I seguaci di Pannella

I seguaci di Pannella si scatenano, quando lo critichi.
Perdono il lume della ragione, proprio.
Tirano fuori dal cilindro argomentazioni strumentali, cercano di delegittimarti, fanno di tutto per metterti a tacere, non lesinano attacchi personali e acrobazie logiche pur di dimostrare che sei un cialtrone attaccabrighe in malafede desideroso di ottenere chissà cosa. Che non sei radicale. Che non lo sei mai stato. Che sei un infiltrato del regime, un fiancheggiatore della partitocrazia, un cretino senza rimedio.
I seguaci di Marco Pannella lo difendono così: come se lui non fosse capace di difendersi da solo.
I seguaci di Marco Panella, evidentemente, lo considerano un rincoglionito.
E il bello è che neanche se ne rendono conto.

Questo post è stato pubblicato il 25 giugno 2012 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

7 Responses to “I seguaci di Pannella”

  1. http://www.radioradicale.it/scheda/3597/3610-xxvii-congresso-del-partito-radicale

    RispondiElimina
  2. Il discorso si può generalizzare a qualunque seguace di qualunque politico. Anzi, si può generalizzare e parlare di seguaci di qualunque cosa. Alcune persone trovano più semplice vivere creandosi verità fondamentali che li sorreggono, come ideologie o religioni. Quando qualcuno vuole discutere in maniera critica di una di queste verità, in queste persone scatta una sorta di protezione istintiva e sentono il bisogno di delegittimare la fonte del pericolo a tutti i costi. Poco importa dei fatti, anzi: quando i fatti gli danno per qualsiasi motivo torto cercano di delegittimare anche quelli e rigirare la frittata.
    Ho precisato che si può generalizzare perché questo comportamento è un brutto caposaldo della nostra civiltà. Nel caso specifico della politica, al di fuori di Pannella si possono trovare seguaci di Berlusconi, di Fini, di Casini, di Bersani, di Vendola e di Grillo e in tutti i casi il modo di comportarsi è simile. Difesa ad oltranza.
    Io stimo molto le persone che, pur credendo in determinati valori, sanno criticare le scelte che ritengono sbagliate della propria fazione. Troppo facile criticare l'avversario.

    RispondiElimina
  3. Mario Pastorelli mi ha risparmiato la fatica di polpastrelli, esprimendo il pensiero che è pure il mio.
    Aggiungo quindi soltanto due rapide considerazioni.
    La prima: il rischio di questa asfissia critica comporta anche che quando ci si dichiara a favore dei diritti altrui (contro i vari proibizionismi), puntualmente il contraddittorio prevede che si venga additati come praticanti. Mi dico a favore di libera scelta di abortire e prostituirsi? Ottimo: secondo certi soggetti significa che ho un tornaconto personale: o sono puttaniere o sono puttana, o peggio. Non si accetta l'idea che tutelare i diritti (pensieri) altrui non significa necessariamente farli corrispondere ai propri (troppo comodo così).
    La seconda: spero tu non abbia una casa a Montecarlo, senno sei bello che fottuto.

    RispondiElimina
  4. Pienamente d'accordo con Pastorelli. E con Carlo M. Cipolla (Le leggi fondamentali della stupidità umana"), per cui non esiste gruppo umano, compresi i Premi Nobel, in cui i cretini non siano maggioranza schiacciante, PR quindi compreso. E, ad essere ancora più scientifici, sono le azioni di ciascuno di noi, Nobel compresi, ad essere in maggioranza stupide, se è vero che usiamo solo una piccola parte delle nostre potenzialità razionali.
    Sono stato fuori dal PR per 16 anni su 46. Spesso pannelliano, mai impannellato, ritengo che si debba a Pannella (ed alla sua scelta di non inseguire elettoralmente quei seguaci fatalmente attratti dai grossi partiti che soddisfano la loro sete di gregarismo) il merito di aver dato all'Italia l'unico partito concretamente grande invece di un ennesimo partito inutilmente grosso. Basta fare la conta delle riforme ottenute.
    Ma che senso ha una polemica con l'inevitabile maggioranza dei cretini? Rischi di scendere al loro livello. Piuttosto che sentirti boicottato, sentiti fiero di uno statuto che non consente a nessuno di sbatterti fuori, che ti dà il diritto di ESSERE radicale (che significa SOLO che hai pagato la quota) e che non può impedirti NESSUNA azione politica autonoma. Certo non puoi pretendere di far fare ad altri azioni che non li convincono, né impedire agli organi di partito di fare ciò che ritengono più opportuno per attuare le deliberazioni esecutive; non si ha il diritto al consenso ma quello di lottare per ottenerlo: più calmo sarai più sarai convincente, anche verso i cretini, seguaci o no. Il dissenso è sacrosanto, come lo è la replica; per il resto in politica non contano le posizioni ma i fatti, una lunga e lenta teoria di fatti.

    RispondiElimina
  5. Ecco perché io sono seguace dei seguaci. Sono molto più divertenti degli idoli cui son devoti.

    RispondiElimina
  6. Raramente, lo ammetto, davvero raramente ho condiviso un tuo intervento come condivido questo, in tutto e per tutto, punti e virgole compresi.

    RispondiElimina
  7. da esterno e dall'estero, dopo aver letto questo http://malvinodue.blogspot.ch/2012/06/alessandro-capriccioli-comincia-dover.html, vengo qui a non saper dire altro che: mi spiace che l'unica forza politica che in qualche modo mi rispecchierebbe si perde dietro a una persona (Pannella) che quando parla sembra non sapere nemmeno lui che diavolo dice ...
    (sulle questioni di merito del cosa egli dica, così come del potere che ha nel partito e di come la razionalità sia purtroppo aliena a tutto ciò, stendo un velo pietoso e basta)

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post