Beppino: l'ennesimo oltraggio

Dev'essere il karma di Beppino, quello di non avere un attimo di pace. La denuncia di Verità e Vita (di cui non metto il link, non sia mai detto che regali un solo accesso a questa gente) è l'ennesimo oltraggio a un uomo onesto, che si è battuto con coraggio in difesa della libertà di scelta non solo di sua figlia, ma anche (e direi soprattutto) di tutti gli altri. Mi scuserete, se l'unica considerazione che mi viene non è particolarmente arguta: viviamo in un paese di merda. Ci sarà tempo, per parlare della vicenda in modo più puntuale. Ma, per il momento, questo è tutto.

Questo post è stato pubblicato il 27 febbraio 2009 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

29 Responses to “Beppino: l'ennesimo oltraggio”

  1. Per Eluana non lutto ma lotta.

    Iscriviamoci all'Associazione Luca Coscioni e al Partito radicale

    Ciao

    RispondiElimina
  2. Perchè nessun mortifero babbeo possa andare a dormire credendo di essere dalla parte del giusto, pubblico io il comunicato di Verità e Vita sulla disgustosa storia di questo amoroso padre:

    "Morire è una condizione naturale, un fatto ineluttabile della nostra condizione umana. Ma quella di Eluana Englaro non è stata una morte naturale. La verità è molto semplice: Eluana Englaro è stata uccisa. E quando qualcuno viene ucciso, la giustizia degli uomini ha il dovere di indagare le responsabilità penali personali di coloro che hanno commesso il fatto criminoso. Per questo motivo – senza alcuna esitazione e senza alcun ripensamento – confermiamo quanto annunciato nelle scorse settimane: Verità e Vita presenterà quanto prima una denuncia alla Procura della Repubblica di Udine con l’ipotesi del reato di omicidio volontario. Verità e Vita si batterà – insieme a tutti coloro che vorranno invocare giustizia – affinché i colpevoli di questo abominevole delitto vengano processati e condannati da un tribunale dello Stato Italiano.
    Ci sono delle responsabilità penali, e toccherà alla magistratura accertarle. Ma vogliamo dire – con la nostra abituale schiettezza – che esiste anche una colpa morale, esiste una responsabilità che sfugge alle aule dei tribunali, ma che non può sottrarsi a un Giudizio più profondo e decisivo.
    Noi vogliamo dirlo forte: sono in molti ad avere sulla coscienza questo delitto.
    L’uccisione di Eluana pesa innanzitutto sulla coscienza di suo padre Beppino, anche se fortissimi sono i condizionamenti che ha dovuto subire. Appare lui il principale artefice di questa infernale procedura, nella quale i padri vagano alla ricerca di un giudice che li autorizzi a togliere di mezzo i propri figli.
    L’uccisione di Eluana pesa sulla coscienza di quegli avvocati che hanno abilmente difeso le ragioni della morte contro quelle della vita, continuando a conservare una cattedra come docenti in quella Università cattolica che fu fondata da Padre Agostino Gemelli, non certo per propagare in Italia il diritto a uccidere i malati per fame e per sete.
    L’uccisione di Eluana pesa sulla coscienza di quei magistrati che in questi anni hanno scritto decisioni di morte. O che non hanno impedito la consumazione del delitto.
    L’uccisione di Eluana pesa sulla coscienza di quei medici che, in spregio alla loro vocazione e alla deontologia ippocratica – hanno dichiarato ai mass media che “Eluana era già morta 17 anni fa”.
    L’uccisione di Eluana pesa sulla coscienza di quei politici che, in spregio al loro dovere di agire per il bene comune, hanno detto che si poteva lecitamente far morire per fame e per sete una donna inerme.
    L’uccisione di Eluana pesa sulla coscienza di quegli altri politici “moderati”, che hanno spiegato che bisognava “abbassare i toni”. Come se – di fronte a uno che sta affogando nelle acque di un fiume – l’importante fosse non disturbare la quiete pubblica urlando con quanto fiato abbiamo in corpo “aiuto!”.
    L’uccisione di Eluana pesa sulla coscienza del Presidente della Camera Gianfranco Fini, che con le sue esternazioni si candida a raccogliere l’eredità politica non di Silvio Berlusconi, ma di Marco Pannella.
    L’uccisione di Eluana pesa sulla coscienza del senatore a vita Giulio Andreotti che, dopo aver firmato nel 1978 la legge 194 sull’aborto, in questa occasione ha parlato per dire che lo Stato non doveva intervenire per salvare Eluana. Ha parlato, e sarebbe stato meglio se avesse taciuto: non avrebbe aggiunto al computo tremendo dei 5 milioni di italiani uccisi dall’aborto di Stato un’altra vittima innocente.
    L’uccisione di Eluana pesa sulla coscienza di tutti coloro che in questi mesi hanno riempito le nostre orecchie con il loro assordante silenzio: credenti e non credenti, intellettuali e gente comune, laici e vescovi, che - forse per codardia - hanno taciuto, abbandonando questa vittima muta al suo destino.
    L’uccisione di Eluana pesa – soprattutto – sulla coscienza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E’ stato lui a rifiutarsi di firmare un decreto che avrebbe letteralmente salvato la vita di questa donna. Questione di due-tre giorni: i due-tre giorni che sono serviti per ucciderla.
    Può darsi che, adesso, la grande macchina organizzata per togliere di mezzo Eluana si metta a fare baccano per impedire che si dicano queste verità. A noi la cosa non fa paura. Andremo avanti, e chiediamo a tutti di fare lo stesso. Perché non ci sia, mai più, un’altra Eluana ammazzata così."

    RispondiElimina
  3. I mortiferi (tutt'altro che babbei, anzi assai sagaci) sono i torturatori necrofili che provano un piacere intenso e perverso nell'accanirsi con la bava alla bocca su un corpo senza vita.
    Feticismo, direi, nella sua manifestazione più estrema...

    RispondiElimina
  4. Chissà perché sono amareggiato ma non sorpreso?

    RispondiElimina
  5. "Perché non ci sia, mai più, un’altra Eluana ammazzata così"
    basterebbe un testamento biologico serio, in cui ognuno può decidere della propria sorte, senza che lo debba decidere, con la morte nel cuore, un padre, un amadre, o chiunque altro. Solo così ognuno farà valere il proprio essere, ognunno secondo le proprie convinzioni, e nessuno sarà "ammazzato", ma semplicemente chi vorà andarsene con dignità potrà farlo, chi vorrà rimanere rimarrà.

    RispondiElimina
  6. scusate gli errori di battitura nel testo ma stavo scrivendo con una mano sola e di fretta

    RispondiElimina
  7. Eluana non è stata uccisa è stata liberata!

    RispondiElimina
  8. Neanche io mi sono stupito; sono quasi sicuro che beppino Englaro lo avesse messo ampiamente in conto. Era prevedibile, non dimentichiamoci che anche il dottor Riccio fu indagato (e ovviamente prosciolto) per aver aiutato Welby.
    La denuncia è un atto in linea con la grande miseria morale e intellettuale dei cattolici integralisti: la stessa gente che in america arriva ad uccidere i medici abortisti.... in nome della vita (e già questo dovrebbe bastare a qualificarli per quello che sono: dei dementi, oltre che dei miserabili).
    Tra l'altro non so chi siano “verità e vita”, ma già il nome trasuda fascismo.

    RispondiElimina
  9. Non insultiamo la merda please.
    Non se lo merita.

    RispondiElimina
  10. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  11. Si vede che la vendetta è diventata un valore cristiano...

    RispondiElimina
  12. In un paese comandato dal clero non ci si poteva aspettare che una notizia del genere

    RispondiElimina
  13. Nel link da te postato appare evidente la sicumea di cui ormai si sento pieni questi figuri

    COPIOINCOLLO
    IL CARDINALE BARRAGAN - Se Beppino Englaro ha ucciso la figlia Eluana, «è un assassino» perché «ha violato il quinto comandamento che dice di non uccidere»: è chiaro il cardinale Javier Lozano Barragan, ministro Vaticano della Salute, commentando l’accusa rivolta a Beppino Englaro di aver ammazzato la figlia. «Abbiamo un comandamento, il quinto, che dice di non uccidere - ha spiegato Barragan a margine del convegno....

    Come notate le motivazioni portate non sono di ordine giuridico riferite al codice italiano (ricordiamo che Eluana e Beppino sono italiani) ma riferite alla legge vaticana; che checche ne pensino il pontefice ed i suoi accoliti conta meno di una cimice!

    RispondiElimina
  14. @ Allegra
    mi sfugge il periodo storico in cui la vendetta non fu un valore cristiano...

    RispondiElimina
  15. Ooops. Non ho firmato. Sono io l'anonimo delle 12.32 (come se ne fregasse qualcosa a qualcuno).

    RispondiElimina
  16. ...mala tempora currunt: solo in italia, però!
    Tra poco resterà solo l'esilio volontario come soluzione a chi non la pensa come le merde...e gli insetti che ci ronzano attorno golosi.

    Lorenzo

    RispondiElimina
  17. Io non dico che Tocqueville debba essere come Il Foglio, ma che nessuno sia d'accordo con l'obbligo di assicurare cibo e idratazione a persone bisognose(se quest'obbligo ci fosse stato, Eluana sarebbe ancora viva, e non uccisa), beh, mi sembra molto triste. ro

    RispondiElimina
  18. Io trovo molto triste invece che l'home page sia infestata ogni giorno da decine di "post" che non hanno nulla a che vedere con dei blog: quelli dell'Occidentale, testata registrata dalla fondazione presieduta dall'onorevole Quagliariello, e quelli del Foglio che sono solo link ad articoli a pagamento. Pura propaganda filogovernativa ("professionale" e "retribuita") che non capisco come tutti i veri blogger possano tollerare.

    R

    RispondiElimina
  19. Mettiamolo il link! Dappertutto!
    La manifesta imbecillità sia pubblica.

    RispondiElimina
  20. Certo che il tono di questi mentecatti è orrendamente simile a quello che andava di moda nel ventennio.
    Brrrrr....non andrò a dormire pensando di essere nel giusto, ma avrò sicuramente gli incubi: in bianco e nero come nei filmati dell'epoca.

    RispondiElimina
  21. Scusate ma davvero dobbiamo dare valore a qualcuno che ha scelto come definizione della sua esistenza di essere "Verità e Vita"? Sono ateo, e so che queste due caratteristiche non appartengano alla relatività degli uomini. E' evidente dal testo della lettera che queste persone si considerano come DIO, giudicando chiunque gli capiti a tiro, scambiando il fatto di vivere nella sua legge, legittima e rispettabile, con il fatto di farne le veci e non rispettano la libertà di nessuno neanche difronte al dramma della morte.

    RispondiElimina
  22. Basta con il finto moralismo della chiesa. Questa è una nuova controriforma cattolica che mira a ristabilire ordini nazifascisti, di concerto con Berlusconi e dove la dignità e la Libertà di ognuno DEVONO essere calpestate.
    Ratzinger al rogo!

    RispondiElimina
  23. Anonimo delle 14:21:
    Fortunatamente a TocqueVille c'è ancora qualcuno in grado di distinguere tra la realtà fattuale e le fesserie.
    Prima di sputare sentenze ti consiglio di informarti su ciò che dici. Da fonti competenti in materia, non dal ciclostilato della parrocchia, naturalmente.

    Grendel, cittadino di TocqueVille

    RispondiElimina
  24. Non so. Forse l'avvio di un procedimento penale (cui da noi in Italia il PM è obbligato in presenza di una notizia di reato, anche se dotata di un pallido fumus boni juris) rappresenta un contentino formale per i vari matti, e possa condurre a una archiviazione che ne spenga i bruciori. A me pare - senza scendere in altre considerazioni di fatto e diritto - che il padre, i sanitari e i collaboratori tutti siano protetti da un'esimente grossa come una casa (esercizio di un diritto, nella fattispecie annesso dalle sentenze della Cass. e della C.d'A. di Milano, esecutiva di quella). Mi pare anche che il comunicato di Verità e Vita - impostato sull'emotività più bieca, la stessa che alimentava gli inquisitori in anni più bui - contenga una contraddizione: come si può sostenere la vita dalla nascita "alla sua naturale fine" quando poi vi sono casi in cui la fine è quanto più possibile "innaturalmente" protratta, con svilimento della vita stessa? E circa la furberia d'accatto del sostenere il requisito dell'urgenza del famoso d.l. "perchè è morta tre giorni dopo", e correlativamente una presunta responsabilità di Napolitano nell'averne rilevato l'incostituzionalità, rimarco che l'urgenza deve sussistere ex ante, non essere ricavata ex post, e deve riguardare la generalità dei cittadini, non un singolo caso.

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post