Archive for novembre 2008

Angelo, conta trenta

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Il cicalino sotto la pelle dell'orecchio di lei iniziò a suonare proprio mentre stavano per venire. Lui spalancò gli occhi, rabbrividì e si alzò di scatto, inciampando nei pantaloni calati sulle caviglie. «Cristo, ma non mi avevi detto che te l'avevano modificato?» Lei biascicò qualcosa di incomprensibile, mentre il rumore dell'allarme cresceva e riempiva la stanza. «Ehi, ce l'ho con te. Non mi avevi detto che quei tuoi amici ti avevano modificato quel cazzo di sensore?» «Credo di sì... Cioè, sì, mi hanno detto così...» «Merda, fa niente. Non c'è tempo. Saranno qua tra tre minuti». «Scusa...» «Lascia stare, non è colpa tua. Dimmi solo se ricordi dove ho messo la camicia, cristo...» «E' inutile, stanno per arrivare, non ce la farai mai». Era rimasta sul letto, nuda. Pareva rassegnata, pensò lui mentre cercava i vestiti tra le lenzuola aggrovigliate. Il suono del campanello arrivò proprio nel momento in cui era finalmente riuscito trovare la camicia. Aveva ragione lei, a quanto pare. Il campanello suonò ancora. «Aprite la porta!» Erano in trappola, ormai. Tanto valeva farli entrare. «Vèstiti, che apro». «E perché dovrei vestirmi? Per spogliarmi di nuovo?» Lui mugugnò qualcosa, tolse il chiavistello e aprì la porta. Il prete era sulla cinquantina, aveva una lunga tonaca bianca, un paio di guanti in pelle nera e un sorriso sottile stampato sulla faccia. Dietro di lui il chierichetto, con i capelli rossi e la valigetta degli attrezzi in mano. A giudicare dall'aspetto non aveva nemmeno quindici anni. «Bene, bene, bene. Cosa abbiamo, qua?» I due entrarono nella stanza. Il prete sembrava studiare la situazione con aria meticolosa. Fece un cenno al ragazzo, che pigiò un tasto sul telecomando che aveva appeso al collo con un laccio. Il cicalino smise di suonare. «Allora, signora... vediamo un po'... signora Berlacchi, sbaglio?» Lei abbassò la testa e bisbigliò qualcosa. «Signora, la prego di collaborare. La sto identificando e sto cercando di farlo in modo gentile, ma potrei cambiare registro. L'appartamento risulta intestato a suo nome. Ora le ripeto: è lei la signora Berlacchi Ida, nata a Roma il 22 febbraio 2015?» «Sono io». «Bene. E il signore, qua, dovrebbe essere suo marito, sbaglio?» «Vaffanculo». «Uno stallone scontroso, vedo. Angelo, per favore, vuoi passarmi la frusta?» Il ragazzo posò per terra la valigetta, la aprì e ne estrasse una specie di serpente lucido di gomma nera. Lo passò al prete, che azionò un minuscolo interruttore sul manico. Si sentì un breve ronzio e sulla base dell'attrezzo si accese una spia rossa lampeggiante. «Allora, dicevamo, lei è il marito della signora, giusto? Giancane Ottavio, a quanto ci risulta». «Dicevamo vaffanculo», ripeté lui fissando il prete negli occhi. La sferzata partì all'improvviso e lo colpì alla base del collo. Le ginocchia gli cedettero di schianto, cadde a terra come uno straccio bagnato. Nell'aria si diffuse un vago odore di pelle bruciata. «Angelo, perquisisci il nostro amico ribelle prima che si riabbia e gli venga in mente di fare ancora il fumantino. Trovagli i documenti e vedi di capire se è il marito di questa troia oppure no. Mi scusi, signora, si fa per dire ovviamente...» Il chierichetto si piegò sull'uomo svenuto e iniziò a frugargli le tasche dei pantaloni. Trovò il portafoglio quasi subito, lo aprì e ne estrasse una patente tutta spiegazzata. Lesse attentamente il nome che c'era stampato sopra. «E' lui». «Va bene, grazie, prendi nota e inizia a scrivere il verbale. Allora, signora, lei sa perché siamo qua, immagino». Lei fece cenno di sì con la testa. «Me ne compiaccio. Mi farebbe vieppiù piacere, tuttavia, che me lo ripetesse lei stessa. Sa com'è, è la procedura». Lei abbassò lo sguardo. Si accorse di essere ancora nuda. Sentì le lacrime che le riempivano gli occhi. Rimase in silenzio mentre iniziavano i singhiozzi. «Signora, la prego, lei pare una persona istruita, conoscerà senz'altro la legge. Potrei costringerla a pronunciare la sua confessione, ma preferirei di gran lunga che lei la renda spontaneamente: faciliterebbe le cose, mi creda. Allora, vuole dirmi perché siamo qua?» Lei deglutì. «Siete qua perché stavo...» «Stava...?» «Perché stavo intrattenendo rapporti sessuali con mio marito in un periodo non fecondo». «Giusto. E lei sa che un comportamento del genere è contrario alla legge, vero?» «Sì». «E sa anche che la Sacra Accademia per la Pianificazione Familiare ha investito miliardi, per fornirvi l'apparecchio portatile di rilevazione della fertilità, e se possibile ancora di più per installare a tutte l'allarme sotto l'orecchio?» Lei annuì. «Bene. Quindi -verbalizza, Angelo- lei dichiara che l'apparecchio di rilevazione fornitole è funzionante, ed è altresì a conoscenza del fatto che la legge proibisce nel modo più assoluto di avere rapporti intimi allorché questi ultimi non siano suscettibili di produrre una ragionevole probabilità di fecondazione?» Lei fece cenno di sì con la testa. «Ottimamente». «La prego, chiuda un occhio. Non ci è mai successo, è la prima volta e...» «Ah, cara signora, come vorrei farlo! Non scherzo, sa? Lo vorrei davvero: potrei, mettiamo, fingere di non essere mai stato qua. Potrei tornarmene al tempio come se niente fosse. Ma lei sa bene che ci sarebbero i registri della centrale, a testimoniare la vostra mancanza: la quale, mi consenta di ricordarglielo, rappresenta una colpa grave, un comportamento irresponsabile e disordinato, un attentato alla vita stessa...» «Ma è non stato che un momento di debolezza...» «Un momento animalesco, signora! Un momento di cedimento ai suoi più bassi istinti! Un momento immondo, ecco cos'è stato!» «La supplico...» Il prete sorrise. «Hai sentito, Angelo? La signora mi supplica». Il ragazzo annuì. «Vogliamo far sentire alla signora cosa rispondiamo a chi ci chiede di venir meno alla nostra penosa quanto inevitabile missione?» «Lo facciamo per voi, signora. Per voi, per il diritto alla vita, per l'esempio che dovete ai vostri figli». Il ragazzo aveva ripetuto la formula con una voce squillante e un sorriso radioso; lei notò distrattamente che era pieno di lentiggini, come quelle di suo figlio. «Ha sentito, signora?», riprese il prete. «Lo facciamo per voi». Lei lo guardò. Le lacrime se n'erano andate. Non c'era niente da fare, evidentemente. Non c'era mai niente da fare, in quei casi. «Ora lo ripeta». «Cosa?» «Ho detto lo ripeta. Ripeta perché lo facciamo. E' la procedura, signora». «Lo... lo fate per noi». «E per...?» «...e per i nostri figli, e per il diritto alla vita...» «Bene, può bastare. Ora, lei conosce la sanzione per questa mancanza?» «La conosco». «Non è la prima volta come diceva, quindi...» «Sì, che è la prima volta! Lo giuro! Lo so perché è successo a una mia conoscente e...» «Va bene, va bene. Sa che potrei controllare anche subito. Ma voglio fidarmi di lei; perché lei, signora, nonostante la sua colpa, mi ispira una certa fiducia. Ora, la prego, si giri». Lei si alzo, si voltò, si distese sul letto a pancia in sotto. Il prete strinse il manico della frusta e prese un respiro profondo. «Angelo, conta trenta a partire da questa». La prima frustata partì mentre il marito si tirava su. Di lì a poco sarebbe toccato a lui. Seduto per terra, riusciva a vedere il gonfiore sotto la tonaca del prete, all'altezza dell'inguine.

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Mauriana

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Conoscevo Mauriana come si può conoscere qualcuno con cui si è lavorato insieme, o per meglio dire qualcuno che ti ha consentito di lavorare regalandoti il suo coraggio, la sua tenacia, la sua combattività. I solerti medici del servizio pubblico di Pisa avevano avuto l'alzata d'ingegno di negarle la ricetta della pillola del giorno: lei, che era una tosta, decise che non era proprio il caso di soprassedere. Così, prese carta e penna e li denunciò. Quella denuncia aprì un fronte che divenne presto una voragine: organizzammo un bel casino, con la radio e tutto il resto, per denunciare l'imposizione di coscienza per e parlare dei diritti negati alle donne. Senza di lei, non avremmo mai potuto. Ebbene, Mauriana se n'è andata qualche giorno fa, all'improvviso, mentre organizzava un'iniziativa della Cellula Coscioni di Pisa della quale era Presidente. Aveva appena venticinque anni. Ora, converrete con me che in questi casi si fa presto, a dire che non si hanno parole, e la maggior parte delle volte va bene così. Invece stavolta è il caso di cercarle, quelle parole, e metterle insieme come si può: si deve, verrebbe da dire, ma la verità è che si vuole, e quando si vuole c'è poco da fare, se non farlo e basta. Così, le parole che riesco a mettere insieme dicono che la conoscevo poco, Mauriana, ma mi punge molto più di una vaghezza, una certezza agrodolce direi, che se ne sia andata una persona bella, ma bella sul serio. L'altro giorno, quando me lo hanno detto, stavo per mandare alle agenzie un comunicato sull'ennesimo caso di pillola del giorno dopo negata, stavolta da un farmacista dedito alla catechesi, con tanto di minacca squadriste alla dottoressa che l'aveva prescritta. Be', sapete anche voi come funziona: una notizia del genere, di una persona bella, giovane e coraggiosa che se ne va senza preavviso, ti fulmina e toglie la voglia di fare qualsiasi cosa; stavo per mandare tutto a monte, 'sti cazzi del comunicato e della pillola e degli obiettori e perfino degli squadristi, quasi quasi me ne resto qua a farmi venire il magone e se ne andassero tutti affanculo, per una volta, ché oggi ho altro per la testa. Poi ho pensato di mandarlo lo stesso, quel comunicato; o, per essere più precisi, ho deciso di mandarlo a maggior ragione, dopo aver ricevuto quella notizia terribile. Perché le mie parole, quelle che stavolta ho cercato (perché volevo cercarle), e che ho trovato come ho potuto, dicono che l'unica cosa che resta da fare, la più importante, è non mollare e andare avanti. Anche per lei, si direbbe in un linguaggio che il mio snobismo del cazzo, di cui a volte mi vergogno (e questa è una di quelle volte), mi conduce spesso e volentieri ad irridere. Ma stavolta, abbiate pazienza, è proprio così. Noi ci si rialza e si va avanti. Anche per lei.

Chi l'ha detto? /7: Fecondazione assistita

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Eccoci, gente, alla tappa numero 7 del nostro concorso a premi. Dopo qualche puntata particolare, torniamo a uno dei grandi argomenti sui quali gli integralisti di ogni ordine e grado si sono accapigliati negli ultimi tempi: la fecondazione assistita e la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali. Anche questa puntata è tutt'altro che facile: del resto, rimescolare un po' le carte potrebbe regalare qualche possibilità di risalita a quelli che sono rimasti un po' indietro. Mentre ricordo a chi si fosse attardato che è sempre possibile cimentarsi con i quiz precedenti cliccando qua (sarà mia cura aggiornare la classifica con i risultati dei nuovi partecipanti), e che per partecipare è necessario scrivere il punteggio ottenuto nei commenti, ribadisco che al vincitore finale del gran premio (al termine delle dieci tappe previste) sarà inviato un libro scelto da me. Insomma, gente, siamo alla solita solfa: giocate, giocate, giocate! E pentitevi, una buona volta, ché siete sempre in tempo.

Squadrismo di coscienza

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Dal sito dell'Associazione Luca Coscioni: Pillola giorno dopo: intimidazioni squadriste nei confronti di medico che prescrive contraccezione d’emergenza Dichiarazione di Lisa Canitano, Presidente dell'Associazione Vita di Donna, e Alessandro Capriccioli, membro di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. "Sabato sera ho prescritto a una paziente la pillola del giorno dopo, ma il farmacista di turno presso cui la donna si è presentata ad acquistarla si è rifiutato di vendergliela invocando l'obiezione di coscienza". Così Lisa Canitano, ginecologa, Presidente dell'Associazione Vita di Donna e promotrice, insieme all'Associazione Luca Coscioni, del servizio "SOS Pillola del Giorno Dopo". "Mi sono quindi recata presso la farmacia" prosegue Canitano "portando con me un'ulteriore ricetta e una copia della dichiarazione dell'Ordine dei Farmacisti, secondo la quale il diritto all'obiezione di coscienza non è riconosciuto ai farmacisti. Nonostante gli abbia consegnato tali documenti, il farmacista ha continuato a rifiutarsi, mentre alcuni individui minacciosi non identificati giunti nei pressi della farmacia hanno iniziato ad intimidirmi, affermando esplicitamente di essere là per sostenere il farmacista. Dopo aver chiamato la polizia ed aver denunciato l'accaduto", conclude Canitano "mi sono allontanata per non dover subire conseguenze peggiori. Mentre denuncio la gravità dell'accaduto, mi riservo di affidare la vicenda alle mani di un legale". "Ho seguito la vicenda da vicino, essendo stato contattato telefonicamente da Lisa Canitano proprio mentre era davanti alla farmacia" dichiara Alessandro Capriccioli, membro di Giunta dell'Associazione Luca Coscioni e del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. "Si tratta di un episodio gravissimo, nel quale l'imposizione di coscienza e l'incivile sabotaggio già in atto da tempo nei confronti dei diritti delle donne e della loro libertà di scelta assume i toni inquietanti della minaccia e dell'intimidazione. Ci attiveremo immediatamente insieme a Vita di Donna" conclude Capriccioli "per verificare e porre in essere le azioni legali percorribili nei confronti del farmacista che si è rifiutato di adempiere alla richiesta di un medico -peraltro presente sul posto- e per definire i contorni di quella che appare a tutti gli effetti come una vera e propria intimidazione squadrista nei confronti di un medico nell'esercizio delle sue funzioni".

Persecuzioni

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Alcune indiscrezioni rivelano che il secondo incontro di formazione sarà dedicato a Barbablù, difensore delle donne perseguitato dalle femministe.

Grazie, Onorevole

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La mia prima citazione sulla Repubblica non poteva che essere merito suo. Quando si dice che uno ha una musa ispiratrice, eh?

Il paradiso si spegnerà

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Da una tesi di laurea dell'Università "Immacolata" di Siviglia, facoltà di Storia, Anno Accademico 2165:

Nel 2077, anno XII dall'Avvento della Federazione delle Repubbliche Cattoliche Europee, è stato brevettato il "Vitasemper", un innovativo macchinario capace di sostituire completamente qualsiasi funzione corporea umana: grazie all'apparecchio sarà possibile assicurare la sopravvivenza di un individuo del tutto privo di qualsiasi organo, compreso il cervello che potrà essere sostituito da un software in grado di elaborare gli stimoli essenziali e di simulare sei tipi diversi di personalità. La macchina, presentata alla Fiera Mondiale di Londra, sarà disponibile sul mercato a partire...
Da un articolo dell'Osservatore Romano, settembre 2178:
Dopo un acceso dibattito durato più di due anni, la Rianimazione Permanente Obbligatoria è stata infine approvata nella serata di ieri mediante l'emanazione di un Pontificio Decreto: "Le strutture sanitarie di ogni ordine e grado, le guardie mediche, gli ambulatori e gli studi medici privati", recita l'articolo 3 del testo normativo, "dovranno dotarsi, entro sei mesi a far data dall'entrata in vigore del presente Decreto, degli strumenti necessari per disporre il trasferimento di ogni paziente in imminente pericolo di vita presso una delle strutture convenzionate di cui all'allegato A per sottoporlo a trattamento con Vitasemper." (...) Alcuni manifestanti radunatisi sotto il Vaticano nelle ore successive all'approvazione del decreto sono stati dispersi dalle forze dell'ordine, che hanno anche dovuto procedere a decine di arresti...
Da una dichiarazione del Presidente del Consiglio Papa Benedetto XXIV, giugno 2180:
Anche la Chiesa, come tutte le organizzazioni politiche del pianeta, ha l'obbligo morale di adeguarsi al progresso della scienza. Per questo il Catechismo è stato rivisto nelle parti che riguardano il Giudizio Universale, il Castigo Eterno e la salvezza dell'anima: il Paradiso, possiamo affermarlo senza tema di smentita, si trova qui sulla terra, e la vita eterna promessa dalle Scritture e dal Figlio del Padre è ora diventata una realtà concreta, grazie a questo dono di Dio che consentirà a tutti gli uomini di risorgere, nel corpo e nell'anima, prima ancora della morte fisica...
Da un volantino sequestrato dal Nucleo Mobile della Polizia Svizzera durante una manifestazione, dicembre 2186:
SULLA TERRA NON C'E' PIU' POSTO: MORTI VIVENTI SULLA LUNA Loro continuano a negare, ma noi abbiamo le prove: sulla Luna è in corso la costruzione di unità di rianimazione in serie per trasferire tutti i malati (meglio sarebbe dire "morti") sottoposti a RPO! La ripresa di continue missioni spaziali sul nostro satellite dopo più di un secolo dimostra in modo inequivocabile un disegno che verrà svelato, come sempre, soltanto quando sarà portato a compimento e diventerà obbligatorio per tutti...
Dall'opuscolo dell'agenzia di viaggi "San Paolo", marzo 2201:
VOLA SULLA LUNA A TROVARE I TUOI CARI Pacchetto completo: viaggio in Shuttle classe "B", soggiorno presso un ostello sotterraneo tre stelle, visita guidata con responsabile dell'Ufficio Anagrafe che ti condurrà da tutti i tuoi parenti entro la terza generazione, a soli 499,99! Prenota ora, i posti sono limitati! Per informazioni...
Da un ciclostile reperito in un cestino della spazzatura, luglio 2222:
La Luna, come avevamo previsto, è così diventata un enorme contenitore di morti viventi: le sale di rianimazione si estendono per centinaia di metri nel sottosuolo e per decine di piani in superficie. L'energia sviluppata in un anno dai generatori nucleari per far funzionare questa grottesca fabbrica della non-vita sarebbe sufficiente ad alimentare la Terra per un secolo o due: si calcola che siano ormai miliardi i corpi stipati nelle celle, costruite una accanto all'altra come in un alveare...
Dall'interrogatorio di un imputato al maxi-processo del Sant'Uffizio contro il terrorismo biologico, settembre 2233:
D: Potrebbe confermare le circostanze del suo arresto? R: Fui fermato in macchina e perquisito mentre rientravo a casa. D: Cosa emerse dalla perquisizione? R: Avevo in una valigetta delle fiale di cloruro di potassio. D: Quante fiale? R: Non ricordo. D: Dal verbale risulta che si trattava di quattrocento fiale. R: Può darsi, sì. D: Che uso aveva intenzione di farne? R: Non ricordo. D: Erano destinate alla vostra organizzazione per il suicidio di massa? R: Non esiste alcuna organizzazione per il suicidio di massa. D: Ripeto: erano destinate alla vostra organizzazione? R: Mi dichiaro prigioniero politico. Non intendo rispondere ad altre domande.
Da una nota della Questura Pontificia, gennaio 2245:
Neanche la legge marziale e l'inevitabile reintroduzione della pena capitale hanno potuto scoraggiare le frange terroristiche più estreme: si insinuano tra di noi, seminando l'odio e propagandando la cultura della non-vita della quale si fanno promotori; incitano i loro fratelli malati al suicidio, fornendo loro addirittura gli strumenti (e talora persino l'assistenza medica) per metterlo in pratica. Denunciarli è un dovere civile e morale di ogni cittadino! Se sospetti di qualcuno non esitare a metterti in contatto con la Questura: a questo scopo è stato istituito un numero di videotelefono gratuito...
Dal un foglio nella tasca del sedile di una navetta spaziale, dicembre 2248:
Qualcuno mi ha raccontato che la Luna era un simbolo, tanti anni fa, il simbolo degli innamorati: roba buona per quelli che hanno grilli per la testa, insomma, o al massimo per qualche canzone melensa. Può darsi che non ci sia tempo, oggi, per smancerie del genere; oppure siamo noi, che non abbiamo capito niente e ci ostiniamo a rifiutare quello che si dice una vita normale: nascere, studiare, sposarsi, avere dei figli, invecchiare, farsi attaccare a una macchina quando arriva il momento, e poi aspettare. Aspettare la fine del tempo, o magari la visita di qualcuno che non conosciamo, che ci saluta con lo sguardo serio di chi sta compiendo una specie di dovere e precisa con un certo orgoglio idiota di essere il figlio del figlio di nostro figlio. Sia come sia, le cariche sono piazzate, e brilleranno appena la luce del sole le riscalderà: i generatori si disattiveranno, il ronzio si smorzerà, le celle precipiteranno nel buio e nel silenzio. Se siamo fortunati, prima che si organizzino e rimettano le cose a posto trascorreranno le tre o quattro ore necessarie a rendere la cosa irreversibile. Intendiamoci, non che io mi illuda di vederlo con i miei occhi: sono in trappola, qua dentro, ed è sicuro che mi troveranno prima che lo Shuttle riparta per la terra. Mi fucileranno sul posto, come si usa con i terroristi. Poi, finalmente, il Paradiso si spegnerà.
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Figuracce

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Luca Volontè in un'agenzia stampa:
Non ci rassegniamo a veder morire Eluana: la sentenza della Cassazione è in aperta violazione con la Convenzione Onu sui Diritti umani degli ammalati, ed è quindi necessario attendere una pronuncia europea prima di compiere quello che sarebbe un vero e proprio omicidio.
Mi corre l'obbligo di ricordare che Luca Volontè ebbe l'alzata d'ingegno di utilizzare la parola "omicidio" anche in un'altra occasione: la brillante performance, immortalata nel video che potete vedere qua sopra, fu clamorosamente smentita dai fatti, stante il proscioglimento del Dottor Mario Riccio dalle accuse ipotizzate. Dia retta, onorevole: moderare il linguaggio ridurrebbe un tantino la Sua visibilità, ma alla lunga potrebbe finire per tornarle utile. Sa com'è, accumulare brutte figure non è proprio il massimo... --- Cliccare qua per la versione ufficiale.

Chi l'ha detto? Classifica aggiornata dopo la tappa n. 6

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E così, ridendo e scherzando, siamo arrivati alla classifica del concorso "Chi l'ha detto?" dopo la sesta puntata. Come in una tappa di montagna del Tour de France, il gruppo si sgrana: Eugenia rimane in testa, Marlow rosicchia una lunghezza e segue a ruota, tengono Firetrip e Shaadow, AleG perde leggermente contatto: la lotta è comunque avvincente, e non è detta l'ultima parola, giacché con i prossimi quiz (che saranno difficili, vi avverto) cercherò di dare a tutti la possibilità di recuperare posizioni. Come sempre, vi raccomando di comunicarmi eventuali errori, ripetendo che al vincitore finale del concorso sarà inviato un libro scelto da me e ricordandovi che chi non avesse ancora fatto in tempo a cimentarsi con le domande delle prime cinque tappe è sempre in tempo a farlo cliccando qua: sarà mia cura aggiornare la classifica con nuovi i punteggi. In attesa della settima puntata, buona consultazione a tutti! 6.800: Eugenia; 6.400: Marlow; 6.200: Firetrip; 6.000: Shaadow; 5.800: AleG; 5.400: Boga; 5.300: Mariuzzoweb; 5.000: Poverobucharin; 4.900: Engine; 4.500: Aioros; 4.200: Leilani, Vittorio; 4.100: Eli, Gabriele, PaoloC; 4.000: Sherasade; 3.800: df1989, Raser, Vaal; 3.700: MZ, Restodelmondo; 3.600: Dysnomia, Fabio, Skoptes; 3.400: Marta, Uyulala; 3.300: LeoSpal; 3.100: Josè; 2.900: Luca; 2.800: Mar; 2.700: FuffaForte, MatteoGe, Masque; 2.600: Slobodanmilosevic; 2.100: Acidqueen, Roberto58; 2.000: AF; 1.900: Anellidifumo, Oz; 1.300: Nuanda; 1.200: DK; 1.000: Weissbach; 900: Kore, Mayhem; 800: ThomasBernhard; 700: Alfonso, Astridnausicaa, Lefty, Unblogindue; 500: Enigmista; 200: Hooverine.

Il fondo del barile /5

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Ecco, ora ci si mette pure il Riformista. E poi dice che uno finisce per prendersi sul serio...

Il fondo del barile /4

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Quelli di Lab perseverano a scrivere le cose che blatero. Dev'essere autolesionismo...

Il resto viene dopo

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La giustizia nei confronti dell'individuo, fosse anche il più umile, è tutto. Il resto viene dopo. (Mohandas Karamchand Gandhi)

Veronesi e l'astensione dall'astensione

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Se avete qualche minuto libero andate a comprarvi il Corriere della Sera di oggi; all'interno troverete un lungo articolo che illustra ampiamente il disegno di legge di Umberto Veronesi sul testamento biologico. Il luminare senatore del PD, com'era prevedibile, esprime molti concetti condivisibili, ma nell'intervista di oggi dà grande enfasi a un aspetto particolare della sua bozza legislativa: la possibilità dei medici di esercitare obiezione di coscienza. Orbene, l'obiezione di coscienza, a quanto mi è dato sapere, consiste generalmente nel rifiuto di fare una cosa che si considera contraria alle proprie convinzioni etiche: ci sarebbe da discutere sulle conseguenze prodotte dal fatto che i protagonisti di tale comportamento siano dei medici del servizio pubblico, ovviamente, ma il punto su cui c'è da restare perplessi mi pare un altro. E' assai frequente che nelle dichiarazioni anticipate di trattamento, infatti, siano contenute delle indicazioni che chiedono al medico di non fare qualcosa: non essere rianimato, non essere attaccato a un respiratore, non essere sottoposto ad alimentazione e idratazione artificiali. Ebbene, in simili casi cosa significherebbe, per il medico, esercitare l'obiezione di coscienza? Evidentemente non, come si è detto prima, astenersi dal compiere un atto, ma al contrario porre in essere quell'atto attivamente: mi hai chiesto di non procedere alla rianimazione? Io obietto e ti resuscito; volevi che non ti facessi la tracheostomia? Io obietto, ti faccio un bel buco sulla trachea e ti ci infilo dentro tubo lungo così. Qualcuno potrebbe osservare che Veronesi intendeva esprimere un concetto diverso: l'obiezione di coscienza, in questo caso, non consisterebbe nel porre in essere ciò che il paziente ha lasciato scritto di non volere, ma semplicemente nel non immischiarsi affatto nella vicenda e lasciarne l'incombenza a un collega; converrete con me, tuttavia, che astenersi dall'attaccare un respiratore perché si vuole rispettare la volontà di un malato o farlo semplicemente perché non ci si vuole occupare del caso sono di fatto la stessa cosa, di tal che si deve concludere che nel caso del testamento biologico l'unica forma di obiezione ipotizzabile è quella, per l'appunto, che consiste nel dare corso a ciò che la persona aveva dichiarato di rifiutare. A meno che non mi sfugga qualcosa, quindi, siamo di fronte a un vero e proprio paradosso: l'astensione dal non fare, ovverossia una doppia negazione che equivale, com'è noto, ad un'affermazione, e nel caso di specie finisce per risolversi in un'azione. Dite la verità: avevate mai pensato che strafottersene della volontà di un povero cristo potesse essere così complicato? Chi fosse interessato alla versione ufficiale può cliccare qua; chi invece volesse rassicurarsi con un po' di musica può accomodarsi da questa parte.

Illuminazioni anonime

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Sono giorni un po' incasinati, in cui il lavoro mi leva tutto il tempo e mi porta via non solo i minuti necessari a buttare giù uno straccio di post, ma soprattutto quelli indispensabili per concepirlo. In tanto grigiore, dal quale faccio una gran fatica a riemergere, un magnifico anonimo (ta-daaa) irrompe sulla scena come una folgore, prestandomi il destro per tornare a lasciare qualche mia traccia da queste parti. Commentando la sesta puntata del concorso a premi "Chi l'ha detto?", dedicata ad alcune perle pronunciate da santi, beati e affini, il nostro amico prorompe infatti nelle seguenti invettive:

Che bravi vi sentite molto intelligenti vero?
Be', direi di sì, il problema se vuoi è che ci applichiamo poco...
Che giochetto di cattivo gusto.
Hai ragione, pessimo gusto. Mica come leccare il vomito dal pavimento, quello sì che è un giochetto elegante...
Estrapolare delle frasi dal contesto per infangare è un vecchio trucco tipico di certi pseudo intellettuali comunisti.
Al di là del fatto che non sono comunista né intellettuale (sullo pseudo, invece, converrei, giacché attualmente ricopro la carica di pseudo-molte cose, ma questo è un altro discorso), e per restare all'esempio di cui all'anatema precedente, mi corre l'obbligo di riportare la frase integrale tratta dal memoriale di Santa Margherita Maria Alacoque, in modo da superare i limiti derivanti dalla denunciata estrapolazione:
Ero di natura così delicata che la più piccola sporcizia mi rivoltava lo stomaco. Gesù mi rimproverò così energicamente per questa mia debolezza che io reagii contro di essa con tanta decisione che un giorno pulii con la mia lingua il pavimento sporco del vomito di una malata. Egli mi fece provare tanta delizia in questa azione che avrei voluto avere l’occasione per farlo tutti i giorni.
Mi sa che il nostro amico senza volto aveva ragione: era tutta colpa della maliziosa estrapolazione. Leggere la frase intera fa un altro effetto, non è vero? Ma non perdiamoci in ciance, e torniamo senza ulteriori indugi al seguito delle anonime invettive:
Vergognatevi.
Noi ci si prova, amico mio, ma la spudoratezza è una gran brutta scimmia, come sai...
State facendo gli spiritosi su argomenti altissimi che neanche siete in grado di comprendere.
Può essere, amico mio. Può essere. In tal caso, qualora trovassi il tempo di farlo, illuminaci tu. Magari firmandoti, ché da queste parti le illuminazioni senza firma ci piacciono poco. Che vuoi fare, sono le fisse di noi laicisti...

Zarate Kid

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Ci sarebbero un sacco di cose da dire, quest'oggi. Ma non è che io abbia avuto molto tempo, a onor del vero, e il lavoro mi si è mangiato vivo. Rimando a domani. Per il momento beccatevi uno degli sporadici omaggi alla mia lazialità. Si vede che fare parte di una minoranza è un vizio. Saluti.

Chi l'ha detto? /6: Santi, beati & Co.

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Eccoci alla tappa numero 6 del nostro grande concorso a premi. Anche questa, come la precedente, è una puntata piuttosto particolare, perché le dichiarazioni con le quali vi dovrete misurare non riguardano un argomento specifico, ma hanno in comune la circostanza di essere state pronunciate da santi, beati e affini. Si tratta di una puntata molto difficile, ma del resto ve l'avevo promesso: spero che serva a rimescolare un po' le carte e a dare qualche chance di risalita a coloro che sino ad oggi sono rimasti un po' indietro, ammesso (ma sono sicuro che nessuno di voi ci abbia pensato lontanamente) che ci si astenga dall'utilizzare Google per individuare gli autori di queste perle (sarebbe sin troppo facile, e francamente non ci sarebbe alcun gusto, non trovate?). Mentre ripeto a chi si fosse attardato che è sempre possibile cimentarsi con i quiz precedenti cliccando qua (provvederò ad aggiornare la classifica con i risultati dei nuovi partecipanti), e che per partecipare è necessario scrivere il punteggio ottenuto nei commenti, ricordo che al vincitore finale del gran premio (al termine delle dieci tappe previste) sarà inviato un libro scelto da me. Che altro dire? Sarò monotono, ma debbo ripetervi sempre la solita raccomandazione: giocate, giocate, giocate! E ricordatevi di ascoltare un po' di musica, se vi capita: può essere una consolazione, dopo aver letto roba simile...

Back in black

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Come avete avuto modo di riscontrare in più di una circostanza, ho un gran brutto carattere: soffro di antipatie, mi infastidisco con una certa facilità e vado cercando spesso e volentieri il pelo nell'uovo, con la pervicacia di chi non è mai contento e l'ostinazione di chi si intestardisce tanto più sulle minuzie quanto meno sembrano interessanti. Orbene, nella galleria delle mie maniacali insofferenze potete incasellare pure questa: la moda che sembra essersi scatenata dopo l'elezione di Obama, consistente nel proporre personaggi di colore alle cariche e ai ruoli più disparati mi provoca un singulto, destinato sicuramente a trasformarsi in un conato allorché si andrà inevitabilmente estendendo a circostanze sempre più improbabili e fantasiose. Ora verrà fuori qualcuno a blaterare che ci vorrebbe un Goldrake nero, perché no, e magari Tarzan, e chissà, forse anche qualche leader di un movimento neonazista, d'altronde è il segno dei tempi e ai tempi, com'è noto, ci si deve inchinare senza esitazioni di sorta. Io, come ho già detto, sento una cosina a metà del gozzo, che non va né su né giù. Sarà l'inerzia dei tempi che mi si è messa di traverso, o forse solo l'illusione che verrà un giorno nel quale non ci si faccia più caso sul serio, se uno è bianco o nero; che non sia importante davvero, al punto di non averne più alcuna percezione, sia pure subliminale. Fino a quel momento, mi perdonerete, continuerò a non essere convinto, e a leggere le tracce di una segregazione che si camuffa e si finge apertura, legittimandosi con una strategia diversa e proprio per questo, se possibile, facendosi ancora più fastidiosa. Ma ho il mio carattere dicevo, ed è un caratteraccio. Ringrazio in anticipo chi vorrà perdonarmelo, e invito tutti gli altri a tenersi il loro James Bond nero accanto al comodino, a guardarselo prima di spegnere la luce e addormentarsi tranquilli. Pare che sia un rimedio sensazionale contro i sensi di colpa.

Chi l'ha detto? Classifica aggiornata dopo la tappa n. 5

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Eccoci alla classifica del concorso "Chi l'ha detto?" aggiornata dopo la quinta puntata. Siamo alla metà esatta del percorso, e quindi tutto è ancora possibile, ma è ormai evidente che siamo di fronte a un vero a proprio tentativo di fuga: Eugenia mantiene un lieve ma percettibile distacco nei confronti degli inseguitori diretti, mentre AleG e Shaadow tornano a far parte, insieme a Firetrip e Marlow, dello sparuto gruppetto che mantiene una media di almeno dieci domande azzeccate a quiz. Nell'annunciarvi che le prossime tappe saranno ancora più difficili (per dar modo a tutti di recuperare), vi raccomando di comunicarmi eventuali errori, vi ripeto che al vincitore finale del concorso sarà inviato un libro scelto da me, e vi ricordo che chi non avesse ancora fatto in tempo a cimentarsi con le domande delle prime quattro tappe è sempre in tempo a farlo cliccando qua: sarà mia cura aggiornare la classifica con nuovi i punteggi. In attesa della sesta puntata, buona consultazione a tutti! 5.700: Eugenia; 5.200: Marlow; 5.100: AleG, Firetrip, Shaadow; 4.900: Engine; 4.700: Boga; 4.200: Mariuzzoweb; 4.000: Poverobucharin, Sherasade, Vittorio; 3.800: Aioros; 3.400: Leilani; 3.200: Gabriele, PaoloC; 3.000: Vaal; 2.800: Marta, Restodelmondo; 2.700: df1989, Dysnomia, FuffaForte, MZ, Raser; 2.600: Fabio, Josè; 2.500: LeoSpal, Skoptes; 2.400: Masque, Uyulala; 2.200: Slobodanmilosevic; 2.100: Acidqueen, Luca, Mar, Roberto58; 2.000: AF, MatteoGe; 1.900: Anellidifumo, Oz; 1.300: Nuanda; 1.200: DK; 900: Kore, Mayhem; 700: Astridnausicaa; 500: Enigmista; 200: Hooverine.

Liberiamo Kareem

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Sono sicuro che tutti conoscete la storia di Abdul Kareem Nabeel Suleiman Amer, il blogger egiziano condannato a 4 anni di carcere per aver esercitato la sua libertà di espressione parlando dell'Islam. Domani, 6 novembre 2008, sarà il terzo anniversario della sua incarcerazione, e in tutto il mondo manifestazioni per chiedere la liberazione di Kareem saranno organizzate davanti alle ambasciate egiziane: da Parigi a Londra, da Berlino a New York, da Washington a Stoccolma, passando per Roma. In Italia l’iniziativa è organizzata dal prof. Nicola Iannello, da Giulia Innocenzi e dal Partito Radicale Trasnazionale. L'occasione, quindi, mi è gradita per comunicarvi che la manifestazione italiana si terrà domani 6 novembre 2008, a Roma, davanti all'Ambasciata egiziana (Via Salaria 267), alle ore 14:30. I dettagli dell'evento sono disponibili anche su Facebook, ed è possibile consultarli e aderire cliccando qua. Naturalmente vi invito tutti a partecipare, e vi prego, se avete un blog e volete darci una mano, di scrivere qualche riga sul vostro sito diffondendo l'iniziativa, o almeno, se proprio non avete tempo, di linkare questo post. Io, ovviamente, ci sarò. Grazie a tutti, e a domani.

Metilbarackobama

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Allora, gente, la faccenda è questa: mi riferiscono che staseraa partire dalle 23:00, su Giornalettismo, avrà luogo una diretta webradio (mi sa che si dice così ma non ne sono certo) in cui vari ospiti commenteranno i risultati delle elezioni americane man mano che questi ultimi si andranno delineando. La buona notizia (per me) è che sono stato invitato a partecipare. La cattiva notizia (per Giornalettismo) è che debbono proprio essersi ridotti alla canna del gas. Mah...

Metilparaben al Congresso

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Qui di seguito i miei due interventi al Congresso di Radicali Italiani: il primo in commissione, il secondo in plenaria. Buona visione a chi avrà la pazienza necessaria.


G-spot

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La presente per darvi conto del fatto che ieri, al Congresso di Radicali Italiani, un manipolo di individui del tutto privi di freni morali ha avuto l'alzata d'ingegno di presentarsi alle elezioni per i membri del Comitato, per giunta presentando una propria lista denominata "Punto G (Goliardici, Giovinastri, Geriatrici, Giulivi)". Tra i principali punti enunciati dal programma della lista, sia detto per doverosa completezza di informazione, figuravano temi quali l'antiproibizionismo sul sesso, sulla ricerca scientifica, sulla salute, sulle droghe, su tutto, nonché la necessità di tornare sulla strada a parlare con le persone e spiegare loro, con radicale pazienza, le battaglie sull'autodeterminazione, la libertà di scelta, la laicità, lo stato di diritto. Ebbene, otto di quei senzadio (tra i quali Angiolo Bandinelli, Giulia Innocenzi e -ebbene sì- anche il titolare di questo blog) sono stati eletti dal Congresso, e siederanno quindi nel Comitato di Radicali Italiani a partire dalla prossima riunione. E poi dicono che non è vero, che la moralità di questo paese sta finendo in un baratro...

Presenzialismi democratici

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Dal blog di Dario Marini, candidato alla segreteria dei Giovani PD:
Io c'ero...
Dal blog di Metilparaben:
C'ero anch'io

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