Il diritto di morire, il dovere del trapianto

Ricevo da Alessandro Loppi e pubblico. Diffondete, se potete: si tratta di una cosa importante.

Caro Alessandro "Metilparaben",‬‪pochi giorni fa qui a Roma una ragazza di sedici anni è volata contro un palo mentre guidava il suo nuovissimo motorino… morendo all'istante, mi "piacerebbe" scrivere. Indossava purtroppo uno di quei caschetti stupidi a scodella che i nostri giovani si ostinano a preferire nonostante non servano a nulla, complice anche una cronica assenza dei vigili che dovrebbero invece punire debitamente questi sprovveduti.‬‪La cosa terribile è che se i medici non l'avessero operata immediatamente, la fanciulla sarebbe morta perché il cervello ormai danneggiato comprimeva l'ipotalamo o comunque era compresso a sua volta. L'operazione e l'immediata rimozione della scatola cranica (!) hanno consentito al cervello di respirare e di recuperare... spurgando sangue, però! E a detta della mia cara amica che mi ha raccontato questa storia, e che potremmo definire una quasi sorellastra (il suo papà è il compagno della mamma di questa disgraziata), è vero che ai parenti riescono a impedire con un velo di vedere quel che resta del volto, ma non certo il continuo "spurgare" di questo sangue e di qualcos'altro che non voglio nemmeno immaginare.‬‪Detto ciò, la morte cerebrale è stata istantanea e acclarata strumentalmente (tanto che non possono più farle tecnicamente un elettroencefalogramma); quella fisica no, perché il corpo è giovanissimo e quindi straordinariamente resistente. I genitori hanno firmato lucidamente ed immediatamente per l'espianto degli organi, ma con la nuova legge è impossibile agire subito, proprio perché il corpo continua a mandare segnali di vita, "meccanici" ma pur sempre segnali.‬‪Le ripetute e ciniche angiografie cui è sottoposta dimostrano che il flusso di sangue interno c'è, "funziona" potremmo dire, e quindi per legge i medici non possono ridurre lentamente l'alimentazione. Non ti dico poi come i bollettini medici vengano presentati ai famigliari, perché qualcuno poi avrebbe il coraggio di scrivere "è polemica".‬‪Intanto il tempo passa, e paradossalmente i famigliari non vedono l'ora che qualcuno abbia la decenza di dichiararla morta per poterla salutare decorosamente. Ma soprattutto il resto del corpo si sta sempre più deteriorando, con il rischio di rendere impossibile la donazione degli organi a numerosi disgraziati in lista d'attesa. Tenendo conto poi che dopo la morte accertata, per legge una commissione dovrà presidiare la salma per altre sei ore, e solo dopo autorizzarne l'espianto!!!‬‪ Ma che razza di paese è diventato il nostro? Rutelli, la Binetti e tutti questi ipocriti sepolcri imbiancati, cosa rispondono ai parenti della fanciulla e a chi non potrà "risorgere" con quei trapianti? Ma non si vergognano?!‬‪ Ti ringrazio sin da adesso per l'interessamento.
Alessandro Loppi‬‪
(http://minimalessandro.blogspot.com/)
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Questo post è stato pubblicato il 09 aprile 2010. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

16 Responses to “Il diritto di morire, il dovere del trapianto”

  1. Nel paese dove cardiologi di fama mondiale per poche centinaia di euro impiantano valvole cardiache difettose vogliamo dare a qualche medicastro la possibilita' di dichiarare senza controlli morte le persone, magari "ispirati" da qualcuno?
    Come diceva uno che ha governato a lungo l'Italia e, forse non a caso, sta per arrivare a 100 anni: "A pensar male si fa peccato ma ci si indovina sempre!"

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  2. Si vabbè...ma una giusta via di mezzo non si può trovare?
    Perchè non proviamo una volta tanto a smetterla di pensare come i furbetti, o furbastri, italioti?
    Rispetto per le persone...questo ci manca, rispetto del dolore di un padre e di una madre...
    In venti anni questo Paese è precipitato in un baratro orrendo fatto di gentaglia che appena può si approfitta di tutto..
    I soldi non sono tutto e i vari paperoni sappiano, o meglio ricordino, che non li potranno portare con sè.

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  3. e i vari paperoni sappiano, o meglio ricordino, che non li potranno portare con sè*

    *ma li possono lasciare ai figli.

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  4. Non vorrei sembrare indelicato, ma questa storia ha tutte le caratteristiche di una leggenda metropolitana.
    A.B.

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  5. Ti ringrazio della "leggenda metropolitana", ne avevamo proprio bisogno: lo riferirò ai genitori di Giulia.
    Buona Giornata,
    Alessandro Loppi

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  6. Quello che non mi torna troppo è che l'accertamento della morte è unitario; mi pare di capire che non sia medicamente pensabile il parlare di morte celebrale e allo stesso tempo di individuo vivo... siamo sicuri che la prima sia stata accertata? Dopotutto, sono medici, spero che ci sia qualche motivo se attuando determinate procedure...
    Ricordiamo che l'attuale definizione di morte viene dal Rapporto di Harvard pubblicato sul Journal of the American Medical Association ed è basata appunto sull'attività celebrale.
    Certo è una triste storia...

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  7. Vallo a spiegare a chi ha fatto la legge, non a me. In più io non posso forzare più di tanto chi è coinvolto in questa vicenda: da questo mio stallo a parlare di "leggenda metropolitana" ne passa, e mi fa pure incazzare; si perché mette in dubbio la mia parola (e la mia faccia, visto che poi non ho un cognome così diffuso e quindi sarei un idiota a giocare con il dolore), sia - soprattuttissimo - il momento delicato che stanno vivendo i genitori della ragazza.
    Detto ciò, io non credo che "quei" medici si mettano lì tanto a discettare. Il cervello è spento, ma il corpo dà segnali. Il come, il quanto, il perché sto cercando di capirlo e cercherò di darvene conto.
    E poi, perdonami, proprio non ce lo vedo Augias a metter dentro Repubblica una lettera come la mia (l'ha fatto ieri) senza prima verificare. E infatti uno dei suoi colleghi mi ha riempito di domande prima di pubblicare il testo: ha legittimamente cassato la parte dubbiosa delle mie risposte (perché dubbiose anche per me, visto che sto facendo le capriole per aiutare questa famiglia), ha indagato sul resto e poi ha pubblicato.
    E comunque sono casi abbastanza frequenti, non ti credere: mia sorella è DAI alla Terza Università e mi racconta cose che superano di gran lunga la vicenda di Giulia.
    Ancora grazie ad Alessandro che mi ha dato spazio e sopporta le mie intrusioni.
    Alessandro Loppi

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  8. Al, non prendertela per il commento di anonimo. Sarà stata l'urgenza di scrivere la storia, ma dalle tue parole non si capisce se l'intervento per diminuire la pressione intracranica sia stato fatto immediatamente sul luogo dell'incidente o dopo, in ospedale. L'impressione che si ricava leggendo è che sia stato fatto subito, quando la ragazza era ancora sull'asfalto, e quindi il "sospetto" di leggenda metropolitana si fa forte perchè nessun medico o paramedico asporterebbe la teca cranica in loco, non ne avrebbe nemmeno gli strumenti. Basterebbe praticare un foro per lasciar defluire il sangue.
    E' questo che può aver tratto in inganno l'anonimo, e non solo lui.
    F

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  9. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  11. Riscrivo il commento perché ho fatto troppi errori di italiano.
    Dicevo: Scusami non avevo fatto refresh e quindi son costretto a rirompere. La mia lettera è stata il frutto di rielaborazione di ciò che mi scrive la quasi sorellastra di Giulia.
    L'operazione non è stata fatta in loco (non è un episodio di Grey's Anatomy, che conosco bene visto che mia moglie me li impone ogni sera), ma appena giunti in ospedale.
    Nessun foro, semmai asportazione di parte della calotta cranica, ma in sala operatoria.
    Tieni conto, come ho già scritto anche nella mail che cortesemente Alessandro ha pubblicato, che quei medici informano poco e male.
    Il problema della mia posizione è: i genitori vogliono lottare per la morte di Giulia, vogliono donare i suoi organi, non vogliono una figlia vegetale, stanno chiedendo aiuto a chi conoscono.
    MA (grande come una casa): non hanno la cultura e la capacità per ricalcare la forza e la risolutezza di Englaro, non vengono informati a dovere, danno informazioni col contagocce perché - appunto - le ricevono come le ricevono.
    Io sono l'unico tra quelli che conoscono (per via indiretta, peraltro)che a 44 anni ancora s'indigna, s'incazza e vuole fare qualcosa nella vita.
    Spero di essere stato chiaro. Continuerò ad informare Alessandro via mail.
    Grazie ancora,
    Alessandro Loppi

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  12. Al,
    capisco l'urgenza e la confusione, ma penso che sia più probabile che, pur nella loro malacomunicazione, siano più competenti i medici che lavorano sul caso che Augias. Tantopiù che i criteri di morte saranno l'ABC per medici che lavorano su simili casi.

    Quale sarebbe la "nuova legge" implicata in questo caso?

    E poi faccio presente che o il paragone Englaro è fuorviante o la descrizione del caso non è coerente: questo perchè Eluana Englaro NON ERA celebralmente morta (o anche perchè per esempio il suo corpo si era conservato per anni e anni).

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  13. Mmmmh, veramente non è Augias fisicamente che si è mosso: è un po' vecchietto e anche poco incline a fare qualcosa aggratis. Quindi per favore non sminuire il tutto perché stai spostando l'ago della questione in maniera pretestuosa e anche inutile perché polemica tanto per esserlo.
    Detto ciò, la "nuova legge" è continuamente citata dagli stessi medici che seguono la questione, e la sbattono in faccia continuamente ai famigliari. Il cervello è piatto, chiaro? Pi-at-to! Il cuore invece pulsa. Difficile da comprendere?
    Non avere così tanta fiducia nei medici, credimi: dal 1993 io sono affetto da una rarissima patologia, e di cose che voi umani eccetera ne ho viste e ci potrei riempire venti blog al giorno; lascia proprio perdere. La tua idea un po' pura della categoria mi fa sorridere: ti potrei portare mille esperienze mie a riguardo, e immagino altre persone potrebbero sconfessarti abilmente.
    In quanto al riferimento alla Englaro, la mia frase è precisa, bastava leggerla: "non hanno la cultura e la capacità per ricalcare la forza e la risolutezza di Englaro"; il che non significa che il caso di Giulia si identico. Ripeto però che ci vorrebbe la forza di Beppino che ha avuto un gran fegato. E io parlo di fegato, di forza e di coraggio, non di analogie.
    Ti confesso, sto incontrando ottime reazioni in giro e un buon sostegno, tanto che ho invitato la famiglia a fare un altro passo, a denunciare meglio la cosa, proprio perché godono di attenzione e solidarietà.
    Poi incontro quelli che vogliono dire comunque qualcosa in più, senza però avere in mente quello che sta accadendo, e che fanno le pulci ad ogni costo. Buon per loro, che ti devo dire...
    Buona giornata,
    Alessandro Loppi

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  14. Boh, comunque secondo me vi conviene rintracciare cosa sia e cosa dica questa legge e in generale rendere la cosa più circostanziata.. a e sembra ancora poco chiara..

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  15. Purtroppo non è una leggenda metropolitana: Giulia frequentava lo stesso liceo scientifico di mio figlio Lorenzo. Tutte le mattine da quel 2 aprile passo sul luogo dell'incidente e leggo lo striscione che riporta le ultime frasi scritte da Giulia su facebook solo poche ore prima che quel palo fermasse per sempre il suo cammino: "il cielo resta il limite da superare". Lo hanno messo gli amici, tanti, tantissimi, disperati. Disperati per non poterla salutare e, soprattutto, perchè la sanno imprigionata in una dimensione senza ritorno. Forse sono troppo addolorata e troppo mi immedesimo nella disperazione dei suoi genitori per riuscire ad inveire contro questo schifo di paese. Giulia, vola via. Laura (mamma di Lorenzo)

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  16. non ho capito cos'e' la "nuova legge": il famoso provvedimento amministrativo di sacconi di fine 2008?

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