Il carcere eventualmente, la gogna mai


Io non lo so, se Alberto Stasi sia colpevole o innocente: e in genere non sono nemmeno uno di quelli che in queste vicende sente il bisogno di schierarsi dalla parte dei colpevolisti o da quella degli innocentisti.

Ma supponete che alla fine della fiera venga dimostrato, come mi pare sia possibile, che Alberto Stasi non abbia ammazzato la fidanzata: ecco, a voi pare giusto che nel frattempo la sua faccia sia stata sbattuta per tutto questo tempo sulle prime pagine dei giornali?

Vi pare decente, dico, che tutti conoscano per filo e per segno le sue faccende private, le sue abitudini, ivi comprese quelle che riguardano la sfera sessuale (guardava film porno, Alberto Stasi, e adesso lo sanno tutti, e qualcuno si indigna come se fosse stato l'unico in Italia, e intanto YouPorn ha qualche milione di accessi al giorno) e che per qualunque altro cittadino restano giustamente confinate per tutta la vita nella sfera intima?

Semplificando, mi augurerei che Stasi sia colpevole: così, almeno, non si sarebbe procurato un danno tanto grave a un tizio che non ha fatto niente di male.

Se mettiamo da parte le semplificazioni, però (e a volte è importante, sapete, essere capaci di metterle via), debbo confessarvi che anche in quel caso mi sentirei parecchio a disagio.

In un paese civile la pena per l'omicidio è il carcere, non la gogna.

Temo che da queste parti si tenda a dimenticarlo un po' troppo spesso.

Questo post è stato pubblicato il 11 ottobre 2009 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

9 Responses to “Il carcere eventualmente, la gogna mai”

  1. So di fare un discorso utopistico, ma secondo me la cronaca nera ha un senso giornalistico e un'utilità umana solo in due forme:
    - statistiche delle principali tipologie di crimini (come magari esemplificazioni anonime) a scopo conoscitivo
    - riletture approfondite di crimini già passati in giudicato (come quelle fatte da un Truman Capote o da un Ennio Flaiano).

    Così è agghiacciante.

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  2. Nel secondo paragrafo hai scritto "Alberto Poggi" anziché "Alberto Stasi".
    :)

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  3. Per quel che può contare il mio pensiero, in Italia gli organi di stampa sono a livelli vergognosi, trattano gli omicidi come il gossip, il calcio come la cronaca e la politica ... lasciamo perdere.

    Neanch'io sento di voler far parte dei colpevolisti (cosiddetti "giustizialisti", come se questa parola avesse davvero un senso) o innocentisti. La cosa è semplice: se è innocente, non deve nulla a nessuno e si tratterà dell'ennesimo sopruso che nessuno risarcirà.

    Ma anche se fosse colpevole, nessuno ha il diritto di fargli quel che gli stanno facendo. Tanto meno certi finti-giornalisti...

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  4. Questo tipo di informazione è un arma di distrazione di massa che il potere usa su popolazioni che neppure lo comprendono.
    Le persone sono cosi impegnate a dare opinioni su questi casi... un po come con il calcio.
    In una societa' sempre meno libera i giro limoni si moltiplicheranno sempre piu,è inevitabile.
    Mirko

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  5. A Gravina di Puglia due bambini sono morti perché polizia, inquirenti, stampa e cittadini si sono messi a giocare al tenente Colombo piuttosto che fare la cosa più semplice, cercarli.

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  6. Per la precisione, Stasi aveva anche immagini pedopornografiche sul pc; non dovrebbero contestargliele come reato? I giornali lo dicono come se gli avessero trovato in tasca la collezione di figurine Panini.

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  7. Il processo a Stasi per detenzione di materiale pedopornografico verrà celebrato a parte.Infatti ha avuto due rinvii a giudizio.La stampa segue la cronaca nera da sempre, come da sempre ci sono stati casi giudiziari famosi che hanno appassionato l'opinione pubblica, per la loro difficoltà di soluzione.Poi ci sono i giornalisti che ne approfittano, e magari ci fanno anche un libro sopra (vedi la Sarzanini con Perugia).Il problema è che poi questi giornalisti diventano dei guru della cronaca, e si permettono di dare giudizi definitivi anche su casi che non conoscono affatto, perchè ormai si sono conquistati la patente di esperti.Riguardo alla gogna, direi che è ingiusto che ci sia solo per qualcuno.Infatti troverete spesso nei casi di pedofilia della chiesa, che di molti preti non si fa il nome.Ma a volte il nome non si fa neppure quando ci sono insegnanti o bidelli coinvolti in casi di pedofilia.Chiedere comunque che in casi eclatanti non venga menzionato il nome della persona rinviata a giudizio, lo trovo un po' assurdo.Si potrebbero divulgare meno particolari della vita privata, anche per tutelare la vittima, questo sì.Infine, in presenza di accuse infondate, ingiusta detenzione, ecc. si può chiedere un risarcimento.Naturalmente, questo non restituirà mai a Stasi, o ad altri, la loro vita precedente.

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  8. "In un paese civile la pena per l'omicidio è il carcere, non la gogna" è una affermazione verissima, sacrosanta.

    però non dovrebbe valere soltanto per Stasi e i sospettati di omicidio, no? non si dovrebbe applicare anche a tutti i reati e tutti i sospettati?

    compresi, ad esempio, i parlamentari?

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