La stangata sulla plastica

Visto che siamo in clima di ossessiva invenzione di nuove tasse per finanziare l'infinanziabile, l'occasione mi è gradita per proporre al nostro governo di chiedere qualche soldino in più alle aziende che abusano della plastica per impacchettare i loro prodotti: con particolare attenzione per le situazioni -e ce ne sono- in cui il peso dell'involucro è palesemente sproporzionato rispetto a quello del contenuto.
Chissà, magari si riuscirebbe a diminuire un po' la monnezza non biodegradabile, e nello stesso tempo a recuperare qualche quattrino in più senza chiederlo sempre agli stessi poveri cristi.
Si tratta soltanto di uno spunto, ovviamente, che potrebbe rivelarsi non facilissimo da raccogliere e formalizzare a livello tecnico: però sono convinto questo sarebbe il momento giusto per dare finalmente un segnale chiaro che fino ad oggi non c'è mai stato.
Perché credo sia giusto che chi inquina di più sia chiamato a contribuire in misura maggiore rispetto agli altri: specialmente quando gli altri, loro malgrado, si ritrovano a dover tirare la cinghia.

Questo post è stato pubblicato il 12 aprile 2012 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

8 Responses to “La stangata sulla plastica”

  1. in realtà una cosa più corretta sarebbe far pagare lo smaltimento anticipato. Ora io vendo il mio prodotto x a 10 euro, un prodotto fatto per essere gettato appena si deteriora un attimo, e con sopra 4 involucri diversi.
    Se a me, azienda, facessero pagare anche lo smaltimento di x e dei 4 involucri sotto forma di tasse, dovrei alzare i prezzi, per cui diventerebbero competitivi prodotti riparabili e con meno involucri possibili.

    Di fatto, ora l'azienda vende, fa profitti legittimamente privati, ma lo smaltimento lo paghiamo coi soldi pubblici.

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  2. non ci credo che vogliono mettere un altra accisa alla benzina.... cioè questi non hanno capito....

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  3. Meglio la tassa sugli SMS e l'ennesima accisa sulla benzina. Tra un po' reintrodurranno anche la tassa sulla dimensione delle finestre.

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  4. "senza chiederlo sempre agli stessi poveri cristi."
    questo non sarebbe vero, ma nel complesso, d'accordissimo.

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  5. Questa la sostengo da anni (sostanzialmente è la stessa dello smaltimento anticipato) e, se te che sei un po' una blogstar, vuoi portarla avanti, hai tutto il mio appoggio, non solo a parole. Non che sia fra le cose più importanti e valide che andrebbero fatte senz'altro, ma almeno è fra quelle!

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  6. In teoria c'è il Conai.
    Sui materiali di consumo e di imballo si paga un contributo.
    Per una tonnellata di carta/cartone si paga 14€
    Per una tonnellata di plastica 120€
    Inoltre se non sbaglio dal 2013 diventa obbligo utilizzare materiale riempitivo (come i famosi fogli di bolle) biodegradabile
    Non è abbastanza, ma è un inizio

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  7. http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201204171333-eco-rt10127-alimentazione_arriva_in_commercio_l_imballaggio_commestibile

    Nella peggiore delle ipotesi credo si possa gettare nell'umido

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  8. Finalmente!!
    A gennaio 2008 attraverso il mio piccolo blog formalizzai un'idea che mi rimbalzava in testa da almeno quattro anni: spostare (in parte) la tassazione dalla produzione di valore al consumo di risorse, attraverso l'introduzione di un'accisa sugli imballaggi (cosa che tra l'altro avrebbe valorizzato le connessioni tra produzione, design industriale e sostenibilità ambientale, mica poco...). Fui ovviamente preso per visionario.
    Mi sento meno solo, adesso!

    http://nicolabel.wordpress.com/2008/01/12/accisa-sugli-imballaggi/

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