Feltri e il Giornale drogato [di Pietro Marini]


Venerdì 23 ottobre 2009, allegate all’edizione di quel giorno de Il Giornale, c’erano anche le ristampe delle prime pagine de Il Giornale numero 1, numero 6, numero 10 e numero 13, quando il direttore era Indro Montanelli, che aveva lasciato il Corrierone in contrasto con la proprietà.
Rileggendo gli articoli di fondo del giornalista di Fucecchio sembra che non siano passati 35 anni.
Alcuni esempi? Dal numero uno, datato 25 giugno 1974:

Questo quotidiano nasce da una rivolta e una sfida. La rivolta è contro uno stato di fatto che espone i giornalisti a ogni sorta di condizionamenti padronali e corporativi. La sfida è all’ineluttabilità di questa situazione.
Ancora, sempre nello stesso articolo:

Chi sarà questo lettore noi non lo sappiamo perché non siamo un giornale di parte, e tantomeno di partito, e nemmeno di classi o ceti.
Poi, ed ecco la perla:

[Non sarà nostro lettore chi] concepisce il giornale come una fonte inesauribile di scandali fine a se stessi. Di scandali purtroppo la vita del nostro Paese è gremita, e noi non mancheremo di denunciarli con quella franchezza di cui crediamo che i nostri nomi bastino a fornire garanzia. Ma non lo faremo per metterci al rimorchio di quella insensata e cupa frenesia di dissoluzione in cui si sfoga un certo qualunquismo, non importa di destra o di sinistra.
Infine, a chiusura di articolo:

A questo lettore non abbiamo “messaggi” da lanciare. Una cosa sola vogliamo dirgli: questo giornale non ha padroni perché nemmeno noi lo siamo. Tu solo, lettore, puoi esserlo, se lo vuoi. Noi te l’offriamo.
Che dire? Se Feltri, con questa operazione, voleva nobilitare il giornale da lui diretto dicendo che è lo stesso fondato e per vent’anni diretto da un mostro sacro come Montanelli direi che è stato un fiasco su tutta la linea. Tanto da farmi ricordare una frase detta in un intervista al Corriere proprio da Indro Montanelli riguardo alla sua vecchia creatura editoriale:

Il Giornale di Feltri confesso che non lo guardo nemmeno, per non avere dispiaceri. Mi sento come un padre che ha un figlio drogato e preferisce non vedere. Comunque, non è la formula ad avere successo, è la posizione: Feltri asseconda il peggio della borghesia italiana. Sfido che trova i clienti!
Sicuramente droghe pesanti.

Questo post è stato pubblicato il 26 ottobre 2009 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

One Response to “Feltri e il Giornale drogato [di Pietro Marini]”

  1. ..mi piace questo post, infatti la prima cosa che ho pensato quando dalla voce di Feltri ho sentito che avrebbero ristampato le prime copie del giornale è stata "sta scherzando?..lo sa che se confrontano il giornale vecchio a quello di adesso non trovano nulla di uguale?"..ma in realtà nelle frasi che hai marcato trovo molto di simile con un nuovo giornale, Il fatto quotidiano..basta che tra 20 anni non faccia la stessa brutta fine..

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