Amici antiabortisti, mi rispondete o no?


Ieri ho scritto un post nel quale invitavo gli antiabortisti a declinare compiutamente il loro punto di vista, indicando con chiarezza quale fosse la loro proposta per renderlo effettivo.

In altre parole, dato per scontato che conosciamo la loro idea secondo la quale il feto è un essere umano e quindi l'aborto deve essere considerato un omicidio, ho posto loro una semplice domanda: cosa proponete, concretamente, per evitarlo?

In particolare: ritenete che debba essere introdotta una norma che costringa le donne a portare avanti la gravidanza (per tenere esse stesse il bambino o per darlo in adozione, questo non importa) e che il rispetto di tale norma debba essere garantito dall'intervento delle forze dell'ordine? E in caso contrario, qual è la vostra soluzione pratica per impedire che vengano compiuti degli aborti?

Ebbene, dopo una sessantina di commenti, nei quali è stato diffusamente ribadito che l'interruzione della gravidanza equivale a un crimine ed è stata ulteriormente approfondita la tematica relativa al feto, alla sua dignità e ad altri simili argomenti, una risposta alla mia semplice domanda non è arrivata.

Mentre inizia a venirmi il dubbio che quella risposta non la conosciate nemmeno voi, e che quindi le vostre elucubrazioni siano, come dire, politicamente monche (per non dire completamente prive di contenuto politico), vi invito ancora una volta a spiegare qua sotto cosa ritenete si debba fare, in pratica, per dare attuazione alle vostre convinzioni.

Senza ricominciare con le premesse, per carità, ché quelle le abbiamo capite.

Questo post è stato pubblicato il 20 ottobre 2009 in . Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

56 Responses to “Amici antiabortisti, mi rispondete o no?”

  1. Copypasto da facebook:

    "Io, in linea di massima, non sono molto favorevole all'aborto.
    Immagino che nessuno lo sia, ma le argomentazioni che si adducono a favore, come "il corpo è mio e lo gestisco io", mi fanno imbestialire. Lo zigote, l'embrione, il feto, il bambino, non sono il corpo della donna. Provatemi il contrario!
    Il mio disagio nei confronti dell'aborto si esprime essenzialmente nelle sue cause estetiche (nel senso più ampio possibile) ma riconosco che non sono le uniche e per questo non mi oppongo alla sua pratica.
    Quindi, riassumendo, si all'aborto ma che si faccia di tutto perché una donna non vi sia costretta dalle necessità socio-economiche."

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  2. Ok, grazie, questa è una versione della risposta: una versione che lascia in piedi la possibilità legale di abortire, introducendo o aumentando -se non ho capito male- il sostegno finanziario alle donne che rimangono incinte e che decidono di abortire per meri motivi economici.
    Quanto al resto, secondo gli antiabortisti va bene così com'è?

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  3. Temo che l'argomento abortista sia stato riassunto in modo molto efficace dal Cardinale Barragan. Dico "temo" perché si tratta di un argomento veramente esile. L'ho riassunto qui:

    http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/19/il-sillogismo-del-cardinale-barragan/

    Per il resto, ci sono le sparate di Gasparri sul fatto che l'efficacia di un farmaco vada decisa secondo il metodo della maggioranza:

    http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/19/il-sillogismo-del-cardinale-barragan/

    Aiuto.

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  4. La risposta è ovvia: solo la carcerazione può garantire la certezza che la gravidanza verrà portata a termine.
    (c'è del sarcasmo, qualora non si cogliesse...)

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  5. A una domanda del genere ti potrebbero rispondere: "E qual è la tua soluzione pratica per impedire che vengano compiuti degli omicidi? Legare tutti i cittadini di uno stato al letto?"

    Ma poi che senso ha questa discussione? Credo che in Italia abbiamo una delle migliori leggi sull'interruzione di gravidanza nel mondo. Secondo te no?

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  6. Caro Metil, purtroppo deve dire che la tua domanda, benchè lecita, non è ammissibile.
    Se si comincia davvero a discutere di aborto si arriva immancabilmente a dover affermare che, siccome non è possibile abortire, una donna DEVE ESSERE COSTRETTA CONTRA LA PROPRIA VOLONTA' a portare a termine una gravidanza e un parto. Come è possibile questo? Nello stesso modo in cui si costringono i matti a non suicidarsi. Camicia di forza e stanza imbottita, oppure minacce di ritorsioni penali nel perfetto stile da stato totalitario.

    Se ammetti questo ammetti che i cosiddetti diritti dell'uomo, donna nel caso specifico, non contano una funcia, sacrificati ad una ideologia perversa, che, memore di un glorioso passato non tanto lontano, potrebbe anche trovare eccitante l'inflizione di pene corporali a povere donne indifese.

    Siccome a dire questo si passa per mostri nazisti e siccome è facile che si sollevino antichi ricordi di persecuzioni, roghi, torture, garrotte e inquisizioni, è meglio straparlare di altro e non affrontare il problema. Ergo non rispondere.

    Come vedi, rispondere non è possibile a meno di finire a fare la figura dei coglioni.

    Ciao!

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  7. Max, non ci provare: la misura pratica contro l'omicidio è l'arresto e la condanna dell'assassino. Se vogliono arrestare e condannare le donne che abortiscono, non hanno dhe da dirlo.

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  8. Caro Riccardo, quando si sostiene una tesi e lo si fa in ambito politico, occorre saperla declinare con una proposta concreta, altrimenti diventa fuffa.
    Non è colpa mia se rispondere a questa domanda non è possibile: ciò, evidentemente, rivela che gli strepiti di costoro non possono avere alcuna conseguenza pratica, e quindi, per l'appunto, che essi dovrebbero smettere di strepitare.
    Tutto qua.

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  9. Ma guarda che in Italia non è illegale l'aborto.

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  10. Max, forse non mi sono spiegato: il mio post si rivolge a coloro che si oppongono all'aborto e vorrebbero proibirlo.

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  11. Filosofo indipendente20 ottobre 2009 14:59:00 CEST

    Esistono centinaia di organizzazioni no profit con il compito di assistere materialmente e psicologicamente le donne incinte almeno fino al parto, nel caso in cui ella sia decisa a rinunciare al bimbo, e anche oltre.
    Immagino che se tutte le donne conoscessero questa alternativa e se il numero di suddette organizzazioni aumentasse, l'aborto diverrebbe un estremo raggiunto solo in sporadici verificati casi patologici di rischio medico.

    Non credo che i pro-life pretendano di obbligare le donne, con la forza o altri metodi. Suppongo che, una volta predisposte tutte le alternative "pro-life" all'aborto questo diventi materialmente improponibile.

    Infondo per quale motivo una donna che ha la possibilità di mantenere anonimato, agiatezza economica e benessere fisico, nonché la possibilità di rifiutare il bambino continuando a vivere come se non fosse mai nato, dovrebbe abortire?

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  12. @Filosofo: e se una donna, nonostante l'aiuto e la possibilità di non curarsi del figlio una volta nato, per motivi suoi, non vuole portare avanti la gravidanza comunque? Perché, se non ci siamo capiti, di questo si parla: della volontà di una donna di proseguire una gravidanza o no. Ebbene, se nonostante tutti i rimedi che proponi, la donna continua a non volere?

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  13. Metil, questo si che significa perseveranza.
    Temo però che rimarrai deluso.
    È più facile che un cammello faccia quella stupidaggine che si dice nella Bibbia piuttosto che un antiabortista soddisfi la tua curiosità.

    GL

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  14. Mi ricordo la volta che posi un quesito simile sul forum CattoliciRomani. Era il tempo del clamore per il caso Englaro.

    Posi questa semplice domanda (vado a memoria), mi si scusi per la lunghezza:
    "Ipotizziamo che l'eutanasia, il rifiuto delle cure e/o dei trattamenti non sanitari salvavita siano vietati con apposita legge.
    Consideriamo il caso di una persona, nel pieno possesso delle sua capacità mentali e perfettamente in grado di intendere e di volere, capace di muoversi ma incapace di nutrirsi in modo naturale per via orale.
    Supponiamo che questa persona per sopravvivere debba essere nutrita tramite sondino naso-gastrico. Supponiamo anche che questa persona non voglia essere nutrita in tale modo. Cosa bisogna fare per applicare la suddetta legge? Applicare un sondino contro la volontà del paziente? E se questa persona, che lo ricordo, è in grado di muoversi, si strappa il sondino, cosa dobbiamo fare? Legarla al letto e applicarlo con la forza?"

    Ovviamente non ricevetti risposta se non farfugliamenti, risposte fuori contesto e giri in tondo.
    Ma la verità è che queste persone, se fosse solo per loro, legherebbero davvero ad un letto gli altri per questo motivo.
    Solo che in questo momento storico, in cui per forza di cose sono costretti a fingersi democratici, hanno remore ad ammetterlo.

    GL

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  15. Dal testo del Blog
    "Ebbene, dopo una sessantina di commenti, [...] una risposta alla mia semplice domanda non è arrivata."

    Metilparaben, 7
    "Max, non ci provare: la misura pratica contro l'omicidio è l'arresto e la condanna dell'assassino. Se vogliono arrestare e condannare le donne che abortiscono, non hanno dhe da dirlo."


    Metilparaben, Basta giri di parole: diciamocelo
    Voi cosa proponete, praticamente, di costringerla con i Carabinieri?

    B'Rat, Basta giri di parole: diciamocelo 8
    Ma scusate, non è semplice, se uno è convinto che l’aborto sia infanticidio come fa a dire “no”?

    B'Rat, Basta giri di parole: diciamocelo 38
    Come ho scritto nel mio primo commento, l'8, pensando al feto come vita umana non vedo come la risposta possa non essere si.

    Insomma, non è abbastanza chiaro?
    Mi pare che la definizione stessa di antiabortista venga usata apppunto per indicare coloro che vorrebbero che l'aborto fosse illegale. Possibilmente spero non per cattiveria, non perchè le donne siano cattive, assassine o cosa, ma per preservare quella che è considerata la vita del nascituro. Poi si suppone che la maggior parte degli antiabortisti per realismo politico si renda conto che l'obiettivo è, nel breve periodo, irrealizzabile, e che quindi per non limitarsi a manifestare la loro contrarietà ma per fare qualcosa di concreto si lancino nel richiedere e supportare iniziative ampiamente condivisibili quali a mio parere il sostegno alla maternità (per evitare gli aborti dovuti a condizioni socio-economiche, tenuto conto anche che bisognerebbe migliorare il tasso di natalità), l'ottenimento di maggiore efficienza nelle pratiche di adozione e l'educazione alla contraccezione (almeno per i non credenti).

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  16. La maggior parte degli antiabortisti si lancerebbero in iniziative volte a diffondere l'educazione alla contraccezione? Questa è bella...

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  17. Beh sarebbe bello la gente rispondesse: incentivare l'uso dle preservativo e dei metodi anticoncezionali!

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  18. Per Ibirro

    "Io, in linea di massima, non sono molto favorevole all'aborto.
    Immagino che nessuno lo sia, ma le argomentazioni che si adducono a favore, come "il corpo è mio e lo gestisco io", mi fanno imbestialire. Lo zigote, l'embrione, il feto, il bambino, non sono il corpo della donna. Provatemi il contrario!

    NO hai perfettamente ragione NON sono il corpo della donna.
    Ma la donna, madre per essere precisi, è in quel momento la persona più vicina ad esseo, la responsabile, volontaria o meno, di quella vita.
    Per cui penso abbia dei diritti.
    CHe poi la frase da te riportata NON posso essere la soluzione a tutto è ovvio, anche perchè pecca di saccenza.
    Però alla fine, se la decisione di interrompere la gravidanza, è presa riflettendoci bene e senza superficialità penso che sia diritto della donna interrompere senza neanche dover spiegare agli altri i suoi motivi.

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  19. Smettila con queste provocazioni, ché quelli là ci pensano un po' e si convincono veramente a usare i carabinieri.
    :-)

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  20. Ibirro: "le argomentazioni che si adducono a favore, come "il corpo è mio e lo gestisco io", mi fanno imbestialire. Lo zigote, l'embrione, il feto, il bambino, non sono il corpo della donna."

    Non sono un'incubatrice, suona meglio?

    Zigote, morula, blastocisti, embrione e feto non sono il corpo della donna, ma ci stanno DENTRO!
    E un uomo non ha la più remota idea di cosa questo comporti anche solo a livello fisico.

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  21. @ Rian Scotti:

    Copypasto un mio commento al post su facebook dove argomento meglio la mia posizione:

    "Lo so che il corpo di una donna viene trasformato con una gravidanza, purtroppo la natura vi ha fatto carico di questa grande responsabilità. Io credo che la vita sia una grande responsabilità e vada affrontata con coraggio (se mi conosceste a fondo direste "da quale pulpito?", vabbè, io ci provo) e che solo per gravi motivi vi si possa rinunciare.
    Il problema vero è: quali sono questi gravi motivi?
    I miei ragionamenti mi portano a concludere che questi gravi motivi siano di volta in volta plasmati dal contesto sociale.
    Esempio: scopro che il mio bambino è affetto dalla sindrome di Down. Che faccio?
    E' indubbio che una scoperta del genere cambierà totalmente la visione che una madre, una coppia, avrà della vita familiare. A causa delle patologie più o meno gravi che la sindrome comporta, la vita familiare sarà indubbiamente più difficile del normale. Questo è sufficiente per abortire? Alcuni dicono che lo fanno per non far soffrire il bambino. E' proprio così? Ho visto ragazzi con sindromi varie, alcune decisamente gravi, vivere comunque una vita felice ed appagante e che riempiva di gioia i suoi genitori.
    La mia posizione è: abortire è una decisione difficile e non mi oppongo. Che sia fatta però una seria campagna di prevenzione e sostegno economico e culturale alle famiglie o future tali. Così come prevede la nostra Costituzione tra l'altro."

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  22. @ Ela:

    Mi spiace dirtelo, ma tu sei un'incubatrice. E' una parte della tua natura. Le moderne tecniche anticoncezionali ti danno la possibilità di evitare quello spiacevole incidente che è la gravidanza. Nessuno ti vieta, almeno io non lo faccio, di usarli.
    Per il resto vedi il mio commento precedente.

    PS: è vero, io non potrò mai sperimentare la gravidanza, però ho vissuto da vicino quella di mia sorella. So quali siano tutti i suoi effetti.
    Se sono questi a spaventarti, allora rientri nella "mia" categoria degli "abortisti per estetica". Se non vuoi rinunciare alla linea, se non vuoi le smagliature, le nausee, i piedi gonfi, gli sbalzi d'umore, la vescica ultrasensibile, e se non ti piace la chimica, puoi sempre ricorrere alla chirurgia preventiva. Un bel taglio ed un piccolo nodo e il gioco è fatto.

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  23. Ibirro, devo sceglierlo io, se essere o meno un'incubatrice, non tu.

    e non parlo per motivi di estetica, parlo di un 30% di possibilità in più di avere il diabete, ad esempio, o di rimetterci un rene se sono già diabetica. Parlo di una ragazzina sedicenne che è stata stuprata, parlo di una donna che scopre di avere un bambino malforme dentro di sè, di donne che hanno un cancro e non possono sottoporsi alle cure perchè altrimenti danneggerebbero il feto.

    A queste domande, i pro-life non danno risposte, solo farfugliamenti.

    E non dirmi che sei stato vicino a tua sorella quando ha partorito: proprio volendo lasciarla terra-terra, sperimenta la sensazione di far passare un melone da un buco grande quanto un limone, e poi ne riparliamo, và...

    (metil, grazie per l'ospitalità. ripasserò da queste parti)

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  24. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  25. Ibirro, mi sembra tu abbia fatto un bel post.
    I motivi sono i più svariati, dal vero e proprio "non voglio avere un figlio" al "il bambino ha una grave malformazione congenita".
    Fra questi c'è anhce il bruttissimo
    "non ho i soldi per crescerlo" e in tal caso, in questi casi, dove lo stato può far qualcosa, bene lo stato DEVE fare qualcosa.
    Indubbiamente.
    Chiaro che c'è una componente egoistica nel non voler far nascere un figlio down, ma personalmente penso che una donna, una famiglia ne abbia tutto il diritto di scegliere se sobbarcasi il peso o meno.
    Poi magari sarà felice vero, ma il senno di poi non lo abbiamo, sarebbe troppo facile.

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  26. ho sempre pensato che l' aborto sia una soluzione estrema, ma che comunque deve essere tutelata come diritto delle donne che molto spesso vengono giudicate e condannate per scelte del genere. Concordo con Max sul fatto che abbiamo (ed è proprio vero) la migliore legge al mondo per quanto riguarda l' interruzzione di gravidanza e voglio ricordare anche l' episodio della signora che s'è vista arrivare i Carabinieri in ospedale qualche tempo fa perchè avevano ricevuto una soffiata anonima su un presunto aborto illegale.
    Detto questo, nonstante io non faccia assolutamente parte degli anti-abortisti, provo a dare una risposta alla tua domanda: L' unico modo possibile è usufruire dell' Arma dei Carabinieri che operi per bloccare il tentativo di aborto e metta la donna sotto sorveglianza fino alla fine della gravidanza.

    Questo sarebbe l' unico modo a parer mio, se si volesse proibire l' aborto. Ma dobbiamo renderci conto che questo ci riporterebbe alla situazione che c'era prima della 194 ovvero degli aborti clandestini, che impiegheremmo risorse delle forze dell' Ordine per mettere alla gogna delle donne come fossero delle moderne streghe da bruciare sul rogo e che non possiamo definirci uno Stato Democratico se invadiamo così facilmente i diritti altrui solo perchè si crede di aver sempre ragionre visto che lo dice la Chiesa. Cioè ci vorrebbe (molta) più coerenza e (molta) meno superficialità. Poi ovviamente ognuno ha il diritto sacrosanto di pensarla come vuole.

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  27. @ Sabina:

    Non mi sembrava di aver messo in dubbio la salvaguardia della salute della madre. Rileggi meglio tutti i miei commenti :)

    Per quanto riguarda il discorso terra-terra: immagino che tu parli per esperienza diretta.
    Io, quella medesima sofferenza, non l'ho patita (altre simili, seppur di minor durata, si) ma ho sentito tutte le urla di mia sorella e, credimi, avrei voluto aiutarla in qualche modo.
    A proposito del dolore, una neo-mamma mi ha raccontato che il suo travaglio è stato brevissimo e quasi del tutto indolore. Sono rimasto stupefatto.
    Questo per dirti che anche il dolore fisico non è una costante.
    E comunque, volendo, si può ricorrere all'epidurale (altra cosa che io mai farei per il mio terrore degli aghi).

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  28. "Chiaro che c'è una componente egoistica nel non voler far nascere un figlio down"

    Io sarei più prudente, dott. Scotti, e opterei per una sospensione del giudizio, visto che si tratta di scelte di coscienza e non si può determinare con tale disinvoltura cosa passa nella testa delle persone.
    Perché, se per caso non le fosse chiaro il motivo, potrei portare l'esempio (toccato con mano) di una coppia di genitori credenti e devotissimi che decidono di far nascere una figlia, pur sapendo che è affetta da gravissime menomazioni. Risultato: il soggetto è spastico, con un ritardo mentale estremo (non si capisce neppure se sa di esistere), sempre sdraiata oppure legata su di una sedia a rotelle, periodicamente ricoverata o per problemi congeniti agli organi interni o per i danni derivanti dalla naturale - in quella condizione - osteoporosi che la rende fragilissima.
    Ora, visto che la scelta di concludere la gestazione è stata sicuramente spinta da (opinabili) motivi religiosi, cosa ne pensa se io affermassi categoricamente che quella povera creatura sta passando quello che sta passando per un atto egoistico, che le ha conferito il ruolo di strumento per la salvezza dell'anima, a costo di continue e inevitabili sofferenze?

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  29. Rispondo ovviamente a nome mio, non rappresento nessuno.
    La mia risposta è che, per legge, non si può obbligare la donna nè ad abortire nè a portare a termine la gravidanza, si deve lasciare decidere a lei stessa.

    Si deve però certamente e sempre informare la stessa donna che esiste l'istituto del mancato riconoscimento del nascituro, cioè si può portare a termine la gravidanza, partorire, non riconoscere il figlio e quindi lasciare l'ospedale senza conseguenza alcuna, il figlio verrà posto in adozione.

    A monte va rafforzata l'educazione sessuale, che deve essere obbligatoria e sufficentemente approfondita. L'educazione rimane sempre e comunque il miglior mezzo di prevenzione. Dall'altro lato, senza bigottismi, vanno abbassati i prezzi dei preservativi e va introdotta la distribuzione gratuita nelle discoteche e nelle scuole, il costo sociale sarebbe comunque molto minore di quello derivante da gravidanze indesiderate.
    Tutto qua. Solo che il problema rimane per le fasce povere e per la gran percentuale degli immigrati che hanno culture differenti, e particolarmente per quelle in cui la donna è sottomessa. In questi casi la cultura e l'educazione rimangono i soli strumenti utili, ma ovviamente i tempi per vedere i risultati si allungano di molto.

    Ergo, non esiste alcuna soluzione matematica e risolutiva.

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  30. Ibirro: no, non sono affatto un'incubatrice (macchinario). Sono un essere senziente col diritto di decidere cosa essere e quando.

    "ho vissuto da vicino quella di mia sorella"

    Da vicino nel senso di vicino a tavola, si? Perchè dalla tua risposta pare che tu non ne abbia comunque capito un gran che, di problematiche fisiche della gravidanza.

    (iperemesi, diabete, Colestasi, pre-eclampsia... parole astruse I suppose)

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  31. @ Ela:

    Lo ammetto, ho dovuto cercare su wikipedia tutti i termini da te riportati meno uno. Grazie al tuo stimolo sono un po' più acculturato di prima :)

    Per ringraziarti t'invito a leggere meglio tutti i miei post precedenti, dalla prima all'ultima riga. Se non conosci qualche termine puoi sempre farti aiutare da qualcuno oppure consultare vari dizionari ed enciclopedie gratuite online.
    Prova, è facile e divertente ;)

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  32. @ Metil

    Proviamo a riformulare la provocazione di Max in questo modo:
    Un sequestratore tiene in pugno un reparto maternità minacciando di uccidere un neonato prematuro che lotta tra la vita e la morte in un'incubatrice.
    A parte ascoltarlo, capire cosa vuole, cercare di convincerlo, se questo si accinge ad affondare il coltello, tu cosa proponi?

    Poi, se vuoi, facciamo tutta la filosofia che vuoi, ma mi pare che non fosse quello che chiedevi; tu chiedevi una risposta ad una domanda difficile; prova tu, ma ricordati nel rispondere che hai concesso che ti diano una risposta senza venir meno alla loro convinzione che l'embrione ed il feto siano persona, e quindi devi dare una risposta che non faccia differenza tra embrione, feto e prematuro.

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  33. @Ugolino: non vedo come il tuo giochino abbia a che fare con l'argomento di questo post.
    Paragonare un pazzo che irrompe in un reparto di maternità con una donna che non se la sente di portare avanti una gravidanza, ne converrai, è un po' una forzatura...

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  34. ... però non hai risposto.

    Fai lo sforzo, magari ne viene qualcosa di buono. Oppure, lascia perdere: avremo probabilmente altre occasioni di parlarne, tanto ho l'impressione che il tema rimarrà attuale per molto tempo ancora.

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  35. Ibirro: li ho letti, e non mi è servita neanche la garzanti... miracolo!

    Ciò non toglie che sei stato tu a replicare al mio "punto di vista fisico" con "abortista estetica"... semplificando così in maniera veramente puerile (e offensiva dell'intelligenza) l'implicazione del lato fisico di una gravidanza. E lì mi son girate le tube...

    Visto che sai usare wiki, oltretutto, ti consiglio di usarla per ampliare quel poco che sai sull'epidurale. Perchè "E comunque, volendo, si può ricorrere all'epidurale" è una frase ad effetto che non tiene conto di tutte le rogne attinenti all'epidurale (o peridurale) in italia.

    Non è gratuita su tutto il territorio (e dove costa, arriva anche a 800 euro), non è garantita 24/24h o 7/7g, non tutti i soggetti la possono ottenere (per patologie proprie o motivi dovuti alla tempistica del travaglio), non su tutti ha il medesimo effetto e durata, ed è anche avversata da una certa fetta di operatori sanitari.
    Anche se uno la vuole, quindi, riuscire ad averla non è semplice come chiedere del paracetamolo...

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  36. Provo a rispondere per gli antiabortisti, altrimenti ci facciamo vecchi prima di risolvere questo problema:

    come fai ad impedire ad una donna di abortire dopo il 3° mese?
    Gli metti il chip? Le affianchi un carabiniere? Non succede nulla di tutto ciò, però è vietato e nessuno si lamenta (a parte chi vorrebbe leggi più restrittive). E badate bene: non sono molte le donne che ancora al 5° mese sono appariscenti, per cui una volta fatto danno nell'occhio.
    Semplicemente esiste la legge, i medici cercano di rispettarla e la mutua passa solo aborti legali.
    E' chiaro che vietando in toto l'aborto il ricorso alla clandestinità salirebbe comunque, ma sarebbe già il suo divieto un deterrente: togli la mutua che paga, gli ospedali che eseguono, i consultori che ti assistono e hai condannato a nascere un bel po' di creature.
    Poi resta sempre il reato fisiologico, come per tutti i reati. Ma sicuramente Google inventerà qualche plugin per Earth per tracciare le donne incinte: si usa per la lotta contro l'abusivismo, si userà contro l'aborto.
    Se poi è vero che da quando è stato legalizzato gli aborti sono diminuiti per numero allora fai così: vieti per legge l'aborto, poi lo depenalizzi completamente, poi i medici appendono fuori la porta dell'ospedale i cartelli con scritto 'i medici di questo ospedale non denunciano le donne che abortiscono'e a quel punto fai contenti tutti: quelli che vogliono il divieto di aborto e quelli che ti mostrano le cifre che ci sono meno aborti da quando è legale: come si dice in inglese è un win/win.

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  37. Coercizione della donna...ma non hanno le palle per dirlo.

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  38. @ Ela:

    Perché ribatti solo alcuni miei punti ed eviti totalmente di darmi atto che io non sono un antiabortista?
    Mi sembra di aver espresso molto chiaramente che tra l'aborto illegale e quello legale preferisco quest'ultimo, anche se permette di abortire anche a quelle donne che lo fanno solo per "estetica". E per estetica non intendo solo la conservazione della bellezza fisica, ma anche dello stile di vita.
    Se alcune donne vogliono abortire per poter fare il calendario, non posso farci nulla (e mai lo farei). Posso esprimere però il mio disagio per questa scelta?

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  39. "Chiaro che c'è una componente egoistica nel non voler far nascere un figlio down"

    Hai ragione dovevo metterci ANCHE.

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  40. Ho detto "down" poi per far eun esempio va bene qualsiasi tipo di deformazioni fisiche e/o mentali.

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  41. La questione egoismo è alquanto vaga...
    Perché dovrebbe essere più egoista non volere un figlio che volerne uno? Per propagare la specie??? Davvero generoso!

    Come se non ci fosse gente che fa figli solo per sport, per tenersi un uomo, per paura di non poterne avere più in là con gli anni, perché "bisogna", per sbaglio e altre idiozie simili...

    I veri non egoisti son quelli che rinunciano a intasare il pianeta anche con la loro prole, come se non bastasse tutta quella che già c'è, spesso malcurata, maltrattata, abbandonata...

    Nessuno ha il benché minimo interesse nella "vita" degli embrioni, e chiunque sostenga il contrario è un ipocrita. Si sa bene qual è la cosa che veramente importa...

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  42. io non sono un antiabortista nel senso rabbioso che sembrate intendere voi (non manifesto, non voglio mettere nessuno sotto tutela né costringerlo a fare niente), ma di certo non sono favorevole all'aborto e trovo ipocrita la legge attuale nel suo fissare il limite per l'interruzione al terzo mese.

    Ciò nonostante, alla tua domanda "ritenete che debba essere introdotta una norma che costringe etc." rispondo: no.

    Perché, in assenza di dati contrari, credo a quelli che provano un legame tra la legalizzazione dell'aborto e la riduzione del numero di aborti praticati.

    Quindi, se è questo il modo per avere nel complesso il minor numero di aborti, lo accetto, così come se fossi costretto a scegliere tra due sole opzioni che comportano la morte di 100 e 150 persone sceglierei la prima, senza per questo esserne felice e continuando a nutrire un malessere di fondo per la grave imperfezione di ognuna delle scelte che mi si pongono di fronte.

    Aggiungo che, come detto da altri, senz'altro vorrei che fosse resa più efficiente, rapida e indolore possibile la pratica di dare il figlio in adozione e che tale opzione fosse sistematicamente proposta alle donne che pensano di abortire.

    Dopo le risposte, ho io una domanda: se una persona prende a calci in pancia una donna incinta di due mesi (sapendo che lo è), è un aggravante rispetto al prendere a calci una donna non incinta? Se sì, perché?

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  43. Mhhh, per la terza volta in tre giorni mi ritrovo a fare sempre la stessa domanda di neurologia.

    Leo, ti sei mai chiesto perchè generalmente, e non solo in Italia, la possibilita' dell'interruzione varia dalle 12 alle 14 settimane?

    Qual'è il nesso neurologico che permette di stabilire tale tempo?

    Qual'è l'indice sensoriale fisiologico?

    Inoltre avevo fatto notare come in Brasile l'aborto è ancora illegale. Risultato, una bambina di 9 anni stuprata qualche mese fa dal padre diventerà mamma di due gemelli. Certo, è un caso estremo, ma in Italia gli assistenti sociali la avrebbero fatto abortire senza indugio. COmpresi quelli che hanno un animo cattolico.

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  44. Leo la risposta alla domanda la trovi nel seguente link:

    http://www.ordet.it/ius/lesioni.htm

    La donna incinta ha fisiologicamente dei cambiamenti che la rendono piu' vulnerabile, secondo il giudizio del legislatore. Ecco perchè ne deriva un'aggravante. Ma questo non sposta di una virgola il suo diritto di disporre del suo corpo come desidera entro i termini di legge prefissati.

    PS: TI sei giocato male la carta del diritto penale, passa la mano.........

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  45. Giacinto,

    io non mi sono giocato alcunché: non era una carta, non era un trabocchetto, non era nient'altro che una domanda, alla cui risposta sono interessato, perché forse (non sono mica sicuro, eh, potrebbe anche essere una domanda sballata) mi aiuterebbe a capire. Davvero Non capisco tutto questo astio, perché deve sempre essere una sfida e non un semplice confronto dialettico. Boh.

    Detto questo: nel link che mi hai girato (grazie), io non trovo risposte alla mia domanda. Suppongo che tu ti riferisca al punto 5 in cima al testo "lesione gravissima [...] se dal fatto deriva l'aborto della persona offesa", ma questo non risponde alla mia domanda. Perché è gravissimo procurare un aborto a una donna incinta di due mesi? Chiarisco: gli altri 4 punti del tuo link riguardano lesioni fisiche gravi e permanenti. Immagino che un aborto procurato possa ledere la futura capacità della donna di fare un altro figlio e, in quest'ottica, in effetti capisco l'equiparazione con gli altri punti. Ma se dopo il fatto la donna fosse in grado di restare nuovamente incinta, perché la cosa dovrebbe essere considerata un aggravante rispetto al romperle una gamba o procurarle qualunque altro danno da cui si può guarire?
    Intendiamoci: io penso che sia un aggravante, ma penso che lo sia proprio perché lì dentro non c'era un organo qualsiasi, ma un altro essere vivente. Viceversa, se la donna può disporre come vuole del feto, questo mi farebbe pensare che, moralmente e giuridicamente, lo si debba equiparare a un qualunque altro organo del corpo. O no? E se no, perchè no?
    (anche queste sono domande "pure", non trabocchetti :-)

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  46. Per quanto riguarda le 12-14 settimane: ho già letto qui e altrove considerazioni sullo sviluppo del sistema nervoso e delle percezioni.

    Ma chi l'ha deciso che siano questi i parametri che contano, scusa? Sono decisivi *secondo te* ma spero che ne converrai che derivano da una scelta, che in quanto tale è opinabile come tutte le scelte.

    Non so se hai figli (ti auguro di sì, è bellissimo!). Io ne ho uno. Per me mio figlio ha iniziato a essere tale non quando ha sviluppato un sistema nervoso o è stato in grado di percepire chissà cosa. Dal primo momento in cui l'ecografia ha identificato quel puntino di tre millimetri, quello per noi era già nostro figlio. Se fosse già in grado di sentire o percepire non lo so e non mi interessa assolutamente.

    Personalmente, vedo solo due punti discriminanti:
    1) il momento in cui si perde la "possibilità di percorrere più strade" (perdona la non scientificità della definizione, non conosco i termini giusti e nonn ne voglio usare a sproposito). Intendo dire il momento in cui l'ammasseo di cellule diventa univocamente, senza possibilità di essere altro, ciò che, se sviluppato, diventerà la tale persona e nessun altro. Chiaramente questo non si applica all'ovulo né allo spermatozoo (ragion per cui trovo fuori luogo tutti gli umorismi sul vietare le seghe e simili), ma a un certo punto accade. Quando accade esattamente non lo so (se lo sai mi piacerebbe saperlo, ovviamente) ma quello per me è inequivocabilmente il momento di inizio di una vita, e non ci sono discorsi che si possano fare sullo sviluppo di nervi, organi o altri che mi possano convincere del contrario.

    2) L'altro momento discriminante è ovviamente quello della nascita. Fintanto che l'embrione/feto sta all'interno della madre, anche se non li condivido del tutto capisco i discorsi riguardanti l'autodeterminazione della donna.

    Tutti gli altri momenti intermedi sono per me soltanto delle normali tappe dello sviluppo del nascituro, che non capisco come possano essere elevate a momento discriminante per stabilire se è ancora possibile o no terminarne l'esistenza.

    ciao

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  47. ecco cosa farebbero gli antiabortisti se fossero loro a decidere: http://www.uaar.it/news/2009/07/29/nicaragua-criminalizzazione-aborto-effetti-scioccanti/

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  48. Alcuni dicono che abortire non è un omicidio perché il fatto non sussiste. Altri dicono che uno zigote (ovulo appena fecondato) è già un bambino titolare di diritti individuali inviolabili.
    Che accade allora se una donna gravida alla 10ma/20ma/30ma settimana viene percossa ed abortisce? è omicidio (del nascituro) o solo aggressione aggravata? conta qualcosa la volontà della gestante sulla continuazione della gravidanza? e i limiti di legge sull'IVG?

    Ci sono stati casi di bambini sopravvissuti all'aborto terapeutico. Come funzione? finché si trovano nell'utero non è omicidio ma dopo si?

    Premettendo che ho già espresso il mio parere favorevole sull'aborto, a mio giudizio, l'aborto, entro certi parametri di legge, è un omicidio depenalizzato.

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  49. Ma chi l'ha deciso che siano questi i parametri che contano, scusa?

    La scienza medica. Chiaro che è arbitrario ma è un paletto fondato su un indice sensoriale.Apri un buon libro di tanto in tanto.

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  50. giacinto: ma vattene affanculo, di tanto in tanto (o anche più spesso, se ti va).

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  51. grazie grazie Leo.
    Questa è la reale consistenza degli argomenti da te riportati.

    CHi non sa come rispondere si altera e inveisce. Hai fatto un sermone simil-filosofico all'inizio rovinato da una caduta di stile del tuo dialogo.
    Adios.

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  52. e certo, perché la caduta di stile sono le parolacce (uuuh! che scandalo) mentre porsi come detentore unico delle conoscenze in materia di diritto penale, scienza medica e buona letteratura invece sarebbe un indice della consistenza dei tuoi argomenti?

    Essere il primo a buttarla in vacca e poi "scandalizzarsi" se qualcuno ti risponde a tono ti rende perfetto per l'Italia attuale, quasi quasi ti invidio (ma anche no).

    RispondiElimina
  53. Le buone argomentazioni derivano da buone conoscenze. Se tu non ne haio che colpa ne hanno gli altri?

    Adios e studia,ma tanto e tanto assai.........

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  54. io l'ho capita così:

    1) il sesso lo si deve fare solo nell'ambito del matrimonio;
    2) il figlio è un dono di dio;
    3) te lo tieni.

    qualsiasi punto diverso dal punto 1) implica che hai commesso peccato,
    di conseguenza non devi aggravare la tua situazione già grave con un aborto.

    al fatto che la realtà degli esseri umani è diversa dal dogma religioso il dogma medesimo non può opporre altra risposta che l'obbligo di attenersi al dogma,

    in fondo è la differenza che passa tra uno stato laico,
    che cerca di capire la realtà ed aprirsi alla molteplicità umana,
    e lo stato teocratico.

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  55. La faccenda è molto semplice: poichè considero l'aborto un omicidio (questo tema non va approfondito in quanto non risponde alla domanda posta da metilparaben) ritengo che l'aborto debba essere illegale, così come, appunto, è illegale l'omicidio. In sostanza l'aborto dovrebbe essere un reato e chi commette un reato deve essere sanzionato. Nessuno pensa che proibendo l'aborto esso cesserà di esistere. Probabilmente si farebbe ricorso all'aborto clandestino (fenomeno che andrebbe combattuto con le sanzioni nonchè con forme di controllo idonee). Il filosofo Bobbio aveva fatto un esempio: gli aborti esisteranno sempre? anche i furti esisteranno sempre, ma questa non è una buona ragione per legalizzare il furto. Trovo assurdo pensare che l'impossibilità di debellare un male debba portare alla sua legalizzazione.... Per stabilire se l'aborto va legalizzato o meno occorre chiedersi soltanto se la libertà di scelta della donna debba prevalere sul diritto alla vita del nascituro. A mio parere questa è l'unica cosa che conta. Ovviamente per ridurre il numero degli aborti occorrerebbe insegnare nelle scuole che la sessualità non deve essere vissuta con leggerezza: l'educazione e l'informazione possono essere molto importanti.

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