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MAGI: DOMANI, MARTEDÌ 21 MAGGIO, DAREMO ALLA STAMPA I RISULTATI DEL TEST ANTIDROGA DI ALEMANNO

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Comunicato di Riccardo Magi, Radicali, Candidato nella Lista Civica Marino Sindaco.

Il sindaco Gianni Alemanno e alcuni candidati nella lista civica che lo sostiene hanno effettuato nelle settimane scorse il test antidoping, affermando - con grande riscontro di stampa - quanto un test del genere risulti importate per determinare un buon amministratore.
Mentre i risultati di quel test per tutti i suoi 48 candidati ancora si attendendo, come candidati Radicali in queste elezioni amministrative, pensiamo sia importante rendere noto alla stampa i risultati antidroga del Sindaco.
Durante la conferenza stampa presso il gazebo radicale allestito in Largo di Torre Argentina consegneremo anche le nostre ciocche di capelli e quelle di altri cittadini romani di diverse professioni e impieghi lavorativi, rappresentativi della popolazione romana.

APPUNTAMENTO PER LA STAMPA MARTEDÌ 21 MAGGIO ALLE ORE 11,30 PRESSO IL GAZEBO RADICALE ALLESTITO IN LARGO DI TORRE ARGENTINA.

ATTENZIONE: IN CASO DI PIOGGIA LA CONFERENZA STAMPA SI SVOLGERA' PRESSO LA SEDE DEL PARTITO RADICALE IN VIA DI TORRE ARGENTINA 76 - INFO:3338042937

Vi piace, 'sta roba?

10 Commenti »

Vi piace, 'sta roba? No?
Invece mi sa di sì. Mi sa che vi piace un sacco.
Perché siccome è fin troppo facile capire che 'sta roba è la conseguenza diretta del proibizionismo che continuate a brandire come un fucile a canne mozze, se non vi piacesse fareste retromarcia e vi dareste da fare per sottrarre il monopolio della droga ai delinquenti.
Invece no. Invece voi ipotizzate. Immaginate. Supponete.
Vi baloccate dalla mattina alla sera coi vostri ragionamenti di lana caprina: giocando a indovinare che se le droghe fossero legali i tossicodipendenti aumenterebbero, gingillandovi con l'idea che uno Stato che lucra sugli stupefacenti non è "etico", desumendo dalle vostre premesse malferme conseguenze conclusive, sistematicamente smentite dalla prova dei fatti.
E così facendo 'sta roba, che vi piaccia o no, la perpetuate.

Devo rendere una confessione

12 Commenti »

-E' permesso?
Il tizio apparso sulla porta era piuttosto elegante: gessato, scarpe lucide, ventiquattrore in mano. Sui quaranta, pensò il sovrintentendente Gessetti. Probabilmente un avvocato, o qualcosa del genere.
-Prego, si accomodi. Deve sporgere una denuncia?
-Sì.
Il sovrintendente fece un cenno di assenso con la testa, avviò la videoscrittura sul vecchio pc e cliccò un paio di volte sul mouse.
-Allora, di che si tratta?
L'uomo sorrise, aprì la ventiquattrore, ne tirò fuori un pacchetto confezionato col cellofan e tenuto chiuso da un pezzo di scotch, lo porse al poliziotto.
-Si tratta di questo.
Gessetti prese in mano il pacchetto e sentì che conteneva qualcosa di morbido.
-Apra, apra pure.
Il poliziotto era perplesso. Prese lo scotch tra le unghie del pollice e del medio, iniziò a tirarlo via e percepì distrattamente uno strano vociare nella sala d'attesa. Poi il pacchetto gli si aprì sulla scrivania, lasciando cadere alcune foglioline secche.
-Abbia pazienza, ma questa...
-...è marijuana.
L'uomo sorrideva ancora. Il sovrintendente lo guardò con aria interdetta.
-Sa che adesso...
-...mi deve arrestare? Certo. Sono qua apposta.
Il brusio nella sala d'attesa si era fatto più forte. Il sovrintendente distolse lo sguardo dall'uomo che gli era seduto davanti e vide passare la sua collega davanti alla porta.
-Che succede là fuori?
La donna aveva uno sguardo strano. Disse qualcosa di incomprensibile e poi sparì nel corridoio. Il poliziotto tornò a guardare l'uomo e notò che era ancora più sorridente di prima.
-Insomma, le si sta...
-...costituendo. Si dice così, no?
Gessetti sospirò. Ce n'erano di matti, in giro.
-Dovrò chiamare l'ispettore.
Prese il telefono e compose il numero dell'interno. Il brusio nella sala d'attesa era diventato così forte che per sentire la voce dall'altra parte del telefono dovette tapparsi l'orecchio libero con due dita.
-Ispettore, qua c'è uno che... Come dice? Centinaia di persone? Dove, qua fuori? Ma come... Certo, un'emergenza, senza dubbio... Va bene, va bene... Ok, intanto questo però... Sì, chiamo casa e dico che non torno...
Posò la cornetta, si alzò in piedi e cacciò un urlo.
-Bitossi, Grandi, venite qua!
I due colleghi apparvero sulla soglia della porta. Avevano l'aria stravolta.
-Guarda Gesse' che qua...
-...so tutto, so tutto. Intanto portatevi il signore, identificatelo e arrestatelo. Io vado avanti con gli altri.
-Ma poi...
-...poi niente. Forza, sennò qua non si finisce più.
I due poliziotti fecero cenno all'uomo di alzarsi e di seguirli. Appena furono usciti Gessetti ricominciò ad armeggiare col computer: gli si era accesa in testa una lampadina inquietante. Si collegò a internet, aprì la homepage delle notizie e restò a bocca spalancata: si stavano costituendo tutti insieme, in tutto il paese. Code chilometriche davanti ai commissariati e alle caserme dei carabinieri. Protezione civile allertata. Già sequestrati quintali di marijuana. Ed erano solo le nove e mezza del mattino.
-Gessetti? Ehi, Gessetti!
Era la collega di prima che si era affacciata dalla porta.
-Dimmi...
-Hai visto che...
-... ho visto.
-Ne faccio passare un altro?
-Sì, ma dammi due minuti prima, ok?
Il sovrintendente restò seduto alla scrivania, immobile. Provò a fare un paio di calcoli mentali. Migliaia di persone. Centinaia di migliaia. Forse milioni. Medici, operai, avvocati, ferrovieri, impiegati pubblici, insegnanti. Ebbe una vertigine. Il paese paralizzato. Centri di raccolta e smistamento. Treni speciali. Stato d'emergenza nazionale,
-Gesse', qua c'è una bolgia, faccio entrare il prossimo o no?
Il sovrintendente non rispose. Guardava dritto davanti a sé. Poi si scosse, deglutì, prese in mano il telefono, compose di nuovo l'interno di prima.
-Ispettore? Sì, Gessetti. Posso passare un secondo da lei? Devo rendere una confessione.

L'etica differenziata dello stato italiano

20 Commenti »

Poi uno va a comprarsi le sigarette e si accorge che è diventato normale mettersi in coda alla cassa perchè davanti a lui ci sono quattro o cinque persone che grattano compulsivamente dei bigliettini di carta nell'illusione di portarsi a casa il gruzzolo che consentirebbe loro di cambiare vita.
E allora riflette, quello che era andato a comprarsi le sigarette, sul fatto che lo stato prima lucra allegramente sul fumo e sul gioco d'azzardo, e poi vorrebbe darci a bere che non sarebbe etico guadagnare sulla prostituzione e sulla droga: ragion per cui, in modo molto etico, delega la gestione di tali attività alla malavita organizzata.
Poi, curiosamente, c'è chi si lamenta del fatto che qualcuno, ad uno stato del genere, finisce per non credere più.

I cervelloni che si bloccano sulla marijuana

9 Commenti »

Voi che ne direste se oltre a reperire una certa quantità di fondi da destinare alla scuola aumentando la tassazione sulle lotterie se ne trovassero altrettanti alzando le imposte sulle droghe leggere?
Certo, prima bisognerebbe legalizzarle, le droghe leggere: con ciò rinunciando a considerare i loro consumatori una massa di delinquenti -perché con ogni evidenza non lo sono-, ammettendo che il loro effetto sulla salute non è più nocivo di quello prodotto da altre sostanze perfettamente legali, prendendo atto che lo stato tollera di guadagnare su forme di dipendenza -vedasi gioco d'azzardo, tanto per restare in tema- assai più drammatiche, sottraendo il monopolio del loro commercio alla malavita e incrementando considerevolmente il gettito fiscale.
Basterebbe, insomma, un minimo -ma proprio un minimo- di ragionevolezza e il gioco sarebbe fatto.
Che ne dite, governo di cervelloni: siete in grado di fare un ragionamento facile come questo, oppure quando si parla di marijuana vi si bloccano le sinapsi?

Legalizzare la droga, proibire gli allevamenti intensivi

43 Commenti »

Non mangio carne da qualche mese, se si eccettuano le pochissime occasioni in cui mi capita a tiro qualcosa di allevato in modo tradizionale.
Non lo faccio perché l'allevamento intensivo, oltre ad essere mostruoso in relazione al trattamento che subiscono gli animali, non è minimamente sostenibile sul piano ambientale; e in più perché migliaia di studi scientifici dimostrano, al di là di ogni ragionevole dubbio, che consumare carne -e a maggior ragione quel tipo di carne- due o tre volte la settimana non solo non serve, ma è addirittura nocivo.
Così, invece di spendere cento euro al mese di carne comprandola tutti i giorni al supermercato, me li gioco in un colpo solo quando mi capita, mangiando carne biologica una volta ogni cinque o sei settimane.
Chi si comporta diversamente, ostinandosi a foraggiare gli allevamenti intensivi per ingozzarsi di fettine pressoché tutti i giorni, non danneggia solo se stesso, ma anche gli altri: perché contribuisce a distruggere l'ambiente in cui vivono, alimenta uno spreco insensato di risorse alimentari ed energetiche, favorisce la diffusione di malattie influenzali che finiscono per diffondersi e colpire indiscriminatamente tutta la popolazione.
Eppure, ad oggi, è assolutamente libero di farlo.
Sapete cosa? E' davvero curioso che i paesi occidentali se ne strafottano di tutelare la salute di questi divoratori di carne e -soprattutto- quella di chi li circonda e poi insistano a proibire la droga, che in un regime antiproibizionista farebbe del male solo a chi la consuma: è curioso, ridicolo e insensato.
Tanto da mettere in luce in che razza di sistema ipocrita ci tocchi campare e quante fregnacce ci vengano somministrate tutti i giorni.
Fosse per me, giacché la logica non è un'opinione, legalizzerei la droga e proibirei gli allevamenti intensivi.
Ne guadagnerebbe il concetto di onestà intellettuale, oltre che la salute di tutti.

Il concetto vi sfugge

34 Commenti »

Già che ci siamo, visto che il dibattito ha preso una piega interessante, l'occasione mi è gradita per precisare come la penso.
Finché non arreca un danno agli altri -e il danno dev'essere oggettivo, dimostrabile e misurabile, non una mera opera di fantasia o una sensazione impalpabile- ciascuno dovrebbe essere libero di fare quello che gli pare e piace: bruciarsi il cervello con la droga -per carità, non ricominciamo con la solfa che chi si droga è pericoloso perché delinque, visto che con ogni evidenza ciò è dovuto al proibizionismo, non alla tossicodipendenza-, prostituirsi, avvalersi della prostituzione, mangiare fritti e dolci fino a diventare un pachiderma, ammazzarsi di pippe davanti ai film porno e via discorrendo.
Dopodiché, discutiamo pure sulla misura in cui gli eventuali costi di questi comportamenti debbano o non debbano gravare sulla collettività: ma senza che ciò implichi un giudizio sullo stile di vita degli altri, che ciascuno è certamente libero di formulare ma che nessuno dovrebbe permettersi di innalzare a legge.
Non volete pagare le tasse per curare chi si buca? Benissimo. Allora io non voglio pagarle per operare quello che si è rotto il ginocchio giocando a calcetto con gli amici e avrebbe dovuto starsene a casa perché era fuori allenamento. Perché per me, checché ne dicano i soliti benpensanti che pretendono di avere in tasca la verità, drogarsi e giocare a pallone sono attività che riguardano entrambe l'insindacabile sfera personale degli individui, e nessuno -dico nessuno- dovrebbe avere l'autorità per metterle in classifica come piace a lui e imporre quella classifica a tutti gli altri.
Piantatela, una buona volta, di fare gli illiberali travestiti da democratici: e andate a ripassarvi, se vi avanza un po' di tempo, cosa dovrebbe significare vivere in uno stato di diritto.
Perché a quanto pare il concetto vi sfugge.

Quando i numeri contano più delle chiacchiere

26 Commenti »

I numeri, grosso modo, sono questi: ogni anno in Italia muoiono una cosa come quasi centomila persone a causa del fumo, qualche decina di migliaia per ragioni riconducibili all'obesità, più o meno ventimila per colpa dell'alcool e alcune centinaia per droga.
La droga è proibita. I cibi grassi, le sigarette e gli alcolici no.
Prima di enunciare disinvoltamente teorie e ricette per il governo del paese bisognerebbe informarsi sui dati.
Il resto sono chiacchiere, e il vento se le porta.

Legalizzazione della droga for dummies

27 Commenti »

La questione, prima o poi, dovrà essere affrontata anche dalla politica: nel frattempo non mi pare inutile avvantaggiarsi, mettendo a fuoco un paio di punti sui quali si gioca troppo spesso a pescare nel torbido. Buona lettura.

La droga fa male, e quindi non deve essere liberalizzata.
Di fatto la droga è già libera, tant'è che chiunque, volendo, sa dove trovarla. Però è illegale. Il problema, casomai, non è liberalizzare le droghe, ma legalizzarle.

D'accordo, ma non è comunque etico che lo stato permetta la vendita di sostanze nocive alla salute.
Sarà, ma se il principio fosse davvero questo lo stato non dovrebbe permettere che vengano venduti l'alcool e le sigarette, che ogni anno mietono entrambi molte più vittime delle droghe: invece non solo lo consente, ma ci guadagna anche sopra.

Però legalizzare le droghe incoraggerebbe il loro consumo, e quindi i tossicodipendenti aumenterebbero.
Tanto per iniziare, questa è un'ipotesi non dimostrata: quello che è certo è che decenni di politiche proibizioniste non hanno fatto diminuire il numero dei consumatori di droga, il che vorrà pur dire qualcosa. Anche perché l'effetto della legalizzazione potrebbe addirittura essere quello di sottrarre al consumo di droga quell'alone di "proibito" da cui molti potrebbero essere attirati.

Va bene, ma come la mettiamo col fatto che i tossicodipendenti delinquono e sono un pericolo per la collettività?
La mettiamo che i tossicodipendenti non delinquono a causa della droga in sé, ma per colpa dell'illegalità in cui vivono: in un regime di legalità gli individui potrebbero comprare la droga a prezzi ragionevoli e senza venire in contatto con i delinquenti che la vendono clandestinamente. Ergo, non avrebbero alcuna ragione di diventare criminali.

Magari criminali no, ma inaffidabili sì.
Questo è un problema loro. Ciascuno, a prescindere dalla droga, è libero di essere più o meno affidabile, sopportando le relative conseguenze.

Ok, però la droga dà dipendenza.
Anche la nicotina, se è per questo. Anche l'alcool. Anche alcuni farmaci. Anche le slot machine che sono nei bar. Anche il lotto. Anche il sesso e il lavoro possono dare dipendenza. E' una buona ragione per vietarli?

Ma che c'entra, la droga è legata al mondo della criminalità...
Certo che lo è: perché lo stato gliel'ha regalata. Ha regalato alle mafie il business più redditizio che esista, lasciando che lo gestiscano come meglio credono, che fissino i prezzi in modo arbitrario che vendano merda alla gente senza colpo ferire. Legalizzare la droga, tra le altre cose, darebbe un colpo mortale alla criminalità organizzata, porterebbe un sacco di soldi nelle casse dello stato e garantirebbe a tutti uno standard di qualità del prodotto che adesso non esiste neanche nel mondo dei sogni.

Vabbe', ma legalizzare la droga sarebbe comunque un salto nel buio.
La verità è che le politiche proibizioniste vanno avanti da una vita e non hanno dato alcun risultato, se si eccettuano la di moltiplicazione dei delinquenti, il riempimento delle carceri e l'arricchimento delle mafie. Non è che il vero salto nel buio è ostinarsi a perseguirle?

Neanche col dito mignolo

3 Commenti »

Ed ecco che come d'incanto gli amici proibizionisti hanno l'alzata d'ingegno di proporre alla comunità europea la definizione di "trash drug": con ciò ammettendo implicitamente, se la logica non è un'opinione, che esistono anche "drugs" che non sono "trash", vale a dire che le droghe non sono affatto tutte uguali, circostanza della quale essi stessi hanno provato a convircerci per decenni a supporto delle loro pirotecniche imprese.
Ma questo sarebbe ancora niente.
La cosa divertente è che sono stati proprio loro, gli amici proibizionisti che adesso fanno fuoco e fiamme contro i distributori automatici, a provocarne la diffusione: vietando la coltivazione domestica della cannabis, mettendo in carcere i ragazzi pescati con venti euro di fumo in tasca, ripetendo ossessivamente la solita puttanata dello spinello che porterebbe dritti dritti nelle braccia dell'eroina.
E' colpa loro, che si ostinano a non voler vedere la realtà e si dilettano nei processi sommari allo stile di vita degli altri, se adesso quelle macchinette sparpagliano merda nelle tasche della gente: così come era colpa dei proibizionisti degli anni '30 se gli americani si ingozzavano di acquaviti maldestramente distillate e mandavano giù improbabili intrugli al metanolo.
Se in giro ci fosse ancora un briciolo di ragionevolezza cui appellarsi, questa sarebbe un'ottima occasione -l'ennesima- per fermarsi a riflettere e fare un paio di passi indietro: perché è fin troppo facile proibire e rifiutarsi di capire occupando le postazioni di comando del paese, e poi pretendere che a distinguere siano quattro ragazzini.
Siete voi, amici proibizionisti "senza se e senza ma", che avete insegnato loro a fare di tutta l'erba un fascio: fosse stato per noi, forse si sarebbero fatti una cannetta in più grazie alla piantina nel balcone; ma la robaccia dei distributori, credetemi, non l'avrebbero sfiorata neanche col dito mignolo.

Amy Winehouse, la droga e gli swap

13 Commenti »

Francesco Alberoni sul Corriere:

Dopo la morte di Amy Winehouse ho ricevuto molte telefonate di persone addolorate che mi chiedevano perché tanti cantanti muoiano così giovani di droga.
Ovvio. Uno legge che è morta Amy Winehouse e allora che fa? Telefona a Alberoni, naturalmente.
Cosa significa allora il diffondersi delle droghe in Occidente?
Ecco, sentiamo. Cosa significa?
Forse è l'espressione di una trasformazione dovuta alla vertiginosa innovazione tecnologica e alla mondializzazione in cui si rovesciano gli equilibri di potere mondiale,
Interessante: l'espressione di una trasformazione dovuta all'innovazione e alla mondializzazione. E poi dicono che i rimari non servono a niente.
con la finanza sfrenata, gli smisurati indebitamenti degli Stati, non solo in Paesi poveri ma perfino negli Stati Uniti, e il dominio delle potenze asiatiche.
Ok, vediamo se ho capito: c'è questa finanza sfrenata, gli stati si indebitano, le potenze asiatiche dominano e allora uno prende e si fa una striscia. Devo ricordarmi di fare due chiacchiere coi miei vecchi amici del Colle Oppio. Non avevo capito che fossero esperti di futures.
A cui corrisponde una crisi dei valori tradizionali,
Eccerto, ti pare che i valori tradizionali non c'entravano niente? Stai a vedere che adesso è pure colpa dei gay, delle coppie di fatto e di quelli che vanno sullo skateboard.
l’individualismo sfrenato,
Sfrenato. E due. C'è la finanza sfrenata e l'individualismo sfrenato. Manca solo il sesso sfrenato, e poi siamo a posto.
il tentativo di superare se stessi,
Non è chiaro se nel campo della finanza, dell'individualismo o del sesso, ma lasciamo correre.
certa musica rock
Che vuol dire "certa"? Cioè, quale esattamente? Io ascolto gli Zeppelin, i Clash e qualche volta anche il Banco del Mutuo Soccorso. Che dite, sarò a rischio?
e, quindi, anche la morte di Amy Winehouse e di altri come lei.
Perfetto. A parte il fatto che Amy Winehouse non faceva il rock. Neanche "certo" rock. Ma in fondo, che differenza fa? Con gli asiatici alle porte e i valori tradizionali che crollano volete stare a spaccare il capello in quattro sui generi musicali?
Vi saluto, vado a farmi una canna davanti a Bloomberg.

L'ostinazione di difendere un disastro

30 Commenti »

In estrema sintesi le cose stanno così: le politiche proibizioniste sulle droghe, oltre ad essersi dimostrate completamente inadatte ad arginare il fenomeno delle tossicodipendenze, hanno regalato alle mafie un monopolio che le ha arricchite e rafforzate oltre ogni immaginazione.
Non riesco a capire che altro ci voglia per rendersi conto che si sta percorrendo la strada sbagliata, per convincersi che la legalizzazione delle droghe non è l'idea bislacca di qualche mattacchione, ma l'unica speranza concreta di invertire la tendenza, e per decidersi a voltare pagina.
Date retta: ammettete di aver sbagliato tutto, fate un passo indietro e piantatela, una buona volta, di difendere questo disastro.

Chi sono i veri finanziatori delle mafie?

14 Commenti »

L'ultima alzata d'ingegno di Giovanardi è fare il test antidroga anche ai giornalisti della RAI, perché perché a suo dire, finché l'azienda viene finanziata col canone, è giusto che "i signori che prendono centinaia di migliaia di euro dimostrino che non sono finanziatori di sistemi criminali che con i proventi della droga mettono in difficoltà la società".
Ora, detto che 'sta storia dei test antidroga per categorie sta diventando un tormentone tragicomico, mi corre l'obbligo di porvi una domanda semplice semplice: rinunciare a legalizzare (legalizzare, badate, non liberalizzare) la droga e promuovere il proibizionismo non significa, di fatto, riservare alla criminalità organizzata il monopolio del commercio degli stupefacenti?
Direi che oggettivamente non si può rispondere di no.
E allora, ditemi un po', chi è che finisce per diventare il vero "finanziatore di sistemi criminali"? Il giornalista del servizio pubblico che si fa una canna, oppure lo stato proibizionista che consente al commercio illegale di prosperare indisturbato?

Cagare in mezzo alla strada

15 Commenti »

I radicali segnalano questo intervento del Senatore Antonio Gentile:

Chiedo alla polizia di andare a sequestrare a Milano tutte le macchinette automatiche che distribuiscono prodotti cannabinoidi e cartine e chiedo al capo della polizia, Manganelli, di agire con tempestività nelle altre città italiane ove mai questa vergognosa vendita fosse in atto.
Cioè, fatemi capire: a Milano ci sono delle macchinette che vendono l'erba e l'hascisc? Oppure l'onorevole Gentile ritiene che siano "cannabinoidi" le cartine, che effettivamente vengono distribuite dalle macchinette su tutto il territorio nazionale, in quanto costituiscono la condizione necessaria (ma non sufficiente, visto che una miriade di persone con le cartine ci rollano semplicemente delle sigarette) per farsi una canna?
No, perché se così fosse, mutatis mutandis, si dovrebbero vietare pure le bottiglie di aranciata (che servono per fare le molotov), le calze velate (che qualcuno utilizza per fare le rapine) e in definitiva il denaro (senza denaro, ne converrete, non esisterebbe alcun crimine).
Io, per esempio, a pranzo ho mangiato un panino, creando in tal modo il presupposto indispensabile per cagare in mezzo alla strada: non che ne abbia intenzione, ci mancherebbe, ma nella vita non si sa mai.
Che dite, nel dubbio vado a costituirmi, così mi levo il pensiero?

Update: mi dicono che la dichiarazione di Gentile si riferisse ai cosiddetti "smart shop", che vendono sostanze non ufficialmente classificate come droghe pur producendo i medesimi effetti. Ebbene, posto che il riferimento alle "cartine" continua a sembrarmi grottesco, a questo punto il discorso si fa serio, perché dimostra in modo cristallino che il proibizionismo è una strategia perdente in partenza: non si può vietare tutto, anche se lo si vorrebbe (ci si può drogare pure con la colla, con la varechina e con la benzina: che facciamo, chiudiamo cartolerie, supermercati e distributori?). Insomma, che altro vi ci vuole per capire che avete imboccato la strada sbagliata?

Che altro vi ci vuole?

28 Commenti »

Ditemi la verità: avete pensato davvero di poter risolvere i problemi a forza di divieti?
Avete proibito la droga, poi non contenti avete pure inasprito le pene che c'erano prima, e i consumatori di stupefacenti non hanno mai accennato a diminuire di una sola unità: anzi, l'uso abituale di alcune droghe pesanti come la cocaina è aumentato vertiginosamente diffondendosi in tutte le classi sociali.
Avete proibito ai minorenni di consumare bevande alcoliche, avete vietato a tutti gli altri di berle per la strada, avete fatto i diavoli a quattro affinché i locali che le vendono chiudessero prima, e l'alcool è diventato un problema sociale molto più imponente di un tempo, specialmente tra i giovanissimi.
Avete inventato la genialata della tessera del tifoso, e da quel momento le persone normali non riescono ad andare a guardare una partita senza sottoporsi ad inenarrabili rotture di coglioni ed essere schedate presso le questure, mentre i soliti teppisti armati fino ai denti continuano allegramente ad entrare allo stadio causando risse, tafferugli e sospensione delle partite.
Che altro vi ci vuole per rendervi conto che l'alzata d'ingegno di ribaltare l'adagio di Einaudi, "conoscere per deliberare", e farlo diventare un miserrimo "ignorare per proibire", rappresenta una politica inefficace, catastrofica e talora suicida in qualsiasi campo dello scibile umano la si applichi?
Che altro vi ci vuole per prendere atto che siete una massa di inadeguati?
Che altro vi ci vuole per capire che fareste una miglior figura ad andarvene a casa, lasciando l'incombenza di affrontare i problemi a qualcuno che abbia voglia di comprenderli?

La vostra ipocrisia mi fa schifo

7 Commenti »

Il titolo che vedete qua sopra è del 6 novembre 2009, e dà conto dell'ultimo Rapporto dell'Osservatorio europeo sulle droghe e dipendenze.
Ora, io non mi faccio di cocaina, né credo -personalmente- che sniffare sia un'abitudine che conviene intraprendere.
Ciò premesso, tuttavia, mi risulta insopportabile l'ipocrisia dei soliti moralisti che cascano dal pero ogni volta che vengono fuori notizie come questa: le loro levate di scudi, la loro indignazione, l'atteggiamento scandalizzato che riescono ad assumere per circostanze di cui tutti -sia pure in linea generale, al di là dei casi specifici- sono a conoscenza da un pezzo mi disgusta profondamente.
Cos'è, non sapevate che in Italia la gente si droga? Ignoravate che ormai la cocaina circola abbondantemente in tutti gli ambienti, ma è tradizionalmente diffusa nel mondo dello spettacolo? Volete farci credete che non vi eravate accorti di nulla?
Al posto vostro, credetemi, mi vergognerei: potendo scegliere preferirei diventare cocainomane, piuttosto che ipocrita come voi.

Altro che droga e trans

8 Commenti »

Francesco Storace si esprime così sulla vicenda di Pier Paolo Zaccai:

Quello che è grave ed indigna è l'uso di droga. Se è vero, è tempo piuttosto di mettere mano ad una norma che perlomeno tuteli i cittadini da amministratori e politici che fanno uso di sostanze stupefacenti.
Non so se sia davvero una questione di norme, anche perché secondo me il punto è un altro: i cittadini dovrebbero essere tutelati da amministratori e politici che applicano sistematicamente una doppia morale.
Quello che trovo insopportabile non è tanto l'uso di droga o la frequentazione di trans in sé e per sé, quanto il fatto che spesso e volentieri simili avventure abbiano come protagonisti individui che fino al giorno prima avevano fatto bella mostra -specie durante le campagne elettorali- di un fiero proibizionismo e di un'incondizionata adesione ai valori cattolici.
Questo, a mio parere, è quello che è grave e che indigna: altro che droga e trans.

Autotelesorveglianza

Cattolico fervente, di destra, promotore di un osservatorio contro la criminalità e di una rete di telesorveglianza contro lo spaccio: lo ricoverano dopo un festino con coca e trans durante il quale si è perfino affacciato al balcone improvvisando un comizio.
Qua per leggere, e qua per commentare.
Se sopravvivete ai singhiozzi, beninteso.

Il giorno dell'Italia drogata

Che cosa succederebbe se un bel mattino gli italiani che consumano stupefacenti si autodenunciassero tutti insieme? Lo scenario è improbabile, d'accordo, ma i proibizionisti -di destra e di sinistra- devono sapere quali potrebbero essere le estreme conseguenze dei loro proclami.
Così ho provato ad immaginarle, quelle conseguenze: leggetele sull'Espresso, e se ne avete voglia commentate qua.

Manco i proibizionisti, sapete fare

12 Commenti »



Premesso che trovo aberrante la logica populista con cui l'iniziativa è stata concepita, mi corre l'obbligo di porre una domanda: se quando ne trovate uno positivo non dite chi è, che cazzo l'avete inventato a fare, 'sto test?

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