Quando i numeri contano più delle chiacchiere

I numeri, grosso modo, sono questi: ogni anno in Italia muoiono una cosa come quasi centomila persone a causa del fumo, qualche decina di migliaia per ragioni riconducibili all'obesità, più o meno ventimila per colpa dell'alcool e alcune centinaia per droga.
La droga è proibita. I cibi grassi, le sigarette e gli alcolici no.
Prima di enunciare disinvoltamente teorie e ricette per il governo del paese bisognerebbe informarsi sui dati.
Il resto sono chiacchiere, e il vento se le porta.

Questo post è stato pubblicato il 15 febbraio 2012 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

26 Responses to “Quando i numeri contano più delle chiacchiere”

  1. Bisognerebbe vedere però quante persone fumano, quante persone sono obese, quante persone usano droga. Non è tanto importante quante ne muoiono in totale, ma quante ne muoiono in percentuale tra quelle nei comportamenti a rischio. Poi, come parere personale, mi piacerebbe vetere vietate le sigarette oltre che la droga. Purtroppo il proibizionismo non ha mai risolto questo tipo di problemi.

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  2. Detto in estrema sintesi: sugli stupefacenti lo stato non guadagna nulla, nè direttamente nè indirettamente. Su tutte le altre forme di dipendenza,si. E guadagna bene. Più che le statistiche, che di per sè dicono poco (sono compresi i morti per incidenti causati dall'alcool e/o dalla droga?), sarebbe interessante vedere i dati sul costo sociale generato dai predetti vizietti. Leggi cure mediche. I morti, com ben sanno le assicurazioni, sono il problema minore: muoiono una volta sola.

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  3. Peccato che i fumatori siano il 23% della popolazione, mentre i tossicodipendenti lo 0.004%. Vale a dire che per ogni tossicodipendente ci sono circa 6.000 fumatori. Fai tu le moltiplicazioni. Dare numeri a casaccio è anche peggio delle chiacchiere.

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  4. Quelle che citi sono comunque forme di dipendenza, fanno più morti solo perché legali e a buon mercato. Giusto per fare l'avvocato del diavolo :) per i lresto sono d'accordo con il post di ieri come già commentato

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  5. Direi che quindi questi numeri illustrano perfettamente il fatto che le proibizioni sul commercio e consumo di droga sono efficaci.

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  6. Poi sarebbe interessante sapere quanti fumatori muoiono rispetto al numero totale di fumatori. Quanti drogati muoiono rispetto al numero totale di drogati. E quanti hanno disturbi di obesita` (e quanti ne muoiono) rispetto al numero di persone che mangia "male". Eccetera.

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  7. In effetti sono d'accordo con il post di ieri, ma quello di oggi è un autogol clamoroso.

    Che per inciso mi conferma nella mia convinzione: liberalizzazione delle sole droghe leggere, pene pesantissime e senza possibilità di sconti per chi spaccia eroina. Se fossimo in una situazione rivoluzionaria, sarei favorevole alla fucilazione sommaria: di certo in Grecia i compagni anarchici sprangano regolarmente gli spacciatori e son riusciti a cacciarli da Exarchia.

    scialuppe

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  8. "Peccato che i fumatori siano il 23% della popolazione, mentre i tossicodipendenti lo 0.004%."

    Bè, questo è proprio un numero dato a casaccio. Che ci vuole a farsi n giretto su google prima di scrivere?

    http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/nazioni_unite/rassegna_stampa/onu_litalia_maggiore_consumatore_di

    http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_06/cocaina-italia-arachi_95b25b00-ca9d-11de-89f9-00144f02aabc.shtml

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  9. Ragioni riconducibili al fumo? e perchè non allo smog? o all'inquinamento ambientale. Non esiste nessun medico al mondo che possa dire che un certo cancro sia causato dalle sigarette e non dall'inquinamento o da una predisposizione genetica. Oltretutto c'è un errore nei numeri che tu riporti. La prima causa di morte in italia è l'infarto del miocardio, causato dal colesterolo!, il colesterolo è un problema che riguarda anche persone che obese non sono e sono tantissime! Fatta questa piccola correzione ritengo il discorso non degno della tua intelligenza. Non sono un proibizionista e riconosco che almeno in certa misura le droghe andrebbero legalizzate, ma solo e soltanto SE si risolvessero alcuni meccanismi legati alle droghe e non sono pochi. I più importanti a mio avviso sono 3: la tossicodipendenza (come affrontarla), Il valore dell'esempio sociale (vedere una persona sotto gli effetti delle droghe, da quelle leggere a quelle più pesanti, è cosa ben diversa dall'ubriaco), l'impatto sociale sul resto della popolazione. Il punto è che purtroppo queste tre problematiche non hanno soluzione, ergo la liberalizzazione resta una utopia (ed è giusto che resti tale).

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  10. non riesco a capire di cosa state parlando. Uno muore per quello l'altro muore per l'altro e via discorrendo, tutto moriamo e sempre per qualcosa che può essere riconducibile allo nostro stile di vita o per cause naturali. In rari casi la morte è a costo zero ovvero morire nel sonno sobbarcandoci tutte le spese post-mortem.
    Quindi la morte ha un costo sociale.Per il resto, se si intende come valore morale assoluto adeguarsi ad uno stile di vita per essere perfetti dimenticando i concetti e perdendo la propria libertà di pensiero, beh fate pure.
    Imparate, se una cosa non ti piace non farla l'importante è non arrecare danno al prossimo.
    Anche i ricchi uccidono, togliendo risorse ai più deboli, i quali a loro volta si ammalano per lo stile di vita che sono costretti a subire a causa delle privazioni, senza contare il malessere interiore generato che può sfociare in vere e proprie patologie. con annesse cure etc.e quindi costo sociale.
    Consiglio di sviluppare un profondo senso di riflessione, d'altronde non si può risolvere un problema usando lo stesso modo di ragionare che lo ha creato.

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  11. Questi numeri a caso nemmeno Berlusconi li avrebbe dati :D

    Detto questo sono favorevole alla liberalizzazione delle droghe, sarebbero soldi in più per lo stato pagati da idioti, come quelli idioti che si giocano fortune con le scommesse.

    Al contempo però non vorrei che drogati, così come alcolisti, gestissero amministrazioni pubbliche perché non sarebbero lucidi nel farlo.

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  12. @ matica il problema della liberalizzazione è proprio questo il problema, chi si droga arreca un danno al prossimo e lo fa nella misura di quelle tre problematica da me espresse prima.

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  13. come me piacerebbe se me lasciassero fuma' in pace... magari in un ristorante (bar, cinema...) riservato agli asociali suicidi come me, e ne conosco parecchi...
    invece so' circondato da gente che me vole salva' da me stesso, mentre io non vojo salva' loro... né dal lavoro, né dal matrimonio, né dal mutuo...

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  14. ...ah, il costo sociale... con tutte le tasse che ho pagato sul tabacco, altro che elettrocardiogramma a cleveland me meriterei...

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  15. anvaccar...Paracelso diceva < tutto è veleno, dipende solo dalla quantità> se per danno al prossimo intendi costo sociale ti ho appena spiegato che non esiste, in quanto, essendo destinati tutti a morire per un motivo o per l'altro siamo un costo sociale.
    Se intendi cause indirette, questo è un altro falso problema in quanto si può regolamentare, vedi guida in auto, nello sport e nei ruoli di responsabilità etc.
    Se tutti facessimo viva monastica, moriremmo lo stesso e sempre per malattia o per vecchiaia che comporterebbe sempre un costo sociale, quindi continuo a non capire o meglio affronti il problema, secondo me, con il piede sbagliato.
    Il problema vero è che non si è padroni della propria vita e quindi non si riesce a gestire in prima persona e questo il vero problema sociale.
    Ti porto un esempio: un vero cristiano secondo te è colui che porta la parola di Dio tra la gente che lo circonda o colui che ne fa di cotte e di crude e poi va in chiesa, si confessa, riceve il perdono con quattro preghierette? E poi tutto come prima?
    Sembrerebbe moralmente perfetto, elevato, peccato che quello che eleva l'uomo e lo avvicina a Dio non è il suo comportamento irreprensibile, perfetto, elevato, ma bensì "il suo pensiero".

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  16. E’ incredibile leggere scritte tante scempiaggini anche tra i commenti di un blog del genere. Mi riferisco ai commenti, ovvio. Ma anche nel post: quendo la vorrete smettere di usare la parola “droghe”? Le 500 morti all’ anno sono dovute a derivati sintetici mal tagliati di oppio e coca punto. Non c’e’ traccia di morti per LSD, per MDMA, per mariuana, mescalina, psilocibina, DMT ecc. ecc. Ma guarda caso nemmeno di oppio e coca (foglie di coca per la precisione). Detto meglio: i morti per uso di queste ultime sostanze sono: zero spaccato. Eppure sono tutte sostanze il cui possesso genera automaticamente sanzioni civili e penli gravissime. A volte molto piu’ gravi rispetto ad altri crimini come per esempio l’evasione fiscale che oggi come oggi in Italia non e’ punita con sanzioni penali.... A me sembra questo il problema.
    Per il resto e’ inutile ripetere alla gente che, secondo le statistiche di tutto il mondo, la correlazione tra uso di oppiacei e cocaina e le politiche di repressione proibizioniste e’ un altro zero. Ergo, lo 0.004% di utilizzatori cronici di queste sostanze e’ piu’ o meno la cifra che ci sarebbe anche in regime non proibizionista. Ergo il tabacco, lo zucchero, le automobili, il lavoro, i cibi grassi e l’ alcool rappresentano un problema sociale di dimensiono molto piu’ grandi di oppiacei e cocaina perch’ mietono piu’ vittime.
    Il problema di vedere o no qualcuno sotto l’ effetto di droghe e’ davvero qualcosa di ridicolo. Mi sembra che se fosse tanto abberrante e degradante la visione di un tipico tossico (e perche’ non di un alcolista questo per me resta un mistero mha!) non si solleverebbe il problema visto che questo basterrebbe a dissuadere dall’ uso attraverso appunto l’esempio.

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  17. 1)Sono d'accordo con Oflixs , con una sola obiezione: non reiteriamo la panzana dello 0, 004%. Equivale a sostenere che in Italia ci sono 2400 persone dedite alle droghe (per dire, a Roma 120), spero che sia chiaro il livello di assurdità.
    2) Mi preme sottolineare che il post di metil è circostanziato, con fonti e numeri. Le critiche al post fin qui lette, no.
    3) Ragazzi ho la sensazione che qui molti sottovalutino drammaticamente la gravità del problema dell'alcolismo, che è una vera e propria tragedia, a vari livelli. Io mi sono trovato a contatto con molte persone immerse in questo problema, e posso dire tranquillamente che paragonare un alcolista ad un consumatore di cannabis è una mezza bestemmia.
    4) In generale consiglio caldamente la lettura della voce di Wikipedia "proibizionismo", dedicata al proibizionismo dell'alcol negli Usa tra il 1919 e il 1933. Riporto le conclusioni:


    "Il Proibizionismo (....):
    ▪ Non ha impedito il consumo della sostanza, scopo per cui è nato;
    ▪ Non ha impedito la vendita della sostanza;
    ▪ Ha fatto aumentare il consumo della sostanza;
    ▪ Ha fatto aumentare il tasso di vendita e diffusione della sostanza;
    ▪ Ha creato un mercato nero gestito dalla criminalità con violenza;
    ▪ Ha reso criminali dei cittadini per un proprio vizio privato;
    ▪ Ha fatto moltiplicare il prezzo della sostanza;
    ▪ Ha fatto nascere l'adulterazione e la mancanza di controlli qualitativi;
    ▪ È costato la vita di migliaia di persone innocenti;
    ▪ Ha permesso di creare imperi criminali, in grado di concorrere quanto a potere con i governi, basati sugli introiti del contrabbando"

    AleG

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  18. Protesto per essere stato censurato.
    Sostenevo che le cifre in questione non sono affatto un buon argomento.
    Aggiungevo che sono antiproibizionista, ma non nei confronti dell'eroina.
    Forse mi lasciavo andare a qualche considerazione eccessiva nei confronti degli spacciatori di eroina, ma citavo il dato di fatto che in Grecia l'eroina, come qui negli anni 70, viene largamente utilizzata nel tentativo di devastare i movimenti sociali di protesta, al punto che gli anarchici hanno adottato la pratica sistematica di attaccare gli spacciatori nei quartieri da essi anarchici controllati.
    Ritengo che l'eroina sia un caso a parte, troppo pericolosa per essere legalizzata.
    Mi sembra un'opinione che ha diritto di parola.

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  19. @amicidelcampetto: i commenti di questo blog sono moderati, e il suo titolare ha un lavoro.Il che equivale a dire che li modera quando può, con i suoi tempi. Se il tuo concetto di "censura" riguarda il ritardo tra il momento in cui scrivi un commento e quello in cui io lo modero, mi pare un concetto un tantino troppo estensivo. Saluti.

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  20. Ci sono 3 cose lecite che ammazzano migliaia di persone e una vietata che ne ammazza poche. L'idea proposta non è vietare quelle che ammazzano tanto, ma legalizzare quella che ammazza poco di modo possa ammazzare di più.
    Non c'è che dire, un ragionamento molto logico.

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  21. @matica il punto è che per quanto tu possa essere padrone della tua vita, a meno che tu non faccia vita monastica hai a che fare con la società e con questa devi interagire e confrontarti. Nessuno è assolutamente libero di fare ciò che vuole, e non puoi sbarazzarti del concetto di costo sociale con "tutti dobbiamo morire", perchè secondo questo principio allora è inutile punire gli assassini, perchè tanto tutti dobbiamo morire. Detto questo, il concetto di costo sociale non è riferito alla vita di chi si droga (fermo restando che esistono droghe di varia natura) ma agli effetti collaterali che le persone che si drogano hanno sul resto della società. Effetti che sono ben diversi da quelli causati dall'alcol (parlo per esperienza diretta). Fintantochè non si comprende come gestire questi "effetti collaterali" nessuna liberalizzazione delle droghe secondo me è giusta.

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  22. O_O
    Quindi se la droga fosse legale ne ammazzerebbe molti di più...

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  23. avaccar...voglio rispondere punto per punto in quanto voglio dare un senso alle parole se no rimangono esclusivamente parole ovvero suoni che riempono un vuoto.
    L'essere padrone della mia vita è un diritto, che tra l'altro è sancito nella Costituzione e dai Diritti Universali dell'Uomo che esula dai comportamenti "tipo", non ha "stereotipi", quindi il mio principio o stile di vita equivale al tuo a meno che tu non sia un conformista ed allora si spiegherebbero certe affermazioni.
    Io non mi sbarazzo del "concetto di costo sociale" in quanto il costo sociale non può essere un concetto, non si può filosofeggiare su di esso e, come dice la parola stessa, è un costo, una spesa, una voce comune di un banalissimo bilancio. Diciamo che le due cose stridono. Forse ossimori!??
    Interagire e confrontarsi con la società. Interagire senz'altro, tipico di una comunità anche la più primitiva, ma nessuno ha mai pensato di regolamentare quella che è la manifestazione del pensiero, tra l'altro anche questa sancita dalla Costituzione. Confrontarsi invece, dovresti spiegare meglio, io generalmente confronto i prezzi di prodotti oppure in ambito sportivo oppure qui. Io ascolto il prossimo, non voglio pormi come antagonista, la vita non è una gara ma un'esperienza da condividere con il mio prossimo per poterne carpire il significato. E' il tipo di approccio che genera i problemi e qui ecco la mia precedente affermazione “non si può risolvere un problema usando lo stesso modo di ragionare che lo ha creato”.
    Altro punto “tutti dobbiamo morire” non è un principio ma bensì un dato di fatto, non si è sicuri di nascere, non sempre riesce, ma una volta nati si è certi di morire. Quindi il costo sociale esiste indipendentemente dai vari stili di vita, tutti siamo curati, ricoverati e qualche volta operati.
    Indubbio che stili di vita particolari possano far lievitare il cosiddetto “costo sociale” ma personalmente ritengo ancor più giusto e moralmente corretto pagare qualcosina in più di tasse (visto i tempi), non per salvare pseudo-banche, che in tempi di vacche grasse egoisticamente si ingozzavano, ma per dare più libertà altrui, perché così facendo aumento anche la mia di libertà.
    segue...

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  24. segue ...Per gli “assassini” ti posso solo dire che chiaramente vengono puniti per principio, principio fondante di qualsiasi società democratica che senza giustizia non può chiamarsi tale, da non confondersi con le democrazie attuali che sono delle mere “dittature di maggioranza”.
    La vera democrazia è in continua evoluzione, va curata, coltivata, preservata, è espressione di tutti noi, anche nelle forme che tu non condividi, poiché non condividere è sinonimo di libertà, tu puoi scegliere e lui può fare, e fare è sinonimo di essere, se lui esiste anche tu esisti, senza “primati” o esseri superiori o antagonismo, in un circolo per così dire “ecologico” che può perpetuarsi all'infinito senza generare aberrazioni.
    Fatta questa puntualizzazione, tanto per capirci sui termini che usiamo ed esclusivamente riferito ai concetti da me espressi, si colloca l'uso delle droghe, se moralmente corrette e se così degradanti per l'essere umano. Se per droga si intende una sostanza che altera lo stato diciamo di “default” allora qualsiasi sostanza potenzialmente lo è, come nella mia citazione precedente riferita a Paracelso lui stesso aveva intuito secoli addietro ed in tempi non sospetti, quindi è l'abuso che genera alterazioni, gli stessi alcolici, caffè addirittura la stessa acqua possono alterare.
    Non andiamo a giocare con quello è bene, quello è male, quello è brutto da vedere, quello è bello da vedere, perché così facendo si va ad intaccare la libertà, e più comprimi la libertà altrui più inconsapevolmente stai restringendo la tua.
    La libertà è di tutti e si esprime attraverso la collettività, non importa quali costi abbia, non importa se ogni tanto ti può apparire brutta l'importante che sia viva e tra noi.
    Ricorda talvolta il fine può giustificare i mezzi ma mai e poi mai i mezzi possono giustificare il fine.

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  25. Scusatemi, ma, per come la mette il post di metilparaben, quei numeri sembrano un elogio sfrontato al proibizionismo.
    In pratica la "legalizzazione" riesce a trasformare una delle droghe più innocue (il fumo, le principali conseguenze sono a lunghissimo termine e sono presenti anche nella maggior parte delle altre, e non ha azioni psicotrope) in una delle più micidiali.
    (so che è un discorso del cavolo, ma se vogliamo metterla semplice come si vuole fare qua, le conclusioni sono queste)

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