In estrema sintesi succede questo: i 7 radicali candidati nella Lista Civica di Ignazio Marino (tra cui lo scrivente) aderiscono alla Million Marijuana March di Roma 2013, sottolineando a chiare lettere che "il proibizionismo è una delle facce con cui il totalitarismo sta già rivivendo nelle nostre istituzioni producendo morte, dolore e disperazione nelle carceri, nelle strade, nelle famiglie, calpestando i diritti e la vita degli individui a beneficio delle mafie", e l'Assessore De Palo commenta dicendo che la politica "dovrebbe rimanere al di fuori del dibattito sulla legalizzazione delle sostanze stupefacenti" (sic) e che "è urgente rinsaldare l’alleanza tra Istituzioni, famiglie e giovani per combattere il dramma dell’utilizzo di stupefacenti".
Il che, per la verità, è davvero curioso: perché è proprio l'atteggiamento di chi si ostina a mentire spudoratamente sulla cannabis, sostenendo che si tratta di una droga pericolosa alla stregua degli stupefacenti pesanti, a danneggiare i nostri giovani, violando ogni principio di verità, tradendo la loro fiducia e consegnandoli dritti dritti nelle mani dello spaccio illegale e della criminalità.
Dicono che noi, aderendo alla Million Marijuana March, danneggiamo i giovani?
Chiacchiere.
La verità, quella che conosciamo tutti, è che sono loro a fargli davvero del male. A consentire, con le loro proibizioni insensate, che abbiano a che fare con chi in una tasca ha la marijuana e nell'altra l'eroina. A spedirli, senza passare per il via, dentro la bocca del lupo.
La smettano, una buona volta, di criminalizzare chi dice ai ragazzi la verità.
E si facciano, piuttosto, un esamino di coscienza.

