Volto o vulva, fa poca differenza

Non so, a me pare che ce la prendiamo tanto con gli islamici e il loro burqa, con la condizione della donna tra gli immigrati che vengono dai paesi economicamente meno sviluppati, con gli assurdi precetti cui costoro si sottomettono, e poi non facciamo una piega quando nel nostro avanzatissimo paese c'è ancora gente che nutre una vera e propria ossessione per la verginità delle donne, vale a dire per la circostanza che il loro imene non venga danneggiato dal pene di un maschio prima del matrimonio, al punto da indurre una ragazza terrorizzata a raccontare una balla dalle conseguenze disastrose -ancorché ingiustificabili, come scrivevo ieri- pur di non dover confessare ai genitori di essere stata "deflorata" prima delle nozze.
Sarà che sono io, ad essere strambo: però non vedo una gran differenza tra l'alzata d'ingegno di piazzare un velo sulla faccia di una donna e quella di controllare l'integrità della sua vagina; né ce ne vedo molta tra l'idea di emarginarla perché va in giro col volto scoperto e quella di schifarla perché il membro di qualcun altro è già penetrato nella sua vulva.
In entrambi i casi si tratta di controllare il corpo di un altro essere umano, pretendere di disporne come se fosse il proprio, cercare di impedire che il legittimo proprietario ne faccia l'uso che ritiene più opportuno: né rileva, come qualcuno potrebbe avere la tentazione di eccepire, il fatto che l'essere umano oggetto di tanta attenzione genitale sia minorenne, a meno di non voler ammettere che piazzare per forza un velo in faccia ad una ragazza sotto i diciotto anni costituisca un'operazione tollerabile.
Volto o vulva, insomma, fa poca differenza.
Dovremmo andarci più cauti, quando prendiamo per il culo gli altri e diamo loro dei selvaggi.

Questo post è stato pubblicato il 12 dicembre 2011 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

13 Responses to “Volto o vulva, fa poca differenza”

  1. Purtroppo sono gli effetti di una società maschilistica che ha sempre usato la religione per rafforzare il dominio sulle donne. Seminiamo quanto raccolto.

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  2. Ma esistono ancora ginecologi che fanno la visita per certificare la verginità? Non esiste una legge per condannarli?

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  3. sono solo io a pensare che probabilmente senza le religioni, avremmo vissuto (vivremmo) meglio?

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  4. Questo post è molto acuto. A volte certi pensieri risultano così preziosi nell'economia dei discorsi che si fa fatica a credere di averli letti proprio così come sono.
    Complimenti per l'intuizione. Grazie di averla condivisa.
    Giovanni Picker

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  5. ...un'altra cosa, dato che il pogrom di Torino ha avuto un'eco internazionale non indifferente (The Guardian, The Independent, per citare i due che conosco), faresti una traduzione di questo post in inglese? Eventualmente posso farla anch'io, e prima di postarla su itn te la maderei per un check. Mi trovi qui: giopicker@hotmail.com

    Giovanni Picker

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  7. Scusa ma tu se avessi una figlia di 16 anni cosa le diresti? Tieni questo è un profilattico divertiti? Perché siamo tutti d'accordo che fare l'esame per il controllo della verginità sia un inutile tortura, ma non penso che sia peggio di quelli che fanno uscire le proprie figlie della stessa età con uno scalda-collo al posto della gonna e magari le vedono tornare a casa ubriache come Gascoigne ai tempi d'oro. O volendo fare un esempio di cronaca recente pensi che sia un genitore migliore quello che telefonava alla figlia dicendo di "darla" a un uomo che poteva essere serenamente suo nonno per ottenere in cambio dei favori?

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  8. Fino a che punto, su determinati argomenti, un genitore ha il diritto di educare i figli come vuole? Ci sono gli spazi "giuridici" per capire dove finisce il diritto del genitore ad educare i figli secondo i propri principi e dove inizia il diritto dei figli ad affrancarsi dalle credenze (religiose e non) dei genitori?

    A quanto pare questo vale per i casi limite (es: figli di amish o di TdG che difficilmente riescono a farsi una vita fuori dalla comunità di origine) ma anche e sempre più per alcuni aspetti della vita quotidiana.

    Possono esistere delle leggi che limitino la patria potestà del genitore qualora crei eccessive limitazioni alla vita dei figli?

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  9. Fatti una lettura edificante. Però prenditi prima una massiccia dose di Maalox.
    http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/9827-concerto-di-jovanotti-la-tragedia-di-trieste-faccia-riflettere
    (sta di nuovo in down, è la seconda volta che dicono "sito in aggiornamento", che strano eh?)

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  11. Mashiro, scusa ma non era questo il messaggio che voleva comunicare questo post. Era una riflessione sulle critiche a una cultura che, in fin dei conti, non è molto diversa dalla nostra nei confronti delle donne. Nei tuoi casi in esame, il problema non è certo il sesso né l'alcolismo: il problema è il rapporto figlio-genitore.

    Condivido abbastanza, tuttavia si trattano di casi limite. Finiamola con queste generalizzazioni.

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  12. xmashiro:
    Quindi seconto te è giusto controllare la sessualità di una femmina fino al matrimonio e impedirle di avere una vita sessuale. Io penso che sia meglio dalle un preservativo e dirle "divertiti" (del resto con i maschi non si fa così?)almeno le insegnano il sesso protetto, ma visto che in italia si ha paura di pronunciare la parola profilattico non c'è da stupisi se ci sono ancora famiglie che usano il più vecchio contraccettivo del mondo: l'astinenza.
    Tornando alla mia affermazione "del resto con i maschi non si fa così?" volevo dire che negl ialtri Paesi le donne e gli uomini hanno la stessa libertà sessuale e le donne non vengono considerate delle mignotte quando decidono di fare l'amore per piacere proprio. In italia si accetta di più che una ragazzina venga spedita ad Arcore a soddisfare vecchi miliardari piuttosto che insegnarle che il corpo e la sessualità sono delle cose normali e spontanee. Sono assolutamente sconcertata come la sessualità femminile viene considerata nel nostro Paese e come la figura femminile venga ancora subordinata in famiglia.
    Perchè questa io non la chiamo famiglia, non è normale una famiglia che considera le donne come un buco. Comunque la religione cristiana e come quella islamica, considera le donne come spazzatura.

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  13. in un paese normale a quella specie di genitori, evidentemente i preda a delle turbe cattovaginali, avrebbero tolta subito la patria potestà.

    da noi, con un papa che blatera di vergini a ogni piè sospinto, pare normale occuparsi degli imeni altrui. ma in giappone, tanto per dirne una, è considerato normale che prima del matrimonio le ragazze si divertano.

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