prima pagina del Giornale di oggi.
Indipendentemente da come la pensiate sulla sentenza della consulta, non trovate un tantino singolare che nel titolo, a caratteri grossi così, si dica che "gli stupratori" (precisando, appena sotto, che si tratta di "chi commette violenza sulle donne e sui bambini") non dovranno "per forza finire in galera", e solo all'inizio dell'articolo, con evidenza molto inferiore, si riveli invece che la pronuncia non riguarda i violentatori, ma "gli indagati di reati sessuali", e che parla sì di carcere, ma "preventivo"?
Cioè, a prescindere -lo ripeto a scanso di equivoci- dal fatto che siate o non siate d'accordo sul carcere preventivo per gli indagati di stupro, vi sembra che il titolo renda un'informazione corretta su quanto è stato stabilito dalla Corte Costituzionale? Oppure anche a voi, come a me, pare che lasci intendere una cosa completamente diversa?
Il bello è che di solito sono loro, a dare dei giustizialisti agli altri.
Ma forse solo quando si tratta di un certo tipo di indagati.

Ci vuole un bel coraggio

Sapete che giornale è? Credo di sì.
Nel dubbio, fate un salto sul mio blog dell'Unità e scopritelo: per lasciare un commento usate questo link.

Berlusconi esasperato

23 Commenti »

Qual è, tra questi cinque, il vero titolo di prima pagina del Giornale di oggi?
Si accettano ulteriori proposte.

giornaleALBERGO

giornaleDORME

giornale

giornaleRIENTRARE

giornaleCAGATO

Se questo è giornalismo

18 Commenti »

Ammirate l'ultima opera d'arte di Marcello Veneziani: ritratto di Tremonti.
Mi astengo dal commentare, perché occorrerebbe abbassarsi al suo livello:

Mi piace vederlo quando fa soffrire Bondi, mi ricorda er Canaro quando chiudeva in gabbia le sue vittime e gli praticava dolorosi tagli. Mi esalta quando prende a calci Brunetta, realizzando il sogno di milioni di fannulloni.
[...]
Misogino è forse riduttivo, credo che Tremonti non sopporti nemmeno i bambini, ma ho forti dubbi anche sui vecchi e in genere sugli adulti. È insofferente verso il prossimo anche se si sforza di non darlo a vedere.
[...]
Se gli propongono una escort, Tremonti chiede quanti chilometri fa con un litro. Se lo invitano al compleanno di una ragazza, le manda una copia del suo libro La paura e la speranza, ma poi non si presenta al festino; in compenso le manda la visita fiscale. Se gli infilano una bella zoccola nel letto, ordina la derattizzazione. Se gli fanno ingurgitare con l'inganno una pillola di viagra, al più gli scompare la erre moscia.
[...]
Mi rendo conto che è riduttivo definire Tremonti semplicemente anti-italiano. Più giusto sarebbe definirlo disumano, e lo dico come un complimento. Il genere umano non è il suo genere preferito. Tremonti è un incrocio ben riuscito tra un elettrodomestico e un extraterrestre.
[...]
Standogli vicino ebbi l'impressione che usasse il baygon come brillantina per i capelli e il flit come deodorante. Non credo invece che Tremonti usi il dopobarba perché non mi pare che cresca la barba sul suo volto, al più si deposita un leggero pulviscolo, come sui display della tv e del computer.
[...]
Devo scusarmi infine con il ministro se ho messo in giro una scabrosa diceria anatomica su di lui, che sta circolando con incresciosa insistenza: nel corso di una cena insinuai che Tremonti al posto degli organi genitali avesse un euro. E che da bambino, invece, avesse la lira tra le gambe. Niente malizie, alludevo solo a un caso di deformazione professionale.
Che tocca fà per campà...

Quando è troppo, è troppo

57 Commenti »

israele
Ne ho sentite tante, da ieri: parliamone, verifichiamo come sono andati i fatti, è stato un "autogol" (curioso, come uccidere delle persone venga considerato un crimine o un "autogol" a seconda di chi lo fa).
Ne sentite fin troppe, sforzandomi di ridurre al minimo le mie reazioni istintive (siamo tutti "istintivamente" da una parte o dall'altra, sempre, che ci piaccia o no) e scegliendo di non scrivere subito un post perché avevo voglia di pensarci e di mettere insieme qualcosa di un po' più articolato rispetto a quello che avrei detto dando retta solo alla pancia (e chi mi conosce lo sa, quello che dice -meglio, quello che grida- la mia pancia in questi casi).
Ci sono riuscito piuttosto bene, per la verità: fino a quando non ho visto la prima pagina del Giornale di oggi.
Ecco, scusatemi, ma questo è davvero troppo.

Ogni tanto una buona nuova

2 Commenti »

Milano, 26 mar. (Adnkronos) - Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia riunitosi ieri ha sanzionato Vittorio Feltri con la sospensione di 6 mesi. Sono andati a sentenza tre procedimenti disciplinari: il primo relativo al caso Dino Boffo, ex direttore del quotidiano Avvenire, il secondo in merito alla collaborazione continuativa di Renato Farina ai quotidiani Il Giornale e Libero durante la direzione dello stesso Feltri, il terzo in relazione alla pubblicazione di un articolo su Gianfranco Fini pubblicato il 14 settembre 2009 su Il Giornale.

La parola fine al balletto dei numeri

76 Commenti »

A fronte di noiose insistenze meglio mettere subito uno stop al balletto dei numeri.
13 Giugno 1984
Funerali di Enrico Berlinguer in piazza San Giovanni, l'affluenza venne stimata in poco più di un milione di persone.

Perché, è rimasto qualcosa da sputtanare?

2 Commenti »


Da Il Giornale di oggi: Mi sorge il dubbio che, comunque la si pensi su Grillo, se davvero il suo intento fosse di sputtanare l'Italia all'estero, beh... sarebbe un tantino in ritardo.

Il Fallaci pensiero è perdente sempre e comunque, con buona pace di Feltri.

3 Commenti »


La Fallaci aveva tutt'altro che ragione, le sue erano le parole di una vecchia signora piena di rabbia, malata, delusa dalla vita e irrimediabilmente sola. Una ipotetica società in cui la Fallaci potesse anche solo lontanamente aver ragione sarebbe una società perdente sin dall'inizio.

Marcello Veneziani, tra il sacro e il ridicolo

5 Commenti »


Bisogna ammettere che quando Marcello Veneziani tocca il fondo, come in questo articolo su Il Giornale, lo fa in maniera magistrale.

Hahahahahahahaha!

5 Commenti »



Il volantino delle BR era stato scritto dallo stesso destinatario, un giornalista del Giornale.
Così la Digos.

(Grazie a Ladytux)

"Quel comunista di Al Gore"

2 Commenti »



Secondo Feltri, Al Gore peccherebbe di "santorismo satellitare" e "antiberlusconismo incallito".
Grande Gilioli che chiude il cerchio.

Feltri e il Giornale drogato [di Pietro Marini]

1 Commento »


Venerdì 23 ottobre 2009, allegate all’edizione di quel giorno de Il Giornale, c’erano anche le ristampe delle prime pagine de Il Giornale numero 1, numero 6, numero 10 e numero 13, quando il direttore era Indro Montanelli, che aveva lasciato il Corrierone in contrasto con la proprietà.
Rileggendo gli articoli di fondo del giornalista di Fucecchio sembra che non siano passati 35 anni.
Alcuni esempi? Dal numero uno, datato 25 giugno 1974:

Questo quotidiano nasce da una rivolta e una sfida. La rivolta è contro uno stato di fatto che espone i giornalisti a ogni sorta di condizionamenti padronali e corporativi. La sfida è all’ineluttabilità di questa situazione.
Ancora, sempre nello stesso articolo:

Chi sarà questo lettore noi non lo sappiamo perché non siamo un giornale di parte, e tantomeno di partito, e nemmeno di classi o ceti.
Poi, ed ecco la perla:

[Non sarà nostro lettore chi] concepisce il giornale come una fonte inesauribile di scandali fine a se stessi. Di scandali purtroppo la vita del nostro Paese è gremita, e noi non mancheremo di denunciarli con quella franchezza di cui crediamo che i nostri nomi bastino a fornire garanzia. Ma non lo faremo per metterci al rimorchio di quella insensata e cupa frenesia di dissoluzione in cui si sfoga un certo qualunquismo, non importa di destra o di sinistra.
Infine, a chiusura di articolo:

A questo lettore non abbiamo “messaggi” da lanciare. Una cosa sola vogliamo dirgli: questo giornale non ha padroni perché nemmeno noi lo siamo. Tu solo, lettore, puoi esserlo, se lo vuoi. Noi te l’offriamo.
Che dire? Se Feltri, con questa operazione, voleva nobilitare il giornale da lui diretto dicendo che è lo stesso fondato e per vent’anni diretto da un mostro sacro come Montanelli direi che è stato un fiasco su tutta la linea. Tanto da farmi ricordare una frase detta in un intervista al Corriere proprio da Indro Montanelli riguardo alla sua vecchia creatura editoriale:

Il Giornale di Feltri confesso che non lo guardo nemmeno, per non avere dispiaceri. Mi sento come un padre che ha un figlio drogato e preferisce non vedere. Comunque, non è la formula ad avere successo, è la posizione: Feltri asseconda il peggio della borghesia italiana. Sfido che trova i clienti!
Sicuramente droghe pesanti.

Privacy differenziata

7 Commenti »


Ecco la home page del Giornale.it di oggi:

Eppure mi pareva che fossero loro, a blaterare che la politica non deve mai essere mescolata con le faccende private.

O sbaglio?

La matematica creativa di Feltri

4 Commenti »



Tratto dall'articolo:

Nel numero odierno del Giornale sono pubblicate varie tabelle, e il lettore può rendersi conto da sé che le cose stanno esattamente così. A titolo esemplificativo, cito che il 68,7 per cento degli elettori, sette su dieci, seguitano ad avere fiducia nel presidente del Consiglio. Una percentuale altissima, assai superiore a quella dei voti raccolti dal centrodestra alle consultazioni del 2008...

...Altre cifre inducono alla riflessione. Riguardano le intenzioni di voto. Il Pdl sale al 38,1 per cento e la Lega al 9,9. Il Pd invece scende al 26,5 e i dipietristi si assestano all’8,4. Se il Parlamento si sciogliesse, e non ce lo auguriamo, e se fossimo chiamati anticipatamente nella prossima primavera ai seggi, il centrodestra di Berlusconi non avrebbe difficoltà ad aggiudicarsi ancora i numeri per governare. A proposito di governo, il sondaggio in questione è perentorio: il gabinetto in carica - criticatissimo e spernacchiato dall’opposizione - conquista un 54 per cento di giudizi positivi.
Sono il solo a cui non tornano i conti?

Vittorio Feltri e il Farina del suo sacco

3 Commenti »


E' solo stanchezza o anche voi vedete un editoriale dal titolo "Salvate il soldato Bertolaso dall'invidia degli anti Italiani"? Se lo vedete allora dobbiamo convenire che Feltri, da volpe qual è, risponde alle accuse di pessimo giornalismo facendo scrivere editoriali ad uno che giornalista non è. Per coloro che si fossero persi l'iter di Renato Farina, urge un piccolo ripasso tratto da Wikipedia:

Renato Farina (Desio, 10 novembre 1954) è un deputato e scrittore italiano. Ex-giornalista, saggista e scrittore, attualmente opinionista di Libero, è stato radiato dall'Ordine dei Giornalisti il 29 marzo 2007, dopo avere ammesso di aver collaborato, al tempo in cui era vicedirettore di Libero, con i Servizi segreti italiani fornendo informazioni e pubblicando notizie in cambio di denaro. La legge numero 801 del 1977 fa infatti divieto ai giornalisti professionisti di intrattenere rapporti con i Servizi Segreti. Un mese prima, il 16 febbraio 2007, si era dichiarato colpevole del reato di favoreggiamento nell'ambito dell'inchiesta sul rapimento dell'ex imam di Milano, Abu Omar, patteggiando la pena di sei mesi di reclusione (commutata in una multa di 6.800 euro).
Ops, ma che sbadato, ora che ci penso nel 2007 il direttore di Libero era proprio Feltri, pensate che combinazione...

In Italia il problema è innanzitutto culturale

21 Commenti »

Guardate questo commento pubblicato su Il Giornale online e inorridite insieme a me.

"Non riesco a capacitarmi del fatto che si tolleri con tanta leggerezza il proliferare di giornali nuovi, vedi quello di Marco Travaglio, l’uomo più viscido della sinistra disfattista e sempre alla ricerca di nuovi modi per indebolire il premier, vista la continua ascesa dello stesso nel consenso degli italiani. Possibile che l’avvocato Ghedini non riesca a trovare un reato plausibile per la chiusura di queste «vipere» che strisciano con il continuo intento di mordere il premier e causarne la morte politica? Un giornale che palesemente offende e denigra il capo del governo va subito chiuso. Lasciamo poi le critiche a chi è nato per criticare tutti gli avversari politici. Una volta creato l’esempio gli altri giornali di sinistra si guarderanno dal continuare ad offendere il premier e la sua coalizione. Possibile che non si riesca a trovare una norma che preveda l’attentato morale al capo del governo? Io credo che l’unica soluzione a questo continuo stillicidio di calunnie sia quello di rispondere con i sistemi usati (che io non approvo) da Putin nei confronti della Georgia, e della Cina nei confronti dei monaci tibetani: «La forza». Dopo una serie di bastonate inflitte a Franceschini, D’Alema, Travaglio, Santoro e Maurizio Mannoni, si vedrebbero subito i risultati, si vedrebbe il ritorno del rispetto nei confronti di Berlusconi."

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Sponsor

Random Post