Cronaca di un dialogo accidentale

Domenica 30 marzo 2008, ore 17:10.
Parcheggio la macchina e scendo, mentre a qualche metro di distanza alcuni giovanotti si adoperano per coprire i manifesti elettorali di un candidato con quelli di un altro: di schieramento politico opposto, ovviamente, ancorché caratterizzato da analogo vuoto pneumatico nello sguardo e identico compiacimento nella posa.
Mentre frugo nella tasca alla ricerca delle chiavi di casa, di una sigaretta e del cellulare (simultaneamente, a riprova della mia innata tendenza a fare il passo più lungo della gamba), vengo apostrofato da un indignato passante:

«Aho e mica se po fa'!»
«Scusi?»
«Come, scusi? Ma nun lo vede che fanno? Stanno a copri' la faccia de uno co' quella de n'artro».
«Ah. e allora?»
«Embe', e mica se po fa', no? Nun me pare corretto».
«Mah. A dirla tutta, mi sa che su 'sto muro i manifesti non poteva metterceli neanche quello di prima».
«Ah vabbe', ma lei allora è amico de questo che stanno a attacca' adesso!»
«No, veramente io cercavo le chiavi».
«E che c'entra, scusi?»
«E pure le sigarette e il cellulare».
«Ah, annamo bbene, annamo...»
«Presenterò. Buonasera a lei».

Questo post è stato pubblicato il 30 marzo 2008 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

3 Responses to “Cronaca di un dialogo accidentale”

  1. ora passi nientepopòdimeno che per teppistello?

    ps:grazie per il premio, io provvedo stasera :) Baci

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  2. Capriccioli, la tua effigie era quella coprente o quella coperta??
    ;-)

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  3. Meno manifesti per tutti.

    RispondiElimina

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