Per una volta, un post da commercialista: ma anche no


State a sentire, gente, ché questa è proprio bella.

Allorché, nel 1977, il signor X viene a mancare, a carico degli eredi viene determinata un’imposta di successione pari a circa 20 milioni di Lire, le quali, a seguito di regolare istanza, vengono rateizzate.
Il pagamento della seconda tranche della rateazione, pari a circa 3 milioni, si dovrebbe effettuare entro il 21 maggio 1979: quando gli eredi si recano all'Ufficio del Registro per provvedere, però, trovano lo sportello chiuso a causa di uno sciopero, e quindi si rassegnano a pagare quanto dovuto il giorno successivo.
L'Ufficio Registro, ovviamente, rileva il ritardo e commina una sanzione pari a circa 600mila Lire.
Contro l'irrogazione della penalità gli eredi propongono ricorso alla Commissione Tributaria di 1° grado, la quale lo accoglie poiché il ritardo del pagamento, evidentemente, non era dovuto a colpa dei contribuenti, ma a cause dipendenti dall'Ufficio che doveva riceverlo.
L'Ufficio, basandosi sulla considerazione che quel giorno lo sciopero era stato proclamato soltanto dalle ore 10:00 alle ore 12:30 (ora di chiusura della cassa), e che quindi la somma dovuta poteva essere pagata prima delle ore 10:00, propone appello, ma la Commissione Tributaria di 2° grado, rilevando che l'agitazione non era stata annunciata, e che quindi gli eredi non potevano materialmente sapere che dopo le 10:00 il pagamento sarebbe stato impossibile, lo respinge e conferma la decisione dei primi giudici.
Evidentemente non ancora pago, l’Ufficio propone ricorso alla Commissione Tributaria Centrale.

Spalancate le orecchie, amici: questo ricorso verrà discusso il prossimo 26 novembre 2009.

Dal 21 maggio 1979 sono trascorsi più di trent’anni: eppure, per una questione di neanche 300 euro -peraltro palesemente infondata-, l'Amministrazione continua ottusamente a insistere in un contenzioso che non ha alcun costrutto, quasi per inerzia, perdendo tempo prezioso che sarebbe meglio destinare ad altri problemi e continuando a dissipare inutilmente risorse pubbliche (quanto costa all'Erario portare avanti una lite per trent'anni?).

Non sarà, credo, l'unico caso del genere in Italia: moltiplicate, se ne avete voglia, e fatevi un'idea di quanti quattrini vengono buttati via in questo modo.

Detto, come ciliegina sulla torta, che le spese per i vari ricorsi (comprese le parcelle di chi li segue, cioè le mie) non vengono pagate dall'Ufficio che ha torto, ma dal contribuente che ha ragione (fantastico, eh?), vi lascio con una semplice domanda: a voi pare possibile, andare avanti così?

Questo post è stato pubblicato il 22 ottobre 2009 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

3 Responses to “Per una volta, un post da commercialista: ma anche no”

  1. Questione assai problematica. Successe qualcosa di simile ad un mio amico che vinse per DUE volte il ricorso verso l'amministrazine tributaria, che si rifiutava di rimborsare un'imposta non dovuta (IRAP). Inutile dire che l'amico ancora aspetta i soldi dallo Stato, nonostante le due vittorie. Pare che funzionari continuino pervicacemente con le cause (anche quelle palesemente infondate) per due motivi: sperano nella desistenza del cittadino, causa timore dell'amministrazione o mancanza di voglia di sostenere una causa per anni. Secondariamente perché pare vengano valutati in base a quanto denaro riescano a portare a fine anno nelle casse dell'erario. Ma a prescindere dalle spese sostenute. Il che è palesemente assurdo.

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  2. Aggiungo: naturalmente l'Ufficio che perde mica paga lui, la parcella del commercialista che segue i ricorsi...

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  3. ciao Metilparaben,

    scusami, apprezzo molto quello che dici, ma volevo chiederti se per favore puoi rimuovere il commento scritto da me guidoeg il 27 dicembre 2007 5.12.00 sul sito:

    http://metilparaben.blogspot.com/2007/06/abusi-percentuali.html

    perché ho problemi con l'università e con il lavoro e con qualche autorità: ti prego di comprendermi

    ti chiedo scusa, non è vigliaccheria è solo che è immorale (non posso)

    ti ringrazio molto

    se vuoi, contattami alla email (ma per favore non desidero ricevere spam né troppe email né che finisca in giro)

    ciao!

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