L'allevamento intensivo e il proibizionismo

Siccome il post di ieri ha suscitato un acceso -e interessante- dibattito, l'occasione mi è gradita per precisare come la vedo -al di là del tema specifico dell'allevamento intensivo- su un paio di concetti.
Essere antiproibizionisti, per come la vedo io, non significa necessariamente ritenere che nulla vada vietato; così come essere libertari, sempre secondo me, non vuol dire pensare che ciascuno sia libero sempre e comunque di fare il cazzo che gli pare.
Mi pare chiaro che il limite, banalmente, consista nella necessità che gli altri non debbano subire un danno -oggettivo e documentabile- in ragione dell'esercizio della libertà individuale.
Io, ad esempio, sostengo l'antiproibizionismo sulle droghe, perché sono convinto che in un regime di legalizzazione i tossicodipendenti sarebbero messi nelle condizioni di nuocere solo a se stessi, e non agli altri; così come ritengo che gli omosessuali dovrebbero essere liberi di sposarsi come tutti gli altri, giacché il danno invocato da chi si sente "offeso" alla vista di due gay che si tengono per mano attiene alla sfera dei loro personali precetti, e quindi mi pare tutt'altro che oggettivo.
Viceversa, tanto per fare due esempi facili facili, sono favorevole a che si impedisca alla gente di passare col semaforo rosso, poiché l'obbligo di fermarsi, ancorché obiettivamente lesivo della libertà personale di chi vorrebbe tirare dritto, è posto a tutela dei disgraziati che attraversano con il verde; e allo stesso modo, mentre ritengo che ciascuno sia libero di fumare quanto gli pare e piace a casa sua, concordo col divieto di farlo in luoghi chiusi in cui ci sono altre persone, in ragione dell'esigenza di tutelare la loro salute.
Approvare quei divieti, a mio modesto modo di vedere, non significa affatto essere un proibizionista: altrimenti si dovrebbe concludere che per essere autenticamente antiproibizionisti sarebbe necessario approvare incondizionatamente qualsiasi comportamento sostenuto dalla volontà individuale, ivi compresi il furto, lo stupro e l'omicidio.
Ciò detto, ripeto quello che ho scritto ieri: siccome l'allevamento intensivo, oltre a comportare una brutalità indicibile nei confronti degli animali, produce effetti catastrofici non soltanto su coloro che ne beneficiano mangiando la carne, ma anche su tutti gli altri (generazioni future comprese), credo che andrebbe vietato; e se ciò implica necessariamente la riduzione del consumo di carne cui alcuni individui sono abituati, occorrerà che quegli individui vi si rassegnino, giacché non trovo ragionevole che per consentire a Tizio e a Caio di mangiare una bistecca al giorno ci vada a rimettere Sempronio, che la carne non la mangia.
Se qualcuno ritiene che questo significhi essere proibizionisti, temo sia necessario metterci d'accordo sul significato delle parole.

Questo post è stato pubblicato il 23 febbraio 2012 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

33 Responses to “L'allevamento intensivo e il proibizionismo”

  1. a che danni ti riferisci? e perchè mai il biologico invece sarebbe diverso?

    RispondiElimina
  2. a che danni ti riferisci? e perchè mai il biologico invece sarebbe diverso?

    RispondiElimina
  3. come danni basta citare che più della metà dei gas serra emessi, in tutto il mondo, deriva dall'allevamento industriale. per non parlare del consumo d'acqua, 2000 litri per un kilo di carne.. etc etc

    RispondiElimina
  4. post molto equilibrato e chiaro. Molti continueranno ad attaccarti perchè cambiare punto di vista è troppo faticoso e la pigrizia è il più comune delle attitudini umane.

    RispondiElimina
  5. Fao, Onu, Ipcc avvertono che il 18% dei gas serra che alimentano i cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti, che battono tutte le altre attività umane, comprese le emissioni dell´intero parco auto del pianeta. Ancora: un chilo di carne di bovino ha consumato dieci volte il suo peso in cereali per essere prodotta - cereali che potrebbero sfamare molte più persone - e ha consumato 15.000 litri di acqua. Non basta.

    Più della metà degli antibiotici prodotti sono usati per uso zootecnico. Le malattie negli allevamenti intensivi aumentano, così come i ceppi di batteri resistenti agli antibiotici, ma aumentano anche le malattie umane da benessere come patologie coronariche, diabete, obesità che direttamente derivano da eccessivo consumo di alimenti animali. Senza contare il problema della montagna di liquami ed escrementi che inquinano acque e terreni e non sappiamo più dove mettere. Se tutti i terreni coltivabili della Terra venissero utilizzati per produrre cibo vegetariano, si potrebbe sfamare una popolazione 5 volte superiore a quella attuale, risolvendo il problema della fame nel mondo.
    I miliardi di animali di allevamento vivono la loro breve esistenza in condizioni atroci, costretti in box e gabbie e utilizzati come macchine per produrre. Per loro, la macellazione e' l'ultimo atto orribile di una sequenza di atrocita', compiute all'insegna delle "sacre" tradizioni culinarie, quando e' accertato che il notevole consumo di carne, tipico della nostra alimentazione e' una delle cause principali di malattie cardiovascolari e tumorali.
    Per questi esseri, vittime di tante ingiustizie e quotidiane violenze, puoi fare sicuramente qualcosa. Basti ricordare che gli animali hanno il nostro stesso sistema nervoso, provano dolore e paura, terrore e smarrimento, non esistono animali di serie a e serie b, il cane no e la mucca sì? la gallina sì e il gattino no? chi lo ha deciso?

    RispondiElimina
  6. Secondo me ci sono due questioni aggiuntive da affrontare:

    1) il concetto di "ognuno può far su di se quel che vuole" secondo me deve fare i conti con il fatto che ci sono individui deboli che vanno tutelati comunque: non c'è un'unica soluzione per ogni problema (non si può uniformare l'autolesionistica passione per il calcetto a quella per l'eroina) occorre trovare una quadra per ogni problema .

    2) all'interno della democrazia e della tutela della parità di diritti, alcune scelte individuali sono premiate dalla società perchè meritorie, così come alcune scelte nocive sono invece danneggiate. Cosa sia meritorio o cosa nocivo spesso non è oggettivo, ma sono frutto di scelte politiche e sociali che mutano con il tempo e i costumi e nel corso del tempo determinano priorità e valori.

    RispondiElimina
  7. L'esempio del semaforo rosso è inadeguato. Non c'è un mercato di "attraversatori con il rosso" non c'è una domanda e un offerta, non ci sono rapporti economici da regolare. È pericoloso punto.
    Impedire alle persone di passare con il rosso è ben diverso da impedire alle persone di mangiare un alimento (la carne) che è il prodotto finale di un sistema produttivo così vasto e radicato e che comprende non un solo mercato, ma una intera economia di scala. Non basta dire "d'ora in poi è proibito mangiare carne" anche perché sarebbe stupido, la carne fa bene e produce inquinamento contenuto SE consumata senza esagerare (un terzo di quanto facciamo) e se allevata nel rispetto delle norme di produzione biologica (zero chimica di sintesi) o integrata (meno chimica di sintesi possibile) e con modalità estensive (molto spazio ai capi di bestiame). Una soluzione è la tassazione della carne, così da far decrescere la curva di domanda. Il prezzo della carne, in questo modo, sarebbe molto più vicino al "costo sociale e ambientale" dell'allevamento, e vi sarebbero le risorse per riconvertire il sistema produttivo intensivo.
    Droga, alcool e sigarette? Stesso discorso, dovrebbero non essere proibiti, ma tassati il più possibile, poiché producono esternalità negative e creano costi tangibili alla società (aumento spese sanitarie). Inoltre questi 3 mercati non possono essere lasciati in mano alla criminalità. Legalizzare, tassare, controllare, educare. Queste dovrebbero essere le parole d'ordine di uno stato sociale serio nei confronti di droghe leggere, alcool e fumo.
    Per quanto riguarda i matrimoni gay, penso di essere condizionato nel parlare (quando mi vorrò sposare sarò costretto a emigrare, se non cambierà nulla), ma non è una questione meramente economica, ha più a che fare con i diritti, con l'uguaglianza e con il riconoscimento della dignità umana.
    Le armi? Ecco, sulle armi sto sforzandomi al massimo per trovare un singolo motivo per NON essere proibizionista, ma non l'ho ancora trovato.

    RispondiElimina
  8. E' tutta una questione di cerchie e non mi sto riferendo a quelle di Googleplus :-))).

    Un Sorriso

    RispondiElimina
  9. Fra i rischi dell'allevamento intensivo per la salute umana, l'uso smodato di antibiotici che favorisce lo svilupparsi di germi resistenti.

    RispondiElimina
  10. Non ho ancora capito perché il consumo di suolo se dovuto al tabacco non è da proibire, per cui il consumo di tabacco è una scelta individuale, mentre se è dovuto ai maiali è da proibire, per cui mangiare (troppo) maiale arreca un danno agli altri.
    Se non chiarisci questo punto trasformi una discussione potenzialmente intelligente in chiacchiere da "Uno mattina".

    RispondiElimina
  11. @Enrico: la prima causa di morte, in occidente, è la medicina. Secondo il tuo ragionamento i farmaci e le prestazioni mediche andrebbero tassate per scoraggiarne il ricorso, anziché sovvenzionate per garantire a tutti il wellfare.
    Sempre secondo il tuo ragionamento la pedofilia non andrebbe vietata (c'è un mercato e una richiesta, non come il semaforo, anche per questo) ma andrebbe tassata tanto da scoraggiarne gli utilizzatori.

    Purtroppo, per quanto si analizzi la questione con cognizione e intelligenza, trovare una regola perfetta, è impossibile. Ma questo è normale, perché l'idea stessa di porre regole è stupido. Il divieto di attraversare col rosso è stupido, di fermarsi sulle strisce è stupido, le stesse strisce sono stupide. Dove non c'è tutto questo, come a Dracthen, ove non esistono regole stradali, gli incidenti sono pressoché inesistenti. L'unica soluzione ai mali del mondo è la responsabilizzazione degli individui, cosa che non può arrivare tramite una imposizione.

    RispondiElimina
  12. @ unknown: ma sai leggere? Se non per il consumo del suolo, c'è il problema dei liquami. Lo sai che l'adriatico soffre pesantissimamente dell'inquinamento da allevamenti di maiali nella pianura padana? Che non ci sono abbastanza campi in italia per spargerci tutta la merda prodotta dagli allevamenti?
    Inoltre l'allevamento libera quantità enormi di gas serra nell'aria, cosa che le coltivazioni non fanno (è un po' tagliata con l'accetta ma è così).

    Scialuppe

    RispondiElimina
  13. che le vacche biologiche non fanno i peti e fanno la cacca che profuma di rosa?

    RispondiElimina
  14. Ben detto e bell'articolo...ti informo che paesi come la svizzera,dove vivo,hanno vietato già da anni gli allevamenti intensivi,perchè distruggono gli ecosistemi nei dintorni,sono altamente inquinanti e la qualità delle carni è notevolmente più bassa...senza considerare le condizioni di tortura a cui sono sottoposti gli aniali..infatti tutti gli studi effettuati sono concordi che vivere in molti in ambienti ristretti stimola l'aggressività..questo vale per una gallina,un maiale,una scimmia o un'uomo...chi non lo capisce è solo ignorante,perchè non vuole capire...mi trovi pienamente d'accordo sul fatto che bisogna mettere i puntini sulle i,e dare il significato giusto alle parole che si usano.....
    http://democrazy-democracy.blogspot.com/2011/11/diamo-il-senso-alle-parole-11.html

    RispondiElimina
  15. @Jinocchio: Devo proprio risponderti? Perché estrapoli il mio ragionamento e lo adotti (semplificandolo) in altri contesti?
    Speravo fosse abbastanza chiaro che la tassazione (invece del proibizionismo) vale solo e solamente per BENI DI CONSUMO con PERICOLOSITA' LIMITATA (ecco perchè preferirei il proibizionismo alla tassazione in tema di armi) per cui esiste o può esistere un MERCATO (anche se sommerso e illegale), e che la tassazione interviene per PORRE RIMEDIO a una ESTERNALITA' NEGATIVA (degredo sociale, malattie polmonari, alcoolismo) che questi "beni pericolosi" possono produrre. E questo comprende alcool, droghe LEGGERE, sigarette, volendo anche la prostituzione, la pornografia, le auto molto veloci e i petardi. Se ho escluso le armi perchè pericolose, cosa ti fa pensare che voglia annettere la pedopornografia? Ti pare sensato stravolgere così il mio discorso? E' AUTOEVIDENTE che stupri, rapine, crimini, omicidi (ecc.) debbano essere vietati e non possano essere legalizzati sotto tassa, mi ritieni davvero così stupido da dire una cosa del genere?
    E poi scusa, davvero hai detto che la "prima causa di morte, in occidente, è la medicina"? Spero di aver capito male io.
    @amicidelcampetto: Certo, lo spazio per spandere i liquami c'è, hai ragione. Ma chi paga per trasportarlo? Hai presente quanto se ne produce giornalmente solo in Emilia? Inoltre il bovino e il suino trattengono e concentrano nel proprio metabolismo i metalli pesanti, molti liquami sono ricchissimi di elementi tossici come cromo(VI), piombo, cadmio, arsenico, mercurio. Non sempre lo spandimento è possibile, e non deve superare certe dosi per ettaro (con limitazioni sull'azoto, vedi direttiva nitrati).
    In passato, nel tipo di allevamento tradizionale, era maggiormente presente la lettiera, mentre lo "scarto" consisteva in letame solido, per cui feci, urina e lettiera venivano fatti maturare per alcuni mesi (per stabilizzare e umificare la sostanza organica) e poi sparso nel proprio campo. Già basterebbe, per consumare meno territorio ripensare a un tipo di allevamento/agricoltura a ciclo chiuso, in cui le deiezioni animali sono molto più facili da gestire e l'alimentazione è meno forzata, così da richiedere meno mangime. Ora come ora, purtroppo, i mercati internazionali se ne strafottono di cosa sia la "sostenibilità".

    RispondiElimina
  16. Se uno non vuole capire non c'è verso.
    La produzione di gas serra da allevamenti intensivi NON proviene dai peti delle vacche.
    Proviene dall'enorme quantità di pesticidi, erbicidi, insetticidi, carburanti che vengono utilizzati per produrre i mangimi per le vacche.
    Se si mangia meno carne e quella poca proviene da allevamenti biologici locali, magari con utilizzo di fieno anzichè di cereali, la produzione di gas serra cala drasticamente.
    Adesso non puoi più dire di non sapere.

    scialuppe

    RispondiElimina
  17. E la loro cacca non profuma di rosa, ma se si allevano meno vacche la cacca è di meno, e si riesce a smaltirla nei campi. non mi pare un concetto difficile.

    ogni volta che mangi un pezzo di maiale allevato in italia contribuisci a soffocare l'adriatico. tienitelo per detto.

    scialuppe

    RispondiElimina
  18. "Non ho ancora capito perché il consumo di suolo se dovuto al tabacco non è da proibire, per cui il consumo di tabacco è una scelta individuale, mentre se è dovuto ai maiali è da proibire, per cui mangiare (troppo) maiale arreca un danno agli altri.
    Se non chiarisci questo punto trasformi una discussione potenzialmente intelligente in chiacchiere da "Uno mattina"."


    Probabilmente, secondo me (ma non voglio ergermi a interprete del pensiero di Metil, più che altro esprimere il mio) perché:
    1- produrre tabacco non uccide volontariamente esseri senzienti, mentre l'allevamento si
    2- produrre tabacco è sicuramente inquinante, come lo è tutta l'agricoltura intensiva, per esempio quella del caffè (cfr. S. Cherniske, M.S., Caffeine Blues) che, detto per inciso, non fa certo bene. Se dovessimo proibire o tagliare tutto quello che è dannoso la strada sarebbe davvero lunga da percorrere... Non che non debba essere una strada da prendere in considerazione: se una cosa reca danni all'ambiente e in più è inutile e dannosa per l'uomo (tabacco, ma anche caffè, alcol) bisognerebbe porre grande attenzione a quali sono le priorità
    3- Detto ciò, Metil come tutti è umano e quindi non perfetto (chi è sempre completamente coerente in tutto?) e, notando che il male della carne è doppio (se non di più) rispetto a quello del tabacco, ha probabilmente concluso che sia più importante partire cercando di eliminare il male peggiore, la carne (negativa 3 volte: per gli animali, per l'ambiente e per la salute umana)
    4- Tutti sanno che il tabacco fa male e forse tutti i fumatori vorrebbero smettere, ma come sappiamo è una dipendenza che ha bisogno di più tempo per essere superata. Non è detto che prima o poi non si arrivi anche a ciò.
    5- Accusare qualcuno di incoerenza perché riduce la carne ma continua a fumare è un modo comodo di mettersi il cuore in pace: siccome l'altro non è perfetto, tanto vale fare nulla... Per quanto mi riguarda, preferisco un Metil che fuma e mangia carne 1 volta al mese a uno che fuma e mangia carne una volta al giorno. Tenendo sempre a mente che c'è comunque spazio per migliorare.

    RispondiElimina
  19. @amicidelcampetto
    Non sostengo che maiali e tabacco inquinino alla pari, né che quello dell'inquinamento da allevamento non sia un problema. Sostengo invece che il tabacco occupa suolo (e consuma acqua,...) per cui arreca (poco o tanto) un danno alla collettività. Ne consegue, secondo la logica di Metilbaraben (che condivido), che fumare *non* è una scelta individuale, ma collettiva, al pari del consumo di carne.

    RispondiElimina
  20. @Metil: non so se il paragone con gli allevamenti intensivi e' originale tuo ma devo dire che e' una genialata. "se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato"....

    RispondiElimina
  21. signori, la tesi di Metilparaben non fa una piega.
    se si parla di allevementi intensivi e dello schifo che ci ruota attorno a 360°, non ci sono paragoni che tengano!
    qui si tratta di problemi etici, ambientali e umnitari! per nutrire "a sfregio" tutte quelle povere bestie in gabbia, il prezzo dei cereali raggiunge cifre tali che i paesi del tero mondo spesso non riescono a sostenere! e questo lo dice la Fao, non la solita antispecista come me che vuole polemizzare.
    la scelta di mangiare animali morti, individuale e libera, non dovrebbe comportare danni al prossimo, soprattutto se nel frattempo si inquina, si maltrattano animali e si aumenta il divario di benessere tra "noi" e il terzo mondo, sempre più affamato.
    Rajendra Pachauri, presidente dell'IPCC, ha presentato a Londra un documento dal titolo “Riscaldamento globale: l'impatto sui cambiamenti climatici della produzione e del consumo di carne”. In questo documento, l'economista indiano evidenzia che produrre 1 kg di carne ha enormi costi in termini ambientali: l'emissione di 36,4 chili di anidride carbonica, il rilascio nell'ambiente sostanze fertilizzanti pari a 340 grammi di anidride solforosa e 59 grammi di fosfati. In termini di comparazione, produrre 1 kg di carne ha lo stesso impatto ambientale di un'auto media europea che percorre 250 chilometri. In riferimento al consumo idrico, Pachauri sostiene che per ottenere 1 kg di mais sono necessari 900 litri di acqua, per 1 kg di riso 3.000 litri, per 1 kg di pollo 3.900 litri, per 1 kg di maiale 4.900 litri e per 1 kg di manzo 15.500 litri di acqua. Inoltre, il 30% delle terre emerse ed il 70% delle terre agricole sarebbero destinate al settore zootecnico.
    e adesso venite a parlarmi di un campo di caffè, tabacco o marijuana.
    saluti!

    RispondiElimina
  22. @amicidelcampetto:

    "Se uno non vuole capire non c'è verso.
    La produzione di gas serra da allevamenti intensivi NON proviene dai peti delle vacche."

    E' sbagliato, l'anidride carbonica proviene perlopiù dalle eruttazioni dei bovini, e viene prodotta dal loro metabolismo. Nei pre-stomaci dei ruminanti, gli amidi sono trasformati in zuccheri semplici e acidi grassi volatili (acido acetico, proprionico e butirrico) dalla microflora batterica presente nel rumine con enorme scarto di anidride carbonica e metano. Che sia biologico o intensivo, le eruttazioni di CO2 e CH4 metabolico sono sempre quelle. Certo, dipende dalla forzatura dell'alimentazione, per cui maggiormente viene posto il bovino a regime di ingrasso e più gas serra produrrà. In più, è vero che la produzione di antibiotici e prodotti di sintesi aumenta i gas serra, ma se prendessimo oggi tutti gli allevamenti intensivi e li trasformassimo in pascoli estensivi, il totale delle emissioni non cambierebbe di molto, proprio perché i gas serra sono il frutto del metabolismo del rumine bovino.

    Spiego ora un aspetto che molti dei non addetti ai lavori trascurano. L'ALLEVAMENTO associato all'agricoltura, e da sempre INDISPENSABILE per REINTEGRARE i suoli di SOSTANZA ORGANICA STABILIZZATA. Se in tutto il mondo non venissero più allevati animali e non venisse più prodotto e sparso letame i suoli agricoli ANDREBBERO VELOCEMENTE incontro alla TOTALE PERDITA DI SOSTANZA ORGANICA e questo sarebbe CATASTROFICO. Tutti i suoli della collina emiliana-romagnola hanno poca S.O. (Meno dell'1% in peso, un suolo agricolo ha una dotazione accettabile intorno al 2% i suoli forestali sono intorno al 10%) con connessi problemi di DESTRUTTURAZIONE del suolo, perdita di FERTILITA' ed EROSIONE. E questo perchè? Perchè vi è da molti decenni la tendenza ad abbandonare l'allevamento e la coltivazione della fascia pedocollinare appenninica emiliana, spostandoli in pianura padana. L'ALLEVAMENTO è INDISPENSABILE ai suoli e all'AGRICOLTURA, nulla sostituisce il letame come ammendante dei suoli per le produzioni agricole. Certo, allevamento sì, ma non nelle condizioni odierne.

    RispondiElimina
  23. un po' proibizionista e', il tuo ragionamento. Potrei dirti che non e' vero che chi assume stupefacenti arreca un danno solo a se stesso. Guarda che casino che succede ogni finesettimana sulle strade italiane per convincertene. Allora per poter legalizzare le droghe bisognerebbe fare in modo che ne venga autorizzata l'assunzione solo fra le mura domestiche. Che magari e' anche fattibile per chi assume eroina, un po' meno per chi preferisce i cannabinoidi, notoriamente droghe sociali che si consumano con piacere anche all'aperto. Ma e' praticamente impossibile per chi dipende dagli psicostimolanti. Che gia' oggi si mettono in macchina dopo aver assunto cocaina, amfetamine e via dicendo, figurati se gliele fai comprare dal tabaccaio. Il discorso che fai per gli allevamenti intensivi e' valido, ma estendibile anche alle droghe. E per me, che pure sono un sostenitore della legalizzazione, significa una cosa sola. Che quella antiproibizionista e' una scelta giusta. E' la gente ad essere sbagliata. Non abbiamo un livello di civilta' adeguato a sostenere una svolta legalizzatrice. A non voler considerare la totale mancanza di strutture di controllo, fatti salvi un paio di poliziotti sfigati che vanno a spasso per discoteche con l'etilometro il sabato sera.

    RispondiElimina
  24. @ metilparaben: già che ci sei, inizia anche a girare solo in bicicletta, giacché non trovo ragionevole che per consentire a Tizio e a Capriccioli di girare in macchina ci vada a rimettere Sempronio, che oltre ad essere vegetariano va anche in giro a piedi, e beccarsi un cancro a norma di legge gli sta un po' sulle balle.

    RispondiElimina
  25. Io, ad esempio, sostengo l'antiproibizionismo sulle droghe, perché sono convinto che in un regime di legalizzazione i tossicodipendenti sarebbero messi nelle condizioni di nuocere solo a se stessi, e non agli altri;
    Ecco, le ideologie sono bellissime. Peccato solo che vengano smentite dai fatti.

    Per esempio perchè il regime di liberalizzazione è esattamente quello che c'è per l'alcol. Sostanza che notoriamente nuoce solo a chi lo assume.

    RispondiElimina
  26. Vorrei fare un inciso su consentire o meno alcune cose psicoattive. La discriminante è la capacità che hanno o meno di penetrare i neuroni, in quanto fonte di reazioni piu' o meno consciamente controllate. L'alcol, la cocaina, l'eroina, gli acidini vari, riescono ad entrare dentro le cellule neuronali. Mariuana e hashish no. non ci riescono e rimangono nelle strade di collegamento tra neuroni, le sinapsi. specificato cio', a livello di reazione motoria e mentale controllabile nel caso delle sostanze che vanno dentro i neuroni c'è un ostacolo di tipo uno, nel caso dei cannabinoidi il problema è focalzzare per deficit di concentrazione. <a livello legislativo, e purtroppo quasi sempre anche a livello dialettico queste differenze sono inesistenti. Anzi se per sbaglio cresce una piantina e capace che la vità sarà sconvolta in modo bruto. Non lo so' se il ragionamento è OT, pero' mi riferivo al deficit normativo.

    RispondiElimina
  27. Certo che dev'essere dura trovare da far polemica così frequentemente. Per un po' dovreste essere a posto, l'industria inquina, le centrali elettriche anche lo fanno (ma questo blog andrà certo a biogas) e perfino il sesso sicuro con tutti quei profilattici da smaltire è un problema.
    C'è materiale per mesi.

    RispondiElimina
  28. @jonny dio:
    non so voi, non so metilparaben, ma io giro solo in bicicletta, e con me tantissime altre persone.

    RispondiElimina
  29. "Se qualcuno ritiene che questo significhi essere proibizionisti, temo sia necessario metterci d'accordo sul significato delle parole. "

    Potremmo incominciare dall'uso del termine libertario che in questi due post hai usato due volte... a sproposito.

    http://libertarianation.org/2011/10/10/liberali-e-libertari-confusioni-lessicali-e-politiche/


    Metil, tu sei un radicale, lascia perdere il libertarismo dove sta.

    RispondiElimina
  30. Mi sento di commentare, ora, pur leggendoti da diverso tempo, nel mio caso un annetto circa.

    Ho letto questi tuoi ultimi due blog, capendo o cercando di capire la logica o il filo logico dietro all'assunzione di droghe, siano esse pesanti o leggere, od ad una qualsivoglia forma di dipendenza si vuole uno creare o essere indotto, ed il motivo per cui lo fà. Quasi sempre lo fà inizialmente, per soffocare ed estraniarsi temporaneamente da un dolore di vario genere, o che gli condiziona la vita, oppure la semplice curiosità, o perchè "lo fanno gli altri" semplicemente, ma che comporta indirettamente ed alla lunga il bruciarsi letteralmente il cervello, o altri organi pur di mantenere tale "oniricità" (se si può dire dell'illusione in tale stato transitorio.).

    In virtù di questo dolore, se la droga come la coca o eroina, per il dolore o curiosità, le pasticche per la superperformance da ballo o altro inibitore di non so bene che cosa viste le molteplicità delle sostanze, si continua all'uso di queste così "care" economicamente, quando basta andare in farmacia e con molto meno "drogarsi" delle varie sostanze presenti in tale luogo; è un fenomeno sociale legato al "socializzare", ed in questo la legge non vi può porre rimedio se non favorendo tutti gli strumenti atti a formare la persona in questo senso.

    E quali sono questi strumenti? non lo sò, sono stato in grado di pormi la domanda, ma non sono ASSOLUTAMENTE in grado di darmi una risposta, di sicuro la terna scuola-famiglia-stato dovrebbe.

    La questione dell'allevamento intensivo, nella realtà, è un falso problema, và di pari passo con l'agricoltura intensiva, con tutto ciò che è intensivo, vale a dire "forzato","inquinato", "non nella natura".
    Se aumentasse di parecchio la richiesta dei biologici, quelli veri, in maniera esponenziale, dubito che le coltivazioni biologiche sarebbero naturali di pari passo con la domanda, perchè poi qualcuno deve guadagnare più di molti, sempre per soddisfare l'ambizione del vincere la concorrenza, creando quel circolo vizioso che ha portato ad inquinare le stesse carni da macello intensivo.

    Poi, noi cosiddette persone civili, pur di avere tempo per noi, siamo rimaste impigliate in un circolo vizioso che ci porta a ritrovarci a lavorare per avere i soldi per mangiare in primis, e fin qua sarebbe normale, ma poi per divertirci in seconda istanza, di conseguenza se ne trae una specie di logica, che chi ci guadagna sui sacrifici o tempo messo a disposizione per il lavoro, sono poche persone, esattamente le stesse, forse, che producono o contribuiscono a produrre la dipendenza da sostanze allucinogene o di altro tipo correlato, perchè alla fine se non c'è sacrificio non cè insoddisfazione, se non cè insoddisfazione non c'è risentimento, rabbia, dolore, e i vari mali del mondo, se non c'è tutto questo come guadagnerebbero costoro? vendendo pace?

    Pertanto, la vedo difficile il creare una legge che permetta questa o quella dipendenza in totale libertà per sè stessi e minor danno per gli altri, di fatto una qualsivoglia dipendenza è tale per causa di un guadagno dove qualcuno che ne trae beneficio dalle sofferenze altrui, vedasi lobby delle case farmaceutiche, vedasi crisi economica, vedasi varie forme di dittatura militare nei paesi poveri, e la legge la faranno sempre questi pochi, a dispetto dei tanti.

    Finchè la spinta di una legge, riforma, o qualsivoglia ribellione, violenta o pacifica che sia, non viene dal basso, dubito che si possa avere forza di cambiare e cercare di riparare danni di secoli di storia del potere economico e politico unilaterale.

    RispondiElimina
  31. Fabristol dopo aver risposto "Sei capitato in un blog di un libertarian free market anarchist. Cosa ti aspetti? Che io dia il significato tuo al termine libertario?" a chi gli faceva notare che ci sono molti significati al termine "libertario", adesso pretende invece di avere il monopolio della parola in questione. Strana coerenza libertaria che hanno questi anarcocapitalisti, pardon free market anarchists.
    http://lanuovaeresia.wordpress.com/2012/02/15/letica-libertaria/#comments

    Comunque passando a cose seria
    @ Enrico: quel che avevo letto io sugli effetti di produzione della CO2 è diverso da quel che sostieni tu, secondo le mie fonti (tra cui posso annoverare un biologo che lavora agli OGM per permettere al mais di fissare l'azoto al terreno) gran parte dell'inquinamento è dovuto alla produzione di concimi di sintesi.
    Purtroppo sono un dilettante in proposito e non posso dire di preciso chi abbia ragione, se volessi citarmi qualche fonte te ne sarei grato.

    Per quanto riguarda l'indispensabilità del letame, comunque, devo dire che:
    -il mio orto senza concime non va avanti, anche se ne basta pochissimo (http://amicidelcampetto.wordpress.com/2011/07/14/affinita-e-differenze/ )
    -il letame ci farebbe molto comodo (ma non riusciamo a portarlo su per via della configurazione orografica)
    -resto poco convinto che il letame sia l'unico ammendante possibile, ho il forte sospetto che il compost potrebbe bastare. Un mio conoscente un po' fricchettone vive di apicoltura e vendita dei prodotti dell'orto (un orto di due ettari in effetti) e non usa concimi animali ma paglia, e dice che il terreno è migliorato moltissimo da quando ha iniziato. Come me l'han detta, la riporto.

    Scialuppe

    RispondiElimina
  32. @ Unknown Anche casa mia occupa suolo e consuma acqua.. ma non è automaticamente un danno alla società.. è un costo. Il tabacco occupa suolo e consuma acqua, ma questo non configura di per sè un danno alla società, fa male a chi lo fuma, ma è un danno cheuno si autoinfligge e la consapevolezza sui danni del fumo è massima, implica dei costi sanitari maggiori per la società, ma se uno acquista per la vita un pacchetto di sigarette al giorno, con tutte le tasse che ci paga, si è abbondanetemente pagato anche le spese sanitarie: è una sua scelta, ha deciso di spendere così i suoi soldi, puoi giudicarlo un pirla, ma ho dei dubbi che sia giusto vietare il tabacco.

    RispondiElimina
  33. Quello che dici è sbagliato, tieni conto solo di quello di cui vuoi tenere conto.

    Non vieteresti le sigarette, ad esempio, perché fanno male solo a chi le fuma. Questa è una stronzata immane, perché le sigarette inquinano l'ambiente, ossia tutti.
    http://www.ecoo.it/articolo/inquinamento-sigarette-nemiche-dell-ambiente/1499/

    Allora... o ti decidi a tener conto di tutto, o la smetti con questa logica bacata del giudicare a spanne le conseguenze delle azioni :P

    Il principale modo con il quale la gente la smette di farsi male e la smette di fare azioni che danneggiano, direttamente o indirettamente, gli altri è l'innalzamento della cultura.

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post