Una divisa come un'altra

Poi, un bel giorno, te ne vai al concertone del primo maggio per raccogliere le firme sulle famiglie di fatto e ti aspetti che tutti 'sti giovani con l'aria impegnata, il vestiario impegnato, l'acconciatura impegnata e spesso perfino l'andatura impegnata reagiscano in qualche modo diverso dall'indifferenza.
Invece, perlopiù, niente. Non dico, intendiamoci, niente adesioni, ma proprio niente di niente: nessun interesse, nessuna avversione, neanche un insulto o al limite uno sputo in faccia.
Semplicemente niente.
La stragrande maggioranza dei giovani impegnati non si ferma neanche per capire chi sei e cosa gli stai chiedendo, ti guarda come se avesse davanti agli occhi un marziano che si sta dedicando a chissà quale attività astrusa, gira la testa dall'altra parte e tira via: nel migliore dei casi biascicando qualcosa tipo "mi aspettano", "ho fretta", "non firmo niente", nel peggiore tenendo lo sguardo fisso davanti a sé e non degnandoti nemmeno di un vaffanculo.
Ieri ne ho visti passare centinaia, di quei giovani impegnati: ognuno con la sua maglietta d'ordinanza inneggiante a qualche improcrastinabile mutamento sociale, ma quasi tutti completamente disinteressati a stare a sentire dieci secondi, sia pure per mandarlo a cagare, chi proponeva loro di firmare per provare a concretizzarne uno.
E ho dovuto concludere, con una certa malinconia, che spesso e volentieri anche la tenuta da giovane impegnato è una divisa come un'altra.

Questo post è stato pubblicato il 02 maggio 2012 in ,,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

19 Responses to “Una divisa come un'altra”

  1. Non mi stupisce affatto. E poi, non siete riusciti a raccogliere firme tra gli "adulti", figuriamoci tra i diciottenni megaconvinti che vanno al concertone.

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  2. Ma non ti viene in mente che forse sbagli qualcosa tu nel tuo metodo di comunicazione?

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  3. Forse sì. Perché non mi limito a chiedere di fare un clic o saltare sul posto al grido di chissà quale canzone rivoluzionaria ma chiedo una firma per provare a farle sul serio, le cose. Forse sbaglio io.

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  4. Posso buttare lì l'idea che -appunto- temessero la sòla? Cresciuti in un mondo dove fidarsi equivale a prenderlo in saccoccia, non mi sento di biasimare chi ignora e tira dritto (anzi apprezzo la mancanza del vaffanculo sinceramente), quantomeno se non riconoscono immediamente in "qualcuno" l'interlocutore (so benissimo che non basta, i finti crocerossini al semaforo li abbiamo visti tutti e alzi la mano chi per buona fede non è caduto almeno una volta in questo tipo di tranelli).

    Quindi? Più che indifferenza, io lo chiamerei "bucio rotto". Cioé: stufi di subire, siamo al si salvi chi può. E se è l'amico a chiederci un aiuto, lo riconosciamo e lo aiutiamo anche se possiamo, ma se è qualcosa di sconosciuto, allora perché rischiare? Alla fine è sempre quello il sentimento che rende tutto molto più brutto: la paura.

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  5. Guido Fraietta, tu sei interessato ad una legge per le coppie di fatto o pensi che la cos ainteressi solo le coppie di fatto? No, perche' questa e' come la legge 40.

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  6. secondo me ha ragione thomas. non c'è impegno senza fiducia e la fiducia va conquistata. tu eri solo o con un banchetto? e che banchetto? e se eri solo come ti presentavi? e se non eri solo in compagnia di chi eri? perché dovrei dare la firma e i contatti al primo che passa?

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  7. Quoto Thomas, purtroppo. Di diffidenza si muore, è verissimo, ma diffidenza non significa sempre indifferenza, ma magari solo autodifesa. La maggior parte di chi ti ferma per una firma, in realtà unta ai soldi, vedi i Lautari, napoletani da 30 anni indisturbati a chiedere soldi contro la droga. Non sono voi, ovviamente, ma qui ti conosco, ti vedo, leggo e rifletto, se vedo uno per strada che mi incrocia il riflesso condizionato è quello di chiudersi in difesa.

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  8. Ma una volta non si diceva di non giudicare le persone da come si vestono?

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  9. E comunque ci sono altre considerazioni, tra cui anche quella di Thomas.
    Io non firmo sempre e comunque tutto quello sul cui riassunto in una frase sono più o meno d'accordo; cerco anche di guardare chi mi propone di firmare (se c'è una remota possibilità che mi stiano rifilando un set di pentole, cambio aria), e soprattutto che cosa sto firmando.
    Mi è successo più volte che mi proponessero di firmare qualcosa senza volermi dire cosa esattamente, perché il testo preciso è lungo e complicato e sta sull'altro foglio che in questo momento non abbiamo...

    Infine, talvolta l'argomento mi interessa molto, il testo completo è disponibile ma magari io in quel momento sono troppo marcio e decido di rimandare ad altra data. In questo caso, però, se ancora ancora riesco a parlare senza farfugliare troppo, cerco quanto meno di farmi dare un riferimento per beccarli in un secondo tempo.

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  10. Io credo (e lo dico con profonda amarezza) che tu sia andato a raccogliere firme nel posto sbagliato.

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  11. Bisogna vivere in un altro modo per capire che a fronte di una persona (te) che vuole qualcosa di serio, ve ne sono 99 che vogliono solo appiopparti qualcosa, e la scelta naturale è quella di ignorarle tutte, altrimenti dovresti passare la vita ad ascoltare TUTTO quello che TUTTI hanno da dire, per poi valutare se è interessante o meno...

    Aprite un sito, mettete l'indirizzo del luogo in cui avete il banchetto delle firme, e aspettate, no?

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  12. Quindi il fatto che siano diffuse le "sòle" rende le persone giustificate dal non prendere neppure in considerazione un'iniziativa popolare in favore delle famiglie di fatto? A ignorare persone che sorridendo sono disposte a spiegare l'iniziativa, a fornire materiale e a rispondere ad ogni dubbio? E come mai i più anziani, gente del '27, del '29, del '36 ma anche moltissimi quaranta/cinquantenni/sessantenni hanno ascoltato e firmato, dopo essersi accertati della veridicità di quanto comunicato e dopo aver letto la delibera? Non hanno forse più dei "giovani" dovuto subire le più disparate richieste? Ma poi, quanto ci vuole ad ascoltare e dire "no, grazie"? Non penso comunque che sia un problema dei più giovani, vari minorenni ieri avrebbero votato. Inoltre, Mattia Paoli, Giorgian, Thomas...ma avete letto il blog? Avete la più pallida idea di come sia stato pubblicizzata l'iniziativa, quali e quante persone abbiano partecipato e collaborato? Temo che i vostri preconcetti e pregiudizi non siano altro che lo specchio di quell'indifferenza e paura di sostenere le proprie idee che abbiamo visto tanto diffusa ieri. Ma poi, difendersi da cosa? Da una richiesta di due euro? Basta dire "No, grazie", oppure "firmo e basta". Trovo assurdo tirare oltre senza ascoltare, anzi, lo trovo pericolosamente indicativo di quello che è l'Italia oggi. Gente che critica a priori, che pensa che "tanto sono tutti uguali", che non alza un dito per cambiare le cose e che non è nemmeno capace di dire di no. Il lavoro è stato svolto molto bene ieri, c'era gente allegra e disponibile, la delibera era fruibile e le domande ammesse. Mi pare ridicolo giustificare il non ascolto di una causa perché a giro ci sono ex-tossicodipendenti che chiedono soldi. Per me è solo maleducazione, ignoranza e diffidenza, una cosa decisamente triste e basta.

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  13. Hai ragione. È una questione di divise, spesso. E spesso non si sa bene cosa quella divisa rappresenti. Non penso che c'entri molto la diffidenza. C'entra il disinteresse.
    In generale, credo che siamo un paese di tifosi: indosso la divisa e vado a fare il tifo per la mia squadra, e chi se ne frega del resto, del farmi domande.

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  14. Ricordo quando ho fatto la campagna referendaria (e me la sono fatta tutta, e tutta in strada, per due anni) per l'abolizione della legge 40. E ricordo che i posti in cui raccoglievamo più firme era la strada normale, della piccola città (che pure fu un'eccezione, visto che ne raccogliemmo 18500, di firme, nella piccola città). Temo che lo Scorfano abbia ragione. Fare politica leggendo Travaglio è molto più semplice che fare politica volantinando in strada.

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  15. veronica, non puoi pretendere attenzione su tutto dalla gente. abbiamo troppi input ogni secondo, e al primo maggio si va per svagarsi, inutile nasconderselo. è ottuso pensare che solo perché sei lì a raccogliere firme, in automatico, la gente debba darti attenzione. tu chiedi qualcosa a loro (l'attenzione), ma tu cosa dai per ottenerla?

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  16. Cosa dò per ottenerla? In che senso? Sorrisi, spiegazioni, disponibilità, cortesia, la possibilità di agire concretamente...cos'altro dovremmo fare, sentiamo. Perché la critica distruttiva son buoni tutti a farla. Ma poi, la causa è comune, mica solo mia. La gente a volte non presta attenzione a niente. Male se si va SOLO a svagarsi al primo maggio, visto che dieci secondi per una causa così importante in un giorno che ha un valore sociale e politico ben preciso la gente dovrebbe trovarli. E comunque erasmigrante, io di tavoli ne ho fatti altri, al Pigneto, a San Lorenzo...la situazione non cambia affatto. Ci sono persone che impiegano il proprio tempo per cause comuni, almeno ascoltare e in caso dire "No, grazie" è sdoveroso, secondo me.

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  17. se le persone che interpelli non ritengono che la causa comune importante sia comune o importante (ché di percezione si tratta), inutile star lì a sperare che firmino alcunché. pensi che le coppie di fatto debbano interessare per forza?

    secondo me bisognerebbe offrire la prospettiva di guadagnare qualcosa, intellettualmente emotivamente o economicamente, non basta essere sorridenti e cortesi: se interpello qualcuno o costui deve pensare di poterne avere un utile o deve essere già sensibilizzato.

    ragazzotti che vanno a un concerto o sono in giro al pigneto mi sembrano gli ultimi a cui chiedere qualcosa: ti sembrano persone che abitualmente si pongono la questione delle coppie di fatto, dell'infibulazione o altro?

    "almeno ascoltare" mi sembra già chiedere troppo: si ripropone la domanda "cosa mi offri in cambio?". io per cinque minuti ti ascolto, magari mentre i miei amici fanno altro, interrompo il mio divertimento. per cosa? per dare l'ennesima firma che verrà ignorata come tante altre?

    tu ti fermi a tutti i banchetti?

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  18. Perchè Metil, tu sei ancora tra quelli convinti che il concerto del 1° Maggio abbia un significato "politico" e non sia solo una giornata di musica gratuita? Cmq quanto ti è capitato non fa altro che avallare quanto ti dicevo nell'altro post, solo chi ha un effettivo interesse dovrebbe portare avanti le proprie battaglie.

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